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Spari contro la moto di un pregiudicato, indaga la polizia

Nei giorni scorsi personale della Polizia di Anzio, tornato sul luogo dell’agguato avvenuto in via Livatino a Nettuno, che aveva visto coinvolti due giovani inseguiti da una seconda auto, si è accorto che una moto in sosta nelle case popolari, era stata raggiunta da tre colpi di pistola.
Non è chiaro quando ci sia stato l’episodio degli spari, ma il personale della polizia ha effettuato i rilievi e prelevato i bossoli rinvenuti sul posto. Sembra che tra i due episodi ci siano dei collegamenti precisi. La moto appartiene ad un pregiudicato residente in zona, al momento in stato di arresto. La polizia di Stato, che sembra avere le idee chiare sui rapporti che ci sono tra i diversi personaggi coinvolti in questo episodio criminale, stanno cercando di fare luce su quella che sembra un lite territoriale legate a questioni di spaccio.

Sda, annullati 17 licenziamenti: revocato lo sciopero dei corrieri

Dopo due giorni di proteste da parte di 200 corrieri finalmente l’intesa che scongiura il licenziamento di 17 corrieri Sda tra Pomezia e Fiumicino. Durante le proteste non sono mancati i momenti di tensione con le forze dell’ordine. Mercoledì due lavoratori hanno cercato di entrare nella sede di poste italiane all’Eur e sono rimasti feriti.

Poi la soluzione. Nell’intesa appena raggiunta e firmata da quattro sigle sindacali, Cgil, Uil, Usb e Ugl, si è messo nero su bianco l’impegno a non aprire nessuna procedura di licenziamento collettivo fino al 31 dicembre del 2023, salvo il verificarsi di cause straordinarie non prevedibili, oltre quelle già note, come la pandemia e la guerra. In ogni, caso qualsiasi decisione dovrà essere preceduta dal confronto sindacale. Revocato con effetto immediato lo sciopero.

Aveva una granata e la droga in casa, 16enne finisce in comunità

La volante del Commissariato di Anzio

È stato portato in una comunità di recupero, in attesa delle disposizioni del giudice, un 16enne di Anzio trovato in possesso di circa 300 grammi di hashish e materiale esplosivo. Il ragazzino è stato fermato in strada durante un normale controllo ed è stato trovato in possesso di una piccola quantità di stupefacente.

Ne è seguito, come da protocollo, un controllo domiciliare dove la vera sorpresa non è stata trovare altro stupefacente, anche in notevole quantità e neanche i 2mila euro ritenuti provento di spaccio, ma l’esplosivo. Gli agenti del Commissariato di Anzio-Nettuno, infatti, a seguito di accurati controlli, lo scorso 27 settembre, dopo aver effettuato una perquisizione personale, hanno proseguito il controllo perquisendo anche la sua stanza. E lì c’è stata la sorpresa. Il minorenne aveva occultato la sostanza stupefacente e del materiale esplodente, fra cui una granata. Il ragazzo è stato arrestato ma, data l’età, è stato portato in una comunità di recupero. La polizia ora sta indagando per capire dove abbia preso la granata.

Appena 6 giorni dopo il fermo, i poliziotti sono tornati a “bussare” nella stessa famiglia, stavolta per il padre del ragazzo. L’uomo da tempo perseguitava l’ex compagna. Messaggi, telefonate, minacce, tanto che la donna aveva presentato una serie di denunce proprio al Commissariato di Anzio, spiegando il suo stato di ansia. Dopo l’ennesimo atto violento nei confronti della donna, nonostante precedenti ammonimenti e arresti, per lo stalker è scattato il fermo. Al momento l’uomo risulta essere agli arresti domiciliari.

Acquista droga per spacciare e poi si pente, 19enne si autodenuncia

È stato un ragazzo di 19 anni di Nettuno, sembra spinto dalla voglia di aiutare la famiglia in difficoltà economiche, ad acquistare circa 400 grammi di hashish da rivendere. Ma lo spaccio non era la sua strada. Il giovane, in pochissimi giorni, si è pentito di questa scelta e si è autodenunciato.

Il ragazzo, come racconta la Polizia di Stato in una nota, avrebbe acquistato la droga alla fine di settembre. Dopo averne rivenduta una piccola parte si è pentito e si è autodenunciato alla Polizia con una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa tramite l’applicazione “Youpol”. L’applicazione, lo ricordiamo, permette ai cittadini di inviare video e foto di denuncia alla Polizia, rispetto a fenomeni di spaccio e non solo.

I poliziotti del X Distretto “Lido di Roma” hanno quindi arrestato per spaccio il 19enne di Nettuno. Il ragazzo ha consegnato ai poliziotti che sono andati a prenderlo poco meno di 400 grammi di hashish. L’arresto è stato convalidato e, a seguito di patteggiamento, la pena di 10 mesi e 20 giorni gli è stata sospesa.

Beccato con la cocaina, pusher 43enne in manette

La droga sequestrata

Un 43enne di Nettuno, nella giornata di ieri è stato sorpreso durante un controllo delle forze dell’ordine in possesso di 25 grammi di cocaina. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Aprilia. Il blitz è scattato in un’area popolare della città. L’arrestato ha precedenti specifici legati allo spaccio.

Incidente mortale sulla Nettunense: l’anziana alla guida stroncata da un malore

È stato un malore a provocare l’incidente fatale che sabato mattina ha portato alla morte di una donna di 70 anni sulla via Nettunense ad Aprilia. La donna, lo ricordiamo, era al volante della sua auto quando ha perso il controllo della vettura, ed è uscita di strada finendo contro un albero. La 70enne è deceduta non appena arrivata in ospedale. I medici hanno stabilito che la causa dell’incidente è stato un malore della donna mentre era alla guida.

Evade dai domiciliari per inseguire la compagna: 40enne in manette

Carabinieri della Tenenza di Ardea hanno arrestato un 40enne romano gravemente indiziato dei reati di evasione e danneggiamento. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, ha avuto una violenta discussione con la compagna, talmente impaurita da uscire di casa insieme ai figli minori per rifugiarsi dalla vicina.

Il 40enne, nonostante fosse sottoposto al regime della detenzione domiciliare per un cumulo pene dovuto a una serie di reati commessi nel territorio di Roma e provincia, a decorrere dal 2012, è uscito di casa per continuare la lite e, non potendo accedere all’abitazione della vicina, ha appiccato un incendio al portone d’ingresso, minacciando i suoi familiari che avrebbe dato fuoco anche a loro se non fossero usciti e tornati a casa. Il pronto intervento dei Carabinieri ha evitato che l’azione criminosa degenerasse e ha portato all’arresto dell’uomo, successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Anzio – Al via la stagione del Teatro Uniko: ecco tutte le date in programma

La platea del Teatro Uniko

Presentata lo scorso sabato primo ottobre la stagione teatrale del Teatro Uniko di Anzio, che si trova presso la sede di via del Sole 2 in zona Lavinio, ospite della Crazy School. Sul palco ad illustrare il programma Fabio Pontecorvo e Andrea Serpa che da anni portano avanti con dedizione e tenacia questa avventura artistica e culturale.


