Accorpamento Don Milani-Vito Fabiano, ricorso al fotofinish

"Il Comune ci mette una pezza a posteriori. Sarebbe servita un’assunzione di responsabilità", il commento dell'opposizione

Anche il Comune di Latina ha presentato ricorso al Tar contro il dimensionamento scolastico che provocherà l’accorpamento degli istituti comprensivi Don Milani di Latina e Vito Fabiano, con sede legale a Borgo Sabotino.

La notizia è emersa in commissione Trasparenza, nella seduta convocata dalla presidente Floriana Coletta per discutere delle criticità derivanti dalla fusione delle due scuole. Criticità denunciate anche dai sindacati di categoria e dalla Rete degli Studenti Medi, con tanti ragazzi che nei giorni scorsi hanno protestato davanti la sede della Regione Lazio.

«Un ricorso necessario per cui vanno ringraziati l’avvocatura e il servizio Istruzione, ma comunque arrivato al fotofinish perché la politica non ha saputo prendere una posizione» è il commento delle forze di minoranza in consiglio comunale a margine della commissione.

«L’iter amministrativo del dimensionamento scolastico è noto e lo stesso ogni anno. Eppure, da parte del Comune – sottolineano i consiglieri di Lbc, M5S, Pd e Per Latina 2032 – non c’è stata alcuna azione preventiva. Nessun atto che avanzasse una proposta di dimensionamento, né passaggi nella commissione competente nonostante i numerosi appelli rivolti al presidente Coriddi. Tantomeno è stata convocata la Consulta della Scuola per un confronto con tutti gli attori coinvolti nel processo. L’assessora che cade dalle nuvole di fronte alla delibera della Regione che stabilisce, tra gli altri, l’accorpamento dei due istituti è l’immagine emblematica del fallimento della politica, che non si è saputa imporre sulla legge dei numeri».

«Conoscendo che il tallone d’Achille per la Don Milani era proprio il numero di iscrizioni – continuano i consiglieri di opposizione – come Comune avremmo dovuto rivendicare e proteggere la peculiarità territoriale di questa scuola attraverso un atto di giunta o di consiglio. Come ha giustamente fatto la Provincia con il liceo classico “Dante Alighieri”. Invece siamo rimasti a guardare, perdendo l’occasione di far valere le ragioni politiche e sociali per cui due scuole così diverse e distanti geograficamente non andavano accorpate. Interveniamo a posteriori affidandoci a un giudice e incrociando le dita senza che la politica si sia assunta alcuna responsabilità quando era tempo di farlo».

«L’assessore regionale Schiboni ha parlato di provvedimento assunto di concerto con gli altri enti, ma è stato smentito dall’assessora comunale Tesone che, anche oggi, ha riferito che in nessuna riunione si è parlato di un ridimensionamento per il Comune di Latina. Uno o l’altra non dice il vero. Dallo stesso Schiboni, ex consigliere provinciale, ci saremmo aspettati un atteggiamento di tutela verso questo territorio».

«L’istituto Don Milani – ricordano i consiglieri – è un presidio importantissimo per i quartieri Q4 e Q5, ad oggi ancora carenti di servizi adeguati. Per effetto dell’accorpamento, perderà la propria autonomia scolastica, con la segreteria e la dirigenza che saranno trasferite entrambe a Borgo Sabotino. Ciò comporterà inevitabili disagi per le famiglie, costrette per qualsiasi istanza o pratica amministrativa a raggiungere una sede che si trova a chilometri di distanza».

Per il dimensionamento 2026/27 già si parla di un’altra possibile aggregazione a Latina, quella tra la scuola Giovanni Cena e l’istituto comprensivo di Borgo Faiti. «Ci auguriamo che il Comune abbia imparato qualcosa da quanto successo e si muova nei tempi consoni e nei luoghi deputati per scongiurare questo rischio. Sul dimensionamento scolastico Latina ha già dato».

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