Via Don Morosini, Lbc ricorda il progetto housing first per i senza fissa dimora

"Non esistono cure palliative per un problema tanto complesso", il commento dell'ex sindaco e consigliere comunale Damiano Coletta

“Non esistono cure palliative su un problema complesso come quello dei senza fissa dimora, che riguarda tutte le città. Non è una questione che si risolve segando panchine, che diventa anche offensivo, o con il solo presidio delle forze dell’ordine. La presenza di queste persone non è polvere sotto al tappeto che si può nascondere o spostare da un’altra parte”. È l’intervento dell’ex sindaco e consigliere di Lbc Damiano Coletta sul caso di via Don Morosini, nel corso della commissione Servizi sociali a cui ha partecipato anche il capogruppo Dario Bellini.

“La mia solidarietà ai residenti del quartiere, che comunque hanno visto penalizzata la qualità della loro vita, oltre a subire il depauperamento delle loro proprietà. Da queste occasioni possono nascere delle opportunità, come è accaduto ad esempio per il Parco San Marco, che era un luogo abbandonato, una terra di nessuno, e ora invece è popolato di cittadini e famiglie. O come è accaduto per il Parco Vasco de Gama al lido – ha ricordato Coletta – A maggio del 2022 avevamo elaborato un progetto valido che aveva un approccio multidisciplinare con la creazione di una task force che vedeva coinvolti gli uffici dell’arredo urbano, dell’ambiente e dei servizi sociali e che aveva come obiettivo quello di individuare la soluzione più giusta e più duratura. Il primo aspetto da curare è l’arredo urbano, perché il degrado porta altro degrado mentre il primo passo per ovviare anche a un problema di sicurezza è riqualificare. Occorre poi intervenire anche dal punto di vista ambientale e in questo senso certamente il sovraccarico dei cassonetti è frutto del fenomeno della migrazione dei rifiuti e di mancate scelte sulla chiusura della raccolta che riguarda proprio le zone del centro. Infine, non da ultimo il welfare”.

“Avevamo avviato un progetto innovativo secondo il modello dell’hosting first – spiega Stefania Krilic, che fa parte del tavolo sul Welfare di Lbc – che prevede di partire proprio dall’offrire a queste persone in stato di grave marginalità, spesso accompagnate da problematiche sanitarie importanti, un posto dove abitare, togliendoli dalla strada restituendo loro un contesto di stabilità e tranquillità. Partendo dall’abitare è necessario poi che un’equipe di professionisti accompagni ciascuna persona nei tempi e modi personalizzati verso la reinclusione sociale”. L’ex sindaco ha ricordato l’esperienza del centro servizi One Stop Shop realizzato nell’ambito del progetto LGNet finanziato da fondi europei e nazionali che prevede l’erogazione di servizi a 360° per gli stranieri in situazioni di disagio offrendo loro servizi a 360 gradi.

“L’impegno di spesa per questo progetto, frutto del contributo della task force – conclude Coletta – era già stato individuato nel giugno 2022, ora invito l’amministrazione a considerare questa proposta e ad avviare concretamente la progettazione. La sicurezza la si ottiene attraverso la riqualificazione e la partecipazione costruttiva da parte dei cittadini”.

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