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Sorelle di Minturno scomparse da una comunità, il padre denuncia servizi sociali e struttura

A sette giorni dalla scomparsa delle sorelle di Minturno Alisya e Sarah Di Giacinto, non ci sono informazioni particolari, anche se le indagini dei carabinieri continuano senza sosta.

La novità invece è costituita dalla iniziativa giudiziaria adottata dal padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto.

Ha presentato una denuncia contro la Comunità Educativa dove risiedevano le figlie e contro i servizi sociali che si sono occupati del caso.

Una decisione forte che va ad aggiungere un altro tassello alla complicata e delicata vicenda. La Procura di Sulmona, che coordina l’inchiesta, sta raccogliendo una serie di elementi che potrebbero rivelarsi importanti ai fini delle indagini. Gli investigatori continuano gli accertamenti e le verifiche.

Aprilia, sicurezza a rischio sul ponte di via Isole

Il ponte di via delle Isole è un’ennesima opera incompiuta? Riaperto alla circolazione il 30 settembre dello scorso anno, dopo le proteste per i ritardi nella consegna, sul ponte di via delle Isole si sollevano nuovi dubbi e ad indirizzare pesanti interrogativi sull’esecuzione dei lavori è, ancora una volta, il Movimento Cinque Stelle.

Già a febbraio di quest’anno quando alcuni automobilisti avevano segnalato numerose buche lungo il tracciato, Andrea Ragusa aveva scritto agli enti preposti affinché ci fosse una verifica sui lavori considerato che con la strada in quella stato, il cantiere non sembrava essere stato chiuso. E non è tutto, perche parti della segnaletica giacciono per strada creando rischi per coloro che transitano su quella strada.

“Si tratta di un’opera strategica per la riduzione del rischio idraulico del fosso Spaccasassi, e che è costata quasi un milione di euro, alla comunità, finanziata con fondi europei PNRR e che già mostra già criticità inaccettabili. Avevo documentato la segnaletica obsoleta, con il cartello di divieto ‘eccetto mezzi autorizzati’ che era ancora incredibilmente presente, massi utilizzati per la base del nuovo ponte e new jersey sull’argine tra le erbacce, le tubazioni esposte, i pozzetti aperti, una buca già aperta sul nuovo manto stradale e un asfalto nuovo che cominciava a cedere in corrispondenza dei giunti di dilatazione”, racconta oggi Ragusa.

Cosa è successo dopo quattro mesi da quella segnalazione? “Assolutamente nulla – sostiene Ragusa del Movimento Cinque Stelle – la situazione non è semplicemente ferma; è precipitata, trasformandosi in una vera e propria trappola mortale. Le rassicurazioni di allora sulla fine dei disagi sono state spazzate via da una realtà sconcertante”.

“Il ponte è congelato in quello che sembra uno stato di perenne incompiutezza dei lavori – spiega Ragusa – i massi e i new jersey sono ancora ammassati lì, mentre l’asfalto, non riparato a suo tempo, ha ceduto del tutto provocando il distacco di uno dei supporti in gomma che ricoprono i giunti e lasciando al centro della strada una voragine larga un metro e profonda ben venti centimetri”.

Ragusa ha realizzato nuove indagini visive con sopralluogo e fotografie che, a suo dire, sgombrerebbero il campo da ogni dubbio sulla gravità della situazione e sulla pericolosità delle condizioni effettive dell’opera.

“Dove prima parlavamo di semplici avvallamenti, oggi: l’asfalto adiacente ai giunti si è disintegrato lasciando spazio a un buco profondo e irregolare. Non stiamo più parlando di una comune buca – precisa Ragusa – ma di una lesione profonda che espone lo scheletro dell’opera e fornisce un dettaglio implacabile del livello di insicurezza del tratto stradale, con il primo giunto di dilatazione in gomma, che dovrebbe assorbire i movimenti della struttura, che si è staccato, disgregato ed è rimasto buttato a un lato della carreggiata”.

“Questo elemento intero mancante lascia scoperta un’ampia fascia di calcestruzzo rotto, un “gradino” profondo, al centro della carreggiata, che crea un rischio concreto e immediato per l’incolumità di auto, motocicli e biciclette. Residenti e non, si ritrovano a percorrere un’infrastruttura indegna e pericolosa, con la netta sensazione che il cantiere non sia mai stato chiuso.
È doveroso che la città di Aprilia abbia infrastrutture stradali all’altezza, soprattutto quando si tratta di opere finanziate con fondi europei straordinari – conclude Ragusa – chiedo risposte celeri con interventi risolutivi urgenti”.





