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Rifiuti speciali e veicoli abbandonati nell’area industriale a Cisterna: denunciato il titolare di un’azienda

Rifiuti speciali, materiali di scarto e veicoli abbandonati all’interno di un capannone industriale e nelle aree esterne dell’azienda. È quanto hanno accertato i Carabinieri Forestali di Cisterna di Latina, insieme ai tecnici di Arpa Lazio, nel corso di un controllo effettuato nei giorni scorsi nell’area industriale della città.

Al termine degli accertamenti il titolare dell’impresa, operante nei settori dell’edilizia, della carpenteria metallica e della produzione di infissi, è stato denunciato per presunte violazioni ambientali.

Trovati rifiuti pericolosi e materiali di scarto

Durante l’ispezione, i militari hanno riscontrato la presenza di numerosi rifiuti riconducibili sia alle attività produttive in corso sia alla precedente società che occupava il sito.

All’interno del capannone sono stati trovati circa quaranta sacchi contenenti materiale isolante di scarto, tre caldaie dismesse, cavi elettrici e diversi materiali metallici.

Veicoli abbandonati e cumuli di rifiuti all’esterno

Nei piazzali esterni erano presenti ponteggi metallici, cassoni contenenti rifiuti ferrosi e in alluminio, rotoli di materiale coibentante, guaina bituminosa e quattro veicoli in evidente stato di abbandono, oltre alla cabina di un mezzo pesante.

I controlli hanno inoltre portato alla scoperta di un cassone contenente vetro, plastica, infissi in legno, materiale edile e rifiuti gommosi triturati, in parte conservati in contenitori deteriorati e in parte accumulati direttamente sul terreno.

Scatta il sequestro

I rifiuti, quantificati in circa 50 metri cubi, sono stati sottoposti a sequestro probatorio per consentire ulteriori verifiche sulla loro provenienza e gestione.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’azienda sarebbe risultata inoltre priva delle necessarie autorizzazioni per la gestione delle acque di prima pioggia e degli scarichi domestici.

Denuncia e sanzioni

Il titolare è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e per presunte violazioni della normativa regionale relativa alla gestione delle acque.

Nei suoi confronti è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa per scarichi domestici privi di autorizzazione.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la persona coinvolta è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Furti tra Latina e Terracina, due arresti: in carcere giovani accusati di una serie di colpi

Un furto consumato, un tentato furto e un episodio di ricettazione. Sono le accuse che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini tunisini di 21 e 29 anni, ritenuti gravemente indiziati di diversi reati commessi tra Latina e Terracina.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Latina e dalla Polizia di Stato, al termine di un’attività investigativa svolta congiuntamente e coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina.

Il colpo nell’agenzia di viaggi

L’episodio principale risale al 24 gennaio scorso, quando i due sarebbero entrati in un’agenzia di viaggi del capoluogo dopo aver forzato la serranda elettrica e danneggiato la porta d’ingresso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dall’attività commerciale sarebbero stati portati via 275 euro in contanti e tre carte di credito aziendali, utilizzate successivamente per tentare alcune operazioni economiche.

Fermati dopo un inseguimento

Subito dopo il furto, le forze dell’ordine intercettarono i due a bordo di un ciclomotore risultato anch’esso rubato. Ne seguì un tentativo di fuga concluso con una caduta del mezzo e il successivo blocco dei sospettati.

Durante i controlli furono recuperati la refurtiva e diversi strumenti da scasso, tra cui un trapano e una smerigliatrice a batteria.

La carta d’identità rubata

Le indagini hanno poi portato, il 5 febbraio, al rinvenimento nella disponibilità del 21enne di una carta d’identità risultata rubata nel novembre 2025. Per questo episodio il giovane è ritenuto indiziato anche del reato di ricettazione.

Tentato furto in un garage a Terracina

Entrambi sono inoltre accusati di un tentato furto aggravato avvenuto il 24 febbraio in un garage privato di Terracina.

Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero manomesso l’impianto elettrico e tagliato i cavi della serranda automatica, venendo però sorpresi dal proprietario. Il successivo intervento delle forze dell’ordine ha consentito di rintracciarli poco distante dal luogo del tentato colpo.

Disposta la custodia cautelare

Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistente il rischio di reiterazione dei reati, anche alla luce dei precedenti e delle misure già applicate in passato ai due indagati.

Il 21enne ha ricevuto la notifica del provvedimento nel carcere di Isernia, dove si trovava già detenuto per altra causa, mentre il 29enne è stato rintracciato sul territorio e arrestato dai Carabinieri.

