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Scarica 90 metri cubi di sabbia su un’area demaniale a Fondi: denunciato imprenditore edile

Circa 90 metri cubi di terre da scavo, composte prevalentemente da sabbia, sarebbero stati scaricati e utilizzati per riempire un’area del demanio marittimo senza le autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.

Per questo i Carabinieri Forestali di Fondi hanno denunciato il rappresentante legale di una ditta edile al termine di un controllo effettuato in località Rio Claro, nel territorio di Fondi.

Il materiale proveniva da un cantiere

Secondo quanto accertato dai militari, il materiale sarebbe stato prelevato da un cantiere edile situato nelle immediate vicinanze e successivamente depositato e spianato su una superficie di circa 180 metri quadrati.

Gli accertamenti sono scattati nell’ambito delle attività di controllo ambientale svolte sul territorio dai Carabinieri Forestali.

Mancavano piano di utilizzo e analisi

L’indagine avrebbe evidenziato l’assenza del piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo previsto dalla normativa nazionale e la mancanza delle necessarie analisi di laboratorio sul materiale movimentato.

Per gli investigatori, le terre depositate non potevano essere considerate un sottoprodotto riutilizzabile, ma dovevano essere trattate come rifiuti.

Area sequestrata

Per consentire ulteriori verifiche sulla natura del materiale e sull’eventuale presenza di sostanze inquinanti, i Carabinieri Forestali hanno disposto il sequestro probatorio dell’area interessata dal deposito e dei circa 90 metri cubi di materiale presenti sul sito.

Il titolare dell’impresa è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la persona coinvolta è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Sorelle di Minturno scomparse, la madre Valentina D’Acunto rompe il silenzio

A quattro giorni dalla scomparsa delle due sorelle Alisya di 16 anni edi Sarah di 12 anni si continua a cercarle. Oggi i carabinieri hanno fatto dei sopralluoghi nelle abitazioni dei genitori e, il padre, Stefano Di Giacinto è stato intervistato al programma di Rai Uno “La Vita in Diretta”.

Oggi è anche intervenuta la madre Valentina D’Acunto, che ha diffuso una lettera con la quale rimarca il fatto che in questo momento la priorità è il ritrovamento delle due figlie, delle quali non si hanno più notizie da sabato notte, cioè da quando si sono allontanate da una casa famiglia situata in Abruzzo. La donna ha spiegato come è venuta a conoscenza del scomparsa delle figlie e ha voluto lanciare un appello chiedendo a tutti coloro che hanno informazioni sulle giovani a rivolgersi alle forze dell’ordine. Attraverso i suoi avvocati Enrico Mastantuono, Giuseppe D’Amici e Massimo Montanaro, Valentina D’Acunto ha reso nota la sua lettera che pubblichiamo a seguire.

LA LETTERA

“Riportatele a casa. Ora conta solo la loro sicurezza”

La signora Valentina D’Acunto, madre delle minori Alisya e Sarah, rompe il silenzio nel momento più difficile e doloroso per una madre: quello in cui non sa dove siano le proprie figlie, non può abbracciarle, non può proteggerle direttamente e deve affidare ogni speranza alla responsabilità delle istituzioni e alla coscienza di chiunque abbia visto, sappia o possa aiutare.

La signora D’Acunto precisa, inoltre, di avere appreso la notizia della scomparsa delle figlie soltanto nella mattinata di domenica, tra le ore 12:30 e le ore 13:00, quando i Carabinieri del N.O.R.M. di Formia si sono recati presso la sua abitazione alla ricerca delle ragazze. La madre riferisce di non avere ricevuto, prima di quel momento, alcuna comunicazione diretta né dalla casa famiglia né dai soggetti preposti alla tutela delle minori. Anche tale circostanza, per la sua oggettiva delicatezza, sarà rimessa alla valutazione delle Autorità competenti e dei difensori incaricati.

La signora D’Acunto riferisce, inoltre, che, subito dopo l’arrivo dei Carabinieri presso la propria abitazione, è stata accompagnata presso la Stazione dei Carabinieri di Scauri, ove ha formalizzato querela per ipotesi di sottrazione di minore. Anche tale iniziativa, già rimessa alle Autorità competenti, viene richiamata esclusivamente per chiarire la sequenza degli eventi e l’immediata attivazione della madre nelle sedi istituzionali preposte.