Fondi, la Giunta è quasi fatta: curiosità e voci in attesa del consiglio 

Le aspettative ci sono, come sempre, ma nonostante la creazione del cosiddetto Toto-Giusta in stile Fanta Sanremo, a Fondi questa volta, la grandissima attenzione che c’era a seguito di altre tornate elettorali, questa volta non sembra esserci.

Sarà che alla fine il tavolo sembra bello che apparecchiato per il neo sindaco Vincenzo Carnevale che si dice sia in Comune tutta la giornata per prendere in mano i dossier più complessi che, sicuramente, conosceva già abbastanza bene, considerando che era il vice dell’esecutivo guidato da Beniamino Maschietto.

Detto ciò i posti sono sette, o al massimo otto, tra assessori e presidente del consiglio comunale e accontentare tutti non sarà facile. Tant’è che qualcuno dovrà farsi bastare di una delega esterna, una presidenza di commissione di peso o la vice presidenza della massima assise civica.

Tra i pochi certi di una poltrona ci sarebbero Daniela De Bonis (Io Sì), Giulio Cesare Di Manno (Litorale e Sviluppo Fondano) e Piero Parisella, Roberta Muccitelli e Sergio Di Manno (Forza Italia). Ma è proprio nell’emisfero azzurro che si sgomita. Nomi molto chiacchierati sono anche Stefania Stravato e Claudio Spagnardi. 

Gli altri, tanti altri, sono sulla bocca di alcuni ma potrebbero essere usati più per confondere le acque che non perché realmente in pole position per un posto che conti.

Quello che danno tutti per scontato, è che questa volta la maggioranza non si farà neppure la parte: i numeri sono talmente schiaccianti che prenderà per sé anche la presidenza del consiglio e, non è escluso che sia la stessa maggioranza a provare ad imporre quale sarà il membro dell’opposizione che farà da vice.

Ma ormai l’attesa è breve. Martedì alle 19 nel chiostro di San Domenico via al primo consiglio comunale.

Porto canale, l’insabbiamento continua a bloccare Terracina: il problema è noto, ma gli interventi dove sono?

La corsa della nave veloce per Ponza cancellata per le presunte condizioni meteomarine avverse riaccende inevitabilmente il dibattito sullo stato del porto canale di Terracina. Se ufficialmente la motivazione è stata il mare mosso, molti operatori del mare e pescatori indicano da tempo un’altra criticità che continua a pesare sulle attività portuali: l’insabbiamento dell’imboccatura del porto.

Una situazione tutt’altro che nuova. La formazione della barra sabbiosa e la progressiva riduzione dei fondali rappresentano da anni uno dei principali problemi infrastrutturali della città, al punto da aver già condizionato in passato i collegamenti con le isole pontine.

Ciò che rende la vicenda ancora più significativa è il fatto che il problema sia perfettamente conosciuto dalle istituzioni. Durante la conferenza “La costa che cambia” dell’aprile scorso, amministratori, tecnici ed esperti hanno affrontato proprio il tema delle trasformazioni del litorale e delle conseguenze che queste producono sul territorio.

Tra gli interventi più attesi vi è stato quello del sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, che ha riconosciuto apertamente l’esistenza di una costa divisa tra due fenomeni apparentemente opposti ma strettamente collegati: da una parte l’erosione che arretra le spiagge, dall’altra l’accumulo di sabbia nelle aree portuali. Un quadro che il primo cittadino ha descritto come il risultato di scelte e interventi non sempre adeguati nel corso degli anni e che richiede una programmazione seria e coordinata.

Le sue parole hanno confermato come l’insabbiamento non sia una criticità emersa improvvisamente, ma una questione ben nota agli amministratori e già ampiamente analizzata sotto il profilo tecnico. Negli ultimi anni, infatti, si sono susseguiti finanziamenti regionali, rilievi batimetrici, studi tecnici, annunci di imminenti lavori e procedure amministrative. Tuttavia il porto canale continua a convivere con le stesse problematiche che ne limitano l’operatività.

La recente mancata partenza della nave veloce rischia così di diventare il simbolo di una situazione che resta irrisolta. Non si tratta soltanto di un problema legato alla navigazione, ma di una criticità che coinvolge turismo, economia locale, servizi e prospettive future della città.

Proprio durante la conferenza era emersa la necessità di affrontare i cambiamenti della costa con una visione complessiva e di lungo periodo, superando la logica degli interventi emergenziali. Un principio condiviso da tutti i partecipanti e ribadito anche dall’amministrazione comunale.

Oggi, però, mentre il porto continua a fare i conti con l’accumulo di sabbia e i collegamenti restano esposti a continue difficoltà, resta un interrogativo che attende ancora una risposta: se il problema è noto, riconosciuto e discusso pubblicamente da anni, cosa impedisce di intervenire in modo definitivo?

Thailandia, bambino di 6 anni sbranato e ucciso dalla scimmia di casa

Una tragedia terribile ha scosso la Thailandia meridionale, dove un bambino di sei anni ha perso la vita dopo essere stato aggredito da un macaco che la sua famiglia custodiva da anni come animale domestico. Il drammatico episodio si è verificato nel distretto di Sichon, nella provincia di Nakhon Si Thammarat.

Secondo quanto ricostruito dai media locali, il piccolo si trovava nei pressi dell’attività commerciale del nonno quando il primate, un esemplare maschio di quattro anni, lo avrebbe attaccato all’improvviso. L’animale avrebbe inferto profonde ferite al torace e a una gamba, provocando lesioni gravissime.

Le urla del bambino hanno richiamato l’attenzione dei residenti della zona e dei familiari, che sono immediatamente intervenuti. Quando sono arrivati sul posto, però, la situazione era già disperata. Il macaco, che si trovava legato a un palo con una corda, era ancora nelle vicinanze.

Il piccolo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale locale, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poco dopo il ricovero. Le ferite riportate, in particolare quelle al torace, si sono rivelate fatali.

L’animale era stato accolto dalla famiglia nel 2022 dopo essere stato trovato abbandonato quando era ancora cucciolo. Da allora era stato allevato in ambito domestico, nonostante la normativa thailandese preveda specifiche autorizzazioni per la detenzione di alcune specie protette.

Secondo diversi abitanti del villaggio, il macaco aveva già manifestato in passato comportamenti aggressivi nei confronti di persone e animali. Segnali che, stando alle testimonianze raccolte, avevano suscitato preoccupazione tra i residenti.

Dopo la tragedia, il primate è stato liberato in una vicina area boschiva. Le autorità e gli operatori specializzati nella gestione della fauna selvatica sono successivamente riusciti a rintracciarlo e catturarlo utilizzando dei tranquillanti, poiché l’animale continuava a mostrare atteggiamenti ostili.

La vicenda ha riacceso il dibattito in Thailandia sulla detenzione di animali selvatici in contesti domestici e sui rischi che possono derivare dalla convivenza con specie non addomesticate.

Da Latina ai palchi d’Europa: il giovane Lorenzo Venditti conquista il Montenegro

Dal territorio pontino ai palcoscenici internazionali. È la traiettoria che sta seguendo Lorenzo Venditti, giovane cantautore originario della provincia di Latina che, a soli diciannove anni, sta costruendo passo dopo passo un percorso artistico capace di attirare attenzione ben oltre i confini nazionali.

L’ultimo successo arriva dal Montenegro, dove il giovane artista ha rappresentato l’Italia nell’importante festival internazionale di Budva, una delle manifestazioni dedicate ai talenti emergenti più conosciute dell’area balcanica. Un’esperienza che si è trasformata in un vero e proprio trionfo: Venditti ha conquistato il premio per il miglior testo, quello per il miglior brano inedito e il primo premio assoluto della sua categoria, imponendosi davanti a concorrenti provenienti da diversi Paesi.

Un risultato che conferma la crescita di un artista che negli ultimi anni ha saputo distinguersi per personalità e capacità autoriale. Il primo riconoscimento importante era arrivato con la vittoria del contest “Io Canto per…”, ma il salto di qualità è maturato attraverso una serie di esperienze formative e artistiche che lo hanno portato fino al Festival Internazionale Angel Voice di Belgrado. Proprio nella capitale serba il giovane pontino aveva ottenuto il premio per il miglior inedito, attirando l’attenzione di addetti ai lavori e organizzatori internazionali.

Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato prima a Trieste e poi a Budva, dove ha rappresentato l’Italia in qualità di ambasciatore artistico. Un riconoscimento che testimonia non soltanto le qualità vocali del ragazzo, ma anche la forza della sua scrittura, elemento che oggi rappresenta uno dei tratti distintivi del suo progetto musicale.

Dietro i risultati ottenuti c’è un intenso lavoro di formazione. Lorenzo sta infatti perfezionando la propria preparazione artistica attraverso studi di tecnica vocale e scrittura musicale, frequentando il corso guidato dal cantautore e autore Roberto Casalino, firma di numerosi successi della musica italiana.

Per il giovane artista del territorio pontino il viaggio sembra appena iniziato. Dopo il successo montenegrino sono già arrivati nuovi inviti internazionali: a settembre volerà in Inghilterra, mentre a dicembre sarà protagonista in Lituania. Tappe che confermano come il talento nato tra Latina e il sud della provincia stia trovando sempre più spazio in un panorama musicale che guarda all’Europa e alle nuove generazioni di cantautori.

Sabaudia, scontro sulle antenne: il Pd contesta il nuovo impianto accanto all’ex Torre dell’Acquedotto

Il nuovo Piano comunale delle antenne accende il confronto politico a Sabaudia. Al centro della polemica c’è la previsione di una struttura alta 32 metri destinata a ospitare gli impianti di telefonia mobile in un’area adiacente all’ex Torre dell’Acquedotto, all’interno del parco pubblico di via degli Aquilani.

A sollevare forti perplessità sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario cittadino Luca Mignacca, che criticano la scelta approvata dalla maggioranza durante l’ultima seduta del Consiglio comunale.

Secondo il Pd, il nuovo impianto rischierebbe di modificare sensibilmente il contesto paesaggistico di una delle aree storicamente più rappresentative della città. La struttura dovrebbe infatti sorgere accanto all’ex Torre dell’Acquedotto, edificio realizzato negli anni Trenta e considerato uno dei simboli dell’architettura razionalista legata alla fondazione di Sabaudia.

Durante la discussione in aula, i gruppi di minoranza avevano chiesto di escludere l’area dal piano e di aprire un confronto con gli operatori telefonici per individuare soluzioni alternative considerate meno impattanti sotto il profilo ambientale e urbanistico. La proposta, tuttavia, non è stata accolta dalla maggioranza.

Le critiche riguardano anche la collocazione dell’impianto in un’area verde frequentata quotidianamente da famiglie e bambini, in prossimità di strutture scolastiche e di servizi pubblici. Per l’opposizione, la valorizzazione del parco e dei beni storici della città dovrebbe rappresentare una priorità nelle scelte urbanistiche future.Nel documento diffuso nelle scorse ore, il Partito Democratico richiama inoltre l’attenzione su altre opere in corso nel centro cittadino, evidenziando la necessità di una maggiore condivisione delle scelte che incidono sul paesaggio urbano.

La vicenda è destinata a proseguire anche nelle prossime settimane. I rappresentanti dell’opposizione hanno infatti annunciato l’intenzione di proporre agli altri gruppi consiliari una raccolta di firme per chiedere la revisione del progetto e aprire un confronto più ampio con la cittadinanza sul futuro dell’area interessata dall’intervento.

Condannato per maltrattamenti alla moglie, finisce in carcere a Cisterna

È stato rintracciato e arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Cisterna di Latina un cittadino romeno condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia. L’uomo dovrà scontare una pena di tre anni e sei mesi di reclusione a seguito della sentenza divenuta irrevocabile.

L’esecuzione del provvedimento arriva al termine di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2022, quando la moglie si rivolse alle forze dell’ordine denunciando una situazione di violenza e sopraffazione che, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, si sarebbe protratta nel tempo.

Gli accertamenti svolti dagli investigatori avrebbero fatto emergere un quadro caratterizzato da episodi ripetuti di aggressioni, minacce e comportamenti intimidatori nei confronti della donna. Circostanze che hanno portato alla condanna dell’uomo per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Ricevuto l’ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria, gli agenti della Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna si sono messi sulle tracce del condannato, riuscendo a individuarlo e a dare esecuzione al provvedimento restrittivo.

