Rigenerazione urbana a Terracina, Europa Verde all’attacco: “Variante di Capodanno che stravolge il territorio”

Bocciati tutti gli undici emendamenti ambientalisti. Subiaco: “Così si stravolge un territorio già devastato”

Dura presa di posizione di Europa Verde contro l’approvazione, avvenuta il 31 dicembre, della delibera comunale sulla rigenerazione urbana, definita senza mezzi termini una “Variante di Capodanno” che secondo il partito rischierebbe di stravolgere ulteriormente un territorio già segnato da oltre 50 anni di speculazione edilizia.

La delibera – approvata in seconda seduta di Consiglio comunale, dopo che il 29 dicembre era mancato il numero legale – riguarda l’applicazione della Legge regionale n. 7 del 2017 sulla rigenerazione urbana, come modificata dalla Legge regionale n. 12 del 2025, e introduce una nuova variante normativa al Piano Regolatore Generale (PRG) per l’attuazione dell’articolo 4 sul mutamento di destinazione d’uso.

Secondo Europa Verde, la scelta della maggioranza del Comune di Terracina rappresenta una grave occasione mancata, maturata al termine di otto ore di Consiglio e dopo un confronto giudicato frettoloso, poco trasparente e privo di una reale visione urbanistica.

Emendamenti bocciati e iter contestato

La minoranza aveva chiesto di prendersi più tempo per riformulare la delibera, garantendo coerenza con il PRG e con i piani attuativi vigenti, anche alla luce dell’assenza di una relazione tecnica dettagliata e dell’iter giudicato affrettato e confuso. Una proposta che il 29 dicembre aveva raccolto aperture politiche trasversali e parere favorevole degli uffici, ma che è stata poi affossata dal dietrofront di Fratelli d’Italia e Lega, senza spiegazioni ufficiali.

Europa Verde aveva presentato undici emendamenti, tutti bocciati senza motivazioni politiche, nonostante diversi avessero parere tecnico favorevole e fossero già stati recepiti in delibere analoghe di altri Comuni.

Il nodo della Corte Costituzionale e le esclusioni ignorate

Particolarmente critica, secondo Europa Verde, è la decisione di non utilizzare gli strumenti introdotti dopo la sentenza n. 51 del 18 aprile 2025 della Corte Costituzionale», che aveva dichiarato parzialmente incostituzionale la precedente formulazione dell’articolo 4, perché consentiva interventi in deroga senza il passaggio in Consiglio comunale.

La nuova legge regionale consentiva ai Comuni, entro ottobre 2025, di escludere o limitare interventi in aree sensibili sotto il profilo storico, paesaggistico, ambientale e urbanistico. Una possibilità che, secondo Europa Verde, Terracina ha completamente ignorato, scegliendo di non definire limiti chiari e aprendo a interventi edilizi pesanti e diffusi.

“Deregulation edilizia e zero visione di città”

Nel mirino finiscono anche i possibili effetti concreti della delibera: alberghi trasformabili in appartamenti, demolizioni e ricostruzioni anche nei centri storici, cambi di destinazione d’uso senza tutele per la fascia costiera, e il rischio di interventi su immobili simbolo come ex Pro Infantia, ex Corafa, Villa Adrover ed ex Pileria, alcuni dei quali coinvolti in procedimenti giudiziari presso il Tribunale di Latina.

«Siamo di fronte all’ennesima deregulation urbanistica, al poter fare tutto dappertutto, senza una visione complessiva di città», denuncia Europa Verde.

Subiaco: “La città perde”

A firmare la nota è Gabriele Subiaco, consigliere comunale e consigliere nazionale di Europa Verde:

«È una delibera pericolosa, priva di ragionevolezza e di partecipazione, che non tutela il territorio e ignora la volontà dei cittadini».

Dal punto di vista politico, Subiaco parla di rottura definitiva dei rapporti con la maggioranza e annuncia un cambio di strategia: più attività emendativa in Aula e meno partecipazione a commissioni giudicate inermi e inconcludenti.

Infine, i ringraziamenti alla consigliera Pernarella di Sinistra Italiana e al consigliere Cervelloni del Partito Democratico, per il sostegno agli emendamenti e il contributo al dibattito.

Per Europa Verde, la “Variante di Capodanno” segna l’ennesimo passo indietro nella tutela del territorio e nella costruzione di una rigenerazione urbana realmente sostenibile e guidata dall’interesse pubblico.

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