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Incendio al Tortuga di Latina, trovati l’innesco e un filmato dell’auto dell’attentatore

Non ci sono più dubbi sulla natura dell’incendio che ha danneggiato una parte della passerella di accesso allo stabilimento balneare Tortuga di Latina: nelle prime ore di indagine gli investigatori della Polizia hanno acquisito alcuni elementi schiaccianti, che potrebbero tornare utili anche per identificare l’autore di quello che ha tutta l’aria di essere un gesto intimidatorio.

Prima di tutto durante le operazioni di spegnimento i vigili del fuoco hanno trovato una tanica di metallo tra le tavole di legno bruciate: il contenitore è stato poi sequestrato dalla polizia scientifica per essere analizzato, alla ricerca di tracce lasciate da chi lo ha maneggiato, ritenendo che sia stato utilizzato dall’attentatore per cospargere la pedana con il liquido infiammabile che ha innescato l’incendio. Un ritrovamento inequivocabile, perché chiarisce una volta del tutto che il rogo è stato appiccato in maniera intenzionale.

Nel corso della giornata poi il titolare di un’attività vicina ha fornito il filmato registrato da una telecamera di video sorveglianza installata all’ingresso dell’area di sosta del locale, che punta proprio verso il Tortuga e ha immortalato l’auto dell’attentatore che arriva poco prima della fiammata, per poi allontanarsi. Immagini, queste, filmate da una distanza non proprio ravvicinata, ma che saranno comunque analizzate per riconoscere il veicolo.

L’attentatore quindi, utilizzando un liquido accelerante, voleva fare in modo che l’incendio divampasse in maniera violenta e localizzata, per assicurarsi la buona riuscita dell’azione criminale. Non voleva rischiare di essere scoperto, nonostante fossero le 3:30 circa, anche perché nel chiosco c’era qualcuno, uno dei gestori che era rimasto nel locale ed è uscito non appena ha visto le fiamme.

Quest’ultimo ha utilizzato alcuni estintori nel tentativo di spegnere il rogo, ma non è bastato per domare le fiamme: nel frattempo aveva lanciato la segnalazione al 112 che ha consentito ai vigili del fuoco di intervenire prima che l’incendio potesse estendersi ulteriormente.

Incidente notturno sulla Fondi-Sperlonga: 5 feriti, di cui 2 bambini

Notte di paura alle porte di Fondi, dove un violento incidente stradale ha visto coinvolti due mezzi e cinque persone, tra cui due minori. Lo schianto si è verificato poco dopo la mezzanotte lungo il primo tratto della strada provinciale per Sperlonga, all’altezza di via della Rinchiusa.

Per cause ancora in fase di accertamento, una Mercedes e una Mazda che procedevano in direzioni opposte si sono scontrate frontalmente. A bordo delle due vetture viaggiavano complessivamente cinque persone: una donna con il figlio undicenne e una famiglia composta da marito, moglie e una bambina di nove anni.

L’impatto è stato particolarmente violento e ha richiesto un massiccio intervento dei soccorsi. 

Sul posto sono giunte diverse ambulanze del 118 e squadre dei vigili del fuoco, impegnate nelle operazioni di assistenza e messa in sicurezza dei veicoli.

Quattro dei feriti sono stati trasportati negli ospedali di Fondi e Terracina. Più serie le condizioni del conducente della Mazda, un cinquantenne di Monte San Biagio, trasferito in eliambulanza al Policlinico Gemelli di Roma per un importante trauma facciale. L’uomo è ricoverato in prognosi riservata ma, secondo quanto appreso, non sarebbe in pericolo di vita.

A svolgere i rilievi i Carabinieri di Fondi.

Tavola rotonda a Terracina sulle proprietà salutistiche dell’olio extravergine d’oliva

“Piacere, Salute e Territorio. Le proprietà e le potenzialità dell’olio extravergine di oliva” è il tema della tavola rotonda organizzata dal Capol di Latina in programma giovedì 2 giugno a Terracina.

All’evento, che si svolgerà nella suggestiva cornice dell’Atrio comunale, saranno presenti per i saluti ai convenuti il Sindaco di Terracina Francesco Giannetti e l’eurodeputato Nicola Procaccini.

Gli interventi saranno affidati al Presidente della Fondazione Città di Terracina, Francesco Di Mario, che illustrerà il progetto Olio del Tempio di Monte Giove, un’ambiziosa iniziativa che mira a restituire alla città di Terracina il ruolo di punto di riferimento della produzione e del commercio dell’olio che la città ha sempre avuto nel corso della storia. 