L’uomo è stato quindi accompagnato presso una struttura detentiva, dove sconterà la pena stabilita dalla magistratura. L’operazione rappresenta l’ultimo passaggio di un procedimento nato dalla denuncia della vittima e sviluppato attraverso l’attività investigativa e giudiziaria che ha consentito di accertare le responsabilità dell’imputato.

17enne travolto e ucciso dopo una festa: arrestato un 18enne positivo ad alcol e droga

Una serata di festa trasformata in tragedia. Un ragazzo di 17 anni ha perso la vita nella notte a San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, dopo essere stato investito da un’automobile mentre stava facendo ritorno a casa insieme ad alcuni amici.

L’incidente si è verificato intorno alle 4 del mattino lungo via Torre Mileto, a circa un chilometro dal centro abitato. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane aveva appena lasciato una festa di compleanno organizzata in una sala ricevimenti della zona e stava percorrendo la strada a piedi con altri coetanei quando è stato travolto da una vettura.

Alla guida dell’auto c’era un ragazzo di 18 anni, neopatentato, che aveva partecipato alla stessa festa. Dopo l’impatto il conducente si è fermato immediatamente e ha richiesto l’intervento dei soccorsi, ma per il 17enne non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo sul posto, senza però riuscire a salvargli la vita.

Stando a quanto emerso dai primi accertamenti svolti dai carabinieri, il gruppo di ragazzi stava camminando nella stessa direzione di marcia dell’autovettura quando si è verificato l’investimento, avvenuto nei pressi di una curva. L’urto sarebbe stato particolarmente violento.

Nelle ore successive il giovane automobilista è stato arrestato in flagranza e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale. Gli esami effettuati hanno infatti evidenziato la positività sia all’alcol test sia ai test tossicologici.

La notizia ha profondamente scosso l’intera comunità di San Nicandro Garganico. La famiglia del 17enne è molto conosciuta sul territorio: il padre lavora come consulente del lavoro, mentre la madre, insegnante impegnata professionalmente a Udine, è rientrata immediatamente in Puglia dopo aver appreso la drammatica notizia.

Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco Matteo Vocale, che ha parlato di una tragedia capace di colpire e sconvolgere l’intera città. Nel frattempo proseguono le indagini delle forze dell’ordine per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità.

Troppi punti interrogativi, ma delle due sorelle di Minturno neppure l’ombra

Le indagini proseguono con tutta l’attenzione mediatica che una vicenda del genere può avere.

Oggi arriviamo a sette giorni da quando Alisya e Sarah Di Giacinto sono apparentemente sparite nel nulla, lasciando la struttura famiglia della casa-famiglia in Abruzzo nella quale si trovavano.

Troppi interrogativi, però, lasciano interdetti gli inquirenti: innanzitutto il modo in cui avrebbero potuto lasciare la zona in piena notte senza treni, autobus o collegamenti degni di nota per una zona che si trova al centro del Parco Nazionale d’Abruzzo.

C’è poi anche la questione dei telefoni cellulari. Difficile che li abbiano dimenticati. Più facile che li abbiano lasciati consapevolmente proprio per non farsi rintracciare. Ma allora, chi le ha aiutate? Perché ormai, tutti, sono quasi certi che ci sarebbe stata almeno una terza persona che – magari dall’esterno – le avrebbe aiutate nella fuga.

Nelle scorse ore è stato anche ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui 16enne, il quale, però, nonostante ha risposto alle domande degli inquirenti, non ha saputo fornire elementi utili alle indagini.

Sopralluoghi e verifiche sarebbero state anche portate avanti presso le abitazioni di genitori e parenti. Ma, nonostante questo impegno e gli appelli per fare in modo che le due sorelle si facciano vive, in realtà ancora nessuna notizia.

Nella giornata di ieri, sono stati anche annunciati controlli e verifiche nelle zone prossime alla struttura con tanto di cani molecolari e droni per la visuale dall’alto. Gli inquirenti vorrebbero escludere che le due sorelle si trovino ancora in zona. Una delle ipotesi, infatti, è che possano aver cercato di raggiungere una delle altre aree del Lazio in cui avevano legami affettivi. Non tanto il territorio del sud pontino e Minturno, quanto piuttosto il frusinate o addirittura Cassino, dove le due hanno frequentato la scuola. Nel frattempo, la vicenda continua ad essere avvolta nel giallo.