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Latina Basket, la grande festa dei “baby nerazzurri” rispetta la tradizione

Fine stagione per il 𝗠𝗶𝗻𝗶𝗯𝗮𝘀𝗸𝗲𝘁 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗟𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗕𝗮𝘀𝗸𝗲𝘁. Genitori e bambini hanno scelto ancora una volta di condividere del tempo prezioso, vivendo insieme un’ulteriore esperienza che mette al centro la relazione, l’amicizia e la crescita personale, oltre all’aspetto tecnico.

Tanti gli attestati di stima ricevuti dagli istruttori 𝗕𝗮𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼𝗻𝗶, 𝗠𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗮 𝗲 𝗩𝗶𝗿𝘇𝗶̀, così come dalla 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗕𝗲𝗻𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮, che ancora una volta ha dimostrato attenzione, sensibilità e coerenza nel porre al centro la persona prima ancora dell’atleta.

Grande merito va anche a 𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗴𝗻𝗶, responsabile del settore Minibasket, che con passione, dedizione e presenza costante si conferma un punto di riferimento.

Anziani fragili: l’ospedale di Velletri punta su cure più umane e integrate

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie legate all’età rappresentano una delle sfide più complesse per il sistema sanitario. È da questa consapevolezza che prende forma “SEN.ior HE.alth CA.re”, il nuovo progetto sperimentale della ASL Roma 6 presentato all’Ospedale Paolo Colombo di Velletri e dedicato alla presa in carico degli anziani fragili affetti da disturbi cognitivi.

L’obiettivo è ambizioso: costruire un percorso assistenziale capace di accompagnare il paziente lungo tutte le fasi della cura, superando la frammentazione dei servizi e favorendo una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e professionisti della riabilitazione.

Il progetto è stato illustrato dal dottor Antonio Romanelli e dalla dottoressa Maria Rita Molinari, che hanno spiegato come il nuovo modello punti a individuare precocemente le condizioni di fragilità già dall’accesso al Pronto Soccorso, garantendo una presa in carico più tempestiva e personalizzata.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la realizzazione di spazi specificamente pensati per le persone affette da demenza. Ambienti progettati per ridurre il disorientamento, migliorare il comfort e favorire il benessere sia dei pazienti che dei familiari. Prima della presentazione ufficiale, l’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, ha visitato la stanza dedicata all’interno del reparto di Medicina d’Urgenza, realizzata grazie al contributo di associazioni, aziende e realtà del territorio che hanno scelto di sostenere l’iniziativa.

Alla presentazione hanno preso parte, oltre ai vertici aziendali della ASL Roma 6, anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il sindaco di Lariano Francesco Montecuollo e numerosi rappresentanti del mondo associativo e sanitario.

«L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide che siamo chiamati ad affrontare», ha sottolineato l’assessore Maselli. «Per questo è fondamentale investire in modelli assistenziali innovativi che sappiano integrare ospedale, territorio e servizi, mettendo al centro la persona e la qualità delle cure».

Sulla stessa linea il direttore generale della ASL Roma 6, Giuseppe Profico, che ha definito il progetto «un esempio concreto di innovazione organizzativa e multidisciplinarietà», capace di tradurre in pratica un nuovo modo di intendere l’assistenza agli anziani più fragili.

L’iniziativa segna così un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più vicina ai bisogni della popolazione, dove la cura non si limita alla gestione della malattia ma diventa un percorso continuo di accompagnamento, attenzione e sostegno alle persone più vulnerabili.

Acciarella, la proprietà vuole evitare la colata di cemento sul borgo tutelato di Latina

Il borgo tutelato di Acciarella, insediamento agricolo di fine Ottocento, potrebbe essere risparmiato dal cemento del piano di lottizzazione approvato dal Comune di Latina nel 2012, sulla base del Piano particolareggiato esecutivo in variante del Prg datato 1987.

L’attuale proprietà, vale a dire Marco Gatto, imprenditore con un passato da pubblico amministratore, che ha acquisito cinque anni fa con la sua famiglia le superfici relative allo storico villaggio rurale, intende rinunciare alla volumetria pari a 30.000 metri cubi di residenze e servizi, prediligendo la valorizzazione della vocazione agricola dell’area.