La signora D’Acunto chiede, prima di ogni altra cosa, che l’attenzione pubblica resti concentrata sull’unico obiettivo davvero urgente: ritrovare Alisya e Sarah e riportarle in sicurezza.

In queste ore non servono polemiche, giudizi affrettati, ricostruzioni parziali o processi mediatici. Servono lucidità, collaborazione e rispetto. Si tratta di due minori, due figlie, due ragazze che devono essere cercate, protette e sottratte a qualunque situazione di rischio.

Valentina D’Acunto rivolge un appello diretto a chiunque abbia visto le ragazze, le abbia incontrate, le stia ospitando, abbia ricevuto un messaggio, una telefonata, una confidenza o anche solo un’informazione indiretta:

“Vi prego, parlate subito. Anche una notizia che può sembrare piccola può essere decisiva. Non trattenete informazioni. Non proteggete silenzi. Le mie figlie devono tornare al sicuro.”

La madre chiede che ogni segnalazione venga trasmessa immediatamente al 112 e alle Forze dell’Ordine, evitando iniziative personali, contatti impropri, diffusioni non controllate o esposizioni ulteriori delle minori sui social.

Valentina D’Acunto ringrazia le Forze dell’Ordine, l’Associazione Penelope Abruzzo, le persone che stanno condividendo l’appello e tutti coloro che, in queste ore, stanno contribuendo alle ricerche con senso di responsabilità.

Al tempo stesso, chiede alla stampa, ai cittadini e agli utenti dei social network di rispettare la dignità delle figlie e della famiglia, evitando commenti offensivi, insinuazioni, accuse non verificate e ricostruzioni che possano aggravare una situazione già estremamente delicata.

“Sono una madre. Oggi non mi interessa difendermi dalle parole, né alimentare contrapposizioni. Oggi chiedo solo che Alisya e Sarah vengano ritrovate. Chiedo a chiunque sappia qualcosa di fare la cosa giusta, adesso.”

La signora D’Acunto si affida all’operato delle Autorità competenti e confida che ogni informazione utile venga acquisita con la massima urgenza, affinché le minori possano essere individuate, tutelate e ricondotte in condizioni di sicurezza.

Chiunque abbia informazioni è invitato a contattare immediatamente il 112 o la più vicina stazione delle Forze dell’Ordine.

La signora Valentina D’Acunto comunica, altresì, di avere conferito mandato e richiesto assistenza legale, per ogni valutazione relativa ai profili di impugnazione e alle iniziative querelatorie conseguenti, agli Avvocati Giuseppe Damici, Enrico Mastantuono e Massimo Montanaro, affinché ogni iniziativa sia svolta nelle sedi competenti, nel rispetto delle Autorità procedenti e nell’esclusivo interesse delle minori.

Itri si ritrova nell’Infiorata: colori, volontari e tradizione

Per una notte e un giorno, via della Repubblica si è trasformata in una grande opera d’arte a cielo aperto. Disegni, colori, profumi e centinaia di mani al lavoro hanno dato vita anche quest’anno all’Infiorata di Itri, uno degli appuntamenti più attesi e identitari della città, capace di richiamare residenti, visitatori e curiosi da tutto il comprensorio.

L’edizione 2026 si è chiusa con un bilancio ampiamente positivo, confermando la vitalità di una tradizione che continua a rappresentare molto più di una semplice manifestazione. L’Infiorata, infatti, è il risultato di un lungo lavoro collettivo che coinvolge associazioni, volontari, famiglie, attività commerciali e cittadini, chiamati ogni anno a collaborare per trasformare il centro cittadino in un mosaico di petali e creatività.

Nei giorni precedenti l’evento, il paese si è animato attorno alle operazioni di raccolta, selezione e preparazione dei fiori. Un impegno silenzioso che culmina nella realizzazione dei tradizionali quadri floreali, espressione di una tradizione che affonda le proprie radici nella storia locale e che continua a rinnovarsi grazie al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Lungo il percorso dell’Infiorata si sono alternati momenti di fede, aggregazione e condivisione, in un’atmosfera che ha restituito l’immagine di una comunità coesa e orgogliosa delle proprie tradizioni.

«Siamo molto soddisfatti per la riuscita della manifestazione e per la straordinaria partecipazione dei volontari, che con il loro impegno hanno reso possibile tutto questo», ha commentato il sindaco Andrea Di Biase. «L’Infiorata è una tradizione che appartiene profondamente alla nostra comunità e che ogni anno dimostra quanto Itri sappia unirsi attorno alle proprie radici».

Oltre al valore religioso e culturale, l’evento continua a rappresentare anche una significativa vetrina per il territorio. Le immagini dei tappeti floreali, diffuse sui social e sui canali di informazione, contribuiscono infatti a promuovere l’immagine di Itri ben oltre i confini cittadini, valorizzandone il patrimonio storico, le tradizioni e la capacità di accoglienza.

Un successo che non si misura soltanto nei numeri delle presenze, ma soprattutto nella partecipazione di una comunità che, anno dopo anno, continua a riconoscersi in uno dei simboli più autentici della propria identità.

Usa, spari durante la festa per il diploma. Morto un 18enne: feriti un bambino e altri due giovani

Una serata che avrebbe dovuto essere dedicata ai festeggiamenti per il diploma si è trasformata in tragedia. Un ragazzo di 18 anni è stato ucciso e altre tre persone sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta all’esterno di una scuola superiore della California, mentre studenti, familiari e amici stavano lasciando il campus dopo la cerimonia.

L’episodio si è verificato, ora locale, presso la Fairfield High School, nella zona nord-orientale della baia di San Francisco. Tra i feriti figurano anche un bambino di 11 anni e due giovani di 20 e 25 anni.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, l’allarme è scattato intorno alle 19.15 quando alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi nel parcheggio dell’istituto subito dopo la conclusione della cerimonia di diploma della Sem Yeto High School, che condivide gli spazi del campus con la Fairfield High School.

Numerosi testimoni hanno raccontato di aver sentito gli spari mentre studenti e famiglie si stavano fermando per scattare fotografie e celebrare il traguardo appena raggiunto. In pochi istanti il clima di festa ha lasciato spazio al caos, con centinaia di persone in fuga nel tentativo di mettersi al riparo.

Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, per il giovane di 18 anni non c’era ormai più nulla da fare. Il ragazzo è stato dichiarato morto sul luogo della sparatoria. Le autorità non hanno ancora chiarito se la vittima fosse uno studente appena diplomato oppure una persona presente come invitata alla cerimonia.

I tre feriti sono stati invece trasportati negli ospedali della zona per ricevere le cure necessarie. Al momento non sono state rese note le loro condizioni.

La polizia ha avviato un’indagine per ricostruire l’accaduto e identificare il responsabile. Per ora non risultano arresti e gli investigatori mantengono il massimo riserbo sul possibile movente. Le forze dell’ordine hanno comunque rassicurato la popolazione, spiegando che non vi sarebbero elementi che facciano pensare a un pericolo immediato per la comunità.

L’ennesimo episodio di violenza armata negli Stati Uniti riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi pubblici e nelle scuole, ancora una volta teatro di una tragedia che ha spezzato una giornata che doveva essere ricordata come una festa.

Incidente sulla Pontina a Sabaudia, auto contro moto: un ferito in ospedale

Scontro questa mattina, intorno alle 11.30 sulla Pontina, nel tratto di Sabaudia, dove l’importante arteria stradale costeggia il Parco Nazione del Circeo.

Stando alle prime ricostruzioni a scontrarsi sarebbero stati un mezzo a due ruote e una Mercedes. La dinamica è al vaglio delle forze dell’ordine, ma pare che l’automobile uscisse da un’area di servizio mentre il mezzo a due ruote procedesse sulla Pontina.

Coloro che sono passati in zona negli attimi immediatamente successivi all’impatto hanno temuto il peggio. Il conducente della moto, infatti, è rimasto a lungo a terra con vistose ferite anche dopo l’arrivo dei sanitari. Le operazioni di stabilizzazione sono durate svariati minuti, fino a che gli operatori del 118 hanno proceduto al trasferimento presso il Goretti di Latina.

L’uomo, poco più che cinquantenne e originario della zona, è stato portato in gravi condizioni in ospedale dove gli sarebbero stati diagnosticati diversi traumi agli arti inferiori. Comunque, contrariamente ai timori, il sinistro non lo ha messo in pericolo di vita.

