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Asilo nido di Lenola, vertenza per il futuro dei lavoratori

Si apre un passaggio decisivo per il futuro del personale dell’asilo nido comunale “Primi Passi” di Lenola.

La Prefettura di Latina ha convocato una riunione per mercoledì 3 giugno alle 10.30, dopo la richiesta di incontro avanzata dalla FP CGIL Frosinone Latina nell’ambito della procedura di conciliazione e raffreddamento.

Al centro della vertenza ci sono la tutela occupazionale dei lavoratori e il cambio di assetto del servizio, dopo la decisione del Comune di concedere in locazione l’immobile comunale di via Aldo Moro con destinazione a nido privato.

Lo stato di agitazione proclamato dalla FP CGIL

La FP CGIL ha dichiarato lo stato di agitazione del personale della cooperativa L’Aquilone, attualmente in servizio presso il nido “Primi Passi”.

Il sindacato contesta il mancato confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e chiede garanzie sulle ricadute occupazionali della procedura avviata dall’amministrazione comunale.

La richiesta riguarda in particolare il futuro dei sette lavoratori oggi impiegati nel servizio, tra educatrici, educatori e personale addetto alla cucina.

La concessione dell’immobile comunale

La vicenda nasce dalla procedura avviata dal Comune di Lenola per la concessione in locazione dell’immobile comunale di via Aldo Moro, attualmente sede del servizio di asilo nido.

L’immobile è stato destinato a un servizio di nido privato, con vincolo di destinazione d’uso.

Con la determinazione del 4 maggio 2026, il Comune ha approvato il verbale di gara e disposto l’aggiudicazione della locazione alla ditta individuale Chiara De Bonis, a fronte di un canone mensile di 630 euro oltre Iva.

Il nodo della clausola sociale

Uno dei punti più delicati riguarda l’assenza, negli atti richiamati dalla cooperativa L’Aquilone, di indicazioni sulla clausola sociale e sulle modalità di assorbimento del personale oggi impiegato nel servizio.

La cooperativa uscente ha comunicato alle organizzazioni sindacali la cessazione della gestione dell’asilo nido pubblico alla data del 31 luglio 2026, proprio in conseguenza della concessione in locazione della struttura.

Secondo quanto segnalato, il bando non indicava obblighi specifici sul piano di assorbimento del personale da parte del nuovo soggetto gestore.

Sette lavoratori coinvolti

La vertenza riguarda sette lavoratori attualmente in servizio presso il nido.

Per il sindacato e per la cooperativa uscente, il mancato assorbimento del personale comporterebbe un danno rilevante, soprattutto per le lavoratrici più avanti con l’età anagrafica, che avrebbero maggiori difficoltà di ricollocazione.

La preoccupazione riguarda anche la perdita del patrimonio di esperienza maturato negli anni all’interno di un servizio educativo rivolto alla prima infanzia.

La riunione davanti alla Prefettura

La Prefettura ha convocato il Comune di Lenola e la FP CGIL per un incontro nella sala Protezione Civile dell’Ufficio territoriale del Governo.

La riunione servirà ad affrontare il tema della tutela occupazionale e a verificare possibili soluzioni nella fase di passaggio del servizio.

Per il sindacato, il confronto dovrà chiarire le garanzie per il personale e le conseguenze della trasformazione dell’asilo da servizio comunale gestito da cooperativa a nido privato all’interno di un immobile pubblico.

Un servizio presente da oltre 25 anni

L’asilo nido “Primi Passi” rappresenta da anni un presidio educativo per il territorio di Lenola.

La cooperativa L’Aquilone ricorda che la struttura è stata adibita per oltre 25 anni a funzioni di servizio pubblico di asilo nido ed è predisposta per una capacità ricettiva di 26 utenti.

La partita, dunque, non riguarda soltanto il futuro dei lavoratori, ma anche la continuità di un servizio per le famiglie e per la comunità locale.