Il professor Eugenio Lendaro, docente del dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico Chirurgiche dell’Università La Sapienza presso il Polo Pontino, illustrerà lo stato dell’arte di uno studio di ricerca nato a Latina e attualmente approdato alla fase di sperimentazione in vivo sulle proprietà antitumorali di alcuni fenoli presenti nell’olio extravergine di oliva.

Seguirà un intervento del dottor Alessandro Rossi, già Presidente della LIlt di Latina e Consulente Medico del Capol, che affronterà il tema dell’alimentazione come forma di prevenzione contro i rischi per la salute.

Al Presidente del Capol Luigi Centauri sarà invece affidato il compito di affrontare gli aspetti legati alle prospettive di poter raggiungere una sempre maggiore diffusione e penetrazione sociale nel consumo degli oli di qualità.

Sarà poi la volta del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, promotore delle iniziative che hanno portato al riconoscimento della Via Appia come patrimonio dell’Unesco, che relazionerà sull’importanza della Regina Viarum per la promozione e lo sviluppo dell’oleoturismo in provincia di Latina.

Prima della Tavola rotonda, il cui inizio è presto per le ore 17.30, ci sarà una interessante visita guidata a cura della Fondazione Città di Terracina.

Al termine della manifestazione avrà luogo una degustazione degli oli extravergine delle Colline pontine e un buffet con prodotti tipici del territorio.

ABC e Tari, Ciolfi attacca la maggioranza: “Tre anni di immobilismo”

Maria Grazia Ciolfi

È stato un intervento durissimo quello della consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, durante il Consiglio comunale dedicato all’approvazione del bilancio di esercizio 2024 di ABC, del bilancio previsionale 2026-2028, del Piano Economico Finanziario e delle tariffe Tari.

Per Ciolfi, gli atti portati in aula raccontano “tre anni di ritardi, immobilismo amministrativo, assenza di programmazione e totale mancanza di una visione industriale e ambientale” sul futuro del ciclo dei rifiuti a Latina.

“L’assessora definisce questi atti trasparenti, chiari e coerenti. Io credo siano invece la fotografia di un fallimento politico e amministrativo con cui questa maggioranza ha gestito ABC e l’intero ciclo dei rifiuti in questi tre anni.”

“Non si può votare e prendere le distanze”

Nel mirino della consigliera finisce anche una frase inserita nel deliberato relativo al bilancio di esercizio 2024.

“Si arriva persino a scrivere che l’approvazione del bilancio non comporta condivisione né adesione alle valutazioni e alle attribuzioni di responsabilità contenute nell’atto. Una frase gravissima. Non si può votare una delibera e contemporaneamente prendere le distanze da ciò che si sta approvando. Quando si alza la mano in Consiglio, la responsabilità la si assume tutta.”

Secondo Ciolfi, quella formulazione certifica il tentativo della maggioranza di smarcarsi politicamente dagli errori compiuti nella gestione dell’azienda speciale.

Il nodo del piano industriale

La capogruppo del Movimento 5 Stelle richiama poi le relazioni dei revisori dei conti, evidenziando le criticità sulla continuità aziendale e sull’assenza di programmazione.

“ABC vive da tre anni in esercizio provvisorio. Tre anni senza piano industriale, senza atti programmatori approvati e senza prospettive certe. Avete bloccato i bilanci inseguendo una due diligence che non ha prodotto nulla se non il congelamento dell’azienda.”

Per Ciolfi, la maggioranza ha modificato il progetto industriale senza riuscire a costruire un nuovo modello operativo.

“Avete cambiato configurazione al servizio ma non siete mai stati capaci di attuare concretamente quel cambiamento. Avete lasciato ABC in una precarietà continua che chiamate ‘fase transitoria’, ma che dura ormai da tre anni e rischia di arrivare fino alla fine della consiliatura.”

“La città resterà nelle condizioni attuali”

La consigliera critica anche il bilancio previsionale 2026-2028.

“La parte più importante di questo previsionale non è ciò che prevede o promette, ma ciò che ammette. Gli stessi revisori e il controllo analogo certificano che fino all’approvazione del nuovo piano industriale la città resterà nelle condizioni attuali, senza soluzioni strutturali ai problemi del servizio e del decoro urbano.”

Ciolfi cita il passaggio degli atti in cui si afferma che, nel periodo transitorio, non troveranno soluzione le problematiche sul decoro urbano già emerse nel 2025.

