Partecipazione e forte coinvolgimento emotivo a Cisterna di Latina per le iniziative organizzate dal Comune in occasione dell’82° anniversario della Liberazione della città, con due giornate dedicate alla memoria storica della Seconda Guerra Mondiale e ai sacrifici vissuti dalla popolazione civile.
Cuore delle celebrazioni sono state le Grotte di Palazzo Caetani, tornate ad animarsi grazie a una rievocazione storica che ha riportato cittadini e visitatori dentro una delle pagine più drammatiche della storia cittadina.
Le grotte trasformate in rifugi della memoria
Nel corso della mattinata di ieri, i sotterranei di Palazzo Caetani hanno ospitato scene di vita quotidiana ispirate al periodo bellico, ricostruite dai volontari coordinati dalla professoressa Daniela Antonilli.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera sono stati anche i figuranti dell’associazione The Factory 1944 di Aprilia, presenti con uniformi storiche militari.
In piazza XIX Marzo è stata inoltre esposta una jeep originale d’epoca appartenente al collezionista Antonio Mancini.
Il ricordo dell’Esodo e della battaglia del 1944
L’iniziativa ha voluto ricordare soprattutto i giorni drammatici vissuti dalla popolazione cisternese durante il conflitto.
Le grotte furono infatti utilizzate come rifugio prima dell’Esodo del 19 marzo 1944, mentre il successivo 24 maggio Cisterna fu teatro di una durissima battaglia legata allo sfondamento della linea difensiva nazifascista.
La liberazione della città arrivò il 25 maggio 1944, pochi giorni prima della liberazione di Roma.
Le “Panchine Parlanti” dedicate agli eroi civili
Grande partecipazione anche per il prologo delle celebrazioni, svolto sabato nel Giardino della Madonna del Divino Amore, dove sono state inaugurate le nuove “Panchine Parlanti” dedicate ai cittadini che si distinsero durante gli eventi bellici.
I nominativi sono stati individuati dal professor Antonio Parisella e ricordano:
- Padre Eugenio Caldarazzo;
- Alessandro Coppetelli;
- Augusto Leonardi;
- Ivan Marinelli;
- Anna Maria Luiselli;
- Emilio Sottoriva.
Attraverso targhe e QR code, i visitatori possono ascoltare le loro storie e approfondire il loro contributo grazie alle interpretazioni degli attori coinvolti nel progetto.
Un progetto per trasmettere la memoria
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di conservare la memoria collettiva della città e trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, del coraggio civile e della libertà.