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Troppi punti interrogativi, ma delle due sorelle di Minturno neppure l’ombra

Le indagini proseguono con tutta l’attenzione mediatica che una vicenda del genere può avere.

Oggi arriviamo a sette giorni da quando Alisya e Sarah Di Giacinto sono apparentemente sparite nel nulla, lasciando la struttura famiglia della casa-famiglia in Abruzzo nella quale si trovavano.

Troppi interrogativi, però, lasciano interdetti gli inquirenti: innanzitutto il modo in cui avrebbero potuto lasciare la zona in piena notte senza treni, autobus o collegamenti degni di nota per una zona che si trova al centro del Parco Nazionale d’Abruzzo.

C’è poi anche la questione dei telefoni cellulari. Difficile che li abbiano dimenticati. Più facile che li abbiano lasciati consapevolmente proprio per non farsi rintracciare. Ma allora, chi le ha aiutate? Perché ormai, tutti, sono quasi certi che ci sarebbe stata almeno una terza persona che – magari dall’esterno – le avrebbe aiutate nella fuga.

Nelle scorse ore è stato anche ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui 16enne, il quale, però, nonostante ha risposto alle domande degli inquirenti, non ha saputo fornire elementi utili alle indagini.

Sopralluoghi e verifiche sarebbero state anche portate avanti presso le abitazioni di genitori e parenti. Ma, nonostante questo impegno e gli appelli per fare in modo che le due sorelle si facciano vive, in realtà ancora nessuna notizia.

Nella giornata di ieri, sono stati anche annunciati controlli e verifiche nelle zone prossime alla struttura con tanto di cani molecolari e droni per la visuale dall’alto. Gli inquirenti vorrebbero escludere che le due sorelle si trovino ancora in zona. Una delle ipotesi, infatti, è che possano aver cercato di raggiungere una delle altre aree del Lazio in cui avevano legami affettivi. Non tanto il territorio del sud pontino e Minturno, quanto piuttosto il frusinate o addirittura Cassino, dove le due hanno frequentato la scuola. Nel frattempo, la vicenda continua ad essere avvolta nel giallo.

Agro Pontino sotto i riflettori europei: De Meo visita le eccellenze agricole del territorio

Dalle produzioni agroalimentari di qualità all’innovazione applicata alle imprese agricole, passando per la sostenibilità e la capacità di competere sui mercati internazionali. Sono questi i temi al centro della visita che l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo ha effettuato nei giorni scorsi in alcune delle realtà produttive più rappresentative della provincia di Latina insieme al vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Norbert Lins.

L’iniziativa, promossa da Confagricoltura Latina, ha portato la delegazione europea nelle aziende La Livrea di Aprilia, Casale del Giglio di Latina e San Lidano di Sezze, tre realtà considerate tra le più significative del panorama agroalimentare pontino.

Nel corso degli incontri è emerso il ruolo sempre più strategico dell’Agro Pontino all’interno del sistema agricolo nazionale. Un territorio che negli anni ha saputo costruire la propria competitività attraverso investimenti in innovazione, valorizzazione delle produzioni e attenzione alla sostenibilità ambientale.

Secondo De Meo, le aziende visitate rappresentano esempi concreti di un’agricoltura moderna, capace di coniugare crescita economica e tutela del territorio. Realtà che, oltre a generare occupazione e sviluppo, contribuiscono a rafforzare il posizionamento delle eccellenze italiane sui mercati internazionali.

La visita è stata anche l’occasione per affrontare alcuni dei temi che interesseranno il futuro della Politica Agricola Comune. Tra le priorità evidenziate dall’eurodeputato figurano il sostegno agli investimenti, la riduzione degli adempimenti burocratici e la necessità di garantire risorse adeguate alle imprese agricole europee in un contesto caratterizzato da crescente concorrenza e nuove sfide ambientali.

Ad accompagnare la delegazione erano presenti il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, insieme ai vertici di Confagricoltura Latina. Un momento di confronto che ha consentito di portare all’attenzione delle istituzioni europee le esigenze di un comparto che continua a rappresentare uno dei motori economici più importanti della provincia pontina.

Da Latina a Nettuno per rubare una bici elettrica, nuovo arresto per il ladro seriale

Quando era stato arrestato la prima volta a Latina, tre mesi fa, aveva ammesso le proprie colpe davanti al giudice e chiesto scusa, sostenendo di avere rubato per procurarsi da mangiare. Ma ieri è stato arrestato di nuovo, per lo stesso reato, ovvero per avere cercato di rubare una costosa bicicletta elettrica: un cittadino marocchino di 35 anni, residente da tempo nel capoluogo pontino, è finito in manette a Nettuno e stamattina, assistito dall’avvocato Giovanni Codastefano, sarà processato con rito direttissimo dal giudice monocratico del Tribunale di Velletri.