‘Drive’: silenzio, asfalto e violenza. Il noir ridotto all’osso di James Sallis

Esistono romanzi che raccontano una storia ed esistono romanzi che agiscono per sottrazione, che erodono lentamente il genere cui appartengono fino a lasciarne soltanto il telaio nudo, il metallo esposto, le vibrazioni interne. Drive di James Sallis appartiene precisamente a questa seconda categoria. Pubblicato nel 2005 e divenuto poi oggetto di una seconda consacrazione culturale grazie all’adattamento cinematografico di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, il romanzo di Sallis è stato spesso frainteso come un semplice noir urbano, un hard boiled minimalista costruito attorno alla figura di un pilota criminale senza nome. In realtà, sotto la superficie di inseguimenti, motori e regolamenti di conti, Drive è un’opera profondamente letteraria, quasi anti-narrativa, che usa il linguaggio del pulp e del crime per interrogare il vuoto spirituale contemporaneo.

La trama

Ridurre Drive alla sua trama significherebbe mancarne completamente il bersaglio. La vicenda, in sé, è essenziale: un uomo noto semplicemente come Driver lavora come stuntman per Hollywood, meccanico e pilota per rapine. La sua specialità consiste nel guidare automobili durante le fughe criminali, offrendo ai clienti cinque minuti netti di protezione assoluta. Quando una serie di eventi lo trascina dentro una spirale di tradimenti, violenza e vendette, il protagonista si trova costretto a confrontarsi non soltanto con il mondo criminale, ma soprattutto con la propria natura più profonda. Questa, tuttavia, è soltanto l’ossatura narrativa. Il vero romanzo si trova altrove: nei silenzi, nelle ellissi, nelle omissioni, negli interstizi psicologici che Sallis dissemina con chirurgica precisione.

Una prosa asciutta fino all’osso

La prima grande peculiarità di Drive è infatti la sua struttura stilistica. Sallis scrive come se stesse scolpendo il testo con un coltello. La sua prosa è compressa, nervosa, asciugata fino all’osso. Non c’è nulla di ornamentale, nulla di ridondante. Ogni frase sembra costruita per sottrazione, secondo una poetica che ricorda certi minimalismi americani di Cormac McCarthy, Jim Thompson e persino il primo Hemingway, ma attraversata da una malinconia urbana estremamente moderna. Sallis non spiega quasi mai. Suggerisce. Accenna. Frammenta. Costringe il lettore a ricostruire il tessuto emotivo del romanzo partendo dai residui lasciati tra una scena e l’altra.

È qui che Drive compie la sua operazione più radicale: destruttura il noir classico senza rinnegarlo. Il protagonista è un evidente discendente dei grandi uomini soli della narrativa americana, ma svuotato di qualsiasi glamour. Driver non possiede il cinismo elegante di Philip Marlowe, né il romanticismo autodistruttivo dei criminali del neo-noir anni Settanta. È un uomo quasi post-umano, ridotto a funzione, a movimento, a meccanismo. Persino il fatto che non abbia un vero nome è fondamentale: Sallis lo trasforma in una presenza astratta, in una figura archetipica sospesa tra western, tragedia greca e narrativa pulp.

Guidare, ossia esistere

L’automobile, naturalmente, non è soltanto un elemento scenografico. In Drive il veicolo diventa un’estensione ontologica del protagonista. Guidare significa esistere. Significa trovare una forma temporanea di controllo in un universo dominato dal caos. Le sequenze automobilistiche del romanzo non sono mai descritte con l’estetica ipercinetica del thriller commerciale contemporaneo; al contrario, Sallis le tratta quasi come momenti di concentrazione metafisica. La strada americana — elemento centrale dell’immaginario letterario statunitense da Jack Kerouac in poi — qui perde ogni dimensione libertaria e si trasforma in una geografia terminale, fatta di motel anonimi, luci al neon, officine sporche, parcheggi deserti e periferie senza identità.

