Ha lasciato gli arresti domiciliari Alessandro Zof, il 42enne di Latina attualmente sotto processo, insieme ad altre persone tra i quali il padre e il fratello, per le presunte ritorsioni consumate tra il 2016 e il 2021 ai danni dei gestori dei chioschi del lungomare di Latina, lato Rio Martino. Il collegio dei giudici ha infatti concesso una misura cautelare meno afflittiva, disponendo per lui l’obbligo di dimora nel comune di Latina, con divieto di uscire di casa nelle ore notturne.
Zof era stato in carcere per l’inchiesta Reset della Dda di Roma, che lo ha visto concludere il processo di primo grado con l’assoluzione dall’accusa di avere partecipato allo spaccio gestito con metodo mafioso dal sodalizio dei fratelli Travali e da Cha Cha Di Silvio, e ora sta sostenendo il processo d’Appello. Era rimasto quindi ai domiciliari per la vicenda dei chioschi, anche questa ricostruita dalla Direzione Distrettuale Antimafia sulla base di un’indagine della Polizia.
Di recente, all’inizio di aprile, era stato denunciato perché durante un controllo dei carabinieri era stato trovato nelle scale condominiali, quindi all’esterno dell’appartamento dov’era ristretto ai domiciliari, ma l’episodio è stato valutato come una violazione di lieve entità visto che non gli ha impedito di accedere a una misura cautelare meno grave, come l’obbligo di dimora.