Non si tratta solo di un’idea, perché la questione è stata affrontata in Comune nella giornata di ieri nel corso di un incontro con l’ufficio tecnico dell’urbanistica.

La proprietà infatti intende rinunciare formalmente al piano di lottizzazione e ha promosso un confronto con l’amministrazione locale per avviare la pratica di retrocessione dell’area edificabile.

Dopo l’approvazione del progetto nel 2012, buona parte dell’azienda agricola Acciarella, ossia il nucleo centrale di quella che un tempo era la tenuta del principe Borghese, era finita al centro di un’esecuzione immobiliare che ha portato alla suddivisione in più lotti di vendita.

uello contenente il borgo agricolo e la volumetria del piano di lottizzazione era stato aggiudicato, cinque anni fa, da Marco Gatto e dalla sua famiglia, che hanno acquisito anche il diritto di rendere esecutivo il progetto urbanistico.

Ma non è loro intenzione farlo e per questo intendono rinunciare alla volumetria.

Terracina, messe a gara 86 concessioni balneari: indennizzi riconosciuti agli uscenti

Parte ufficialmente la più ampia procedura di affidamento delle concessioni demaniali marittime mai avviata sul litorale di Terracina. Il Comune ha pubblicato l’avviso pubblico per l’assegnazione di 86 concessioni a destinazione turistico-ricreativa, avviando un percorso che interesserà gran parte delle attività presenti lungo la costa.

L’iniziativa, adottata in attuazione della deliberazione della Giunta comunale del 30 marzo 2026, prevede gare pubbliche da svolgersi in modalità telematica attraverso la piattaforma certificata dell’ente. Le nuove concessioni avranno una durata compresa tra 7 e 10 anni e saranno assegnate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

I lotti interessati sono suddivisi in cinque categorie: 59 stabilimenti balneari, 12 punti di ormeggio, 9 attività di ristorazione, 4 strutture dedicate ad attività ricreative e sportive e 2 esercizi commerciali. Per queste ultime categorie sono previste specifiche limitazioni di accesso, in particolare per gli operatori del Terzo Settore e per le organizzazioni prive di finalità lucrative.

Sul piano della valutazione, il peso maggiore sarà attribuito alla qualità progettuale. Dei 100 punti complessivamente disponibili, ben 90 saranno assegnati all’offerta tecnica, mentre soltanto 10 riguarderanno la proposta economica e il piano economico-finanziario. L’offerta economica dovrà essere formulata attraverso una percentuale di rialzo sul canone annuo posto a base di gara.

Particolarmente rigorosi i limiti introdotti per evitare concentrazioni e posizioni dominanti. Ogni operatore potrà partecipare a una sola categoria tra quelle previste e presentare domanda per un unico lotto, con la possibilità di ottenere una sola aggiudicazione. Le restrizioni si estendono anche alle società controllate, controllanti o collegate e ai soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Tra gli elementi della griglia di valutazione spiccano alcuni criteri destinati a incidere significativamente sulle possibilità dei concessionari già operativi. Da un lato viene premiata la scelta di durate concessorie più contenute, dall’altro assume rilievo l’esperienza maturata negli ultimi cinque anni, con punteggi aggiuntivi per chi dimostri che l’attività oggetto della concessione ha rappresentato la principale o unica fonte di sostentamento del proprio nucleo familiare.

L’avviso introduce, inoltre, una clausola sociale che impegna il futuro concessionario a valutare prioritariamente l’assorbimento del personale già impiegato dal gestore uscente. Prevista anche una garanzia provvisoria pari al doppio del canone annuale relativo al lotto per cui si concorre.

Il tema più delicato resta tuttavia quello degli indennizzi. In assenza del decreto ministeriale chiamato a definire i criteri nazionali di calcolo, il Comune di Terracina ha scelto di riconoscere comunque il diritto al ristoro economico per gli investimenti non ancora ammortizzati effettuati dai concessionari uscenti, comprensivi di una congrua remunerazione.