Per comprendere l’esatta dinamica dei fatti e anche eventuali responsabilità, hanno provveduto ai rilievi gli uomini della polizia stradale e i carabinieri. Disagi anche alla viabilità durante le operazioni di soccorso, seppur la contestuale presenza dell’area di servizio ha permesso di deviare all’interno il traffico.

Cisterna Volley, preso lo schiacciatore Magalini: “Ingolosito dal progetto”

Venticinque anni ancora da compiere (il 14 agosto), alto 196 centimetri, di mestiere fa lo schiacciatore: veronese doc, innamorato “della bellezza di Roma”, ha scelto Cisterna per tante buone ragioni, che lui stesso ci spiegherà. Il quarto acquisto di questa sessione di mercato del Cisterna Volley (dopo Peng, Federici e Amaranto) è Giulio Magalini, per lui contratto biennale.

Stabilmente nel giro della Nazionale (è rientrato ieri dal collegiale azzurro di Cavalese Val di Fiemme), lo scorso anno ha vestito la maglia della Yuasa Battery Grottazzolina: in riva all’Adriatico era arrivato dopo due stagioni trascorse a Trento, dove si era ritagliato comunque il suo spazio nonostante la presenza in banda di Michieletto e Lavia, laureandosi prima Campione d’Europa e poi d’Italia.

La sua carriera inizia a 16 anni, quando decide di mettere da parte il calcio per dedicarsi soltanto alla pallavolo. “Sono cresciuto tra campo e palazzetto, da una parte e dall’altra il mio reparto è stato sempre l’attacco. Ad un certo punto ho dovuto decidere scegliendo il volley e penso di averci indovinato, arrivare in Superlega e vestire la maglia azzurra è il sogno di chi gioca a pallavolo: io ci sono riuscito. Cisterna per me rappresenta un punto di ripartenza, a Grottazzolina sono stato bene, ma non è finita come volevamo. Mi si è presentata la possibilità di restare in A1, potendo anche valutare più di una destinazione. Sono sincero, ho scelto Cisterna prima di tutto perché il progetto mi ha ingolosito, lo considero perfetto per me; e poi, naturalmente, come accade in questi casi ho valutato più fattori. Conosco bene Alessandro Fanizza, siamo amici e se uno come lui mi dice che in questa società si sta bene non posso non credergli. Conosco anche Salsi e Guzzo, come Fanizza mi hanno parlato bene dell’ambiente, loro sono andati via ma hanno comunque speso belle parole. E poi il mare è vicino, si mangia bene, e con una mezz’ora di macchina si arriva a Roma: ho giocato un anno nel Club Italia, e mi sono innamorato della Città Eterna”.

Giulio Magalini sa quello che vuole, in campo e fuori: tra palestra e palazzetto ha trovato anche il tempo di studiare, e laurearsi in Economia aziendale. “Era un mio obiettivo, ci tenevo: il mio tempo libero spesso l’ho impiegato studiando, ma ce l’ho fatta e ne è valsa la pena. Penso anche ad un futuro dopo la pallavolo, com’è giusto che sia. Nella vita come nello sport è fondamentale non farsi trovare impreparati”,

A Cisterna arriva con tanta voglia di riscatto: “Sicuramente ho bisogno di stimoli nuovi, e li troverò in una squadra che come avversario ho sempre apprezzato. Giocare nel vostro palazzetto vi assicuro che non è mai stato facile. Mi affascina venire qui. Ho parlato con coach Morato, ci siamo trovati in sintonia, e mi aspetto una bella stagione. Si partirà per centrare la salvezza, l’obiettivo primario è la permanenza nella categoria, con la consapevolezza di dover fare di più perché per entrare nella zona playoff il passo è sempre breve. Inizierò questa nuova sfida con tanto entusiasmo, convinto di fare bene nel contesto giusto per me”.

Sorelline di Minturno scomparse da una casa famiglia: le ricerche di Sarah e Alisya attive anche a Cassino

Si estendono anche a Cassino le ricerche di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni, originarie del sud pontino, scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, dove erano ospiti. Le due ragazzine hanno fatto perdere le proprie tracce nella notte tra sabato e domenica dello scorso fine settimana e da allora non si hanno più notizie certe sul loro conto.