Ed è proprio il rapporto con lo spazio uno degli aspetti più sottovalutati del romanzo. Los Angeles, in Drive, non è mai la città glamour del cinema. È una distesa atomizzata di non-luoghi. Sallis costruisce una California spettrale, post-industriale, svuotata di qualsiasi promessa mitologica. Non c’è sole, non c’è sogno americano, non c’è redenzione. La città diventa un organismo entropico che divora lentamente i suoi abitanti. In questo senso il romanzo dialoga profondamente con la tradizione del noir californiano, ma anche con certo cinema esistenzialista americano degli anni Settanta.

Tempo e frammenti

Un altro elemento straordinario dell’opera è il modo in cui Sallis gestisce il tempo narrativo. Drive non procede in maniera lineare: il passato del protagonista emerge per frammenti, per schegge improvvise, attraverso una costruzione ellittica che ricorda la tecnica del montaggio cinematografico. Il lettore non riceve mai una biografia completa e rassicurante. Conosce Driver gradualmente, attraverso cicatrici emotive, episodi isolati, brevi intuizioni. Questo approccio rende il personaggio infinitamente più reale rispetto a molti protagonisti iper-spiegati del thriller contemporaneo.

Una solitudine irreversibile

Dal punto di vista tematico, il cuore del romanzo è la solitudine. Non una solitudine romantica o bohémien, ma una condizione antropologica irreversibile. Tutti i personaggi di Drive sembrano vivere ai margini della società e persino della propria esistenza. Parlano poco, si fidano raramente, attraversano il mondo come fantasmi. La violenza, in questo contesto, non è mai spettacolarizzata: esplode all’improvviso, secca, brutale, priva di catarsi. Sallis comprende perfettamente che la vera violenza non ha nulla di coreografico. È rapida, stupida, definitiva.

Ed è qui che emerge un altro enorme equivoco generato dal successo cinematografico del romanzo. Il film di Refn, pur notevole sotto il profilo estetico, trasforma Drive in un oggetto pop iperstilizzato, dominato da synthwave, cromatismi neon e iconografia cool. Il libro di Sallis, invece, è infinitamente più sporco, depresso e letterario. Dove Refn costruisce una mitologia estetica, Sallis costruisce un’elegia della disconnessione umana. Il Driver letterario non è un eroe pop silenzioso: è un relitto emotivo che continua a muoversi soltanto perché fermarsi significherebbe collassare definitivamente.

Dietro la superficie piccoli residui di umanità

Sarebbe però sbagliato leggere Drive soltanto come un romanzo nichilista. Dentro la sua durezza estrema esiste anche una forma sotterranea di umanità. Driver conserva brandelli di empatia, piccoli residui di possibilità affettiva che emergono proprio perché compressi dentro un universo dominato dalla brutalità. Sallis lavora magnificamente sul non detto: gli affetti non vengono dichiarati, ma trapelano da dettagli minimi, gesti trattenuti, esitazioni improvvise. In questo senso il romanzo possiede una qualità quasi jazzistica — non a caso Sallis è anche musicologo e critico musicale — perché funziona attraverso pause, sincopi, improvvise variazioni di tono.

Niente di superfluo

Tecnicamente impressionante è anche il controllo del ritmo. Drive è un romanzo breve, ma densissimo. Non esiste una singola pagina superflua. Ogni capitolo entra tardi ed esce presto, secondo una logica narrativa estremamente cinematografica ma mai banalmente visuale. Sallis elimina sistematicamente tutto ciò che potrebbe rallentare la tensione emotiva del testo. Eppure, paradossalmente, il romanzo non dà mai l’impressione di correre davvero: produce piuttosto una sensazione costante di deriva, come se il protagonista stesse attraversando un purgatorio meccanico senza possibilità di approdo.

Una meditazione sull’alienazione moderna

“Non esistono fughe pulite”.

