Sanità, l’allarme dell’Istat: in Italia spariti oltre 180 mila posti letto

Anche il Lazio fa i conti con una rete ospedaliera sempre più sotto pressione. In meno di trent'anni i letti negli ospedali si sono dimezzati

Una fotografia allarmante, fatta di numeri, ma anche di storie di chi ogni giorno ha a che fare con problemi legati alla salute e non trova un posto letto per farsi curare. Dal 1996 al 2023 gli ospedali italiani hanno perso più della metà dei posti letto. È uno dei dati più significativi emersi dall’audizione dell’Istat davanti alla Commissione Affari Sociali della Camera, dove è stata tracciata una fotografia dell’evoluzione del Servizio sanitario nazionale negli ultimi trent’anni. A dare i dettagli, è L’Espresso, che mette nero su bianco quello che appare come un problema sociale.

I numeri raccontano una trasformazione profonda: i posti letto sono passati da 358.309 a 176.317, con una riduzione superiore al 50%. Il ridimensionamento ha interessato soprattutto gli ospedali pubblici, mentre cresce l’età media del personale sanitario, con circa un medico su tre che oggi ha tra i 65 e i 69 anni.

Uno scenario che riguarda da vicino anche il Lazio. Negli anni la regione ha progressivamente ridotto la disponibilità di posti letto per abitante, in linea con il processo di razionalizzazione che ha coinvolto gran parte del Paese. Una scelta accompagnata dal potenziamento dell’assistenza territoriale e delle Case della Comunità, ma che continua ad alimentare il confronto sulla capacità degli ospedali di assorbire i picchi di accesso ai pronto soccorso e di rispondere all’invecchiamento della popolazione.

I dati diffusi dall’Istat riaprono così un tema destinato a incidere sulle future politiche sanitarie: come garantire un’assistenza efficace in un sistema che dispone di meno posti letto, con una popolazione sempre più anziana e una domanda di cure in costante crescita. Una sfida che non riguarda una singola regione, ma l’intero Servizio sanitario nazionale.

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