Se qualcuno pensava che la storia del West Nile Virus fosse stata archiviata con la fine della stagione estiva 2025 si sbagliava di grosso.
Certo, non siamo ai numeri dello scorso anno, ma la recrudescenza del virus che, si ricorda viene trasmesso attraverso le punture di zanzare, è tornata.
Nelle scorse settimane l’Asl aveva attenzionato un caso a Cisterna di Latina che non avevano allarmato. E in realtà non allarma neppure quello di Priverno. Anche se questa volte si aggiunge un ulteriore dettaglio: c’è anche la positività di un animale. Si tratta di un cavallo. È la certificazione che, durante l’estate, il virus circola in terra pontina soprattutto tra gli animali e le zanzare che lo diffondono.
Non essendoci altra dinamica se non il contagio da puntura di zanzara portatrice del West Nile Virus, le autorità oltre a chiedere massima attenzione, consigliano l’utilizzo di zanzariere e repellenti, in quanto è il modo migliore per limitare la diffusione.
Bisogna sottolineare come i numeri e la portata del fenomeno, che pure è presente, sembrano decisamente diversi rispetto a quelli dell’anno scorso dove, probabilmente, il virus era molto più diffuso.
A fine luglio del 2025 si parlava di oltre 50 casi accertati nel Lazio di cui la maggior parte in terra pontina. Erano stati registrati anche alcuni decessi di pazienti ricoverati per complicanze. La febbre del Nilo si manifesta principalmente come innalzamento importante e immediato della temperatura corporea con annessa possibile confusione mentale che può scaturire addirittura in problemi neurologici nei casi più gravi.
Nei soggetti più a rischio si consiglia di segnalare alle autorità o, ai propri medici di famiglia eventuali sintomi compatibili con il virus per procedere sia con l’eventuale monitoraggio, sia con possibili cure che, si ricorda, vengono incentrate sulla sintomatologia.