“Per prima cosa – ha detto Pontecorvo – voglio ringraziare Patrizia Vitiello che ci ospita, poi spero davvero che si possa ripartire alla grande dopo due anni di Pandemia, durante i quali fare e stare teatro con mascherine e limitazioni non è stato il massimo”. Non sono mancate battute sul palco, sulla presenza di tante persone tra il pubblico, tra cui l’artista Dado. “Si è sparsa la voce che poi c’è il buffet – ha detto Pontecorvo – ecco perché siete qui”. Quindi ha preso la parola l’assessore Valentina Salsedo. “Siete una bellissima realtà – ha detto – ci dobbiamo impegnare per continuare su questo percorso”. Pontecorvo e Serpa, prima di entrare nel dettaglio degli spettacoli hanno voluto anche ringraziare gli sponsor per il sostegno nell’organizzazione e nelle spese, anche con delle estrazioni e premi per il pubblico, da Cuba caffè alla Banca Bper, fino alla Ferramenta Fai da te, ma anche Carpineti, Antico Grottino, Los Hermanos, Valle maggio, “.

Ecco tutte le date

28 ottobre alle 21 Enzo Casertano e “Amori corti”;
11 novembre alle 21 Francesca Nunzi e Cinzia Berni “Chi m’ha vista?”;
25 novembre alle 21 Danial Stalteri “Odio i monologhi”;
9 dicembre alle 21 Dado Show;
20 gennaio alle 21 Allo Circosta Riccardo Graziosi Vania Della Bidia  “Noi in quanto che…”;
3 febbraio alle 21 Roberto D’Alessandro “Money”;
17 febbraio alle 21 Alessandra De Pascalis “Mi vedo con uno”;
3 marzo alle 21 Tiziana Foschi e Nina Fucci “Donne du du du”;
17 marzo alle 21 Paolo Triestino “Guanti bianchi”;
31 marzo alle 21 Viviana Falco “Au-revoir”;

Nettuno – La casa confiscata alla mafia sarà consegnata alla Nati2volte

Gli infissi vandalizzati della Casa prima della sistemazione

Il 10 ottobre è prevista la consegna delle chiavi della casa confiscata alla criminalità organizzata all’associazione Nati2Volte che si occupa di disabili adulti nel comune di Nettuno. Un luogo dove i ragazzi potranno svolgere attività e vivere uno spazio sicuro ed accogliente insieme alle loro famiglie.

Un momento atteso da tempo quello della consegna, in considerazione del fatto che la casa, dopo essere stata ristrutturata è stata presa di mira dai ladri che hanno rubato e rotto gli infissi e le porte. Anche a causa di questo grave episodio la casa, oltre ad essere stata ristrutturata è stata tutelata con un sistema di allarme e videosorveglianza.

L’allarme del Sindacato di polizia: “Una sola volante per tre comuni”

Il Commissariato di Polizia di Anzio

Non sono passati neanche quindici giorni da quando il SIULP locale di Anzio ha rappresentato criticità e problematiche dovute al rientro nelle proprie sedi del personale aggregato il quale, di fatto, ha tolto risorse importanti sul territorio che permettevano di garantire la seconda volante su tutti i quadranti. Il SIULP gridava a gran voce di intervenire nell’immediatezza al fine di prorogare la permanenza dei colleghi aggregati, cosi come ha insistito su un imminente potenziamento di organico. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, come SIULP eravamo ben al corrente che dopo il 15 Settembre con i colleghi rientrati nelle sedi di appartenenza, ci sarebbero state criticità evidenti nella gestione del controllo del territorio e così è stato”.

Pochi uomini e mezzi

“I territori di competenza di questo Commissariato – prosegue la nota – vengono sempre più presi di mira da bande criminali. A contrastare, nonostante i pochissimi mezzi a disposizione, questa escalation malavitosa, sono gli agenti del Commissariato di Anzio/Nettuno. Un numero ormai esiguo di investigatori e di uomini su strada che riesce comunque a gran fatica a tenere alta la guardia, nonostante l’età media anagrafica sia oltremodo alta con tutto ci  che ne consegue e concerne.

Da veri professionisti, tutti gli operatori hanno raddoppiato gli sforzi, nonostante le evidenti difficoltà, dando la propria disponibilità anche oltre il normale orario di servizio, garantendo così una costante presenza in una zona ad altissimo rischio di criminalità. Sono molte le persone arrestate recentemente in flagranza di reato, migliaia le persone e i mezzi controllati, molteplici e costanti i controlli amministrativi, ma non basta, il recente grave fatto di cronaca avvenuto in orario serale nel comune di Nettuno vicino al centro cittadino ci porta a dire i forti possono cadere ma non possono cedere.

Siamo tornati ad un solo equipaggio della Volante su 3 comuni, soprattutto nei turni serali e notturni dove evidentemente si manifestano le problematiche più critiche a livello criminale. Cosi non pu  più reggere, pensiamo poi al fatto che sui territori in essere la Volante si deve fare carico anche di intervenire sui numerosi incidenti stradali ricadenti sulle strade comunali, eventi che a logica dovrebbero essere gestiti dai vigili urbani ma che purtroppo così non è, poiché alle 19 quelle articolazioni urbane chiudono gli uffici e non hanno risorse in strada”.

Sicurezza a rischio

L’unica pattuglia della Polizia di Stato presente rischia di essere bloccata per un sinistro stradale anche per l’intero turno di servizio, questo annulla completamente il controllo del territorio. Per non parlare poi dei gravi incidenti stradali che avvengono puntualmente nelle arterie statali e provinciali quali: Nettunense, Ardeatina, Laurentina, Nettuno/Velletri, V Miglia, dove i colleghi delle autoradio si devono sobbarcare di responsabilità e finalità proprie degli specialisti della Polizia Stradale: ore e ore di attesa della Polstrada di Albano che non sempre riesce a coadiuvare gli addetti al controllo del territorio, costretti quindi ad operare senza una specifica formazione, privi della necessaria strumentazione propria della specialità. A quando un presidio permanente della POLSTRADA? E’ chiaro o no che il potenziamento nei soli mesi estivi è solo un palliativo?

Gravissimo l’episodio avvenuto nelle ultime ore: alcuni individui con volto travisato, affiancano un’auto e sembra abbiano sparato colpi d’arma da fuoco con una mitraglietta contro due soggetti che riescono a fuggire incolumi. Indagini a tutto campo naturalmente che sia un avvertimento o un agguato, saranno le indagini a dirlo, fatto sta che la dinamica che si è profilata e le testimonianze ricevute ci portano ad inquadrare i fatti in un contesto malavitoso di tipo strutturato, gente senza scrupoli che può e deve essere combattuta e vinta con una presenza forte dello Stato e delle sue Istituzioni preposte alla sicurezza.