Una decisione che segna una netta differenza rispetto ad altre recenti esperienze amministrative, dove invece si è optato per l’esclusione di qualsiasi forma di indennizzo.

Per garantire trasparenza e certezza agli operatori, l’amministrazione ha individuato un valore massimo provvisorio pari a 100 mila euro per ciascuna concessione. Tale importo dovrà essere considerato nella predisposizione dei piani economico-finanziari, pur non costituendo un riconoscimento definitivo del credito. L’ammontare effettivo sarà infatti determinato attraverso specifiche perizie tecniche affidate a professionisti iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, individuati mediante sorteggio.

Le spese per la redazione delle perizie saranno sostenute dai concessionari uscenti, che dovranno inoltre mettere a disposizione tutta la documentazione tecnica, amministrativa e contabile necessaria alla ricostruzione degli investimenti effettuati.

Il pagamento dell’indennizzo rappresenterà una condizione imprescindibile per il perfezionamento della nuova concessione. Qualora l’aggiudicatario non provveda a corrispondere quanto dovuto prima della sottoscrizione dell’atto concessorio, perderà il diritto all’assegnazione del lotto, che potrà essere attribuito al concorrente successivo in graduatoria oppure rimesso a gara.

Dal punto di vista economico, il valore complessivo dei canoni demaniali relativi ai 86 lotti supera i 523 mila euro annui. Gli stabilimenti balneari rappresentano la quota più consistente, seguiti dai punti di ormeggio, dalle attività di ristorazione, dalle strutture sportive e dagli esercizi commerciali.

Considerando il tetto massimo previsto per gli indennizzi, il potenziale onere teorico complessivo a carico dei futuri concessionari potrebbe raggiungere gli 8,6 milioni di euro. Una cifra che tuttavia sarà ridimensionata e definita soltanto al termine delle verifiche tecniche e delle valutazioni peritali.

«Con questo avviso – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica e al Demanio Gianluca Corradini – l’amministrazione compie un passaggio fondamentale in un percorso complesso che mira a garantire trasparenza, concorrenza e certezza delle regole. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio demaniale della città, favorire investimenti qualificati e assicurare servizi sempre più efficienti per residenti e turisti, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea».

Aprilia, adescavano uomini online e li rapinavano con i coltelli: arrestati un uomo e una donna

Attiravano le vittime attraverso annunci pubblicati su internet, promettendo incontri a prezzi particolarmente bassi. Una volta arrivate nell’appartamento fissato per l’appuntamento, però, sarebbero state minacciate e rapinate sotto la minaccia di coltelli.

È l’accusa che ha portato all’arresto di un 56enne romano e di una 38enne di origine bulgara, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e dalla Polizia di Stato.

Tre rapine tra gennaio e aprile

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due sarebbero coinvolti in tre episodi di rapina aggravata e lesioni aggravate avvenuti ad Aprilia tra gennaio e aprile di quest’anno.

Le indagini sono partite da tre distinti fatti denunciati alle forze dell’ordine, due seguiti dai Carabinieri e uno dal Commissariato di Polizia di Aprilia.

Gli incontri fissati tramite annunci online

Le vittime avrebbero contattato un numero telefonico pubblicizzato su un sito di annunci per incontri, attratte da prestazioni offerte a circa 20 euro.

Una volta raggiunto l’appartamento indicato, sarebbero state accolte dalla donna. A quel punto sarebbe entrato in scena il complice che, armato di coltello, le avrebbe costrette a consegnare denaro, cellulari e altri effetti personali.

Vittime ferite anche al collo

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato episodi particolarmente violenti. In alcuni casi, infatti, il 56enne avrebbe colpito le vittime con diversi fendenti quando queste avrebbero tentato di opporre resistenza.

Alcuni uomini hanno dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere e a diversi punti di sutura per ferite riportate anche in zone considerate vitali, come collo e testa.

Arrestati e trasferiti in carcere

L’attività investigativa, sviluppata attraverso le testimonianze delle persone offese e ulteriori approfondimenti, ha consentito di raccogliere gravi indizi nei confronti dei due indagati e di ricostruire il presunto schema utilizzato per attirare e rapinare le vittime.

