Per qualche settimana sarà impossibile sedersi a tavola a Terracina senza incontrare una parte della storia agricola della città. Da fine agosto torna infatti “Moscato di Terracina – Patrimonio Vivo”, iniziativa che porta l’uva Moscato direttamente nei ristoranti aderenti, trasformandoli in piccoli presìdi di conoscenza del territorio.
Il progetto, promosso per il secondo anno da Terracina a Tavola insieme a Gastronomica – Festival del Gusto, durerà circa tre-quattro settimane. Nei locali saranno disponibili grappoli di uva fresca, materiali dedicati alla sua storia e alle sue caratteristiche e copie del volume di Danilo Mastracco, Il Moscato di Terracina. L’uva di Circe tra Mito e Realtà.
Ma il Moscato non sarà soltanto da osservare o assaggiare. Gli chef potranno infatti reinterpretarlo liberamente attraverso piatti, dolci e abbinamenti, che saranno poi raccontati sui canali del progetto.
L’idea è utilizzare la ristorazione come una sorta di porta d’accesso alla cultura locale. «Un ristorante può diventare molto più del luogo nel quale si mangia», sottolinea Massimo Cappellanti, presidente di Terracina a Tavola, evidenziando il valore di una rete capace di mettere insieme attività, produzioni e storie.
L’iniziativa rientra nel progetto “I Grani” di Gastronomica, dedicato alle produzioni del Lazio capaci di racchiudere identità, paesaggio e tradizioni. E arriva in un momento significativo per il Moscato, recentemente entrato nell’Arca del Gusto Slow Food, all’interno di un percorso che coinvolge produttori, scuola, studiosi e realtà locali.
«Farlo conoscere e assaggiare oggi significa evitare che questa storia rimanga soltanto memoria», spiega Mastracco.
Nelle prossime settimane il progetto racconterà inoltre ristoranti, produttori, ricette e testimonianze, coinvolgendo anche i cittadini nella raccolta di fotografie, ricordi, ricette e documenti legati al Moscato.