È necessario affrontare questo fenomeno con la consapevolezza della sua complessità, affiancando alle doverose azioni repressive anche interventi sul fronte della prevenzione. Bisogna potenziare urgentemente l’organico di polizia, per assicurare un maggiore e più funzionale controllo del territorio. Come diceva Decimo Giunio Giovenale: Defendit numerus: la difesa sta nel numero, nei numeri c’è la sicurezza.

Per questo, visto che “si continua apparentemente a fare finta di non capire”, non escludiamo decise iniziative al fine di porre nel giusto risalto questa grave anomalia che si ripercuote negativamente non solo sugli stessi cittadini ma anche e soprattutto sui colleghi. Noi, come Organizzazione sindacale, abbiamo sollecitato più volte gli organi preposti ad intervenire, proprio nelle more di quanto detto, affinché siano rafforzati tutti i servizi info/investigativi e di pronto intervento al fine di neutralizzare finalmente questa delinquenza che da anni attanaglia il nostro territorio: una vasta zona come Anzio, Nettuno e Ardea, zone caratterizzate da una costante presenza di criminalità sempre meglio “organizzata e diffusa”.

La Segreteria di Base SIULP
Commissariato Anzio Nettuno

Anzio – Il 1° ottobre la Polizia di Stato incontra i cittadini in piazza

Dalle 10 del prossimo 1° ottobre, in piazza Pia e in Piazza Garibaldi ad Anzio, la Polizia di Stato incontrerà i cittadini del litorale e non solo.


L’evento vedrà come protagoniste le varie specialità della Polizia di Stato: la Polizia Stradale, con un programma dedicato alla sicurezza stradale, i cinofili e gli artificieri dell’U.P.G.S.P. della Questura di Roma faranno dimostrazioni pratiche, la Polizia Scientifica sarà presente con il suo Full Back per la ricostruzione di una scena del crimine, gli atleti delle Fiamme Oro si esibiranno mostrando le loro discipline, soprattutto per allietare i più piccoli. Ma ci sarà anche tanta prossimità e attività divulgativa. Sarà presente, infatti, il Camper Rosa della campagna “Questo non è amore”, dove un equipe specializzata nel contrasto alla violenza di genere sarà pronta a rispondere alle domande e ai dubbi dei cittadini, con consigli e materiale informativo; agenti dell’UP.G.S.P.  e del Commissariato di Anzio promuoveranno, con uno stand dedicato, il progetto “Scuole sicure” e la campagna di sensibilizzazione contro le truffe agli anziani, due tematiche molto sentite in questo momento storico e a cui viene dedicata particolare attenzione da parte della Polizia di Stato.

Al fianco dei mezzi più moderni, come la mitica Lamborghini, le moto della Polizia Stradale e gli acqua scooter della fluviale, sarà allestita una mostra di auto storiche provenienti dal nostro Museo. La giornata culminerà con le note della Fanfara della Polizia di Stato che, con il suo sconfinato repertorio che va dalle classiche marce al rock dei Maneskin, passando per i classici della musica italiana, accompagnerà tutti i presenti alle 18 in Piazza Garibaldi. L’evento è stato organizzato dalla Questura di Roma in collaborazione con il Comune di Anzio e l’associazione Commercianti e Artigiani della Città di Anzio.

Processo ‘Scarface’ al Clan Di Silvio, chieste condanne per 178 anni

Il Tribunale di piazzale Clodio a Roma

Si è svolta presso il Tribunale di Roma a Piazzale Clodio dinanzi al Giudice Angelo Giannetti, la requisitoria del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Luigia Spinelli in relazione al procedimento “Scarface” che riguarda il clan Di Silvio e le attività criminali portate avanti nel comune di Latina e in Provincia. Durante la precedente udienza dello scorso mese di luglio, il Gup Giannetti aveva respinto le richieste degli imputati che chiedevano il rito abbreviato condizionato. Tutti saranno giudicati con il rito abbreviato secco, tranne Massimiliano Del Vecchio accusato di un reato senza l’aggravante mafiosa.

Le richieste dell’accusa

Al termine della requisitoria in cui il Pm ha ripercorso tutte le attività di indagine ed a conclusione sono state formulate le richieste di condanna per gli imputati di Latina: 20 anni per i figli di “Romolo”, Antonio Di Silvio detto Patatino, Ferdinando Di Silvio deitto Prosciutto e il genero Fabio Di Stefano detto il Siciliano; 16 anni e 8 mesi per il fratello di “Romolo” e numero due della famiglia, Carmine Di Silvio detto Porcellino; 12 anni per un altro fratello di “Romolo”, Costantino Di Silvio detto Costanzo; 8 anni e 8 mesi per Riccardo Mingozzi;  8 anni e 4 mesi per Costantino Di Silvio detto Cazzariello  e Daniel Alessandrini; 8 anni per Michele Petillo e Mirko Altobelli; 7 anni e 4 mesi per Marco Ciarelli e Manuel Agresti; 6 anni e 8 mesi per Alessandro Di Stefano; 6 anni per Simone Di Marcantonio; 5 anni per Alessandro Zof; 5 anni per Simone Ortenzi e Anna Di Silvio; infine 3 anni per Salvatore Di Stefano e il figlio Franco Di Stefano.

I reati e le parti civili

Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso e da finalità di agevolazione mafiosa. Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune di Latina, rappresentato dall’avvocato Anna Caterina Egeo, l’associazione ‘Caponnetto’, con l’avvocato Licia D’Amico, l’Assocrimine e il collaboratore di giustizia Emilio Pietrobono.

Le prossime udienze sono state fissate per il 18,19,20 e 21 ottobre, quando la parola passerà al collegio difensivo composto dagli avvocati, Alessia Vita, Sandro Marcheselli, Oreste Palmieri, Luca Melegari, Alessandro Farau, Maurizio Forte, Giancarlo Vitelli, Antonino Castorina ed Alessandro Paletta. Poi il Gup entrerà in camera di consiglio per la sentenza.

Stroncata da un malore, muore la dottoressa Daniela Accoroni: il dolore della comunità

La dottoressa Daniela Accoroni

Lutto improvviso ad Anzio e Nettuno per la morte della dottoressa Daniela Accoroni, 66 anni, ecografa al Poliambulatorio Barberini di Nettuno. La donna, stimata e molto apprezzata, non si è presentata a lavoro e non ha avvertito. Al controllo per capire cosa fosse accaduto la tragica scoperta: la Accoroni è stata trovata deceduta sul divano di casa, stroncata da un malore improvviso. Una grave perdita per la Asl Roma 6 e per il distretto sanitario Anzio/Nettuno e per i tanti cittadini che la conoscevano e le volevano bene. Infinito il cordoglio degli amici sui social.

Anzio, allagato seggio a via Indipendenza: schede bagnate e voto interrotto

Situazione critica al seggio elettorale allestito nella scuola di via Indipendenza ad Anzio, in zona Pacacqua. Il maltempo iniziato questa notte e che andrà avanti per tutto il giorno ha portato all’allagamento dell’ingresso, del seggio 11 in particolare, e della zona in cui erano posizionate le schede elettorali che sono state tutte alluvionate e sono inutilizzabili.