I due sono stati rintracciati ad Aprilia e arrestati nel corso di un’operazione congiunta tra Polizia e Carabinieri.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Latina, mentre la donna è stata condotta a Rebibbia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, ecco chi è l’indagato originario di Aquino

Per anni è stato uno dei magistrati contabili più influenti del Paese. Oggi il nome di Tommaso Miele, originario di Aquino, è tornato al centro dell’attenzione nazionale dopo l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto di Messina. L’ipotesi investigativa riguarda presunti tentativi di condizionare il controllo di legittimità della Corte dei Conti sul progetto dell’opera.

Secondo la nota diffusa dagli inquirenti, le indagini avrebbero documentato «condotte tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti» sul progetto definitivo del Ponte. La Procura sostiene inoltre che due degli indagati avrebbero promesso sostegno a Miele per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento. Si tratta di accuse tutte da verificare nelle successive fasi dell’inchiesta.

Per il territorio frusinate, però, il nome di Miele evoca anche una vicenda che fece molto rumore già dieci anni fa: quella del cosiddetto “buco” nei conti dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Nel 2016, dopo l’insediamento del nuovo rettore, emerse una situazione finanziaria estremamente critica nell’ateneo cassinate. Le verifiche portarono alla scoperta di circa 35 milioni di euro di contributi previdenziali non versati all’Inps, ai quali si aggiungevano interessi e sanzioni per circa 9 milioni, per un’esposizione complessiva superiore ai 44 milioni di euro.

L’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Cassino, portò all’iscrizione nel registro degli indagati di otto persone tra dirigenti universitari e componenti del collegio dei revisori dei conti. Tra questi figurava anche Tommaso Miele, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di presidente del collegio dei revisori dell’ateneo.

Secondo l’ipotesi accusatoria formulata allora dagli investigatori, nei bilanci consuntivi sarebbero stati riportati dati non corrispondenti alla reale situazione debitoria dell’università, mentre i revisori avrebbero attestato la conformità dei documenti contabili.

Una circostanza che suscitò particolare clamore perché coinvolgeva proprio il magistrato destinato a guidare la Corte dei Conti del Lazio, istituzione chiamata a vigilare sull’utilizzo delle risorse pubbliche e a perseguire eventuali danni erariali.

Miele ha sempre respinto ogni contestazione, sostenendo che i pareri del collegio dei revisori fossero stati espressi sulla base della documentazione fornita dagli uffici universitari e parlando di «insussistenza del fatto». La sua posizione è stata archiviata.

Nonostante quella vicenda giudiziaria, Miele ha continuato la propria ascesa istituzionale fino a diventare presidente della Corte dei Conti del Lazio e successivamente presidente aggiunto della Corte dei Conti nazionale, incarico concluso con il pensionamento nel febbraio 2026. Oggi il magistrato di Aquino si trova nuovamente sotto la lente della magistratura. Resta fermo, come in ogni procedimento penale, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Valutazione tra colleghi, la Cgil attacca il Comune di Latina: “La politica ha ratificato decisioni già prese”

Duro intervento della Fp Cgil Frosinone Latina contro il nuovo sistema di valutazione del personale adottato dal Comune di Latina. Al centro delle contestazioni c’è la delibera di Giunta che introduce il meccanismo della cosiddetta “valutazione tra pari”, il modello definito in ambito organizzativo come peer to peer.

Secondo il sindacato, il provvedimento sarebbe stato approvato prima che venissero formalizzate e verbalizzate le osservazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali nel corso del confronto avvenuto l’11 maggio scorso.

Le contestazioni della Cgil

Nel comunicato firmato dal segretario generale Vittorio Simeone, la Fp Cgil sostiene che la delibera sarebbe stata adottata senza tenere conto delle eccezioni sollevate al tavolo sindacale.

Tra i rilievi avanzati figurano la presunta mancanza di un indirizzo politico specifico per introdurre il nuovo sistema, l’applicazione retroattiva della misura dal 2025 e la scelta di limitare la valutazione tra pari alla sola categoria dei funzionari.