Travolto e ucciso da una parete in demolizione: muore operaio. Era al lavoro a 71 anni

Ancora una tragedia sul lavoro. Un operaio di 71 anni ha perso la vita nella mattinata di ieri a Pian Camuno, in provincia di Brescia, dopo essere stato schiacciato da una parete crollata durante alcune operazioni di demolizione.

L’incidente si è verificato poco dopo le 7 all’interno di un capannone, proprio nelle prime fasi della giornata lavorativa. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava eseguendo lavori di abbattimento quando una porzione della struttura avrebbe ceduto improvvisamente, travolgendolo senza lasciargli scampo.

Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Breno. Purtroppo, all’arrivo delle squadre di emergenza, per il lavoratore non c’era già più nulla da fare e il personale sanitario ha potuto soltanto constatarne il decesso.

Sono ora in corso gli accertamenti per chiarire con esattezza quanto accaduto. I militari dell’Arma, insieme ai tecnici dell’Ats competenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro, stanno effettuando tutti i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle normative previste durante le operazioni di demolizione.

L’identità della vittima non è stata ancora resa pubblica. Le autorità attendono infatti di completare le procedure di informazione ai familiari prima di diffonderne le generalità. Una nuova morte sul lavoro che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di produzione.

Via Don Morosini, dopo il voto unanime è scontro tra Lbc e maggioranza

Il Consiglio comunale di Latina ha approvato all’unanimità un documento condiviso su via Don Morosini e sul centro storico, ma il voto unitario non ha spento il confronto politico.

Dopo la seduta monotematica richiesta dalle opposizioni, Latina Bene Comune ha espresso soddisfazione per l’esito del Consiglio, rivendicando il proprio contributo al testo finale. Il gruppo ha sottolineato l’importanza di interventi su mediazione sociale, servizi sociali, partecipazione dei cittadini, iniziative culturali e strumenti di collaborazione civica.

Le richieste di Lbc

Per Lbc, la sicurezza non può essere affidata solo ai controlli.

I consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera, hanno rilanciato la necessità di lavorare su vivibilità, presidio sociale e riqualificazione dell’area.

Il gruppo ha inoltre chiesto verifiche sul possibile sovraffollamento negli appartamenti di Palazzo Pennacchi che ospitano cittadini migranti.

Il nodo del playground

Un altro punto critico riguarda il progetto del playground.

Secondo Latina Bene Comune, l’intervento non sarebbe adeguato al contesto di via Don Morosini, sia per la composizione sociale e anagrafica del quartiere, sia per il rischio di sostituire aree verdi con nuove superfici cementificate.

Per Lbc, una struttura di questo tipo sarebbe più adatta in zona Gionchetto, indicata come area carente di spazi per bambini.

La replica della maggioranza

Dura la risposta dei capigruppo di maggioranza Cesare Bruni, Vincenzo Valletta, Alessandro Porzi, Fausto Furlanetto e Nicola Catani.

La maggioranza ha accusato Lbc di voler intestarsi un risultato costruito con il contributo di tutte le forze politiche.

Secondo i capigruppo, il documento approvato è frutto di due giorni di lavoro condiviso e non dovrebbe diventare terreno di rivendicazione politica.

“Il playground è già programmato”

Sul playground, la maggioranza sostiene che l’intervento sia già inserito nella programmazione dell’ente, finanziato e arrivato alla fase di affidamento dei lavori.

Per questo, ipotizzarne oggi lo spostamento significherebbe alimentare aspettative irrealistiche e rischiare conseguenze amministrative.

I capigruppo ricordano inoltre che il progetto rientra nella programmazione legata alla mozione numero 25 del 2022, approvata all’unanimità durante la precedente amministrazione.

Le altre proposte sul tavolo

Nel confronto è intervenuta anche la consigliera Daniela Fiore, che ha definito positivo il documento unitario ma ha chiesto maggiore concretezza sul rilancio economico della zona.

Tra le proposte ci sono il progetto “Serrande aperte”, la mappatura dei locali sfitti, agevolazioni per chi investe nell’area e un tavolo con proprietari, associazioni, residenti e Terzo settore.

Anche i consiglieri Campagna e Majocchi hanno rivendicato l’accoglimento di alcune proposte su decoro urbano, manutenzione, ex Mercato Annonario, Palazzo Pennacchi e servizi sociali.

Una strada ancora al centro del dibattito

Via Don Morosini resta dunque al centro del confronto politico cittadino.