L’episodio si è consumato ieri pomeriggio nel parcheggio di un discount alle porte della cittadina del litorale romano. Com’è era successo anche tre mesi prima, lo straniero ha tagliato la catena e ha preso la bicicletta, ma è stato notato dal proprietario, che lo ha bloccato in tempo. Si sono vissuti momenti di tensione perché il ladro ha cercato di divincolarsi, ma sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Anzio che hanno preso in consegna l’uomo per le pratiche dell’arresto.

Tre mesi prima a Latina aveva rubato, insieme a un complice che poi si era dileguato, due biciclette lasciate da una madre e dalla figlia all’esterno del centro commerciale Latinafiori. Lui era stato intercettato dai poliziotti di una pattuglia della Questura, che lo avevano bloccato in sella alla bicicletta elettrica e arrestato al termine di un rocambolesco inseguimento nel traffico. Tornato in libertà dopo il processo, nelle settimane successive era stato condannato, con rito abbreviato, a quattro mesi di reclusione, potendo comunque beneficiare della sospensione della pena.

Investito in monopattino a Latina, girava senza casco né targa

L’investimento di un uomo in monopattino elettrico rivela ancora una volta lo scarso utilizzo dei dispositivi di sicurezza e di riconoscimento introdotti da una recente riforma del codice della strada per i veicoli della micromobilità. Perché la ricostruzione della dinamica da parte della Polizia Locale, rivela che lo straniero travolto da un’auto l’altra mattina in via del Lido aveva la precedenza, ma non indossava il casco, tantomeno si era dotato del targhino.

L’uomo di nazionalità senegalese è rimasto ferito in seguito allo scontro con l’auto e per la caduta sull’asfalto, tanto da richiedere i soccorsi di un’ambulanza e il trasporto in ospedale, ma non potrà risparmiarsi le sanzioni per le violazioni commesse. L’episodio conferma la necessità di controlli sempre più mirati, come quelli effettuati anche di recente dalla Polizia Locale, e come ne saranno programmati nei prossimi mesi, quando entrerà in vigore anche l’obbligo di assicurazione per i monopattini e saranno diffuse le linee guida per i possessori di veicoli elettrici.

Aprilia, cacciato dal negozio torna con una pistola in cerca di vendetta

Allontanato in malo modo dal proprietario di un minimarket indiano di Largo delle Rose, perché infastidiva i clienti all’interno del negozio, fa ritorno armato di una pistola, viene inseguito e bloccato a piedi dagli agenti del commissariato di polizia di Aprilia.

E’ successo nei giorni scorsi, in pieno centro ad Aprilia. Il gruppo di coetanei, tutti minorenni, che aveva al seguito si è dileguato ma i poliziotti hanno anche recuperato l’arma utilizzata dal minore che, con ogni probabilità, è una pistola giocattolo: da capire però è la sua provenienza, chi e quando possa avergliela data. Con troppa facilità, infatti, il minore dopo essere stato cacciato, in malo modo, dall’attività commerciale, si è ripresentato al negozio insieme al gruppetto di amici per vendicarsi dello sfregio subito.

Quando però hanno capito di aver reagito esageratamente, scatenando il panico con la pistola, si sono visti accerchiati e hanno tentato la fuga, che non è durata molto. Gli agenti del commissariato sono riusciti a bloccare il ragazzino armato, mentre tutti gli altri si sono dileguati nelle stradine del centro. Il ragazzino è stato già riaffidato ai genitori, mentre è partita la denuncia alla Procura dei minori di Roma.

Le indagini, intanto, proseguono alla ricerca degli altri componenti della baby gang, per comprendere le ragioni di quanto accaduto.

Disagio giovanile o deriva delle nuove generazioni? Per Aprilia è l’ennesimo messaggio negativo: in una città che tenta di scrollarsi di dosso l’etichetta del malaffare e della criminalità, sono sempre più diffuse le richieste di interventi di ordine pubblico. Occorre però cogliere il senso della scollatura nel rapporto di fiducia tra i giovani e le istituzioni.