L’allarme pubblicato sui social dal papà delle minori è stato rilanciato dall’associazione Penelope Abruzzo, che ha diffuso un appello urgente, accompagnato dalla foto delle ragazzine, per favorire il loro ritrovamento. Secondo quanto emerso, Sarah e Alisya avrebbero trascorso per un lungo periodo parte della loro vita nell’area di Cassino, frequentando le scuole della città e mantenendo nel tempo amicizie e contatti. Proprio per questo motivo gli accertamenti e le verifiche delle forze dell’ordine si stanno concentrando anche nel Cassinate.

Ad ora non si conoscono dettagli sull’abbigliamento indossato dalle due sorelle al momento dell’allontanamento né sulle modalità con cui avrebbero lasciato la struttura. Non viene esclusa alcuna ipotesi e si presume che possano aver ricevuto un aiuto esterno. Alisya è alta circa 150-155 centimetri, mentre Sarah è alta circa 140 centimetri; entrambe hanno una corporatura esile.

Le associazioni impegnate nelle ricerche e gli stessi familiari rivolgono inoltre un appello a chiunque possa essere in contatto con le due ragazze. Qualora qualcuno stesse offrendo loro ospitalità o fosse a conoscenza del luogo in cui si trovano, è fondamentale informare immediatamente le forze dell’ordine. Trattandosi di due minori allontanatesi dalla struttura che le ospitava, eventuali condotte finalizzate a sottrarle ai controlli delle autorità potrebbero comportare conseguenze di natura giudiziaria e l’apertura di accertamenti da parte degli organi competenti.

«Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Nascondere o trattenere due minori sottraendoli al controllo delle autorità può integrare gravi reati penali. Aiutateci a riportarle a casa in sicurezza», si legge nell’appello diffuso dall’associazione.

Accorato anche il messaggio lanciato dai genitori delle ragazze, che invitano chiunque abbia informazioni utili a contattare immediatamente il 112. «Nella notte tra sabato e domenica Alisya e Sarah sono scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena dove si trovavano e fino ad ora ancora non si hanno notizie e non sono state trovate. Chiunque le veda è pregato di chiamare il 112 e le forze dell’ordine. Potrebbero anche essere nella nostra zona Minturno, Scauri o Fondi. Vi preghiamo di aiutarci a ritrovarle. Le forze dell’ordine sono già al lavoro anche con il gruppo cinofili».

Le ricerche proseguono senza sosta con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e delle unità cinofile, mentre cresce la preoccupazione tra familiari, amici e conoscenti che sperano in una rapida conclusione della vicenda.

Rifiuti speciali e veicoli abbandonati nell’area industriale a Cisterna: denunciato il titolare di un’azienda

Rifiuti speciali, materiali di scarto e veicoli abbandonati all’interno di un capannone industriale e nelle aree esterne dell’azienda. È quanto hanno accertato i Carabinieri Forestali di Cisterna di Latina, insieme ai tecnici di Arpa Lazio, nel corso di un controllo effettuato nei giorni scorsi nell’area industriale della città.

Al termine degli accertamenti il titolare dell’impresa, operante nei settori dell’edilizia, della carpenteria metallica e della produzione di infissi, è stato denunciato per presunte violazioni ambientali.

Trovati rifiuti pericolosi e materiali di scarto

Durante l’ispezione, i militari hanno riscontrato la presenza di numerosi rifiuti riconducibili sia alle attività produttive in corso sia alla precedente società che occupava il sito.

All’interno del capannone sono stati trovati circa quaranta sacchi contenenti materiale isolante di scarto, tre caldaie dismesse, cavi elettrici e diversi materiali metallici.

Veicoli abbandonati e cumuli di rifiuti all’esterno

Nei piazzali esterni erano presenti ponteggi metallici, cassoni contenenti rifiuti ferrosi e in alluminio, rotoli di materiale coibentante, guaina bituminosa e quattro veicoli in evidente stato di abbandono, oltre alla cabina di un mezzo pesante.

I controlli hanno inoltre portato alla scoperta di un cassone contenente vetro, plastica, infissi in legno, materiale edile e rifiuti gommosi triturati, in parte conservati in contenitori deteriorati e in parte accumulati direttamente sul terreno.

Scatta il sequestro

I rifiuti, quantificati in circa 50 metri cubi, sono stati sottoposti a sequestro probatorio per consentire ulteriori verifiche sulla loro provenienza e gestione.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’azienda sarebbe risultata inoltre priva delle necessarie autorizzazioni per la gestione delle acque di prima pioggia e degli scarichi domestici.

Denuncia e sanzioni

Il titolare è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e per presunte violazioni della normativa regionale relativa alla gestione delle acque.

Nei suoi confronti è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa per scarichi domestici privi di autorizzazione.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la persona coinvolta è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Furti tra Latina e Terracina, due arresti: in carcere giovani accusati di una serie di colpi

Un furto consumato, un tentato furto e un episodio di ricettazione. Sono le accuse che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini tunisini di 21 e 29 anni, ritenuti gravemente indiziati di diversi reati commessi tra Latina e Terracina.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Latina e dalla Polizia di Stato, al termine di un’attività investigativa svolta congiuntamente e coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina.

Il colpo nell’agenzia di viaggi

L’episodio principale risale al 24 gennaio scorso, quando i due sarebbero entrati in un’agenzia di viaggi del capoluogo dopo aver forzato la serranda elettrica e danneggiato la porta d’ingresso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dall’attività commerciale sarebbero stati portati via 275 euro in contanti e tre carte di credito aziendali, utilizzate successivamente per tentare alcune operazioni economiche.

Fermati dopo un inseguimento

Subito dopo il furto, le forze dell’ordine intercettarono i due a bordo di un ciclomotore risultato anch’esso rubato. Ne seguì un tentativo di fuga concluso con una caduta del mezzo e il successivo blocco dei sospettati.

Durante i controlli furono recuperati la refurtiva e diversi strumenti da scasso, tra cui un trapano e una smerigliatrice a batteria.

La carta d’identità rubata

Le indagini hanno poi portato, il 5 febbraio, al rinvenimento nella disponibilità del 21enne di una carta d’identità risultata rubata nel novembre 2025. Per questo episodio il giovane è ritenuto indiziato anche del reato di ricettazione.

Tentato furto in un garage a Terracina

Entrambi sono inoltre accusati di un tentato furto aggravato avvenuto il 24 febbraio in un garage privato di Terracina.

Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero manomesso l’impianto elettrico e tagliato i cavi della serranda automatica, venendo però sorpresi dal proprietario. Il successivo intervento delle forze dell’ordine ha consentito di rintracciarli poco distante dal luogo del tentato colpo.

Disposta la custodia cautelare

Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistente il rischio di reiterazione dei reati, anche alla luce dei precedenti e delle misure già applicate in passato ai due indagati.

Il 21enne ha ricevuto la notifica del provvedimento nel carcere di Isernia, dove si trovava già detenuto per altra causa, mentre il 29enne è stato rintracciato sul territorio e arrestato dai Carabinieri.

Travolto e ucciso da una parete in demolizione: muore operaio. Era al lavoro a 71 anni

Ancora una tragedia sul lavoro. Un operaio di 71 anni ha perso la vita nella mattinata di ieri a Pian Camuno, in provincia di Brescia, dopo essere stato schiacciato da una parete crollata durante alcune operazioni di demolizione.

L’incidente si è verificato poco dopo le 7 all’interno di un capannone, proprio nelle prime fasi della giornata lavorativa. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava eseguendo lavori di abbattimento quando una porzione della struttura avrebbe ceduto improvvisamente, travolgendolo senza lasciargli scampo.

Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Breno. Purtroppo, all’arrivo delle squadre di emergenza, per il lavoratore non c’era già più nulla da fare e il personale sanitario ha potuto soltanto constatarne il decesso.

Sono ora in corso gli accertamenti per chiarire con esattezza quanto accaduto. I militari dell’Arma, insieme ai tecnici dell’Ats competenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro, stanno effettuando tutti i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle normative previste durante le operazioni di demolizione.

L’identità della vittima non è stata ancora resa pubblica. Le autorità attendono infatti di completare le procedure di informazione ai familiari prima di diffonderne le generalità. Una nuova morte sul lavoro che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di produzione.