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Apocalisse in Venezuela: il terremoto più violento degli ultimi 126 anni semina morte e distruzione

Il Venezuela vive ore drammatiche dopo il violentissimo terremoto che ha sconvolto il Paese. Due potenti scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 7.5, hanno provocato devastazione in numerose città, facendo crollare centinaia di edifici e seminando morte e distruzione anche nella capitale Caracas. Un disastro che viene già definito come il più violento registrato negli ultimi 126 anni.

Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, continua ad aggravarsi con il passare delle ore. Le vittime accertate sono almeno 188, mentre i feriti hanno già superato quota mille. Restano inoltre oltre 42mila i dispersi, alimentando il timore che il numero dei morti possa crescere ulteriormente man mano che i soccorritori riescono a raggiungere le zone più colpite.

Tra le vittime figura anche un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970 e con parenti in Italia.

Una tragedia che si lega anche al nostro territorio con il capitano della nazionale venezuelana di pallavolo, Wilner Rivas, lo scorso anno in forza al Cisterna di Latina, disperso insieme alla moglie Mariangel Pérez e al figlio Theo dopo il devastante terremoto. La famiglia si trovava nell’edificio Los Monjes a La Guaira, che è crollato interamente a seguito del sisma.

Nel dramma, però, arrivano anche storie che riaccendono la speranza: a La Guaira, una delle località maggiormente devastate dal sisma, i soccorritori sono riusciti a estrarre vivi tre fratellini rimasti intrappolati sotto le macerie.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per coordinare gli interventi di soccorso. Gravissimi anche i danni alle infrastrutture: l’aeroporto internazionale di Caracas ha riportato pesanti lesioni e tutti i voli sono stati sospesi fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

La comunità internazionale si è immediatamente mobilitata per sostenere il Paese sudamericano. Papa Leone XIV ha disposto un primo contributo di 100mila euro destinato agli aiuti umanitari, mentre il Governo italiano ha assicurato il massimo sostegno alle autorità venezuelane.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che sono in preparazione squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile che raggiungeranno il Venezuela a bordo di velivoli dell’Aeronautica Militare per contribuire alle operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione. Il ministro ha inoltre spiegato che, al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime, pur sottolineando che la situazione resta estremamente complessa e in continua evoluzione a causa dell’elevato numero di edifici crollati.

Intanto, mentre migliaia di soccorritori continuano a scavare senza sosta tra le macerie nella speranza di trovare altri superstiti, il Venezuela affronta una delle pagine più tragiche della sua storia recente, con intere comunità cancellate dalla furia del terremoto e decine di migliaia di persone rimaste senza una casa.

Terremoto in Venezuela, disperso ex schiacciatore del Cisterna Volley Willner Rivas

Il Cisterna Volley è con lo sguardo rivolto alla catastrofe del Venezuela, da ieri alle prese con il dramma delle due tremende scosse di oltre 7 gradi.

Oltre alla terra che ha tremato, purtroppo, ci sono molte strutture che sono crollate portando con loro vite spezzate e, peggio ancora, nuclei familiari di cui non si ha riscontro. Uno di questi è quello dello schiacciatore nella scorsa stagione in forza alla formazione di pallavolo pontina nonché capitano del Venezuela Willner Rivas. La famiglia si trovava nell’edificio Los Monjes a La Guaira, che è crollato interamente a seguito del sisma.

Come hanno spiegato sui social della Cisterna Volley, sia il giocatore che la sua famiglia risultano tra i migliaia di dispersi della drammatica tragedia che ha coinvolto il popolo venezuelano.

Per questo dalla società sportiva si parla di “ore di grande angoscia”. Ovviamente, nessuno nasconde un sentimento di “speranza”. Tutti a Cisterna e non solo incrociano le dita sperando che presto possano arrivare notizie confortanti. E anche dalla nostra redazione ci uniamo ad un messaggio forze e chiaro espresso da formazione sportiva: “Forza Willner, siamo con te”.

