“Va aperto subito, basta ritardi”.
Mentre sembra farsi avanti una squadra di pallavolo maschile militante nel campionato di Serie A3 per chiedere lo sblocco del Palazzetto dello Sport di via Carroceto, fermo dal giorno dell’inaugurazione nel 2023 nonostante la struttura risulti completata, a sollecitare un intervento è ora la coalizione progressista.
In una nota congiunta, sottoscritta da Aprilia Domani–Progetto Civico Italia, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, le forze di centrosinistra condividono le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dal Codacons Latina e chiedono un intervento immediato della Commissione straordinaria.
Secondo la coalizione, il mancato utilizzo dell’impianto rappresenta un grave danno per la città, privata di una struttura considerata strategica per lo sport, l’aggregazione sociale e la crescita delle realtà associative locali. Al centro delle critiche c’è il protrarsi di uno stallo amministrativo che, a distanza di anni dalla conclusione dei lavori, impedisce ancora la piena disponibilità dell’opera da parte della comunità.
«Non è più accettabile – si legge nella nota – che una struttura costata oltre quattro milioni di euro rimanga inutilizzata, trasformandosi in una vera e propria cattedrale nel deserto». A pagarne le conseguenze, secondo i firmatari, sono soprattutto le associazioni sportive, i giovani e le famiglie, che non possono ancora usufruire di uno spazio moderno destinato all’attività sportiva e agonistica.
Le forze del centrosinistra ricordano di aver già sollevato la questione nei mesi scorsi, chiedendo un confronto con la Commissione straordinaria, e tornano ora a chiedere chiarezza sulle motivazioni che impediscono la presa in consegna dell’impianto.
La richiesta si sviluppa su due fronti: da una parte la massima trasparenza sullo stato dell’iter amministrativo, dall’altra l’apertura di un tavolo di confronto tra l’amministrazione e la società costruttrice per superare gli eventuali contenziosi ancora pendenti e individuare una soluzione che consenta finalmente l’apertura della struttura.
Nel documento trova spazio anche una riflessione più ampia sul futuro della gestione degli impianti sportivi cittadini. La coalizione ritiene necessario un confronto con la Commissione straordinaria e con il mondo dell’associazionismo per definire modalità di gestione capaci di garantire accessibilità, sostenibilità economica e valorizzazione della funzione sociale delle strutture pubbliche.
«Aprilia ha bisogno di risposte, di efficienza e di spazi pubblici realmente fruibili – concludono i rappresentanti della coalizione –. Continueremo a lavorare affinché questo patrimonio venga finalmente restituito ai cittadini e alle tante realtà sportive del territorio che da troppo tempo attendono la sua apertura».
Resta però una domanda centrale: chi e in che modo potrà farsi carico dei costi necessari per garantire il funzionamento e la manutenzione della struttura? E, soprattutto, con quali risorse, considerando il periodo di austerità imposto dalla gestione commissariale?
Per impianti di dimensioni più contenute, come tensostrutture o campi polivalenti, il Comune normalmente ricorre all’affidamento in concessione per periodi quinquennali, prevedendo che i soggetti gestori si assumano gli oneri relativi alla manutenzione ordinaria, alle utenze e alle coperture assicurative.
Ma per una struttura complessa e impegnativa come il Palazzetto dello Sport, sarà possibile applicare lo stesso modello? Chi potrà sostenere i costi energetici, le spese di manutenzione, la gestione ordinaria e tutti gli adempimenti necessari a garantirne la piena operatività nel tempo?
Una società sportiva solida, con un’organizzazione strutturata e una capacità gestionale adeguata, potrebbe rappresentare una soluzione concreta. Tuttavia, in assenza di un indirizzo politico-amministrativo chiaro e di una programmazione precisa, il percorso appare inevitabilmente più complesso.
Sono interrogativi ai quali, forse, al momento nessuno è ancora in grado di fornire risposte definitive. Senza un piano chiaro per la gestione ordinaria e per la copertura dei costi, il rischio è che il Palazzetto, una volta completato e reso disponibile, possa trasformarsi da opportunità per la città in una nuova sfida amministrativa da affrontare.