È in arrivo il cantiere in via Fabio Filzi per i lavori di ripristino del marciapiede crollato nel gennaio dello scorso anno. Attraverso una procedura di affidamento diretto, il Comune di Latina ha individuato un’impresa che si occuperà dei lavori, per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 100.000 euro, comprese tasse, oneri vari e costi di progettazione.
Il cantiere è solo l’atto conclusivo di una procedura iniziata con un botta e risposta con il condominio antistante al marciapiede crollato sulla responsabilità del ripristino, che in ogni caso spetta all’amministrazione locale perché il marciapiede ricade su suolo demaniale.
Nel frattempo il Dipartimento Manutenzioni ha affidato, a un tecnico esterno, una perizia necessaria a valutare lo stato dei luoghi e individuare la tipologia di lavoro necessaria per il ripristino. In realtà l’ente municipale non ha ancora definito il contenzioso col condominio, ma ha deciso di procedere con il cantiere per assicurare la funzionalità dell’opera urbana in tempi brevi.
All’esito dello studio compiuto da un ingegnere, è emerso che al di sotto del marciapiede è presente un’intercapedine, sostenuta da un muro di contenimento, che non era prevista nel progetto originale dell’edificio, la cui copertura è crollata in seguito al cedimento del muro che la sostiene: l’intercapedine per il Comune sarebbe abusiva, ma risale all’epoca immediatamente successiva alla fondazione della città, quindi prima che venisse promulgata la legge vigente in materia di edilizia, senza dimenticare che il palazzo venne realizzato dall’allora Infail, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro con un progetto datato 1938.
Quindi al termine di una serie di valutazioni il Comune ha deciso di provvedere al ripristino del marciapiede, procedendo col riempimento dell’intercapedine con materiale inerte drenante e la chiusura con una soletta in cemento armato.
L’impresa aggiudicataria della procedura ha proposto un costo, per i lavori, di poco inferiore ai 70.000 euro, ma il conto sale a 100.000 con tutte le altre spese. Nel frattempo, come si apprende dalla determinazione con la quale il Comune ha affidato i lavori alla ditta, il condominio ha deliberato di contribuire alle spese offrendo una somma pari a 28.000 euro, vale a dire mille euro per ciascuno dei condomini, ma il contenzioso con l’ente locale non è ancora del tutto definito.