Porto di Gaeta, Minturno chiede un posto al tavolo: «Anche il nostro territorio subisce gli effetti dello scalo»

Essere coinvolti nelle scelte che riguardano il futuro del porto di Gaeta perché, pur non ospitando lo scalo commerciale, Minturno ne subisce quotidianamente le ricadute ambientali e territoriali. È la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale, che ha formalizzato la propria candidatura a partecipare al “Gaeta Blue & Green Port Living Lab”, il tavolo di confronto destinato ad accompagnare i progetti di sviluppo del porto.

La richiesta è contenuta in una lettera inviata dal sindaco Gerardo Stefanelli, dall’assessore all’Ambiente Piernicandro D’Acunto e dal delegato alla Qualità delle Acque Roberto Rotasso al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, e al sindaco di Gaeta, Cristian Leccese.

«Minturno rivendica il diritto a essere ascoltata come comunità fortemente impattata dalle attività commerciali del porto di Gaeta. Il Golfo non è una discarica né un bene in mano agli interessi di pochi», affermano gli amministratori, spiegando che l’obiettivo è garantire una rappresentanza diretta di un territorio che, pur risentendo degli effetti delle attività portuali, è rimasto finora escluso dal confronto.

Nella nota si evidenzia come il Golfo di Gaeta rappresenti un sistema unitario, nel quale gli effetti delle attività portuali, dal punto di vista ambientale e della mobilità, si estendono ben oltre i confini amministrativi della città di Gaeta. «Accogliamo con favore il progetto – sottolineano Stefanelli, D’Acunto e Rotasso – ma riteniamo che la partecipazione non possa limitarsi al solo Comune di Gaeta. Lo sviluppo del porto costituisce certamente un’opportunità economica, ma produce anche ricadute che interessano l’intero litorale».

Da qui la proposta di ampliare il confronto, trasformando il progetto in un laboratorio permanente dedicato al Golfo di Gaeta. L’idea dell’amministrazione è quella di istituire un organismo sovracomunale di monitoraggio e governance ambientale, nel quale tutti i Comuni del comprensorio possano partecipare con pari dignità, condividendo strategie e decisioni per la tutela dell’ecosistema marino e della qualità della vita delle comunità costiere.

Rifiuti abbandonati a Terracina, 15 verbali della Polizia Locale: multe fino a 3mila euro

La Polizia Locale di Terracina intensifica i controlli contro l’abbandono dei rifiuti urbani non pericolosi e stacca circa 15 verbali nelle ultime settimane.

Le verifiche hanno riguardato soprattutto le aree vicino ai contenitori, i bordi strada e le piazze, dove il deposito illecito di rifiuti continua a rappresentare un problema per il decoro urbano e per l’ambiente.

Controlli con la videosorveglianza

L’attività è stata condotta dal Nucleo di Polizia Ambientale e Giudiziaria, con il supporto del sistema di videosorveglianza cittadina.

Le sanzioni amministrative previste vanno da 1.000 a 3.000 euro. Nei casi in cui l’auto sia stata utilizzata per commettere l’illecito, può scattare anche il fermo amministrativo del veicolo per 30 giorni.

Renzi: “Educare prima ancora che sanzionare”

«L’obiettivo è educare prima ancora che sanzionare», spiega il comandante della Polizia Locale Mauro Renzi.

Renzi richiama la necessità di una collaborazione dei cittadini, invitando a rispettare le regole della raccolta differenziata e a segnalare eventuali comportamenti illeciti.

Casabona: “Nuove telecamere nei punti sensibili”

Per l’assessore all’Ambiente e alla Polizia Locale Maurizio Casabona, il contrasto all’abbandono dei rifiuti resta una priorità dell’amministrazione.

«I controlli continueranno e saranno ulteriormente intensificati», afferma Casabona, annunciando l’installazione di nuove telecamere nei punti più sensibili della città.