“Tradotto: Comune e ABC stanno dicendo ufficialmente ai cittadini che degrado, disservizi e criticità continueranno. E continueranno perché dopo tre anni questa amministrazione non è ancora riuscita ad approvare un piano industriale.”

Raccolta differenziata ferma e nessun salto di qualità

Nel mirino anche gli obiettivi ambientali.

Per Ciolfi, la raccolta differenziata resterà ferma al 52,8%, mentre produzione dei rifiuti e servizi rimarranno sostanzialmente invariati.

“Questo previsionale non prevede alcun salto di qualità ambientale o organizzativo. Prevede soltanto la continuità dell’immobilismo.”

La consigliera parla anche di “congelamento” del servizio, definendo questa espressione particolarmente grave perché indica, a suo giudizio, l’assenza di avanzamenti reali negli ultimi tre anni.

Commissione Bilancio e tariffe Tari

Ciolfi torna poi su quanto accaduto in Commissione Bilancio durante l’esame del PEF e delle tariffe Tari.

“Prima ancora di entrare nel merito delle tariffe, credo sia necessario ricordare ciò che è accaduto in commissione. Il presidente Coluzzi ha avuto l’ardire di non mettere nemmeno in discussione il tema delle tariffe, andando direttamente alla votazione senza consentire all’assessora e agli uffici di presentare la delibera e ai consiglieri di intervenire, fare domande o aprire un confronto prima del voto su scelte che peseranno direttamente sulle tasche dei cittadini.”

La consigliera definisce l’episodio “politicamente scorretto e profondamente antidemocratico”.

“Aumenti con un servizio che peggiora”

Per la capogruppo M5S, il punto più grave è l’approvazione degli aumenti Tari davanti a un servizio che, a suo giudizio, non ha registrato miglioramenti.

“Ieri in Consiglio sono stati approvati aumenti a fronte di un servizio che non è migliorato, anzi peggiora e continua a mostrare enormi criticità in tutta la città.”

Ciolfi ricorda anche la proposta del Movimento 5 Stelle per una maggiore rateizzazione della Tari, pensata per alleggerire l’impatto su famiglie e attività economiche.

“Commercianti e famiglie stanno facendo fatica a sostenere costi sempre più pesanti. Una maggiore rateizzazione consentirebbe una gestione più sostenibile dell’imposta, ma avete completamente ignorato la nostra proposta, limitandovi a ripetere che non esistevano alternative.”

La critica sulla gestione del ciclo dei rifiuti

Il passaggio più duro riguarda la visione complessiva del ciclo dei rifiuti.

“Non avete mai avuto una cultura del riciclo e della chiusura del ciclo dei rifiuti. Non avete una visione industriale, non avete una prospettiva ambientale. Avete una visione pari a zero.”

Ciolfi contesta anche l’interpretazione del principio “chi meno produce, meno paga”, sostenendo che la sua piena applicazione passa dalla tariffazione puntuale, la TARIP, e non soltanto dalla modulazione della tariffa in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Secondo la consigliera, il progetto originario di ABC andava proprio in quella direzione, attraverso estensione del porta a porta, misurazione dei conferimenti e aumento della raccolta differenziata.

“Latina più sporca e senza prospettive”

Ciolfi cita anche l’impianto di selezione presente da oltre quarant’anni nel sito ABC, definendolo “una risorsa lasciata sostanzialmente inutilizzata”.

Per la capogruppo, si sarebbero potuti intercettare fondi europei per modernizzare gli impianti, aumentare il recupero di materia e ridurre i costi per i cittadini.

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: costi sempre più elevati per cittadini e imprese, una raccolta differenziata ferma da anni, una città più sporca e nessuna prospettiva concreta di riduzione delle bollette o di miglioramento ambientale.”

L’affondo finale alla maggioranza

Nel finale, Ciolfi allarga l’attacco alla tenuta politica della maggioranza.

“In questi anni abbiamo visto dimissioni di assessori, dimissioni di presidenti di commissione, divisioni interne e conflitti continui. E oggi ci ritroviamo ad approvare in ritardo atti fondamentali che avrebbero dovuto garantire programmazione, investimenti e prospettive all’azienda speciale.”

La consigliera spiega così il voto contrario del Movimento 5 Stelle.

“Il nostro voto contrario riguarda soprattutto tre anni di gestione politica fallimentare del ciclo dei rifiuti. La verità è che avete perso il controllo della situazione, non sapete più dove mettere le mani e state dimostrando ogni giorno di più di non essere in grado di governare una città capoluogo come Latina.”

