Sorvegliare senza prevenire non garantisce la sicurezza

Il milione di euro per la videosorveglianza può rafforzare i controlli, ma senza politiche sociali la sicurezza resta solo una promessa

Un milione di euro da destinare ad interventi sulla sicurezza. La notizia viene salutata da Fratelli d’Italia come un importante traguardo che consentirà all’amministrazione comunale di Latina di poter incrementare il numero delle videocamere di sorveglianza in città, nei borghi e sulla marina, nonché di realizzare una control room che consentirà di monitorare costantemente tutti i luoghi sottoposti all’occhio delle videocamere, che saranno finalmente rese tutte funzionanti.

Ma risolvere la questione della sicurezza soltanto con interventi di deterrenza e’ un azzardo, perché l’utilità delle videocamere sta soprattutto nelle possibilità offerte nella ricerca di persone che abbiano attentato alla sicurezza. Sul fronte della prevenzione invece, l’efficacia dei sistemi di videosorveglianza è relativa, perché teppisti, vandali e criminali non temono questi strumenti, li aggirano o li rendono inoffensivi.

La sicurezza in una città si garantisce creando situazioni e opportunità capaci di portare la gente per strada, di favorire l’apertura dei negozi, di agevolare le attività di ristoro, di offrire alla città occasioni di svago e distrazione, anche all’aperto, di creare una rete di appuntamenti culturali che sappia richiamare la comunità in tutte le sue componenti.

Ma soprattutto, in una società composta prevalentemente di persone adulte e anziane, qualsiasi programma o progetto rivolto a rafforzare nei cittadini la percezione di livelli accettabili di sicurezza, deve essere pensato per offrire opportunità di vita sociale e culturale ai giovani, che sono i più esposti ai fenomeni di devianza favoriti dalla disoccupazione, da scarsi livelli di scolarizzazione e dalla mancanza di inserimento in contesti creativi, sportivi, culturali.

Avere a disposizione cento videocamere potrebbe rivelarsi inutile senza una progettualità tesa a modificare, in meglio, il contesto socioculturale nel quale ci agitiamo. Senza una strategia, senza obiettivi precisi e senza una concreta previsione di poter raggiungere almeno una parte dei risultati che si rincorrono, quello che potremo vedere osservando i monitor della control room di domani, sarà una città violenta, brutta e soprattutto poco sicura.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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