Giannetti ringrazia gli agenti

Il sindaco Francesco Giannetti ha ringraziato il comandante Renzi, il Nucleo di Polizia Ambientale e gli agenti della Polizia Locale per il lavoro svolto sul territorio.

I controlli proseguiranno nelle prossime settimane e saranno estesi ad altre zone del Comune.

Latina, viola la sorveglianza speciale: fermato in auto con un pregiudicato, denunciato 42enne

Un 42enne di Latina, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è stato denunciato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina per aver violato le prescrizioni imposte dal provvedimento.

Il controllo dei carabinieri

L’episodio risale al pomeriggio di martedì, quando i militari hanno fermato l’uomo durante un controllo sul territorio.

Il 42enne si trovava a bordo di un’autovettura guidata da un 45enne di Latina che, dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri, è risultato essere un soggetto pregiudicato.

Scatta la denuncia

La frequentazione di persone con precedenti rappresenta una violazione delle prescrizioni previste dalla misura di prevenzione cui l’uomo è sottoposto.

Per questo motivo, al termine delle verifiche, il 42enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per la violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale.

Come previsto dalla legge, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e nei confronti dell’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Rio Martino e Lago di Fogliano, l’opposizione attacca sui ritardi: «Pescatori lasciati soli»

La situazione di Rio Martino, della Foce del Duca e del Lago di Fogliano finisce al centro della commissione Trasparenza del Comune di Latina, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta delle forze di minoranza.

Durante la seduta sono intervenuti anche i pescatori di Rio Martino, che hanno raccontato le difficoltà vissute da chi da anni non riesce più a lavorare regolarmente a causa della chiusura del porto canale.

Rio Martino, lavori rinviati a dicembre

Secondo quanto riferito dall’opposizione, l’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco e gli uffici hanno confermato un nuovo slittamento del cronoprogramma per l’intervento su Rio Martino, con conclusione delle opere ora prevista per dicembre 2026.

Le minoranze contestano il susseguirsi di rinvii, ricordando che in precedenza erano state indicate altre scadenze, da aprile 2025 a giugno 2026.

Le critiche alle scelte dell’amministrazione

I consiglieri di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032 puntano il dito contro la mancata attivazione di interventi urgenti quando, a loro giudizio, sarebbe stato ancora possibile intervenire prima dell’ordinanza di chiusura della Capitaneria di Porto.

Nel mirino anche la scelta di inserire il dragaggio di Rio Martino nel più ampio progetto regionale di difesa della costa, con un procedimento ritenuto troppo complesso e destinato ad allungare i tempi autorizzativi.

Il nodo dei sedimenti e del ripascimento

L’opposizione solleva inoltre il tema dell’utilizzo dei sedimenti dragati.

Secondo le minoranze, il nuovo protocollo siglato dall’amministrazione Celentano prevede che la sabbia recuperata da Rio Martino venga destinata all’arenile di Sabaudia, privando Latina di una risorsa utile al ripascimento del proprio litorale.

Lago di Fogliano, richiesta la Prefettura

Preoccupazione anche per il Lago di Fogliano e la Foce del Duca, dove l’insabbiamento continuerebbe a compromettere lo scambio d’acqua tra lago e mare.

L’opposizione chiede alla sindaca Matilde Celentano di attivarsi per convocare un tavolo in Prefettura con tutti gli enti interessati, dal Comune al Raggruppamento Carabinieri Biodiversità.

Sulla necessità di coinvolgere la Prefettura si sono detti concordi anche i commissari di maggioranza.

«Servono scadenze certe»

Per i consiglieri di minoranza, il tempo delle giustificazioni è finito.

«Servono risposte, scadenze certe e assunzione di responsabilità», affermano, chiedendo trasparenza sui tempi degli interventi e sulle misure previste per tutelare pescatori, costa e patrimonio ambientale.

