Si dice che in politica bastano i numeri e, su questo, non ci sono dubbi. Diversa è la questione nel mondo della giustizia. Troppo spesso, ci hanno abituato a ritenere che il popolo sia sovrano sempre, distraendoci dal dettato costituzionale che impone la fusione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Per tale motivo la scelta del bagno di folla di Fratelli d’Italia a Enrico Tiero lascia quanto meno perplessi. A meno che non vada letto tutto in una semplice e banale strategia politica.Siamo convinti che l’onorevole regionale avrà la possibilità di dimostrare la sua eventuale innocenza nelle aule dei tribunali e, a quel punto, avrà tutto il diritto di rifarsi con ogni detrattore. Nel frattempo, però, rimane sotto processo, tra l’altro con accuse pesanti per chi esercita un ruolo istituzionale così importante come quello di onorevole regionale. È ovvio che, come prevede il nostro ordinamento, ognuno è innocente fino a prova contraria ma, è altrettanto vero che l’eliminazione della misura restrittiva non è di certo un’assoluzione né, tanto meno una prescrizione. E la riabilitazione nel ruolo istituzionale è legato di conseguenza alla misura che è cambiata.
Tecnicismi su tecnicismi che non piacciono né alla gente comune né ad avvocati e indagati, ma che è frutto anche del complesso sistema garantista italiano che, seppur con tutti i suoi limiti, regge lo stato di diritto.
Poi, nulla vieta che da un punto di vista umano, ognuno voglia far sentire la propria vicinanza al recordman delle preferenze delle regionali in provincia e, questo ci sta. Ma che un partito si metta alla testa di una battaglia giudiziaria personale, e per un’ipotesi d’accusa di corruzione, questo sembra un po’ troppo. Così come inopportuna potrebbe sembrare ai più la presenza di alcune istituzioni, come il sindaco di Latina Matilde Celentano. Dopotutto il numero uno di un amministrazione è il sindaco di tutti i cittadini e non solo di un partito, in questo caso di Fratelli d’Italia. Verrebbe da domandarsi se il presidente Rocca, annunciato come impegnato in altro impegno istituzionale, non si sia semplicemente posto qualche domanda prima presentarsi a Latina.
Eppure, la questione morale, pur partita da tutt’altro schieramento, nel tempo è diventata comune se non a tutte le formazioni, almeno alla maggior parte di loro, dalla sinistra alla destra passando per i centristi e movimentisti. Almeno di facciata, si intende.
Ma allora: perché? La domanda, i duri e puri, che pur credono all’innocenza di Tiero, se la fanno. E tra supposizioni e analisi qualche dubbio viene: chissà che alla fine non serviva il bagno di folla per dissuadere il consigliere regionale da un clamoroso salto nelle braccia del generale Vannacci. I ben informati sostengono che quanto emerso nelle scorse settimane abbia rappresentato solo una chiacchiera da bar, ma nel dubbio, riunire gli stati generali (e oltre mille persone) per dire che FdI sta con Tiero, sembra più una presa di posizione in ottica elettorale che non altro. Dopotutto alle Regionali non manca così tanto e quei voti potrebbero voler dire tanto.