Porto canale, l’insabbiamento continua a bloccare Terracina: il problema è noto, ma gli interventi dove sono?

La mancata partenza della nave veloce per Ponza riporta al centro dell’attenzione una criticità discussa da anni.

La corsa della nave veloce per Ponza cancellata per le presunte condizioni meteomarine avverse riaccende inevitabilmente il dibattito sullo stato del porto canale di Terracina. Se ufficialmente la motivazione è stata il mare mosso, molti operatori del mare e pescatori indicano da tempo un’altra criticità che continua a pesare sulle attività portuali: l’insabbiamento dell’imboccatura del porto.

Una situazione tutt’altro che nuova. La formazione della barra sabbiosa e la progressiva riduzione dei fondali rappresentano da anni uno dei principali problemi infrastrutturali della città, al punto da aver già condizionato in passato i collegamenti con le isole pontine.

Ciò che rende la vicenda ancora più significativa è il fatto che il problema sia perfettamente conosciuto dalle istituzioni. Durante la conferenza “La costa che cambia” dell’aprile scorso, amministratori, tecnici ed esperti hanno affrontato proprio il tema delle trasformazioni del litorale e delle conseguenze che queste producono sul territorio.

Tra gli interventi più attesi vi è stato quello del sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, che ha riconosciuto apertamente l’esistenza di una costa divisa tra due fenomeni apparentemente opposti ma strettamente collegati: da una parte l’erosione che arretra le spiagge, dall’altra l’accumulo di sabbia nelle aree portuali. Un quadro che il primo cittadino ha descritto come il risultato di scelte e interventi non sempre adeguati nel corso degli anni e che richiede una programmazione seria e coordinata.

Le sue parole hanno confermato come l’insabbiamento non sia una criticità emersa improvvisamente, ma una questione ben nota agli amministratori e già ampiamente analizzata sotto il profilo tecnico. Negli ultimi anni, infatti, si sono susseguiti finanziamenti regionali, rilievi batimetrici, studi tecnici, annunci di imminenti lavori e procedure amministrative. Tuttavia il porto canale continua a convivere con le stesse problematiche che ne limitano l’operatività.

La recente mancata partenza della nave veloce rischia così di diventare il simbolo di una situazione che resta irrisolta. Non si tratta soltanto di un problema legato alla navigazione, ma di una criticità che coinvolge turismo, economia locale, servizi e prospettive future della città.

Proprio durante la conferenza era emersa la necessità di affrontare i cambiamenti della costa con una visione complessiva e di lungo periodo, superando la logica degli interventi emergenziali. Un principio condiviso da tutti i partecipanti e ribadito anche dall’amministrazione comunale.

Oggi, però, mentre il porto continua a fare i conti con l’accumulo di sabbia e i collegamenti restano esposti a continue difficoltà, resta un interrogativo che attende ancora una risposta: se il problema è noto, riconosciuto e discusso pubblicamente da anni, cosa impedisce di intervenire in modo definitivo?

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Chiara D’Ambrosio
Chiara D’Ambrosio
Chiara D’Ambrosio, 21 anni, ha conseguito la maturità nel 2023 presso il Liceo delle Scienze Umane “Leonardo da Vinci” di Terracina. Attualmente è studentessa universitaria presso l’Università Roma Tre, dove frequenta il corso di Scienze della Comunicazione con indirizzo giornalistico. Si sta formando nel campo del giornalismo, collaborando con la Redazione di Latina News e maturando esperienza nella scrittura e nell’informazione.

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