Sabaudia, insulta e minaccia i carabinieri dopo aver creato disordini in un locale: denunciato 27enne

I Carabinieri della Stazione di Sabaudia hanno denunciato in stato di libertà un 27enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

L’intervento dopo la segnalazione al 112

L’episodio è avvenuto nella notte di martedì, quando una segnalazione al 112 ha richiesto l’intervento dei militari in un esercizio pubblico di Sabaudia.

Secondo quanto ricostruito, il giovane, in evidente stato di alterazione psicofisica, stava arrecando disturbo all’interno del locale.

Insulti ai militari e rifiuto di fornire le generalità

Una volta raggiunto dai carabinieri, il 27enne avrebbe assunto fin da subito un atteggiamento non collaborativo, rifiutandosi di fornire le proprie generalità e rivolgendo ai militari frasi offensive e minacciose.

Considerato il suo stato di alterazione, presumibilmente dovuto all’abuso di alcol, i carabinieri hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118. L’uomo è stato quindi affidato ai sanitari e trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina per gli accertamenti e le cure del caso.

PNRR Sanità, la Asl Latina completa tutti gli interventi: investiti oltre 72 milioni senza modificare i progetti

La Asl di Latina ha completato il 100% degli interventi finanziati dalla Missione 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, chiudendo un programma di investimenti da oltre 72,5 milioni di euro senza ricorrere ad alcuna rimodulazione dei progetti e rispettando tutte le scadenze previste dal PNRR.

A sancire il raggiungimento dell’obiettivo sono state le prese d’atto del completamento della Casa della Comunità Hub di Terracina e della Casa della Comunità Spoke di Sperlonga, con la contestuale approvazione dell’attivazione dei servizi.

Quindici Case della Comunità in tutta la provincia

L’investimento ha consentito la realizzazione di 15 Case della Comunità, distribuite nei cinque distretti sanitari della provincia di Latina.

Le nuove strutture sono state realizzate ad Aprilia, Borgo Sabotino, Cisterna, Formia, Gaeta, Latina Centro, Latina Scalo, Minturno, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Sezze, Sperlonga e Terracina, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale e avvicinare i servizi sanitari ai cittadini.

Ospedali di Comunità e servizi digitali

Il piano ha previsto anche il completamento di quattro Ospedali di Comunità a Cori, Sezze, Gaeta e Sabaudia, oltre alla realizzazione di sei Centrali Operative Territoriali (COT) dedicate al coordinamento dell’assistenza domiciliare.

Concluso anche il processo di digitalizzazione dei nodi ospedalieri, mentre proseguono verso la conclusione gli interventi di adeguamento sismico dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, finanziati con ulteriori 4,6 milioni di euro.

Cenciarelli: “Sanità più moderna e vicina ai cittadini”

«Aver concluso tutti gli interventi PNRR senza modificare il piano originario dimostra la capacità della Asl Latina di trasformare risorse straordinarie in servizi concreti per il territorio», ha dichiarato il direttore generale Sabrina Cenciarelli.

La direttrice ha sottolineato come il risultato sia frutto del lavoro svolto dagli operatori dell’azienda sanitaria e della collaborazione istituzionale con la Regione Lazio, evidenziando che gli investimenti consentiranno di offrire una rete territoriale più moderna, capillare e orientata alla presa in carico dei cittadini.

Gambizzato a colpi di pistola a Latina, esami stub per una serie di sospettati

Gli investigatori della Polizia stanno vagliando una serie di sospetti sul ferimento a colpi di pistola di un uomo di 47 anni la notte di venerdì 19 giugno a Latina, tant’è vero che nell’immediatezza dei fatti, ovvero nelle ore successive alla scoperta della gambizzazione, sono stati effettuati alcuni esami stub, vale a dire il tampone su mani e braccia per rivelare la presenza di polvere da sparo. I poliziotti della Squadra Mobile stanno lavorando per individuare chi ha premuto il grilletto e per quale ragione.