In ultima analisi, Drive è uno dei grandi noir americani del XXI secolo proprio perché trascende continuamente il noir stesso. È un romanzo sul movimento e sull’immobilità, sulla costruzione artificiale dell’identità maschile, sull’America come spazio mentale consumato e terminale. Ma soprattutto è un’opera che comprende perfettamente come il vero orrore contemporaneo non sia la criminalità, bensì l’erosione progressiva della connessione umana.

James Sallis prende gli archetipi del pulp — il pilota, la rapina, la fuga, il killer, la città notturna — e li trasforma in qualcosa di infinitamente più raro: una meditazione secca e lucidissima sull’alienazione moderna. È noir, certamente. Ma è anche letteratura esistenziale, tragedia minimalista e anatomia spirituale di un uomo che riesce a sentirsi vivo soltanto quando il motore accelera e il resto del mondo scompare nello specchietto retrovisore.

Si ribalta con il trattore: imprenditore agricolo muore schiacciato dal mezzo

Una nuova tragedia sul lavoro si è consumata nelle campagne del Pistoiese, dove un uomo di 65 anni ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato sotto il trattore che stava conducendo.

L’incidente è avvenuto nei pressi di un’azienda agricola nel comune di Larciano. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 65enne potrebbe aver perso il controllo del mezzo agricolo che, per cause ancora in corso di accertamento, si sarebbe ribaltato travolgendolo.

L’allarme è stato lanciato immediatamente, ma all’arrivo dei sanitari del 118 per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, e i vigili del fuoco che hanno lavorato per liberare il corpo rimasto bloccato sotto il veicolo agricolo.

Le indagini proseguono per chiarire le circostanze che hanno portato al drammatico incidente.

Lite finisce nel sangue al Circeo: accoltella un uomo, 28enne in carcere

Un uomo è finito in ospedale dopo essere stato colpito con un coltello da cucina durante una lite avvenuta in strada a San Felice Circeo.

Per l’aggressione i Carabinieri hanno arrestato un cittadino indiano di 28 anni, residente nel territorio pontino. L’uomo è accusato di tentato omicidio e porto di arma atta ad offendere.

Il ferito soccorso dal 118

La vittima è stata trovata a terra con una ferita da arma da taglio al fianco sinistro.

Sul posto, dopo la segnalazione della Polizia Locale, sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di San Felice Circeo e i militari del N.O.R. – Aliquota Operativa della Compagnia di Terracina, incaricati dei rilievi tecnici e planimetrici.

Il ferito è stato affidato al personale sanitario del 118 e trasportato all’ospedale di Latina, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.

Il confronto degenerato in strada

L’episodio è maturato dopo un precedente diverbio tra i due uomini.

Nel pomeriggio, la vittima aveva contattato il 28enne per chiarire la situazione e i due avevano concordato un incontro nei pressi dell’abitazione dell’arrestato.

All’appuntamento si sono presentati anche altri connazionali, tutti identificati durante gli accertamenti.

Il coltello preso in casa

Durante il confronto, il 28enne è uscito in strada con un coltello da cucina.

Dopo aver strattonato l’altro uomo, lo ha colpito con un fendente al fianco sinistro.

I Carabinieri hanno poi perquisito l’abitazione dell’indagato e hanno trovato nella camera da letto l’arma usata nell’aggressione: un coltello lungo complessivamente 28 centimetri, subito sequestrato.

Il trasferimento nel carcere di Latina

Dopo l’arresto, il 28enne è stato trasferito nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Controlli su droga e violazioni tradali tra Itri e il Golfo, carabinieri in azione

Pattuglie in strada fino a tarda notte, posti di controllo e verifiche mirate nelle aree maggiormente frequentate. È il bilancio dell’operazione straordinaria di controllo del territorio messa in campo dai Carabinieri della Compagnia di Formia tra le serate del 29 e 30 maggio, con particolare attenzione al territorio di Itri e dei comuni limitrofi.