Il voto unanime ha prodotto un documento condiviso, ma le diverse letture dimostrano che il tema della riqualificazione dell’area resta aperto.

Sicurezza, commercio, servizi sociali, verde pubblico e spazi di aggregazione saranno ora i punti sui quali misurare la reale attuazione degli impegni assunti.

Ladro sfonda il vetro di un bar alle porte di Latina, fermo lampo della polizia

Ha iniziato a colpire il vetro blindato della porta del bar fino a sfondarlo, ma non ha fatto in tempo ad entrare nel locale perché il rumore ha richiamato l’attenzione di residenti e passanti, uno dei quali ha subito allertato il 112, consentendo alle pattuglie della Squadra Volante della Polizia di intervenire subito.

Un cittadino algerino di 33 anni, un volto noto alle forze di polizia, è stato fermato poco dopo le ore 5 di stamattina per il tentato furto nel bar Pontesilli di via Epitaffio, all’ingresso di Latina. Oltretutto lo straniero ha reagito con violenza ai poliziotti al momento del fermo e per questo la sua posizione è al vaglio anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Il protagonista della sventurata impresa è un cittadino straniero arrestato più volte a Latina, nei mesi scorsi, sempre per furti con scasso. Anzi, per lui il giudice del Tribunale del capoluogo pontino aveva disposto anche il divieto di tornare a Latina come misura cautelare, ma l’algerino l’ha violata per tornare a stabilirsi a Latina e tornare rubare.

ra l’altro nel tentativo di entrare nel bar, il ladro è rimasto ferito e ha perso del sangue: le tracce sono state raccolte dagli specialisti della scientifica per confrontarle con il profilo genetico del fermato e incastrarlo definitivamente. Comunque l’uomo ha una ferita compatibile, che ha richiesto le medicazioni del caso.

Magazzino di un supermercato di Latina tra blatte e topi, Intervento di Asl e Nas

Un’ispezione mirata per verificare la sicurezza della filiera alimentare si è conclusa con la chiusura di un magazzino alimentare e con una serie di prescrizioni urgenti per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.

Il provvedimento è stato adottato a Latina, in via Isonzo, al termine di un controllo effettuato dai Carabinieri del NAS all’interno di un supermercato cittadino, dove gli accertamenti hanno fatto emergere un quadro definito particolarmente critico sotto il profilo della salubrità degli ambienti.

Gli ispettori hanno individuato evidenti segni di infestazione animale, con la presenza di escrementi, carcasse di roditori e blatte nelle aree adibite allo stoccaggio degli alimenti. A questo si aggiungevano condizioni di scarsa pulizia e numerose problematiche strutturali che avrebbero favorito l’accesso degli infestanti dall’esterno.

Particolare attenzione è stata rivolta anche ai materiali destinati al contatto con gli alimenti, trovati in condizioni ritenute non adeguate sotto il profilo della protezione e della conservazione.

Di fronte alle criticità riscontrate, il personale della ASL intervenuto sul posto ha disposto la chiusura temporanea del magazzino e imposto una serie di interventi obbligatori, tra cui una radicale opera di disinfestazione, la pulizia straordinaria dei locali e il ripristino delle parti strutturali compromesse.

Per il titolare dell’attività sono scattate inoltre sanzioni amministrative per circa 3 mila euro.

Latina Basket, la grande festa dei “baby nerazzurri” rispetta la tradizione

Fine stagione per il 𝗠𝗶𝗻𝗶𝗯𝗮𝘀𝗸𝗲𝘁 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗟𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗕𝗮𝘀𝗸𝗲𝘁. Genitori e bambini hanno scelto ancora una volta di condividere del tempo prezioso, vivendo insieme un’ulteriore esperienza che mette al centro la relazione, l’amicizia e la crescita personale, oltre all’aspetto tecnico.

Tanti gli attestati di stima ricevuti dagli istruttori 𝗕𝗮𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼𝗻𝗶, 𝗠𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗮 𝗲 𝗩𝗶𝗿𝘇𝗶̀, così come dalla 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗕𝗲𝗻𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮, che ancora una volta ha dimostrato attenzione, sensibilità e coerenza nel porre al centro la persona prima ancora dell’atleta.

Grande merito va anche a 𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗴𝗻𝗶, responsabile del settore Minibasket, che con passione, dedizione e presenza costante si conferma un punto di riferimento.

Anziani fragili: l’ospedale di Velletri punta su cure più umane e integrate

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie legate all’età rappresentano una delle sfide più complesse per il sistema sanitario. È da questa consapevolezza che prende forma “SEN.ior HE.alth CA.re”, il nuovo progetto sperimentale della ASL Roma 6 presentato all’Ospedale Paolo Colombo di Velletri e dedicato alla presa in carico degli anziani fragili affetti da disturbi cognitivi.