Fiamme al Tortuga sul lungomare di Latina, il Comune: “Vicini alla struttura”

Un incendio ha colpito nella notte l’ingresso dello stabilimento balneare Tortuga, sul litorale di Latina.

Il rogo ha provocato danni alla passerella in legno e all’insegna della struttura, senza conseguenze più gravi grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco.

Sull’episodio sono ora in corso gli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a chiarire l’origine delle fiamme.

La telefonata del sindaco ai titolari

Dopo quanto accaduto, il sindaco Matilde Celentano ha contattato i titolari dello stabilimento per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale.

“In seguito all’incendio che, nella notte, ha interessato l’ingresso dello stabilimento balneare Tortuga sul litorale di Latina, causando ingenti danni alla passerella in legno e all’insegna della struttura, mi sono immediatamente messa in contatto con i titolari per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale e la solidarietà dell’intera città”.

“Fortunatamente il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito di contenere le conseguenze del rogo, evitando danni ben più gravi. Resta tuttavia la serietà dell’episodio, sul quale sono già in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarire le cause del rogo e fare piena luce sull’accaduto”.

Comune in contatto con gli organi competenti

La vicenda viene seguita anche dall’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco.

“Insieme all’assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco, stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione e restiamo in costante contatto con gli organi preposti, pronti a fornire ogni supporto necessario”.

Solidarietà allo stabilimento balneare

L’incendio arriva all’inizio della stagione estiva, in un momento delicato per le attività del litorale.

“Ai titolari e a tutti i collaboratori del Tortuga rinnovo la solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione comunale, in questa stagione estiva appena iniziata”.

Il Comune resta dunque in attesa degli sviluppi degli accertamenti, confermando la disponibilità a sostenere la struttura colpita.

Ricostruiamo Terracina diventa associazione, Norcia: “Protagonisti del cambiamento”

Prosegue il percorso di Ricostruiamo Terracina, il progetto civico guidato da Sara Norcia, già consigliera alla Provincia di Latina, assessore e consigliera comunale a Terracina.

A tre mesi dalla nascita dell’iniziativa, il gruppo si è ufficialmente costituito in associazione.

Alla guida ci sarà proprio Norcia, affiancata dal consiglio direttivo, dall’assemblea e da un coordinamento giovanile composto da rappresentanti delle categorie del territorio.

Un progetto aperto alle realtà cittadine

L’associazione nasce con l’obiettivo di coinvolgere le realtà attive della città e di costruire un percorso fondato su partecipazione, ascolto e progettualità.

Nel comunicato viene sottolineata anche l’impronta femminile della nuova struttura organizzativa.

Per Norcia, si tratta di un passaggio fondamentale per dare continuità al lavoro avviato negli ultimi mesi.

Norcia: “Un punto fermo da cui ripartire”

“Si tratta di una tappa fondamentale per Ricostruiamo Terracina: un punto fermo da cui ripartire con forza e costanza per far tornare Terracina protagonista – ha argomentato Sara Norcia, già consigliere alla Provincia di Latina e assessore e consigliere del Comune di Terracina -”.

Norcia parla di un progetto che “scende ufficialmente in campo” e che intende mettere al centro la rinascita della città.

“Zero compromessi e interessi di parte”

“A tre mesi dalla nascita del progetto Ricostruiamo Terracina scende ufficialmente in campo e non si rassegna allo stato comatoso in cui è prigioniera la città, ponendo al centro della propria azione soltanto la rinascita di Terracina: zero compromessi e interessi di parte, che tengono in ostaggio da troppi anni la nostra meravigliosa comunità, ricca di storia, tradizioni e successi”, ha sostenuto la presidente Norcia.

Il messaggio politico dell’associazione punta quindi su discontinuità, partecipazione e rilancio del territorio.

Ascolto delle categorie e risposte alla città

Norcia richiama anche il confronto avuto nei primi tre mesi con categorie e organizzazioni del territorio.

“Le categorie e le organizzazioni del territorio, incontrate in questi primi 90 giorni, chiedono un’aria nuova per affermare la ricostruzione di Terracina nel solco del dialogo, dell’ascolto e delle risposte chiare e virtuose rispetto ai bisogni della città, i cui capisaldi passano per la competenza e la visione”.