Ad accorgersi del problema il personale delle forze di polizia che presidia il seggio durante la notte, che ha dato l’allarme alle 5,30 circa. Ma i primi interventi sono arrivati alle 7 quando ormai la situazione era già compromessa. L’ingresso della scuola è finito sotto oltre 50 cm d’acqua. Alle 9 del mattino le operazioni di pulizia e bonifica erano ancora in corsa. Ad intervenire con una pompa idrovora la Protezione civile di Nettuno e l’Ufficio tecnico del comune di Anzio che si è messo al lavoro per pulire la grata di solo ostruita che ha favorito l’accumulo d’acqua. Purtroppo le operazioni di voto al seggio, al momento non sono garantite. Benché i seggi siano stati subito riallestiti ai piani superiori, a mancare sono proprio le schede che dovrebbero essere consegnate in sostituzione entro un’ora. Circa una ventina le persone che si sono presentate per votare e sono state invitate a tornare dopo un’ora. Una persona si era presentata alle 7 meno un quarto e, vista la situazione, è dovuta tornare a casa. Non è chiaro al momento se, visto che le operazioni di voto al seggio inizieranno con almeno due ore di ritardo, se questo tempo verrà o meno recuperato.

Palpabile la rabbia dei residenti esasperati dalla situazione. “Questa scuola si allaga da sempre – dice un cittadino – anzi meno male che oggi si vota così sono costretti ad intervenire subito, se fosse stato un normale giorno di scuole ci sarebbe voluta una settimana per bonificare e riaprire”. “Tutti a dire che non si aspettavano tanta pioggia – dice un altro cittadino, anche lui costretto a tornare se vuole votare – ma è una settimana che tutti parlano di alluvione e nessuno ha pensato di fare la manutenzione ad un tombino di una scuola che si allaga ad ogni pioggia, che situazione, se continua a piovere qui si allaga di nuovo e a votare voglio vedere chi ci ritorna”.

Nuovo dramma per le famiglie truffate da D’Ercole: torna l’incubo delle case all’asta

I cittadini truffati da D'Ercole

Delusione immensa per i residenti delle abitazioni di piazzale Giorgio La Pira a Nettuno nelle palazzine realizzate da D’Ercole, l’uomo che ha truffato tantissime famiglie facendosi pagare il mutuo che non ha mai versato in banca e facendo si che chi aveva acquistato casa, dopo circa 15 anni si ritrovasse con l’abitazione sotto sequestro e all’asta. Questo nonostante la truffa sia stata dimostrata e D’Ercole abbia subito una condanna penale.
Le case sono finite all’asta più volte, atte andate sempre deserte. Sulle abitazioni, lo ricordiamo, pende anche una causa di usucapione da parte dei residenti, tutte persone anziane, alcuni ultra ottantenni, in un precario stato di salute, la cui condizione emotiva con la costante paura di perdere l’abitazione comprata con tanti sacrifici, è fin troppo facile da immaginare.
Nei mesi scorsi sembrava che la situazione si potesse risolvere secondo criteri di giustizia, con una trattativa avviata dal Ministero e dal curatore fallimentare con le famiglie, pronte a fare un’offerta per ricomprare le abitazioni già pagate. Ma oggi le case sono di nuovo all’asta.
“Siamo delusi dal Ministero e dal curatore – ci dicono i residenti – mentre da una parte si portava avanti la trattativa con noi, dall’altra si lavorava per curare gli interessi dei creditori, delle Banche che ci hanno messo oltre dieci anni a comunicarci che D’Ercole non aveva pagato il mutuo con i soldi che noi gli davamo e che poi gli ha persino fatto un altro prestito. Ci hanno preso in gio per l’ennesima volta perché evidentemente tengono in maggiore considerazione le banche che vogliono i soldi piuttosto che delle famiglie di persone anziane che sono state truffate ed hanno sempre agito in buona fede, ma non hanno il potere di far sentire la propria voce. Si poteva agire secondo giustizia, per dare una mano a chi ha subito una truffa gravissima, invece le cose sono andate diversamente”.

Incidente sulla Nettunense, donna si schianta con l’auto: è grave

La polizia sulla Nettunense

Ieri mattina poco dopo le 6,30 una donna di 74 anni è rimasta ferita in modo serio in un brutto incidente avvenuto sulla via Nettunense a poca distanza da Campodicarne tra i Comuni di Nettuno e Aprilia.

La vettura, per motivi in corso di accertamento, ha prima sbandato ed è poi finita contro un albero. Per soccorrere la donna sono intervenuti un’ambulanza medica e i vigili del fuoco che l’hanno estratta dalle lamiere e la polizia stradale. L’anziana donna è stata soccorsa in ospedale in codice rosso.

Elezioni, la Senatrice Pacifico: “Noi punto di riferimento dell’elettorato cattolico”

La Senatrice Pacifico

La Senatrice Marinella Pacifico candidata nel collegio Lazio 2 con la Lista NOIModerati: “Siamo Noi l’unico punto di riferimento dell’elettorato cattolico”. La Senatrice Marinella Pacifico, candidata nel Collegio Lazio 2 con la Lista NOIModerati in prima linea per le famiglie e i valori cattolici, raccoglie l’appello della Consiglio permanente Cei e del Cardinal Zuppi che in una lettera ha richiamato i cittadini e i credenti alla responsabilità personale, all’impegno e ad agire in favore dei più deboli e a credere in un progetto sociale che richiama i principi della Chiesa.

“Faccio mio l’appello dei Vescovi all’impegno di ciascuno di noi – ha detto la Senatrice Pacifico – rivolto ai cittadini per recarsi alle urne con l’intento di costruire una società più giusta. Io e la lista di NOIModerati siamo l’unico vero punto di riferimento dell’elettorato cattolico e dei valori che rappresenta la Chiesa. Io sono in prima linea per il sostegno alle famiglie, per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti in settori fondamentali per la nostra economia, sono per la protezione degli anziani, per la formazione e la crescita dei ragazzi, per garantire una vita dignitosa alle persone e alle famiglie, per la solidarietà. Sono, insieme all’80% degli italiani, contraria ai corsi scolastici sulle teorie gender, con sedicenti esperti che fanno blitz nelle scuole entrando in una sfera personale. E accolgo l’appello che i Vescovi fanno ai candidati e agli eletti: non farò mai mancare il mio appoggio e la mia presenza in favore di chi è più fragile e non ha modo di far sentire la propria voce. Io ci sono”.

Massacra di botte la moglie davanti ai figli, 42enne in manette

I Carabinieri di Ardea

I Carabinieri della Tenenza di Ardea hanno arrestato un 42enne, originario dell’Est Europa, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
La scorsa notte, a seguito di diverse segnalazioni di urla provenienti da un’abitazione nella zona “Nuova California”, i Carabinieri sono intervenuti trovando in strada la moglie dell’uomo, 34enne, con numerosi lividi e abrasioni oltre che con gli indumenti strappati.