L’obiettivo è ambizioso: costruire un percorso assistenziale capace di accompagnare il paziente lungo tutte le fasi della cura, superando la frammentazione dei servizi e favorendo una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e professionisti della riabilitazione.

Il progetto è stato illustrato dal dottor Antonio Romanelli e dalla dottoressa Maria Rita Molinari, che hanno spiegato come il nuovo modello punti a individuare precocemente le condizioni di fragilità già dall’accesso al Pronto Soccorso, garantendo una presa in carico più tempestiva e personalizzata.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la realizzazione di spazi specificamente pensati per le persone affette da demenza. Ambienti progettati per ridurre il disorientamento, migliorare il comfort e favorire il benessere sia dei pazienti che dei familiari. Prima della presentazione ufficiale, l’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, ha visitato la stanza dedicata all’interno del reparto di Medicina d’Urgenza, realizzata grazie al contributo di associazioni, aziende e realtà del territorio che hanno scelto di sostenere l’iniziativa.

Alla presentazione hanno preso parte, oltre ai vertici aziendali della ASL Roma 6, anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il sindaco di Lariano Francesco Montecuollo e numerosi rappresentanti del mondo associativo e sanitario.

«L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide che siamo chiamati ad affrontare», ha sottolineato l’assessore Maselli. «Per questo è fondamentale investire in modelli assistenziali innovativi che sappiano integrare ospedale, territorio e servizi, mettendo al centro la persona e la qualità delle cure».

Sulla stessa linea il direttore generale della ASL Roma 6, Giuseppe Profico, che ha definito il progetto «un esempio concreto di innovazione organizzativa e multidisciplinarietà», capace di tradurre in pratica un nuovo modo di intendere l’assistenza agli anziani più fragili.

L’iniziativa segna così un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più vicina ai bisogni della popolazione, dove la cura non si limita alla gestione della malattia ma diventa un percorso continuo di accompagnamento, attenzione e sostegno alle persone più vulnerabili.

Acciarella, la proprietà vuole evitare la colata di cemento sul borgo tutelato di Latina

Il borgo tutelato di Acciarella, insediamento agricolo di fine Ottocento, potrebbe essere risparmiato dal cemento del piano di lottizzazione approvato dal Comune di Latina nel 2012, sulla base del Piano particolareggiato esecutivo in variante del Prg datato 1987.

L’attuale proprietà, vale a dire Marco Gatto, imprenditore con un passato da pubblico amministratore, che ha acquisito cinque anni fa con la sua famiglia le superfici relative allo storico villaggio rurale, intende rinunciare alla volumetria pari a 30.000 metri cubi di residenze e servizi, prediligendo la valorizzazione della vocazione agricola dell’area.

Non si tratta solo di un’idea, perché la questione è stata affrontata in Comune nella giornata di ieri nel corso di un incontro con l’ufficio tecnico dell’urbanistica.

La proprietà infatti intende rinunciare formalmente al piano di lottizzazione e ha promosso un confronto con l’amministrazione locale per avviare la pratica di retrocessione dell’area edificabile.

Dopo l’approvazione del progetto nel 2012, buona parte dell’azienda agricola Acciarella, ossia il nucleo centrale di quella che un tempo era la tenuta del principe Borghese, era finita al centro di un’esecuzione immobiliare che ha portato alla suddivisione in più lotti di vendita.

uello contenente il borgo agricolo e la volumetria del piano di lottizzazione era stato aggiudicato, cinque anni fa, da Marco Gatto e dalla sua famiglia, che hanno acquisito anche il diritto di rendere esecutivo il progetto urbanistico.

Ma non è loro intenzione farlo e per questo intendono rinunciare alla volumetria.

Terracina, messe a gara 86 concessioni balneari: indennizzi riconosciuti agli uscenti

Parte ufficialmente la più ampia procedura di affidamento delle concessioni demaniali marittime mai avviata sul litorale di Terracina. Il Comune ha pubblicato l’avviso pubblico per l’assegnazione di 86 concessioni a destinazione turistico-ricreativa, avviando un percorso che interesserà gran parte delle attività presenti lungo la costa.

