Dall’artrite al lupus, così in reumatologia sesso e genere influenzano diagnosi e terapie

Una ricerca evidenzia importanti differenze di prevalenza e diagnosi tra uomini e donne nelle principali malattie autoimmuni reumatologiche

Le malattie reumatologiche non sono uguali per tutti. Sesso biologico e genere influenzano in modo significativo diagnosi, sintomi, risposta ai farmaci e prognosi, rendendo necessario un loro inserimento strutturale nella pratica clinica e nella progettazione di studi, registri e linee guida.

È quanto emerge da una review internazionale che ha coinvolto il Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità, e pubblicata su Nature Reviews Rheumatology.

La ricerca evidenzia importanti differenze di prevalenza e diagnosi tra uomini e donne nelle principali malattie autoimmuni reumatologiche, tra cui artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico e spondiloartrite. In particolare, artrite reumatoide e lupus colpiscono prevalentemente le donne, mentre la spondiloartrite risulta più frequente negli uomini.

Secondo gli autori, in alcune patologie reumatologiche come l’artrite reumatoide e la spondiloartrite le donne ricevono spesso una diagnosi più tardiva e i loro sintomi tendono a essere sottovalutati o interpretati in modo non corretto. Una delle possibili cause è la storica sottorappresentazione del sesso meno colpito da queste malattie negli studi clinici e nella ricerca.

Le differenze emergono anche sul piano clinico e terapeutico: le donne riferiscono più frequentemente dolore intenso e affaticamento e possono presentare una risposta diversa ai trattamenti, in particolare ai farmaci biologici e immunomodulanti. Inoltre, riportano con maggiore frequenza effetti collaterali e raggiungono meno spesso la remissione.

Lo studio segnala inoltre una significativa carenza di dati relativi a persone transgender, non binarie e intersessuali, ancora scarsamente rappresentate nella ricerca clinica, con ricadute sulla possibilità di sviluppare linee guida realmente inclusive.

Gli autori sottolineano infine come l’integrazione sistematica di sesso e genere nella ricerca e nella pratica reumatologica possa migliorare accuratezza diagnostica, efficacia delle terapie ed equità delle cure, favorendo lo sviluppo di studi più rappresentativi e approcci terapeutici personalizzati.

“Sesso e genere non sono variabili secondarie – sottolinea la direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere, Elena Ortona – ma fattori che influenzano in modo concreto diagnosi, andamento clinico e risposta alle terapie nelle malattie reumatologiche. La loro integrazione sistematica in ricerca, pratica clinica e linee guida è indispensabile per una medicina più precisa, efficace ed equa”. – Fonte ISS.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l'intento di offrire al territorio "Una voce oltre la notizia". Nasce dall'esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti!

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Prevenzione al centro a Formia: medici e associazioni a confronto su cuore e malattie respiratorie

Grande partecipazione al convegno ospitato nella Sala Sicurezza. Gli specialisti: “Diagnosi precoce e corretti stili di vita fondamentali”

Nel Lazio la farmacia cambia volto: da semplice punto vendita a presidio sanitario di quartiere

Via libera all’accordo regionale: nelle farmacie ECG, telemedicina, screening e vaccinazioni

“Le Rose di Maggio”, screening gratuiti della Asl Roma 3 per la prevenzione dei tumori

Domenica 24 maggio, alle 9 alle 18, a Roma, Ostia e Fiumicino accesso senza prenotazione per controlli gratuiti

La Asl torna “on the road”: screening gratuiti nelle piazze e nei borghi della provincia

Dal 25 al 30 maggio un truck sanitario farà tappa tra Lepini e litorale pontino. Focus anche sui lavoratori migranti dell’Agro Pontino

Neurolympics 2026: a Roma le olimpiadi della neurochirurgia con oltre 200 specialisti da 4 continenti

Per tre giorni, specialisti, ricercatori, giovani medici e opinion leader internazionali si confronteranno sui temi più avanzati

Liste d’attesa, la Asl di Latina accelera sul piano straordinario: nuove assunzioni e non solo

Quasi 900 mila euro per il “Progetto Ponte”. L’azienda sanitaria: “Misura temporanea in attesa del potenziamento del sistema pubblico”
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -