L’estate finisce, ma sulla costa del basso Lazio lascia una traccia importante. È quella delle Caretta caretta, le tartarughe marine che anche quest’anno hanno scelto le spiagge della Riviera di Ulisse per deporre le proprie uova, confermando il valore naturalistico di questo tratto di costa.
Il monitoraggio ha interessato diversi litorali, da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, grazie al lavoro dei tecnici e dei volontari della rete regionale TartaLazio. Ogni nido individuato è stato seguito e protetto, con l’obiettivo di favorire la nascita dei piccoli e raccogliere informazioni utili alla ricerca.
L’ultimo capitolo della stagione è arrivato da Ventotene, dove il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha effettuato lo scavo del nido e le verifiche previste dai protocolli scientifici. In questo caso, però, le uova non si sono schiuse.
Un esito negativo che non cancella il valore della nidificazione. Al contrario, anche un nido senza nascite rappresenta una fonte di informazioni preziose per comprendere meglio le dinamiche riproduttive di una specie protetta e le condizioni che ne influenzano il successo.
Il bilancio della stagione va quindi oltre il semplice conteggio delle tartarughine arrivate in mare. Dietro ogni nido ci sono giorni di osservazione, interventi di protezione, raccolta di dati e collaborazione tra cittadini, operatori balneari, volontari, ricercatori e forze dell’ordine.
L’Ente Parco ha rivolto un ringraziamento particolare alla Capitaneria di Porto e ai naturalisti impegnati nel monitoraggio. E se con la fine dell’estate si chiude la fase sul campo, il lavoro continua: nei mesi invernali saranno analizzati i dati raccolti durante la stagione.
La spiaggia, insomma, torna lentamente alla sua dimensione autunnale. Ma l’appuntamento con le Caretta caretta è soltanto rinviato alla prossima stagione.