L’iniziativa, adottata in attuazione della deliberazione della Giunta comunale del 30 marzo 2026, prevede gare pubbliche da svolgersi in modalità telematica attraverso la piattaforma certificata dell’ente. Le nuove concessioni avranno una durata compresa tra 7 e 10 anni e saranno assegnate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

I lotti interessati sono suddivisi in cinque categorie: 59 stabilimenti balneari, 12 punti di ormeggio, 9 attività di ristorazione, 4 strutture dedicate ad attività ricreative e sportive e 2 esercizi commerciali. Per queste ultime categorie sono previste specifiche limitazioni di accesso, in particolare per gli operatori del Terzo Settore e per le organizzazioni prive di finalità lucrative.

Sul piano della valutazione, il peso maggiore sarà attribuito alla qualità progettuale. Dei 100 punti complessivamente disponibili, ben 90 saranno assegnati all’offerta tecnica, mentre soltanto 10 riguarderanno la proposta economica e il piano economico-finanziario. L’offerta economica dovrà essere formulata attraverso una percentuale di rialzo sul canone annuo posto a base di gara.

Particolarmente rigorosi i limiti introdotti per evitare concentrazioni e posizioni dominanti. Ogni operatore potrà partecipare a una sola categoria tra quelle previste e presentare domanda per un unico lotto, con la possibilità di ottenere una sola aggiudicazione. Le restrizioni si estendono anche alle società controllate, controllanti o collegate e ai soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Tra gli elementi della griglia di valutazione spiccano alcuni criteri destinati a incidere significativamente sulle possibilità dei concessionari già operativi. Da un lato viene premiata la scelta di durate concessorie più contenute, dall’altro assume rilievo l’esperienza maturata negli ultimi cinque anni, con punteggi aggiuntivi per chi dimostri che l’attività oggetto della concessione ha rappresentato la principale o unica fonte di sostentamento del proprio nucleo familiare.

L’avviso introduce, inoltre, una clausola sociale che impegna il futuro concessionario a valutare prioritariamente l’assorbimento del personale già impiegato dal gestore uscente. Prevista anche una garanzia provvisoria pari al doppio del canone annuale relativo al lotto per cui si concorre.

Il tema più delicato resta tuttavia quello degli indennizzi. In assenza del decreto ministeriale chiamato a definire i criteri nazionali di calcolo, il Comune di Terracina ha scelto di riconoscere comunque il diritto al ristoro economico per gli investimenti non ancora ammortizzati effettuati dai concessionari uscenti, comprensivi di una congrua remunerazione.

Una decisione che segna una netta differenza rispetto ad altre recenti esperienze amministrative, dove invece si è optato per l’esclusione di qualsiasi forma di indennizzo.

Per garantire trasparenza e certezza agli operatori, l’amministrazione ha individuato un valore massimo provvisorio pari a 100 mila euro per ciascuna concessione. Tale importo dovrà essere considerato nella predisposizione dei piani economico-finanziari, pur non costituendo un riconoscimento definitivo del credito. L’ammontare effettivo sarà infatti determinato attraverso specifiche perizie tecniche affidate a professionisti iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, individuati mediante sorteggio.

Le spese per la redazione delle perizie saranno sostenute dai concessionari uscenti, che dovranno inoltre mettere a disposizione tutta la documentazione tecnica, amministrativa e contabile necessaria alla ricostruzione degli investimenti effettuati.

Il pagamento dell’indennizzo rappresenterà una condizione imprescindibile per il perfezionamento della nuova concessione. Qualora l’aggiudicatario non provveda a corrispondere quanto dovuto prima della sottoscrizione dell’atto concessorio, perderà il diritto all’assegnazione del lotto, che potrà essere attribuito al concorrente successivo in graduatoria oppure rimesso a gara.

Dal punto di vista economico, il valore complessivo dei canoni demaniali relativi ai 86 lotti supera i 523 mila euro annui. Gli stabilimenti balneari rappresentano la quota più consistente, seguiti dai punti di ormeggio, dalle attività di ristorazione, dalle strutture sportive e dagli esercizi commerciali.

Considerando il tetto massimo previsto per gli indennizzi, il potenziale onere teorico complessivo a carico dei futuri concessionari potrebbe raggiungere gli 8,6 milioni di euro. Una cifra che tuttavia sarà ridimensionata e definita soltanto al termine delle verifiche tecniche e delle valutazioni peritali.

«Con questo avviso – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica e al Demanio Gianluca Corradini – l’amministrazione compie un passaggio fondamentale in un percorso complesso che mira a garantire trasparenza, concorrenza e certezza delle regole. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio demaniale della città, favorire investimenti qualificati e assicurare servizi sempre più efficienti per residenti e turisti, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea».