Home Blog Pagina 41

Commercio di vicinato e Tari, Confesercenti Latina incontra il sindaco Celentano

Commercio di prossimità, sostegno alle imprese e alleggerimento della pressione fiscale locale. Sono stati questi i principali temi affrontati nell’incontro che si è svolto il 12 giugno tra il presidente provinciale di Confesercenti Latina, Massimo Ceccarini, e il sindaco di Latina Matilde Celentano.

Al confronto, ospitato in Comune, hanno partecipato anche l’assessore alle Attività produttive Antonio Cosentino, il capo di gabinetto Agostino Marcheselli e il coordinatore provinciale di Confesercenti Ivan Simeone.

Le difficoltà del commercio locale

Nel corso dell’incontro, Confesercenti ha richiamato l’attenzione sulle criticità che stanno attraversando le attività commerciali del capoluogo, evidenziando la necessità di interventi concreti a sostegno delle imprese presenti nel centro cittadino, nei quartieri e nei borghi.

Tra le richieste avanzate dall’associazione di categoria anche l’avvio di un percorso condiviso per la definizione del Piano del Commercio cittadino e l’istituzione di un confronto periodico con l’amministrazione comunale.

Il tema della TARI

Particolare attenzione è stata dedicata alla proposta di adesione del Comune alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, misura che consentirebbe di intervenire sulle posizioni debitorie legate alla TARI e ad altre imposte e sanzioni comunali, offrendo un’opportunità sia alle imprese sia alle famiglie in difficoltà.

Secondo quanto riferito da Confesercenti, il sindaco Celentano ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di aderire al provvedimento. Una volta completato l’iter tecnico-amministrativo, la proposta sarà portata all’esame del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

“Confronto permanente con il Comune”

«L’obiettivo è proseguire in un confronto permanente con l’amministrazione comunale per individuare soluzioni efficaci a sostegno delle imprese, della vivibilità urbana e dell’attrattività del centro cittadino», ha dichiarato il presidente provinciale di Confesercenti, Massimo Ceccarini.

Il ladro delle biciclette elettriche patteggia ed è già libero

Ha patteggiato un anno di reclusione ed è di nuovo libero il cittadino marocchino di 35 anni residente a Latina arrestato a Nettuno per il furto di una bicicletta elettrica.

Finito ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Velletri, l’uomo doveva rispondere del furto aggravato, ma ha potuto ottenere la sospensione della pena, quindi è tornato in libertà.

Anche e soprattutto perché l’unica condanna precedente, quella per l’arresto di tre mesi fa a Latina, sempre per un furto di biciclette, non è ancora passata in giudicato.

Questa volta è stato sorpreso dal dipendente di un supermercato nella periferia di Latina mentre rubava la sua bicicletta elettrica.

Ne è nata una colluttazione che non ha permesso al ladro di divincolarsi, bloccato alla parte offesa del furto fino all’arrivo dei poliziotti del Commissariato.

Tra l’altro già all’inizio di marzo, insieme a un complice che non fu trovato, il 35enne marocchino aveva rubato le bici di una madre e di sua figlia, poi aveva cercato di scappare nel traffico dalla Polizia.

Per quell’episodio era stato arrestato e condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione, anche in quel caso col beneficio della sospensione.

Evade dai domiciliari, arrestato un 62enne a Minturno

Un 62enne di Minturno è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione per evasione. L’uomo, che era agli arresti domiciliari, si è allontanato dall’abitazione senza alcuna autorizzazione.

I carabinieri lo hanno sorpreso in flagrante e lo hanno arrestato. Successivamente è stato processato per direttissima presso il Tribunale di Cassino. Il giudice, oltre a convalidare l’arresto, ha deciso di concedere gli arresti domiciliari, misura che aveva prima dell’evasione

Dopo una lunga trattativa si è consegnato alla Polizia l’uomo barricato in casa a Latina

All’alba di oggi ha ceduto alle trattative e si è consegnato alla Polizia l’uomo di 46 anni che dal tardo pomeriggio di ieri si era barricato in casa dopo avere minacciato di sparare ai vicini e averne aggredito uno, colpendolo al volto col calcio di una pistola.

Dopo ore di trattative estenuanti, l’uomo ha aperto la porta ai poliziotti che da quasi dieci ore circondavano la sua abitazione in via Selcella, una traversa della migliara 45 nella zona di Borgo San Michele.

È stato portato in Questura in stato di fermo e ora la sua posizione è al vaglio degli inquirenti.

L’allarme era scattato intorno alle ore 18:30 di ieri quando i vicini lo avevano trovato fuori casa che imbracciava un fucile e minacciava di sparare a tutti. Non è chiaro se l’arma fosse vera, ma un uomo di 73 anni che abita nella zona lo aveva affrontato cercando di riportarlo alla calma.

Il 46enne gli aveva puntato il fucile contro più volte, poi era entrato in casa a prendere una pistola e aveva raggiunto l’anziano all’ingresso di casa sua, quindi lo aveva minacciato e colpito al volto col calcio dell’arma, ferendolo.

Mentre il pensionato veniva trasportato in ambulanza al pronto soccorso, erano intervenute diverse pattuglie della polizia che avevano avviato l’estenuante trattativa, perché l’uomo armato nel frattempo si era chiuso in casa. Sono intervenuti poi i negoziatori della Questura e le forze speciali che non hanno mai smesso di sollecitare l’uomo a uscire. Solo nelle prime ore di questa mattina si è arreso.

Palazzo M, il restauro divide la politica: “Sì al recupero, ma niente cancelli”

Il recupero di Palazzo M è una notizia positiva per Latina, ma l’ipotesi di installare cancellate agli accessi del piazzale apre un confronto politico sul futuro di uno degli edifici simbolo della città.

A intervenire sono il senatore Nicola Calandrini, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, e il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi di PerLatina2032. Entrambi, in due interventi distinti, condividono la necessità di riqualificare l’immobile, ma chiedono attenzione sulla possibile chiusura fisica degli spazi esterni.

Il recupero dell’edificio

Il progetto prevede interventi di consolidamento strutturale, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento dell’edificio, sede di funzioni strategiche dello Stato.

Per Calandrini si tratta di un investimento importante, capace di restituire decoro e piena funzionalità a un immobile centrale nella storia urbana di Latina.

Il nodo degli accessi

Le perplessità riguardano però la regolamentazione del piazzale.

Calandrini sottolinea la necessità di garantire sicurezza e decoro, ma ritiene che l’eventuale inserimento di cancellate debba essere valutato con equilibrio.

Secondo il senatore, Palazzo M mantiene un rapporto diretto con la città e con i cittadini, una caratteristica architettonica e urbanistica che andrebbe preservata.

La critica di Ranaldi

Più netta la posizione di Nazzareno Ranaldi, che parla di rischio “fortificazione” del centro cittadino.

Il consigliere evidenzia come il piazzale sia parte dell’identità originaria dell’edificio progettato da Oriolo Frezzotti e contesta l’ipotesi di trasformare uno spazio monumentale aperto in un’area chiusa da barriere fisiche.

Ranaldi chiede anche il coinvolgimento del Comune di Latina e del settore Urbanistica, richiamando il lavoro in corso sul Masterplan del Centro Storico, orientato alla valorizzazione degli spazi pubblici e alla permeabilità urbana.

Richiesto un confronto

Calandrini ha annunciato l’intenzione di avviare un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, stazione appaltante dell’intervento.

Ranaldi chiede invece un tavolo di copianificazione con Provveditorato e Soprintendenza per rivedere il punto relativo ai cancelli.

La posizione comune, pur con toni diversi, è chiara: il restauro di Palazzo M va sostenuto, ma la sicurezza non deve cancellare l’apertura dello spazio alla città.

Minaccia i vicini con le armi e si chiude in casa, paura e tensione nella periferia di Latina

Un uomo di 46 anni di Latina si è barricato ieri in casa, potenzialmente armato, dopo avere minacciato di morte alcuni suoi vicini, al culmine di un gesto di follia culminato nel ferimento di un anziano di 73 anni, colpito da lui al volto col calcio di una pistola. Non è chiaro se le armi fossero vere, ma quando è scattato l’allarme è intervenuta la Polizia, con un dispiegamento di forze notevole per cercare di convincere l’uomo a uscire spontaneamente dalla propria abitazione in via Selcella, una traversa di strada Migliara 45 vicino Borgo San Michele. Si è innescata così una trattativa estenuante, che si è protratta per tutta la notte.