Per Ricostruiamo Terracina, il percorso dovrà quindi partire dai bisogni espressi dalla comunità cittadina e dalle realtà economiche, sociali e associative.

Il ruolo dei giovani nel nuovo coordinamento

Un passaggio centrale riguarda il coordinamento giovanile, indicato come uno degli elementi più importanti della nuova organizzazione.

“Un ringraziamento particolare va a questa squadra eccellente, che continuerà a crescere: un direttivo, un’assemblea e, soprattutto, un coordinamento giovanile nati dalla forza delle idee, dell’energia e dell’identità”.

Secondo Norcia, il futuro della città va costruito insieme, coinvolgendo nuove energie e competenze.

“Il futuro di una città si costruisce insieme”

“Ben consapevoli di voler essere protagonisti del cambiamento, perché il futuro di una città si costruisce insieme, ogni giorno, senza dover invidiare alcunché alle altre realtà limitrofe e del resto d’Italia”, conclude Sara Norcia.

Con la costituzione dell’associazione, Ricostruiamo Terracina avvia dunque una nuova fase del proprio percorso politico e civico, con l’obiettivo dichiarato di lavorare al rilancio della città.

Francia, la festa per la Champions del PSG finisce in tragedia: un morto e un ferito gravissimo

Doveva essere una notte di festa per celebrare la storica vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, ma le celebrazioni nella capitale francese sono rapidamente degenerate in disordini, incidenti e violenze. Il bilancio provvisorio è drammatico: una persona è morta, un’altra è rimasta gravemente ferita e centinaia di persone sono state fermate dalle forze dell’ordine.

Gli episodi più gravi si sono verificati sugli Champs-Élysées e nelle zone attorno al Parc des Princes, dove migliaia di tifosi si erano radunati per festeggiare il primo trionfo europeo della storia del club parigino. Secondo quanto riferito dalla Procura di Parigi, la vittima è un uomo che viaggiava in moto e che si è schiantato contro alcuni blocchi di cemento collocati su una bretella di uscita del Boulevard Périphérique, all’altezza della Porte Maillot, non lontano dall’impianto del PSG.

Un’altra persona è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata in ospedale, dove si trova ricoverata in prognosi riservata.

Nel corso della notte si sono registrati lanci di oggetti, incendi, danneggiamenti e ripetuti scontri con le forze dell’ordine, costrette a intervenire in più punti della città per contenere i disordini. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha reso noto che sono state fermate 780 persone, mentre 457 sono state trattenute in stato di detenzione.

Le autorità stanno ora lavorando per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante la notte e per accertare eventuali responsabilità negli episodi di violenza che hanno macchiato una giornata destinata a entrare nella storia del calcio francese.

Relitto di un’antica imbarcazione romana riaffiora tra le acque, la scoperta a Fondi

Il mare ha riportato alla luce un frammento di storia rimasto nascosto per secoli sotto la sabbia del litorale fondano. A Rio Claro, lungo la costa di Fondi, è infatti riemerso nelle scorse settimane un antico relitto che si presume essere di epoca romana, spinto nuovamente allo scoperto dall’azione delle mareggiate e delle correnti.

La segnalazione è arrivata nelle scorse settimane e ha immediatamente attivato la macchina della tutela del patrimonio archeologico. Sul posto sono intervenuti la Soprintendenza, i Carabinieri del Nucleo Subacquei del Lazio e la Capitaneria di Porto di Gaeta, che hanno avviato i primi accertamenti e disposto misure di protezione dell’area.

In realtà non è una vera e propria scoperta poiché, già a inizi anni 2000, su segnalazione di un turista, la soprintendenza aveva indagato, ipotizzando che si trattasse di un veliero lungo circa 50 metri.

Il relitto, come dimostrano le immagini, si trova in acque molto basse, a meno di una decina di metri dalla riva, in un tratto di costa che, molto probabilmente, in epoca romana era collegato alle attività portuali del territorio. Basti pensare che a poche centinaia di metri, dall’altro lato della foce del canale di Sant’Anastasia, è emersero anni fa i resti di un’antica villa romana che ancora oggi giace sotto la sabbia.

Secondo le già citate ricostruzioni di qualche decennio fa, potrebbe trattarsi di una nave commerciale a fondo piatto, utilizzata per i traffici marittimi lungo la costa tirrenica, o per i collegamenti con gli specchi lacustri interni.

Nel frattempo la Guardia Costiera ha vietato ogni attività nel raggio di cinquanta metri dal punto di emersione: niente balneazione, pesca, immersioni o navigazione fino al completamento delle verifiche.