La donna ha riferito di essere stata aggredita dal marito dopo averlo invitato a limitarsi nel consumo di alcool, dato che l’uomo appariva in evidente stato di alterazione. L’uomo l’avrebbe aggredita al culmine di una discussione, anche in presenza dei loro figli, trovati dai Carabinieri rannicchiati in un angolino, dietro al divano, chiaramente impauriti.

La vittima è stata soccorsa e portata al pronto soccorso dell’ospedale di Anzio dove è stata curata con 10 giorni di prognosi per le lesioni subite. Dopo la denuncia della donna, che ha riferito anche di altre analoghe violenze avvenute nei mesi scorsi, per cui non ha mai sporto denuncia e non si era mai recata al pronto soccorso, i Carabinieri hanno arrestato il 42enne e lo hanno condotto presso la casa circondariale di Velletri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa della convalida.

Addestrano una bambina a rubare, i Carabinieri arrestano tre persone

Arrestati durante un vero e proprio corso di addestramento per borseggiare con successo nella metro a Roma. In tre, due donne e un uomo, infatti, stavano insegnando ad una bambina di undici anni come ‘scippare’ portafogli alle persone in attesa dei mezzi.

Tutti sono stati colti in flagrante mentre sfilavano il portafoglio ad un turista sudamericano sulla linea A alla fermata di Termini. Tutti senza fissa dimora i tre vivono in alcuni camper tra Pomezia, Ardea e il litorale, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione Macao in servizio anti-borseggio, mentre la ragazzina è stata riaffidata ai genitori perché non punibile dalla legge. Il fermo è stato convalidato ieri mattina dal giudice durante il rito direttissimo.

Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma una delle due donne, già madre di undici figli, è in attesa del dodicesimo ed è quindi stata posta ai domiciliari. Numerosi gli alias, molti dei quali forniti dalle arrestate durante altri fermi e arresti durante la loro storia criminale, per sfuggire ai riscontri delle impronte digitali che spesso celano provvedimenti di carcerazione per cumulo pena.

Nettuno – Mistero sull’identità dell’uomo investito dal treno: si indaga

Il treno di Nettuno

Mistero sull’identità dell’uomo, un 50enne che sembra di nazionalità indiana, che ieri sera è stato investito dal treno che da Anzio procedeva in direzione Nettuno. L’uomo, secondo alcune testimonianze, era seduto sui binari e il macchinista, quando se lo è trovato davanti dopo il tunnel, non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto. L’uomo alla guida del treno è sotto choc. Al momento non è chiaro se il cittadino investito abbia tentato il suicidio con un gesto volontario o se si sia trattato di una tragica fatalità.

In corso di accertamento, presso l’Istituto di medicina legale di Tar Vergata, lo stato di lucidità dell’uomo: si cerca di capire se avesse bevuto o fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti al momento dell’incidente. Ad indagare sulla morte, che ha bloccato completamente la viabilità ferroviaria da Nettuno a Roma, la Polfer con l’ausilio della Polizia scientifica, che ha fatto i rilievi sul tratto dei binari interessato dall’investimento, con il supporto dei carabinieri di Nettuno, i primi ad accorrere dopo il drammatico incidente. L’uomo, che ancora non ha un nome, non risulta comunque schedato. Il rilievo delle impronte digitali non ha dato esito.

Ragazzi sdraiati in strada di notte per fare video sui social: la lettera di denuncia

Il Commissario di Nettuno Bruno Strati

Planking challenge a Nettuno, lettera aperta del Commissario Bruno Strati. “La notizia apparsa sui quotidiani nazionali dell’ultima “sfida” dei ragazzi di Nettuno a chi, disteso sulle strisce pedonali, si alza per ultimo, pochi istanti prima all’arrivo delle auto, ci lascia completamente sbigottiti. Lo dico come Commissario straordinario di questo Comune ma prima ancora come padre. Il fatto, nella sua assurdità, non può lasciarci indifferenti, ma deve farci riflettere e porre alcuni interrogativi. La prima domanda, quella più ovvia, è perché lo fanno. Noia, esibizionismo social. Come è possibile che adolescenti si mettano in una situazione di pericolo così grave, come se fossero in un videogioco, solo per farsi ammirare dai loro coetanei”.

“Come è possibile che, in piena notte, con i genitori che, ignari, dormono a casa, questi ragazzi rischino la propria vita e quella degli altri solo per conquistare più like. Non sappiamo se si tratta di un caso isolato o un comportamento ripetuto. Di sicuro si tratta di un’esigua minoranza, un’eccezione, eppure il fenomeno non è da sottovalutare anche perché questa estate non sono stati pochi gli episodi di malamovida che hanno visto protagonisti proprio gli adolescenti. Si parla da tempo di una generazione Zeta, di ragazzi digitalizzati, che trascorrono gran parte della loro giornata sul pc, a guardare lo smartphone, iperconnessi ad un mondo virtuale che è diventato sempre più per loro il mondo “reale”. È certamente una generazione diversa, “più veloce” della nostra, figlia del secolo scorso, ma è anche una generazione fragile che va sostenuta e ancor di più, rispetto alle generazioni passate, “accompagnata” nella complessità della società in cui viviamo.

“A chi spetta “accompagnare” questi ragazzi nel percorso di crescita? I Genitori, la Scuola. Si certo, loro prima di tutto, ma non solo. È chiaro che un ruolo importante debba essere svolto dalle Istituzioni, a partire da quelle locali che sono le più vicine ai cittadini, le quali devono prendere parte all’azione educativa dei nostri ragazzi attraverso interventi efficaci che non si traducono – attenzione – in divieti e proibizioni (a meno che non vi siano condotte illecite), quanto piuttosto in attività di confronto e analisi oltre che di sostegno nelle situazioni più critiche. Genitori, Scuola, Istituzioni, civili e religiose, Associazioni, ecc. sono tanti gli attori in campo. Ognuno nel suo differente ruolo ha il compito e la responsabilità di “educare” i ragazzi affinché prendano coscienza della loro unicità e delle loro capacità, siano consapevoli dell’importanza della loro vita e del fatto che i risultati non si ottengono gratuitamente, riscoprano i veri valori e siano pronti a condurre un’esistenza rispettosa di sé e degli altri, osservando le regole e avendo cura della cosa pubblica. È necessario allora ripartire da un rinnovato patto “generazionale” – non scritto – che impegna non solo la Scuola e i Genitori, ma anche tutte le componenti della Società, a non abdicare al ruolo di “educatori” e a realizzare concretamente azioni di “accompagnamento” dei giovani alla vita professionale, sociale, culturale. Solo così potremo avere domani i nostri figli, da adulti, pronti a partecipare responsabilmente alla vita del Paese.

Nel concreto, come Amministrazione comunale intensificheremo il dialogo con il mondo scolastico, con i genitori e i ragazzi, coinvolgendo le Associazioni del terzo settore, promuoveremo, con il coinvolgimento delle altre Istituzioni, incontri nelle scuole e iniziative mirate alla diffusione della legalità e del rispetto delle regole della convivenza civile e favoriremo la creazione di luoghi di confronto e di crescita culturale e sociale. Allo stesso tempo, accelereremo la realizzazione delle opere pubbliche destinate ai giovani, come i campi sportivi, e rafforzeremo ancora di più l’azione di controllo da parte della Polizia locale, che congiuntamente alle altre Forze di Polizia sul territorio, svolge un ruolo fondamentale a tutela della legalità, della sicurezza e dell’ordine pubblico. Così facendo, cercheremo di creare tutte le condizioni possibili affinché episodi come quello accaduto l’altra notte – sia esso isolato o ripetuto – non si verifichino mai più. Cordialmente, Il Commissario straordinario”.
Bruno Strati

Prostituzione, arrestato 33enne rumeno: era ricercato 

I carabinieri di Anzio

Nella serata del 9 settembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anzio hanno tratto in arresto un uomo di 33 anni, originario dell’est Europa. Durante il servizio di controllo del territorio, i militari hanno deciso di fermare un’auto in transito, con a bordo tre individui sospetti.

Infatti, in capo a uno di essi risultava pendente un mandato di arresto europeo, emesso dall’autorità giudiziaria rumena, nell’ambito di un procedimento penale in cui lo stesso risulta accusato di sfruttamento della prostituzione. Per tale delitto, dovrà scontare una condanna di 3 anni e 6 mesi di reclusione. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Velletri.

Spaccio alla stazione ferroviaria, i carabinieri arrestano un 29enne

Nel corso del fine settimana, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anzio hanno tratto in arresto un uomo di 29 anni, di origini nordafricane. Durante un servizio in abiti civili, finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, verso le 12 circa di sabato, i militari notavano un soggetto noto per i suoi precedenti penali e di polizia nei pressi del parcheggio della stazione ferroviaria “Lido di Lavinio”. Per evitare che lo stesso si accorgesse di loro, decidevano di sostare lontano dall’area, mantenendo la visuale sul parcheggio. Qui notavano l’uomo che, con fare guardingo e sospettoso, si chinava a raccogliere, in mezzo alle foglie secche, un piccolo involucro trasparente. I carabinieri, alla luce del comportamento dell’uomo, hanno deciso di intervenire con una perquisizione personale, ed hanno rinvenuto nella disponibilità del giovane 6 grammi di cocaina e un grammo di hashish, pronti per la vendita, come confermato da alcuni suoi acquirenti presenti sul posto. Inoltre, veniva sequestrata la somma in contanti di 100 € e il materiale per il confezionamento delle dosi. Il 29enne è stato arrestato e, dopo il fotosegnalamento e gli atti di rito, è stato temporaneamente trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Anzio, in attesa del processo per direttissima.

Sgomberato alloggio comunale occupato abusivamente: famiglia trasferita in un centro d’accoglienza

Ieri mattina la Polizia Locale – Servizio di Polizia Giudiziaria del comune di Nettuno ha proceduto al sequestro di un alloggio di proprietà comunale occupato abusivamente a Cretarossa, su disposizione della Procura della Repubblica di Velletri. 

Le operazioni sono state condotte con l’ausilio di personale tecnico e dei Servizi Sociali, che hanno collocato temporaneamente i componenti della famiglia che aveva occupato l’alloggio presso un centro di accoglienza. L’intervento rientra nelle attività di controllo del patrimonio comunale e di gestione delle problematiche sociali del Comune di Nettuno.

Anzio- Trovato cadavere mummificato, è un senzatetto di 69 anni morto da mesi

Dramma della povertà e della solitudine ad Anzio. Nella giornata di ieri a piazzale Ardea ad Anzio Colonia i carabinieri guidati dal Capitano Giulio Pisani (che domani lascia il comando dopo 3 anni) hanno rinvenuto il cadavere mummificato di un uomo di 69 anni.

Si tratta di un senzatetto che dormiva in una casupola e che risulta morto da diversi mesi. Il corpo è stato inviato all’Istituto di medicina legale, ma non sembrano esserci dubbi sulle cause del decesso. L’uomo è stato rinvenuto a letto, coperto, senza segni di violenza. Si ipotizza la morte naturale nel sonno. Per mesi nessuno ha cercato l’uomo che non aveva familiari e che è stato identificato grazie alla presenza di un documento. Ad avvertire i Carabinieri un altro clochard che ha cercato di entrare nella casupola per trovare riparo per la notte.

Thailandia, bambino di 6 anni sbranato e ucciso dalla scimmia di casa

Una tragedia terribile ha scosso la Thailandia meridionale, dove un bambino di sei anni ha perso la vita dopo essere stato aggredito da un macaco che la sua famiglia custodiva da anni come animale domestico. Il drammatico episodio si è verificato nel distretto di Sichon, nella provincia di Nakhon Si Thammarat.

Secondo quanto ricostruito dai media locali, il piccolo si trovava nei pressi dell’attività commerciale del nonno quando il primate, un esemplare maschio di quattro anni, lo avrebbe attaccato all’improvviso. L’animale avrebbe inferto profonde ferite al torace e a una gamba, provocando lesioni gravissime.

Le urla del bambino hanno richiamato l’attenzione dei residenti della zona e dei familiari, che sono immediatamente intervenuti. Quando sono arrivati sul posto, però, la situazione era già disperata. Il macaco, che si trovava legato a un palo con una corda, era ancora nelle vicinanze.

Il piccolo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale locale, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poco dopo il ricovero. Le ferite riportate, in particolare quelle al torace, si sono rivelate fatali.

L’animale era stato accolto dalla famiglia nel 2022 dopo essere stato trovato abbandonato quando era ancora cucciolo. Da allora era stato allevato in ambito domestico, nonostante la normativa thailandese preveda specifiche autorizzazioni per la detenzione di alcune specie protette.

Secondo diversi abitanti del villaggio, il macaco aveva già manifestato in passato comportamenti aggressivi nei confronti di persone e animali. Segnali che, stando alle testimonianze raccolte, avevano suscitato preoccupazione tra i residenti.

Dopo la tragedia, il primate è stato liberato in una vicina area boschiva. Le autorità e gli operatori specializzati nella gestione della fauna selvatica sono successivamente riusciti a rintracciarlo e catturarlo utilizzando dei tranquillanti, poiché l’animale continuava a mostrare atteggiamenti ostili.

La vicenda ha riacceso il dibattito in Thailandia sulla detenzione di animali selvatici in contesti domestici e sui rischi che possono derivare dalla convivenza con specie non addomesticate.

Da Latina ai palchi d’Europa: il giovane Lorenzo Venditti conquista il Montenegro

Dal territorio pontino ai palcoscenici internazionali. È la traiettoria che sta seguendo Lorenzo Venditti, giovane cantautore originario della provincia di Latina che, a soli diciannove anni, sta costruendo passo dopo passo un percorso artistico capace di attirare attenzione ben oltre i confini nazionali.

L’ultimo successo arriva dal Montenegro, dove il giovane artista ha rappresentato l’Italia nell’importante festival internazionale di Budva, una delle manifestazioni dedicate ai talenti emergenti più conosciute dell’area balcanica. Un’esperienza che si è trasformata in un vero e proprio trionfo: Venditti ha conquistato il premio per il miglior testo, quello per il miglior brano inedito e il primo premio assoluto della sua categoria, imponendosi davanti a concorrenti provenienti da diversi Paesi.