I vicini sostengono che non era la prima volta che l’uomo impugnava un’arma, mimando il gesto di sparare agli animali domestici come i cani. Spesso lo sentivano urlare frasi senza senso. Fino a quando ieri pomeriggio la situazione è degenerata: prima ha urlato contro alcune vetture in transito, poi ha affrontato un vicino di 73 anni puntandogli più volte il fucile. L’anziano non si è lasciato intimorire e ha cercato di convincerlo a calmarsi.

A quel punto l’uomo è tornato in casa, ha preso una pistola e si è presentato davanti casa del 73enne, colpendolo al volto col calcio dell’arma. Il pensionato è rimato ferito e ha richiesto i soccorsi di un’ambulanza, mentre l’autore del raptus si è chiuso in casa.

In pochi minuti sono intervenute diverse pattuglie della Squadra Volante della Questura, poi sono intervenuti anche gli investigatori della Squadra Mobile e i negoziatori per intavolare un dialogo. In tarda serata sono stati coinvolti anche gli agenti dei reparti speciali della Polizia, le Unità Operative di Primo Intervento. Inizialmente il 46enne non dava alcun cenno di risposta, poi lo ha fatto per un breve periodo. L’uomo dimostra da anni segni di squilibrio, ma le sue condizioni sembrano essere peggiorate da quando è morto anche il padre ed è rimasto da solo.

Maltrattamenti in famiglia, deve scontare 3 anni e 6 mesi: arrestato a Cisterna

La Polizia di Stato ha arrestato a Cisterna di Latina un cittadino romeno destinatario di un ordine di carcerazione.

L’uomo deve scontare una pena definitiva di 3 anni e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

La denuncia della moglie

La vicenda risale al 2022, quando la moglie si era rivolta alle forze dell’ordine denunciando anni di condotte violente e vessatorie.

Secondo quanto ricostruito, la donna aveva subito aggressioni fisiche e verbali, minacce e comportamenti intimidatori, spesso legati anche all’abuso di alcol da parte dell’uomo.

Trasferito nel carcere di Latina

Dopo l’emissione del provvedimento restrittivo, gli agenti della Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna hanno rintracciato il condannato.

Al termine delle formalità, l’uomo è stato portato nel carcere di Latina, dove sconterà la pena.

Sorelle di Minturno scomparse da una comunità, il padre denuncia servizi sociali e struttura

A sette giorni dalla scomparsa delle sorelle di Minturno Alisya e Sarah Di Giacinto, non ci sono informazioni particolari, anche se le indagini dei carabinieri continuano senza sosta.

La novità invece è costituita dalla iniziativa giudiziaria adottata dal padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto.

Ha presentato una denuncia contro la Comunità Educativa dove risiedevano le figlie e contro i servizi sociali che si sono occupati del caso.

Una decisione forte che va ad aggiungere un altro tassello alla complicata e delicata vicenda. La Procura di Sulmona, che coordina l’inchiesta, sta raccogliendo una serie di elementi che potrebbero rivelarsi importanti ai fini delle indagini. Gli investigatori continuano gli accertamenti e le verifiche.

Aprilia, sicurezza a rischio sul ponte di via Isole

Il ponte di via delle Isole è un’ennesima opera incompiuta? Riaperto alla circolazione il 30 settembre dello scorso anno, dopo le proteste per i ritardi nella consegna, sul ponte di via delle Isole si sollevano nuovi dubbi e ad indirizzare pesanti interrogativi sull’esecuzione dei lavori è, ancora una volta, il Movimento Cinque Stelle.

Già a febbraio di quest’anno quando alcuni automobilisti avevano segnalato numerose buche lungo il tracciato, Andrea Ragusa aveva scritto agli enti preposti affinché ci fosse una verifica sui lavori considerato che con la strada in quella stato, il cantiere non sembrava essere stato chiuso. E non è tutto, perche parti della segnaletica giacciono per strada creando rischi per coloro che transitano su quella strada.

“Si tratta di un’opera strategica per la riduzione del rischio idraulico del fosso Spaccasassi, e che è costata quasi un milione di euro, alla comunità, finanziata con fondi europei PNRR e che già mostra già criticità inaccettabili. Avevo documentato la segnaletica obsoleta, con il cartello di divieto ‘eccetto mezzi autorizzati’ che era ancora incredibilmente presente, massi utilizzati per la base del nuovo ponte e new jersey sull’argine tra le erbacce, le tubazioni esposte, i pozzetti aperti, una buca già aperta sul nuovo manto stradale e un asfalto nuovo che cominciava a cedere in corrispondenza dei giunti di dilatazione”, racconta oggi Ragusa.

Cosa è successo dopo quattro mesi da quella segnalazione? “Assolutamente nulla – sostiene Ragusa del Movimento Cinque Stelle – la situazione non è semplicemente ferma; è precipitata, trasformandosi in una vera e propria trappola mortale. Le rassicurazioni di allora sulla fine dei disagi sono state spazzate via da una realtà sconcertante”.

“Il ponte è congelato in quello che sembra uno stato di perenne incompiutezza dei lavori – spiega Ragusa – i massi e i new jersey sono ancora ammassati lì, mentre l’asfalto, non riparato a suo tempo, ha ceduto del tutto provocando il distacco di uno dei supporti in gomma che ricoprono i giunti e lasciando al centro della strada una voragine larga un metro e profonda ben venti centimetri”.

Ragusa ha realizzato nuove indagini visive con sopralluogo e fotografie che, a suo dire, sgombrerebbero il campo da ogni dubbio sulla gravità della situazione e sulla pericolosità delle condizioni effettive dell’opera.

“Dove prima parlavamo di semplici avvallamenti, oggi: l’asfalto adiacente ai giunti si è disintegrato lasciando spazio a un buco profondo e irregolare. Non stiamo più parlando di una comune buca – precisa Ragusa – ma di una lesione profonda che espone lo scheletro dell’opera e fornisce un dettaglio implacabile del livello di insicurezza del tratto stradale, con il primo giunto di dilatazione in gomma, che dovrebbe assorbire i movimenti della struttura, che si è staccato, disgregato ed è rimasto buttato a un lato della carreggiata”.

“Questo elemento intero mancante lascia scoperta un’ampia fascia di calcestruzzo rotto, un “gradino” profondo, al centro della carreggiata, che crea un rischio concreto e immediato per l’incolumità di auto, motocicli e biciclette. Residenti e non, si ritrovano a percorrere un’infrastruttura indegna e pericolosa, con la netta sensazione che il cantiere non sia mai stato chiuso.
È doveroso che la città di Aprilia abbia infrastrutture stradali all’altezza, soprattutto quando si tratta di opere finanziate con fondi europei straordinari – conclude Ragusa – chiedo risposte celeri con interventi risolutivi urgenti”.





Fondi, la Giunta è quasi fatta: curiosità e voci in attesa del consiglio 

Le aspettative ci sono, come sempre, ma nonostante la creazione del cosiddetto Toto-Giusta in stile Fanta Sanremo, a Fondi questa volta, la grandissima attenzione che c’era a seguito di altre tornate elettorali, questa volta non sembra esserci.

Sarà che alla fine il tavolo sembra bello che apparecchiato per il neo sindaco Vincenzo Carnevale che si dice sia in Comune tutta la giornata per prendere in mano i dossier più complessi che, sicuramente, conosceva già abbastanza bene, considerando che era il vice dell’esecutivo guidato da Beniamino Maschietto.

Detto ciò i posti sono sette, o al massimo otto, tra assessori e presidente del consiglio comunale e accontentare tutti non sarà facile. Tant’è che qualcuno dovrà farsi bastare di una delega esterna, una presidenza di commissione di peso o la vice presidenza della massima assise civica.

Tra i pochi certi di una poltrona ci sarebbero Daniela De Bonis (Io Sì), Giulio Cesare Di Manno (Litorale e Sviluppo Fondano) e Piero Parisella, Roberta Muccitelli e Sergio Di Manno (Forza Italia). Ma è proprio nell’emisfero azzurro che si sgomita. Nomi molto chiacchierati sono anche Stefania Stravato e Claudio Spagnardi. 

Gli altri, tanti altri, sono sulla bocca di alcuni ma potrebbero essere usati più per confondere le acque che non perché realmente in pole position per un posto che conti.

Quello che danno tutti per scontato, è che questa volta la maggioranza non si farà neppure la parte: i numeri sono talmente schiaccianti che prenderà per sé anche la presidenza del consiglio e, non è escluso che sia la stessa maggioranza a provare ad imporre quale sarà il membro dell’opposizione che farà da vice.

Ma ormai l’attesa è breve. Martedì alle 19 nel chiostro di San Domenico via al primo consiglio comunale.