Se la scoperta rappresenta un nuovo tassello che conferma la straordinaria ricchezza archeologica del territorio di Fondi e dintorni, dall’altra qualcuno si preoccupa essendo la stagione estiva ormai alle porte. La struttura dell’imbarcazione, infatti, si trova appena oltre lo stabilimento balneare Chalet, in zona Rio Claro, sul litorale di Fondi ma lati Terracina. Un tratto che, al di là della presenza degli ombrelloni del lido, è molto apprezzato anche per chi ama la spiaggia libera.

E se da un lato pare chiaro non si tratti di pirati e tesori nascosti, non è da escludere che, con una semplice mareggiata, quel legno possa tornare ad essere nuovamente coperto dalla sabbia nei fondali ricchi di storia della Riviera d’Ulisse.

Asilo nido di Lenola, vertenza per il futuro dei lavoratori

Si apre un passaggio decisivo per il futuro del personale dell’asilo nido comunale “Primi Passi” di Lenola.

La Prefettura di Latina ha convocato una riunione per mercoledì 3 giugno alle 10.30, dopo la richiesta di incontro avanzata dalla FP CGIL Frosinone Latina nell’ambito della procedura di conciliazione e raffreddamento.

Al centro della vertenza ci sono la tutela occupazionale dei lavoratori e il cambio di assetto del servizio, dopo la decisione del Comune di concedere in locazione l’immobile comunale di via Aldo Moro con destinazione a nido privato.

Lo stato di agitazione proclamato dalla FP CGIL

La FP CGIL ha dichiarato lo stato di agitazione del personale della cooperativa L’Aquilone, attualmente in servizio presso il nido “Primi Passi”.

Il sindacato contesta il mancato confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e chiede garanzie sulle ricadute occupazionali della procedura avviata dall’amministrazione comunale.

La richiesta riguarda in particolare il futuro dei sette lavoratori oggi impiegati nel servizio, tra educatrici, educatori e personale addetto alla cucina.

La concessione dell’immobile comunale

La vicenda nasce dalla procedura avviata dal Comune di Lenola per la concessione in locazione dell’immobile comunale di via Aldo Moro, attualmente sede del servizio di asilo nido.

L’immobile è stato destinato a un servizio di nido privato, con vincolo di destinazione d’uso.

Con la determinazione del 4 maggio 2026, il Comune ha approvato il verbale di gara e disposto l’aggiudicazione della locazione alla ditta individuale Chiara De Bonis, a fronte di un canone mensile di 630 euro oltre Iva.

Il nodo della clausola sociale

Uno dei punti più delicati riguarda l’assenza, negli atti richiamati dalla cooperativa L’Aquilone, di indicazioni sulla clausola sociale e sulle modalità di assorbimento del personale oggi impiegato nel servizio.

La cooperativa uscente ha comunicato alle organizzazioni sindacali la cessazione della gestione dell’asilo nido pubblico alla data del 31 luglio 2026, proprio in conseguenza della concessione in locazione della struttura.

Secondo quanto segnalato, il bando non indicava obblighi specifici sul piano di assorbimento del personale da parte del nuovo soggetto gestore.

Sette lavoratori coinvolti

La vertenza riguarda sette lavoratori attualmente in servizio presso il nido.

Per il sindacato e per la cooperativa uscente, il mancato assorbimento del personale comporterebbe un danno rilevante, soprattutto per le lavoratrici più avanti con l’età anagrafica, che avrebbero maggiori difficoltà di ricollocazione.

La preoccupazione riguarda anche la perdita del patrimonio di esperienza maturato negli anni all’interno di un servizio educativo rivolto alla prima infanzia.

La riunione davanti alla Prefettura

La Prefettura ha convocato il Comune di Lenola e la FP CGIL per un incontro nella sala Protezione Civile dell’Ufficio territoriale del Governo.

La riunione servirà ad affrontare il tema della tutela occupazionale e a verificare possibili soluzioni nella fase di passaggio del servizio.

Per il sindacato, il confronto dovrà chiarire le garanzie per il personale e le conseguenze della trasformazione dell’asilo da servizio comunale gestito da cooperativa a nido privato all’interno di un immobile pubblico.

Un servizio presente da oltre 25 anni

L’asilo nido “Primi Passi” rappresenta da anni un presidio educativo per il territorio di Lenola.