L’attività è stata mirata al contrasto del consumo di sostanze stupefacenti e alla sicurezza della circolazione stradale.

Nel corso dei controlli due uomini, rispettivamente di 31 e 37 anni, sono stati trovati in possesso di modiche quantità di hashish. Per entrambi è scattata la segnalazione alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti, mentre la droga è stata sequestrata.

I numeri dell’operazione parlano di 94 persone identificate, 49 veicoli controllati e sei soggetti sottoposti a misure o provvedimenti dell’autorità giudiziaria verificati dai militari dell’Arma. Nel mirino è finito anche un esercizio pubblico, sottoposto a controlli amministrativi.

Non sono mancate le contestazioni per violazioni al Codice della Strada: sei le sanzioni elevate nel corso del servizio.

Cisterna Volley, preso Peng: centrale cinese di due metri e dieci, fresco campione del Giappone

2JGBYPA Gdansk. 9th July, 2022. Peng Shikun of China spikes the ball during the FIVB Volleyball Nations League Men's Pool 6 match between China and Bulgaria in Gdansk, Poland on July 9, 2022. Credit: Piotr Matusewicz/Xinhua/Alamy Live News

Arriva dall’Estremo Oriente, è alto 2 metri e 10 centimetri, di mestiere fa il centrale: si chiama Shikun Peng, è lui il primo acquisto del Cisterna Volley per la prossima stagione. E’ nato in Cina, compirà 26 anni ad agosto (il 26), nella stagione scorsa ha vinto il campionato giapponese con la maglia dell’Osaka Bluteon. Prima di approdare in Giappone aveva tentato l’esperienza europea in Francia, a Parigi, dove a fine stagione ha messo in bacheca il trofeo del miglior centrale della lega transalpina.

Non ancora maggiorenne ha iniziato il suo percorso nel volley e si è fatto conoscere con la maglia dello Sichuan Jinlang Sports (tre stagioni), poi è approdato al Suntory Sunbirds contribuendo alla conquista del titolo giapponese e dell’Asian Men’s Club Championship, con una media di 10 punti a partita, e diventando devastante a muro.  In Cina con lo Shanghai Bright si è portato a casa i titoli di miglior centrale ed Mvp del campionato. Da lì la volontà di giocare nel vecchio continente, ma Parigi non lo ha convinto ed ha preferito tornare in Asia. La scelta visto com’è andata con l’Osaka Bluteon è stata quella giusta: campionato giapponese vinto. Gioca regolarmente con la Nazionale cinese.

Peng schiaccia a 360 cm e mura a 345. Il muro la sua arma migliore, in attacco si esalta nel primo tempo. Ora il desiderio di riprovare una nuova avventura in Europa.  Al di là delle qualità tecniche che conosceremo realmente solo vedendolo giocare dal vivo, nessun dubbio sull’ambizione che anima Shikun Peng, deciso a dimostrare il proprio valore nel campionato più difficile in assoluto, la SuperLega italiana.

Il primo cinese nella storia del Cisterna Volley si presenta ai suoi nuovi tifosi convinto di potersi giocare le proprie chance per compiere il passo più importante della propria carriera: “Nel campionato italiano ci sono molti degli atleti più forti in assoluto. E quando mi si è presentata l’opportunità di poter giocare in SuperLega, non ci ho pensato neanche un secondo: la mia risposta è stata subito sì. Sono consapevole che non sarà semplice, ma lavorerò al massimo per adattarmi alla nuova realtà il prima possibile. Ho iniziato a giocare a pallavolo a 12 anni, è sempre stato il mio sport, e mi sono impegnato molto per migliorare. Ora sto giocando, quindi non sono in vacanza: si lavora. Ma questo non mi pesa, perché è quello che ho voluto fin da quando ero bambino”.