Il sindacato solleva inoltre dubbi sull’opportunità dell’accentramento di diversi incarichi in capo alla segretaria generale dell’ente.

“Il confronto sindacale non può essere formale”

La Cgil parla di una progressiva centralizzazione delle decisioni relative alla gestione del personale e delle risorse destinate al fondo per il salario accessorio.

Secondo il sindacato, il confronto con le rappresentanze dei lavoratori non può ridursi a una formalità successiva alle decisioni già assunte dall’amministrazione. Per questo viene chiesto alla politica cittadina di assumere un ruolo più diretto nelle scelte che riguardano il personale comunale.

La richiesta all’amministrazione

Nel documento la Fp Cgil invita sindaco e giunta a garantire un coinvolgimento effettivo delle organizzazioni sindacali nei processi decisionali, sostenendo che il confronto rappresenti uno strumento essenziale per la tutela dei diritti dei lavoratori e per una corretta gestione delle politiche del personale.

Aprilia, ciclista investito sulla Nettunense: traffico in tilt, atterra l’eliambulanza

Ciclista investito sulla Nettunense, traffico in tilt sulla statale. L’incidente è avvenuto questa mattina intorno alle 6.30 in prossimità dello scalo ferroviario di Campo di Carne.

Un uomo di nazionalità pakistana è stato investito da un’automobile, che procedeva in direzione Nettuno, mentre si recava al lavoro in sella alla sua bicicletta.

Le condizioni del ciclista, sono subito apparse gravi, hanno reso necessario l’arrivo dell’eliambulanza. L’uomo è stato trasportato all’ospedale Forlanini di Roma.

Incendio nell’ex convento delle suore di Minturno, in azione i residenti della zona

Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio nell’ex convento delle suore di Tufo di Minturno, la struttura che si trova in Corso del Popolo. Il luogo, da tempo disabitato, era diventata ricettacolo di rifiuti di ogni tipo, provocando la reazione degli abitanti della zona centrale della frazione minturnese.

Ieri il materiale abbandonato all’interno è stato oggetto di un rogo, che soltanto per il pronto intervento dei residenti ha evitato il peggio. Infatti come è stato notato del fumo uscire da una delle porte principali, è stata forzata, subito si sono mobilitati i cittadini della zona, con attrezzi di fortuna e acqua raccolta in contenitori.

Un intervento determinante perché il fronte del fuoco non si è ampliato. Intervenivano anche i Vigili del Fuoco di Castelforte, che hanno provveduto a bonificare i locali dello stabile. Lo stesso che il Comune, in passato, voleva utilizzare per costruire degli alloggi.

Latina – Ritorsione per i chioschi, libero Alessandro Zof

Ha lasciato gli arresti domiciliari Alessandro Zof, il 42enne di Latina attualmente sotto processo, insieme ad altre persone tra i quali il padre e il fratello, per le presunte ritorsioni consumate tra il 2016 e il 2021 ai danni dei gestori dei chioschi del lungomare di Latina, lato Rio Martino. Il collegio dei giudici ha infatti concesso una misura cautelare meno afflittiva, disponendo per lui l’obbligo di dimora nel comune di Latina, con divieto di uscire di casa nelle ore notturne.

Zof era stato in carcere per l’inchiesta Reset della Dda di Roma, che lo ha visto concludere il processo di primo grado con l’assoluzione dall’accusa di avere partecipato allo spaccio gestito con metodo mafioso dal sodalizio dei fratelli Travali e da Cha Cha Di Silvio, e ora sta sostenendo il processo d’Appello. Era rimasto quindi ai domiciliari per la vicenda dei chioschi, anche questa ricostruita dalla Direzione Distrettuale Antimafia sulla base di un’indagine della Polizia.

Di recente, all’inizio di aprile, era stato denunciato perché durante un controllo dei carabinieri era stato trovato nelle scale condominiali, quindi all’esterno dell’appartamento dov’era ristretto ai domiciliari, ma l’episodio è stato valutato come una violazione di lieve entità visto che non gli ha impedito di accedere a una misura cautelare meno grave, come l’obbligo di dimora.