La cooperativa L’Aquilone ricorda che la struttura è stata adibita per oltre 25 anni a funzioni di servizio pubblico di asilo nido ed è predisposta per una capacità ricettiva di 26 utenti.

La partita, dunque, non riguarda soltanto il futuro dei lavoratori, ma anche la continuità di un servizio per le famiglie e per la comunità locale.

‘Drive’: silenzio, asfalto e violenza. Il noir ridotto all’osso di James Sallis

Esistono romanzi che raccontano una storia ed esistono romanzi che agiscono per sottrazione, che erodono lentamente il genere cui appartengono fino a lasciarne soltanto il telaio nudo, il metallo esposto, le vibrazioni interne. Drive di James Sallis appartiene precisamente a questa seconda categoria. Pubblicato nel 2005 e divenuto poi oggetto di una seconda consacrazione culturale grazie all’adattamento cinematografico di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, il romanzo di Sallis è stato spesso frainteso come un semplice noir urbano, un hard boiled minimalista costruito attorno alla figura di un pilota criminale senza nome. In realtà, sotto la superficie di inseguimenti, motori e regolamenti di conti, Drive è un’opera profondamente letteraria, quasi anti-narrativa, che usa il linguaggio del pulp e del crime per interrogare il vuoto spirituale contemporaneo.

La trama

Ridurre Drive alla sua trama significherebbe mancarne completamente il bersaglio. La vicenda, in sé, è essenziale: un uomo noto semplicemente come Driver lavora come stuntman per Hollywood, meccanico e pilota per rapine. La sua specialità consiste nel guidare automobili durante le fughe criminali, offrendo ai clienti cinque minuti netti di protezione assoluta. Quando una serie di eventi lo trascina dentro una spirale di tradimenti, violenza e vendette, il protagonista si trova costretto a confrontarsi non soltanto con il mondo criminale, ma soprattutto con la propria natura più profonda. Questa, tuttavia, è soltanto l’ossatura narrativa. Il vero romanzo si trova altrove: nei silenzi, nelle ellissi, nelle omissioni, negli interstizi psicologici che Sallis dissemina con chirurgica precisione.

Una prosa asciutta fino all’osso

La prima grande peculiarità di Drive è infatti la sua struttura stilistica. Sallis scrive come se stesse scolpendo il testo con un coltello. La sua prosa è compressa, nervosa, asciugata fino all’osso. Non c’è nulla di ornamentale, nulla di ridondante. Ogni frase sembra costruita per sottrazione, secondo una poetica che ricorda certi minimalismi americani di Cormac McCarthy, Jim Thompson e persino il primo Hemingway, ma attraversata da una malinconia urbana estremamente moderna. Sallis non spiega quasi mai. Suggerisce. Accenna. Frammenta. Costringe il lettore a ricostruire il tessuto emotivo del romanzo partendo dai residui lasciati tra una scena e l’altra.

È qui che Drive compie la sua operazione più radicale: destruttura il noir classico senza rinnegarlo. Il protagonista è un evidente discendente dei grandi uomini soli della narrativa americana, ma svuotato di qualsiasi glamour. Driver non possiede il cinismo elegante di Philip Marlowe, né il romanticismo autodistruttivo dei criminali del neo-noir anni Settanta. È un uomo quasi post-umano, ridotto a funzione, a movimento, a meccanismo. Persino il fatto che non abbia un vero nome è fondamentale: Sallis lo trasforma in una presenza astratta, in una figura archetipica sospesa tra western, tragedia greca e narrativa pulp.

Guidare, ossia esistere

L’automobile, naturalmente, non è soltanto un elemento scenografico. In Drive il veicolo diventa un’estensione ontologica del protagonista. Guidare significa esistere. Significa trovare una forma temporanea di controllo in un universo dominato dal caos. Le sequenze automobilistiche del romanzo non sono mai descritte con l’estetica ipercinetica del thriller commerciale contemporaneo; al contrario, Sallis le tratta quasi come momenti di concentrazione metafisica. La strada americana — elemento centrale dell’immaginario letterario statunitense da Jack Kerouac in poi — qui perde ogni dimensione libertaria e si trasforma in una geografia terminale, fatta di motel anonimi, luci al neon, officine sporche, parcheggi deserti e periferie senza identità.