Una vita dedicata al volley. “Non amo la vita mondana, mi piace la tranquillità e il poco tempo libero a disposizione mi piace trascorrerlo con mia moglie, a casa. Di stravizzi non ne ho mai fatti, uno sportivo per rendere al massimo ha bisogno di condurre una vita equilibrata. Io amo la pallavolo e mi considero relativamente giovane, dentro di me penso che il bello debba ancora venire, e ora con la chiamata del Cisterna Volley mi si presenta l’occasione della vita. Non posso lasciarmela scappare, inoltre voglio ripagare la fiducia che il club mi ha dato. Il progetto della società, che mi è stato illustrato in fase di trattativa, lo considero perfetto per me: lavorare, migliorarsi, crescere e giocare una buona pallavolo per raggiungere l’obiettivo prima possibile e dedicarsi a traguardi più prestigiosi. Mi rispecchio in questa mentalità. E non vedo l’ora di venire in Italia, dove non sono mai stato: qui il vostro paese è considerato tra i più belli e piacevoli del Mondo, dove si mangia meglio in assoluto. Saluto tutti i tifosi del Cisterna Volley, conterò i giorni che mi separano dall’arrivo in Italia con trepidazione. Per me è un sogno che si avvera”.

Fiamme al lido di Latina, distrutta la passerella di uno stabilimento balneare

Distrutta dalle fiamme la passerella di accesso allo stabilimento balneare Tortuga, alla marina di Latina nei pressi di Foce Verde. È successo stanotte intorno alle 3.30 quando l’incendio ha richiamato l’attenzione dei passanti ed è scattato l’allarme al 112.

L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di evitare che le fiamme potessero estendersi, ma il rogo ha comunque creato danni importanti all’ingresso della struttura ricettiva. Per le indagini è intervenuta la polizia, prima con le pattuglie della squadra volante per i primi riscontri, poi con gli specialisti della scientifica per il sopralluogo in cerca di tracce utili alle indagini.

Gli investigatori sono già al lavoro per individuare telecamere di video sorveglianza e acquisire testimonianze utili a ricostruire l’accaduto. Non sarebbero stati trovati inneschi, ma l’ipotesi privilegiata è quella del dolo, in circostanze ancora in fase di valutazione.

Formia – Undici anni dopo il furto, il Bambinello torna a Maranola

Per undici anni è stata un’assenza silenziosa, una vera e propria ferita aperta nella memoria collettiva di Maranola di Formia. Ieri, però, quel vuoto si è finalmente colmato. Tra applausi, commozione e momenti di autentica partecipazione popolare, il “Bambinello di Sant’Antonio” è tornato nella sua chiesa, restituendo alla comunità formiana uno dei simboli più cari della propria tradizione religiosa.

La preziosa scultura in legno del XVIII secolo era stata rubata nella notte tra il 7 e l’8 maggio del 2015 dalla chiesa della Santissima Annunziata. Da allora se ne erano perse le tracce, fino a quando una complessa attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Genzano di Lucania ha consentito di riportarla alla luce.

Determinante il monitoraggio dei canali di compravendita online. I militari hanno individuato una trattativa sospetta e sono intervenuti in tempo utile all’interno di un’abitazione privata dove il manufatto era già stato imballato e preparato per essere spedito all’estero a un acquirente che aveva già perfezionato l’acquisto. Pochi giorni ancora e la statua avrebbe probabilmente lasciato definitivamente l’Italia, finendo nei circuiti del collezionismo privato.

L’identificazione è arrivata attraverso la banca dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ha confermato la corrispondenza con l’opera denunciata come rubata oltre un decennio fa.

Ottenuto il via libera dell’autorità giudiziaria, il ritorno del Bambinello è stato organizzato in coincidenza con l’apertura delle celebrazioni dedicate a Sant’Antonio. La consegna ufficiale è avvenuta nel cuore di Maranola davanti a centinaia di fedeli, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.