Allarme per le api nel sud pontino: scattano i controlli contro il coleottero dell’alveare

Cresce l’attenzione nel territorio del Golfo di Gaeta per la possibile diffusione dell’Aethina tumida, il cosiddetto coleottero dell’alveare, considerato una delle principali minacce per le colonie di api e per l’intero comparto apistico. È stato attivato un piano di monitoraggio e prevenzione che coinvolge servizi veterinari, apicoltori e autorità competenti. Il tutto avvenuto dopo il rinvenimento dell’insetto in un alveare di Gaeta. Non è escluso che questo possa essere stato importato illegalmente da altre zone dove è presente.

L’obiettivo è intercettare tempestivamente eventuali focolai e limitare il rischio che l’insetto possa insediarsi stabilmente nel territorio. Il parassita, già noto per i danni provocati in altre aree del Paese, è in grado di compromettere la vita degli alveari, mettendo a rischio la produzione di miele e l’attività di impollinazione.

Per questo motivo sono stati intensificati i controlli e richiamata l’attenzione degli operatori del settore affinché segnalino tempestivamente eventuali anomalie o presenze sospette. Le verifiche interesseranno in particolare le aree del sud della provincia di Latina fino a quelle al confine con quella di Frosinone, dove il settore apistico rappresenta una risorsa importante sia dal punto di vista economico che ambientale e dove c’è il Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi.

Muore in giardino, ritrovato dopo giorni: il dramma a Minturno 

E’ stato trovato privo di vita nel giardino adiacente alla sua abitazione e nonostante i soccorsi non c’era più nulla da fare. La vittima è un 69enne di Minturno che era deceduto da diversi giorni e che non era più raggiungibile al telefono. 

Quindi una nipote ha dato l’allarme chiamando i Vigili del Fuoco, che hanno forzato la porta ed hanno consentito ai carabinieri e al personale del 118 di entrare. Purtroppo l’uomo era morto da diversi giorni e il corpo era in avanzato stato di decomposizione. 

All’interno c’era anche un cane, denutrito perché non mangiava da diversi giorni. I carabinieri hanno informato il magistrato di Cassino, che una volta accertato che la morte era naturale, ha affidato la salma alla famiglia.

Sorelle di Minturno scomparse, ricerche per escludere che siano in zona 

In azione anche i cani molecolari e i droni, che saranno utilizzati dai carabinieri per cercare di trovare qualche traccia di Alisya e Sarah Di Giacinto le sorelle di Minturno allontanatesi dalla casa famiglia situata in provincia di L’Aquila. 

La procura di Sulmona, che coordina le indagini, vuole avere la certezza che le ragazze non siano nella zona, anche se l’ipotesi di un aiuto di una terza persona sembra prendere sempre più corpo. La stampa nazionale ormai segue quotidianamente il caso con programmi televisivi e interventi. 

L’ultimo intervento in ordine di tempo è della nonna materna che in TV ha lanciato un accorato appello alle nipoti, implorando loro di tornare a casa. Intanto la preoccupazione cresce e delle due minorenni non c’è alcun notizia.

Al Parco dell’Ottantesimo di Pontinia arrivano 217 nuove alberature: mercoledì l’inaugurazione

Un nuovo polmone verde per la città. Mercoledì 17 giugno, alle 10.30, il Comune di Pontinia inaugurerà gli interventi realizzati al Parco dell’Ottantesimo grazie al Progetto Ossigeno della Regione Lazio, che ha portato alla piantumazione di 217 alberi e arbusti autoctoni.

Un finanziamento da 16mila euro

L’intervento è stato finanziato con circa 16mila euro ottenuti attraverso il bando regionale dedicato alla riforestazione urbana e alla tutela dell’ambiente.

Il progetto del Comune è stato approvato nel 2025 dopo un percorso iniziato l’anno precedente con la candidatura dell’area verde cittadina.

Le nuove essenze nel parco

Nel parco sono state messe a dimora diverse specie tipiche del territorio, tra cui lentisco, carrubo, lavanda, orniello, sughera e viburno.

Le essenze sono state selezionate per integrarsi con l’ecosistema locale e contribuire al miglioramento della qualità ambientale dell’area.

Autorità e scuole presenti alla cerimonia

All’inaugurazione prenderanno parte l’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo, i consiglieri regionali Salvatore La Penna e Angelo Tripodi, il presidente della Provincia Federico Carnevale e una rappresentanza degli istituti comprensivi Verga e Manfredini.

Un’area verde per famiglie e bambini

L’assessore all’Ambiente Valterino Battisti ha evidenziato come il progetto abbia permesso di arricchire uno degli spazi pubblici più frequentati della città, mentre l’assessore Fabiana Cappelli ha sottolineato l’importanza della partecipazione delle scuole per promuovere tra i più giovani la cultura del rispetto dell’ambiente.