Un risultato che conferma la crescita di un artista che negli ultimi anni ha saputo distinguersi per personalità e capacità autoriale. Il primo riconoscimento importante era arrivato con la vittoria del contest “Io Canto per…”, ma il salto di qualità è maturato attraverso una serie di esperienze formative e artistiche che lo hanno portato fino al Festival Internazionale Angel Voice di Belgrado. Proprio nella capitale serba il giovane pontino aveva ottenuto il premio per il miglior inedito, attirando l’attenzione di addetti ai lavori e organizzatori internazionali.

Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato prima a Trieste e poi a Budva, dove ha rappresentato l’Italia in qualità di ambasciatore artistico. Un riconoscimento che testimonia non soltanto le qualità vocali del ragazzo, ma anche la forza della sua scrittura, elemento che oggi rappresenta uno dei tratti distintivi del suo progetto musicale.

Dietro i risultati ottenuti c’è un intenso lavoro di formazione. Lorenzo sta infatti perfezionando la propria preparazione artistica attraverso studi di tecnica vocale e scrittura musicale, frequentando il corso guidato dal cantautore e autore Roberto Casalino, firma di numerosi successi della musica italiana.

Per il giovane artista del territorio pontino il viaggio sembra appena iniziato. Dopo il successo montenegrino sono già arrivati nuovi inviti internazionali: a settembre volerà in Inghilterra, mentre a dicembre sarà protagonista in Lituania. Tappe che confermano come il talento nato tra Latina e il sud della provincia stia trovando sempre più spazio in un panorama musicale che guarda all’Europa e alle nuove generazioni di cantautori.

Sabaudia, scontro sulle antenne: il Pd contesta il nuovo impianto accanto all’ex Torre dell’Acquedotto

Il nuovo Piano comunale delle antenne accende il confronto politico a Sabaudia. Al centro della polemica c’è la previsione di una struttura alta 32 metri destinata a ospitare gli impianti di telefonia mobile in un’area adiacente all’ex Torre dell’Acquedotto, all’interno del parco pubblico di via degli Aquilani.

A sollevare forti perplessità sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario cittadino Luca Mignacca, che criticano la scelta approvata dalla maggioranza durante l’ultima seduta del Consiglio comunale.

Secondo il Pd, il nuovo impianto rischierebbe di modificare sensibilmente il contesto paesaggistico di una delle aree storicamente più rappresentative della città. La struttura dovrebbe infatti sorgere accanto all’ex Torre dell’Acquedotto, edificio realizzato negli anni Trenta e considerato uno dei simboli dell’architettura razionalista legata alla fondazione di Sabaudia.

Durante la discussione in aula, i gruppi di minoranza avevano chiesto di escludere l’area dal piano e di aprire un confronto con gli operatori telefonici per individuare soluzioni alternative considerate meno impattanti sotto il profilo ambientale e urbanistico. La proposta, tuttavia, non è stata accolta dalla maggioranza.

Le critiche riguardano anche la collocazione dell’impianto in un’area verde frequentata quotidianamente da famiglie e bambini, in prossimità di strutture scolastiche e di servizi pubblici. Per l’opposizione, la valorizzazione del parco e dei beni storici della città dovrebbe rappresentare una priorità nelle scelte urbanistiche future.Nel documento diffuso nelle scorse ore, il Partito Democratico richiama inoltre l’attenzione su altre opere in corso nel centro cittadino, evidenziando la necessità di una maggiore condivisione delle scelte che incidono sul paesaggio urbano.

La vicenda è destinata a proseguire anche nelle prossime settimane. I rappresentanti dell’opposizione hanno infatti annunciato l’intenzione di proporre agli altri gruppi consiliari una raccolta di firme per chiedere la revisione del progetto e aprire un confronto più ampio con la cittadinanza sul futuro dell’area interessata dall’intervento.

Condannato per maltrattamenti alla moglie, finisce in carcere a Cisterna

È stato rintracciato e arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Cisterna di Latina un cittadino romeno condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia. L’uomo dovrà scontare una pena di tre anni e sei mesi di reclusione a seguito della sentenza divenuta irrevocabile.

L’esecuzione del provvedimento arriva al termine di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2022, quando la moglie si rivolse alle forze dell’ordine denunciando una situazione di violenza e sopraffazione che, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, si sarebbe protratta nel tempo.

Gli accertamenti svolti dagli investigatori avrebbero fatto emergere un quadro caratterizzato da episodi ripetuti di aggressioni, minacce e comportamenti intimidatori nei confronti della donna. Circostanze che hanno portato alla condanna dell’uomo per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Ricevuto l’ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria, gli agenti della Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna si sono messi sulle tracce del condannato, riuscendo a individuarlo e a dare esecuzione al provvedimento restrittivo.

L’uomo è stato quindi accompagnato presso una struttura detentiva, dove sconterà la pena stabilita dalla magistratura. L’operazione rappresenta l’ultimo passaggio di un procedimento nato dalla denuncia della vittima e sviluppato attraverso l’attività investigativa e giudiziaria che ha consentito di accertare le responsabilità dell’imputato.

17enne travolto e ucciso dopo una festa: arrestato un 18enne positivo ad alcol e droga

Una serata di festa trasformata in tragedia. Un ragazzo di 17 anni ha perso la vita nella notte a San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, dopo essere stato investito da un’automobile mentre stava facendo ritorno a casa insieme ad alcuni amici.

L’incidente si è verificato intorno alle 4 del mattino lungo via Torre Mileto, a circa un chilometro dal centro abitato. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane aveva appena lasciato una festa di compleanno organizzata in una sala ricevimenti della zona e stava percorrendo la strada a piedi con altri coetanei quando è stato travolto da una vettura.

Alla guida dell’auto c’era un ragazzo di 18 anni, neopatentato, che aveva partecipato alla stessa festa. Dopo l’impatto il conducente si è fermato immediatamente e ha richiesto l’intervento dei soccorsi, ma per il 17enne non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo sul posto, senza però riuscire a salvargli la vita.

Stando a quanto emerso dai primi accertamenti svolti dai carabinieri, il gruppo di ragazzi stava camminando nella stessa direzione di marcia dell’autovettura quando si è verificato l’investimento, avvenuto nei pressi di una curva. L’urto sarebbe stato particolarmente violento.

Nelle ore successive il giovane automobilista è stato arrestato in flagranza e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale. Gli esami effettuati hanno infatti evidenziato la positività sia all’alcol test sia ai test tossicologici.

La notizia ha profondamente scosso l’intera comunità di San Nicandro Garganico. La famiglia del 17enne è molto conosciuta sul territorio: il padre lavora come consulente del lavoro, mentre la madre, insegnante impegnata professionalmente a Udine, è rientrata immediatamente in Puglia dopo aver appreso la drammatica notizia.

Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco Matteo Vocale, che ha parlato di una tragedia capace di colpire e sconvolgere l’intera città. Nel frattempo proseguono le indagini delle forze dell’ordine per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità.

Troppi punti interrogativi, ma delle due sorelle di Minturno neppure l’ombra

Le indagini proseguono con tutta l’attenzione mediatica che una vicenda del genere può avere.

Oggi arriviamo a sette giorni da quando Alisya e Sarah Di Giacinto sono apparentemente sparite nel nulla, lasciando la struttura famiglia della casa-famiglia in Abruzzo nella quale si trovavano.

Troppi interrogativi, però, lasciano interdetti gli inquirenti: innanzitutto il modo in cui avrebbero potuto lasciare la zona in piena notte senza treni, autobus o collegamenti degni di nota per una zona che si trova al centro del Parco Nazionale d’Abruzzo.

C’è poi anche la questione dei telefoni cellulari. Difficile che li abbiano dimenticati. Più facile che li abbiano lasciati consapevolmente proprio per non farsi rintracciare. Ma allora, chi le ha aiutate? Perché ormai, tutti, sono quasi certi che ci sarebbe stata almeno una terza persona che – magari dall’esterno – le avrebbe aiutate nella fuga.

Nelle scorse ore è stato anche ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui 16enne, il quale, però, nonostante ha risposto alle domande degli inquirenti, non ha saputo fornire elementi utili alle indagini.

Sopralluoghi e verifiche sarebbero state anche portate avanti presso le abitazioni di genitori e parenti. Ma, nonostante questo impegno e gli appelli per fare in modo che le due sorelle si facciano vive, in realtà ancora nessuna notizia.

Nella giornata di ieri, sono stati anche annunciati controlli e verifiche nelle zone prossime alla struttura con tanto di cani molecolari e droni per la visuale dall’alto. Gli inquirenti vorrebbero escludere che le due sorelle si trovino ancora in zona. Una delle ipotesi, infatti, è che possano aver cercato di raggiungere una delle altre aree del Lazio in cui avevano legami affettivi. Non tanto il territorio del sud pontino e Minturno, quanto piuttosto il frusinate o addirittura Cassino, dove le due hanno frequentato la scuola. Nel frattempo, la vicenda continua ad essere avvolta nel giallo.

Agro Pontino sotto i riflettori europei: De Meo visita le eccellenze agricole del territorio

Dalle produzioni agroalimentari di qualità all’innovazione applicata alle imprese agricole, passando per la sostenibilità e la capacità di competere sui mercati internazionali. Sono questi i temi al centro della visita che l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo ha effettuato nei giorni scorsi in alcune delle realtà produttive più rappresentative della provincia di Latina insieme al vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Norbert Lins.

L’iniziativa, promossa da Confagricoltura Latina, ha portato la delegazione europea nelle aziende La Livrea di Aprilia, Casale del Giglio di Latina e San Lidano di Sezze, tre realtà considerate tra le più significative del panorama agroalimentare pontino.

Nel corso degli incontri è emerso il ruolo sempre più strategico dell’Agro Pontino all’interno del sistema agricolo nazionale. Un territorio che negli anni ha saputo costruire la propria competitività attraverso investimenti in innovazione, valorizzazione delle produzioni e attenzione alla sostenibilità ambientale.

Secondo De Meo, le aziende visitate rappresentano esempi concreti di un’agricoltura moderna, capace di coniugare crescita economica e tutela del territorio. Realtà che, oltre a generare occupazione e sviluppo, contribuiscono a rafforzare il posizionamento delle eccellenze italiane sui mercati internazionali.

La visita è stata anche l’occasione per affrontare alcuni dei temi che interesseranno il futuro della Politica Agricola Comune. Tra le priorità evidenziate dall’eurodeputato figurano il sostegno agli investimenti, la riduzione degli adempimenti burocratici e la necessità di garantire risorse adeguate alle imprese agricole europee in un contesto caratterizzato da crescente concorrenza e nuove sfide ambientali.

Ad accompagnare la delegazione erano presenti il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, insieme ai vertici di Confagricoltura Latina. Un momento di confronto che ha consentito di portare all’attenzione delle istituzioni europee le esigenze di un comparto che continua a rappresentare uno dei motori economici più importanti della provincia pontina.

Da Latina a Nettuno per rubare una bici elettrica, nuovo arresto per il ladro seriale

Quando era stato arrestato la prima volta a Latina, tre mesi fa, aveva ammesso le proprie colpe davanti al giudice e chiesto scusa, sostenendo di avere rubato per procurarsi da mangiare. Ma ieri è stato arrestato di nuovo, per lo stesso reato, ovvero per avere cercato di rubare una costosa bicicletta elettrica: un cittadino marocchino di 35 anni, residente da tempo nel capoluogo pontino, è finito in manette a Nettuno e stamattina, assistito dall’avvocato Giovanni Codastefano, sarà processato con rito direttissimo dal giudice monocratico del Tribunale di Velletri.

L’episodio si è consumato ieri pomeriggio nel parcheggio di un discount alle porte della cittadina del litorale romano. Com’è era successo anche tre mesi prima, lo straniero ha tagliato la catena e ha preso la bicicletta, ma è stato notato dal proprietario, che lo ha bloccato in tempo. Si sono vissuti momenti di tensione perché il ladro ha cercato di divincolarsi, ma sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Anzio che hanno preso in consegna l’uomo per le pratiche dell’arresto.

Tre mesi prima a Latina aveva rubato, insieme a un complice che poi si era dileguato, due biciclette lasciate da una madre e dalla figlia all’esterno del centro commerciale Latinafiori. Lui era stato intercettato dai poliziotti di una pattuglia della Questura, che lo avevano bloccato in sella alla bicicletta elettrica e arrestato al termine di un rocambolesco inseguimento nel traffico. Tornato in libertà dopo il processo, nelle settimane successive era stato condannato, con rito abbreviato, a quattro mesi di reclusione, potendo comunque beneficiare della sospensione della pena.

Investito in monopattino a Latina, girava senza casco né targa

L’investimento di un uomo in monopattino elettrico rivela ancora una volta lo scarso utilizzo dei dispositivi di sicurezza e di riconoscimento introdotti da una recente riforma del codice della strada per i veicoli della micromobilità. Perché la ricostruzione della dinamica da parte della Polizia Locale, rivela che lo straniero travolto da un’auto l’altra mattina in via del Lido aveva la precedenza, ma non indossava il casco, tantomeno si era dotato del targhino.

L’uomo di nazionalità senegalese è rimasto ferito in seguito allo scontro con l’auto e per la caduta sull’asfalto, tanto da richiedere i soccorsi di un’ambulanza e il trasporto in ospedale, ma non potrà risparmiarsi le sanzioni per le violazioni commesse. L’episodio conferma la necessità di controlli sempre più mirati, come quelli effettuati anche di recente dalla Polizia Locale, e come ne saranno programmati nei prossimi mesi, quando entrerà in vigore anche l’obbligo di assicurazione per i monopattini e saranno diffuse le linee guida per i possessori di veicoli elettrici.