In questi giorni stanno trapelando le prime indiscrezioni sull’indagine che la Questura ha avviato per fare chiarezza sull’accaduto, ovvero analizzare le poche informazioni rese dalla vittima, un uomo originario dell’hinterland di Napoli che si è trasferito nel capoluogo pontino da diversi anni. A quanto pare si trovava all’esterno della villa di un suo familiare, situata in una traversa della strada statale Pontina a sud di Latina, non lontano dal capoluogo pontino, dove aveva trascorso la serata in compagnia di altre persone. 

Gli investigatori sospettano che stia coprendo l’autore dell’agguato, fatto sta che la vittima ha dichiarato di non avere riconosciuto la persona che gli ha puntato la pistola contro e ha sparato due colpi, ferendolo alla gamba sinistra.

Quella notte i poliziotti avevano individuato l’auto, una Fiat 500, utilizzata per accompagnare l’uomo ferito in ospedale, una vettura intestata a un terzo soggetto, ma quella sera in uso a una conoscente della vittima. L’utilitaria era stata sequestrata alla ricerca di tracce utili alle indagini, come ne erano state raccolte dalla scientifica anche sul luogo dell’agguato. 

Lungo la traversa della statale Pontina, infatti, i poliziotti hanno trovato una serie di macchie di sangue e hanno cercato indizi utili per risalire alla persona che ha sparato. Nel corso delle ore successive alla gambizzazione i poliziotti hanno maturato anche i primi sospetti che hanno fatto scattare gli esami stub per alcune persone. Per ora non risultano indagati, i tamponi serviranno per capire se tra loro c’è chi impugnava la pistola oppure si trovava nelle immediate vicinanze e quindi è stato investito dalla nube di polvere da sparo, ovvero potrebbe avere partecipato al ferimento, o comunque fosse presente e ora copre l’autore.

Frana sulla Penitro-Castellonorato, dal 26 giugno riapre la strada a senso unico alternato

Dalle 13 di venerdì 26 giugno sarà nuovamente percorribile, seppur con limitazioni, la Strada Provinciale Penitro-Castellonorato, chiusa dallo scorso gennaio a causa della frana che aveva interessato il versante sovrastante la carreggiata.

La Provincia di Latina ha disposto la riapertura parziale del tratto compreso tra il chilometro 2+680 e il chilometro 2+850, dove la circolazione avverrà a senso unico alternato regolato da impianto semaforico, con limite massimo di velocità fissato a 30 chilometri orari.

Conclusi i primi interventi di sicurezza

La decisione arriva dopo il completamento delle prime opere di messa in sicurezza del costone roccioso interessato dal distacco di massi che aveva reso necessaria la chiusura dell’arteria.

La Provincia ha affidato indagini geologiche, interventi di ispezione e disgaggio delle porzioni instabili del versante, oltre alla posa di barriere provvisorie e del nuovo impianto semaforico che consentirà la gestione del traffico nella fase transitoria.

Attesi gli interventi definitivi

La riapertura rappresenta una soluzione temporanea in attesa delle opere definitive di consolidamento del versante, che dovranno essere realizzate dai proprietari delle aree a monte della strada, destinatari di una specifica ordinanza contingibile e urgente.

Carnevale: “Un collegamento fondamentale torna disponibile”

«La riapertura, seppur parziale e con le necessarie limitazioni, rappresenta un risultato importante per la comunità di Castellonorato e per tutti i cittadini che quotidianamente utilizzano questa arteria», ha dichiarato il presidente della Provincia Federico Carnevale.

Il presidente ha sottolineato come l’obiettivo sia stato quello di garantire la sicurezza degli utenti riducendo al tempo stesso i disagi causati dalla chiusura della strada, assicurando nuovamente un collegamento essenziale anche per i mezzi di soccorso.

La precedenza al semaforo sarà riservata ai veicoli provenienti da Castellonorato in direzione Penitro, mentre il Settore Viabilità della Provincia continuerà a effettuare monitoraggi periodici sull’area.