Ed è proprio il rapporto con lo spazio uno degli aspetti più sottovalutati del romanzo. Los Angeles, in Drive, non è mai la città glamour del cinema. È una distesa atomizzata di non-luoghi. Sallis costruisce una California spettrale, post-industriale, svuotata di qualsiasi promessa mitologica. Non c’è sole, non c’è sogno americano, non c’è redenzione. La città diventa un organismo entropico che divora lentamente i suoi abitanti. In questo senso il romanzo dialoga profondamente con la tradizione del noir californiano, ma anche con certo cinema esistenzialista americano degli anni Settanta.

Tempo e frammenti

Un altro elemento straordinario dell’opera è il modo in cui Sallis gestisce il tempo narrativo. Drive non procede in maniera lineare: il passato del protagonista emerge per frammenti, per schegge improvvise, attraverso una costruzione ellittica che ricorda la tecnica del montaggio cinematografico. Il lettore non riceve mai una biografia completa e rassicurante. Conosce Driver gradualmente, attraverso cicatrici emotive, episodi isolati, brevi intuizioni. Questo approccio rende il personaggio infinitamente più reale rispetto a molti protagonisti iper-spiegati del thriller contemporaneo.

Una solitudine irreversibile

Dal punto di vista tematico, il cuore del romanzo è la solitudine. Non una solitudine romantica o bohémien, ma una condizione antropologica irreversibile. Tutti i personaggi di Drive sembrano vivere ai margini della società e persino della propria esistenza. Parlano poco, si fidano raramente, attraversano il mondo come fantasmi. La violenza, in questo contesto, non è mai spettacolarizzata: esplode all’improvviso, secca, brutale, priva di catarsi. Sallis comprende perfettamente che la vera violenza non ha nulla di coreografico. È rapida, stupida, definitiva.

Ed è qui che emerge un altro enorme equivoco generato dal successo cinematografico del romanzo. Il film di Refn, pur notevole sotto il profilo estetico, trasforma Drive in un oggetto pop iperstilizzato, dominato da synthwave, cromatismi neon e iconografia cool. Il libro di Sallis, invece, è infinitamente più sporco, depresso e letterario. Dove Refn costruisce una mitologia estetica, Sallis costruisce un’elegia della disconnessione umana. Il Driver letterario non è un eroe pop silenzioso: è un relitto emotivo che continua a muoversi soltanto perché fermarsi significherebbe collassare definitivamente.

Dietro la superficie piccoli residui di umanità

Sarebbe però sbagliato leggere Drive soltanto come un romanzo nichilista. Dentro la sua durezza estrema esiste anche una forma sotterranea di umanità. Driver conserva brandelli di empatia, piccoli residui di possibilità affettiva che emergono proprio perché compressi dentro un universo dominato dalla brutalità. Sallis lavora magnificamente sul non detto: gli affetti non vengono dichiarati, ma trapelano da dettagli minimi, gesti trattenuti, esitazioni improvvise. In questo senso il romanzo possiede una qualità quasi jazzistica — non a caso Sallis è anche musicologo e critico musicale — perché funziona attraverso pause, sincopi, improvvise variazioni di tono.

Niente di superfluo

Tecnicamente impressionante è anche il controllo del ritmo. Drive è un romanzo breve, ma densissimo. Non esiste una singola pagina superflua. Ogni capitolo entra tardi ed esce presto, secondo una logica narrativa estremamente cinematografica ma mai banalmente visuale. Sallis elimina sistematicamente tutto ciò che potrebbe rallentare la tensione emotiva del testo. Eppure, paradossalmente, il romanzo non dà mai l’impressione di correre davvero: produce piuttosto una sensazione costante di deriva, come se il protagonista stesse attraversando un purgatorio meccanico senza possibilità di approdo.

Una meditazione sull’alienazione moderna

“Non esistono fughe pulite”.

In ultima analisi, Drive è uno dei grandi noir americani del XXI secolo proprio perché trascende continuamente il noir stesso. È un romanzo sul movimento e sull’immobilità, sulla costruzione artificiale dell’identità maschile, sull’America come spazio mentale consumato e terminale. Ma soprattutto è un’opera che comprende perfettamente come il vero orrore contemporaneo non sia la criminalità, bensì l’erosione progressiva della connessione umana.

James Sallis prende gli archetipi del pulp — il pilota, la rapina, la fuga, il killer, la città notturna — e li trasforma in qualcosa di infinitamente più raro: una meditazione secca e lucidissima sull’alienazione moderna. È noir, certamente. Ma è anche letteratura esistenziale, tragedia minimalista e anatomia spirituale di un uomo che riesce a sentirsi vivo soltanto quando il motore accelera e il resto del mondo scompare nello specchietto retrovisore.