Più che il recupero di un’opera d’arte, quello celebrato ieri è apparso come il ritorno a casa di un pezzo di storia.

Giro d’Italia, domenica da bollino rosso sulla Pontina: chiusure e deviazioni per chi deve arrivare a Roma

La festa del Giro d’Italia, che il territorio pontino ha già vissuto quest’anno con la tappa partita da Formia, rischia di trasformarsi in una giornata complicata per migliaia di automobilisti del territorio pontino e per i romani di ritorno nella capitale dopo il week end al mare sulle coste della provincia di Latina.

Oggi, infatti, in occasione della tappa conclusiva della corsa rosa con arrivo a Roma, scatteranno una serie di limitazioni al traffico che interesseranno anche la Pontina, principale arteria di collegamento tra Latina e la Capitale.

Le modifiche riguarderanno il tratto della 148 compreso all’interno del territorio comunale di Roma. In direzione della Capitale sarà chiusa la carreggiata tra il chilometro 15,800 e il chilometro 10,550, con uscita obbligatoria per i veicoli agli svincoli di Tor de’ Cenci e Spinaceto. Da lì il traffico verrà indirizzato sulla viabilità ordinaria.

Le restrizioni sono previste in una fascia oraria abbastanza estesa, tra le 11 e le 18.30, anche se la durata effettiva delle chiusure sarà legata al passaggio della carovana ciclistica e ciò potrebbe ridurre i disagi ad un arco temporale più ridotto.

Non sarà interessata invece la parte della Pontina che attraversa i territori di Pomezia, Aprilia e Latina, dove la circolazione rimarrà regolare. Tuttavia, gli effetti delle deviazioni potrebbero ripercuotersi anche sui flussi di traffico provenienti dalla provincia pontina e diretti verso Roma.

Modifiche alla viabilità, infatti, sono previste anche sul Grande Raccordo Anulare, dove verranno temporaneamente chiuse le rampe di uscita dello svincolo Roma Eur-Via Pontina sia sulla carreggiata interna che su quella esterna.

Per limitare i disagi, Anas e Forze dell’Ordine presidieranno gli snodi interessati dalle chiusure, mentre le informazioni in tempo reale saranno diffuse attraverso i pannelli a messaggio variabile lungo la rete stradale.

Da Itri e dal Golfo di Gaeta al tetto d’Europa: Fra Diavolo conquista il titolo continentale

Le acque del Golfo di Napoli incoronano un equipaggio che porta alto il nome di un altro Golfo, quello di Gaeta e di tutto il territorio locale fino a Itri. Questo partendo dal panorama della vela internazionale. Il team di Fra Diavolo, con a bordo il velista del sud pontino Vincenzo Addessi, ha conquistato il titolo europeo nelle classi Maxi 4 e Maxi 5 in occasione dell’IMA Maxi European Championship 2026.

Un successo maturato al termine di una settimana intensa di regate tra Napoli, Capri e Sorrento, in una delle competizioni più prestigiose del calendario velico internazionale, che ha visto confrontarsi alcuni tra i migliori equipaggi del continente.

La vittoria conferma la qualità tecnica, l’esperienza e l’affiatamento di un gruppo che negli anni ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle principali competizioni d’altura, aggiungendo ora un nuovo e prestigioso trofeo alla propria bacheca.

Per Gaeta e per tutto il territorio si tratta di un risultato che va oltre il semplice dato sportivo. Il successo europeo di Fra Diavolo rappresenta infatti un motivo di orgoglio per una città di Itri e per tutto il territorio del Golfo gaetano che vanta una lunga tradizione marinara e che continua a esprimere protagonisti capaci di distinguersi sui più importanti campi di regata.

Al termine della manifestazione sono arrivati anche i complimenti dell’Amministrazione comunale di Itri, che ha voluto congratularsi con Vincenzo Addessi, con l’intero equipaggio per un’impresa che porta ancora una volta il nome della città ai vertici della vela europea.