PNRR, troppi dubbi sulla mensa alla Deledda di Aprilia. Lavori a rilento

Il costo complessivo dell’intervento è di 616 mila euro, di cui 560 mila finanziati dal PNRR e il resto dall’Ente

di Carmen Porcelli

Ancora una volta i lavori finanziati dal PNRR finiscono sotto la lente del Movimento Cinque Stelle di Aprilia che, questa volta, si sofferma ad analizzare le caratteristiche, costi e tempi del progetto per la realizzazione di una mensa scolastica nell’istituto Grazia Deledda.

“L’intervento finanziato dal Piano Nazionale Ripresa Resilienza presso la scuola primaria Grazia Deledda di Aprilia, presentato nelle comunicazioni ufficiali come nuova mensa scolastica – spiega Andrea Ragusa dei Cinque Stelle – in realtà consiste nella realizzazione di un refettorio privo di cucina interna, destinato esclusivamente al consumo di pasti preparati altrove e veicolati. Si tratta quindi di un livello di servizio diverso da quello di una vera mensa con centro cottura, come spesso le famiglie sono portate a immaginare”. Il Comune, infatti, non sembra abbia cambiato idea e deciso di mantenere la governance del servizio e il possesso delle cucine; anzi secondo una ricerca condotta da Altreconomia, l’80% delle nuove scuole costruite tra il 2015 e il 2019 non è dotato di una mensa, ragion per cui gli istituti sono giustificati nella ricerca di centri di cottura, che consentono così di abbattere costi di gestione e del personale.

I lavori, mensa o refettorio che sia, i lavori – come documentano i Cinque Stelle attraverso una ricostruzione fotografica del cantiere – procedono con forte lentezza e sono caratterizzati da incongruenze documentali. Partiamo dal fatto che il costo complessivo dell’intervento è pari a 616.000 euro, di cui 560.000 euro finanziati dal PNRR e 56.000 euro di cofinanziamento pubblico; a oggi di quell’importo, risulterebbe realizzato e liquidato solo il 18,55% e basterebbe guardare l’immagine dell’edificio completato, restituita dal rendering ufficiale, per comprendere che manca ancora molto alla conclusione dei lavori.

“Per lo stesso cantiere – si legge ancora nella nota del Movimento – risultano infatti due cronologie ufficiali incompatibili: il cartello esposto indica l’inizio dei lavori al 4 giugno 2025 e la conclusione al 28 febbraio 2026, configurando un cantiere di quasi nove mesi; la notifica preliminare, invece, riporta lo stesso avvio ma una durata presunta di 60 giorni, con termine previsto il 3 agosto 2025. Secondo quest’ultimo documento, l’opera dovrebbe quindi essere già conclusa. Tale discrepanza rappresenta una evidente violazione dei principi di chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini e degli organi di controllo”.

“Il basso stato di avanzamento, unito alle incongruenze sui tempi di esecuzione e alla discrepanza terminologica tra mensa e refettorio, evidenzia criticità significative rispetto alle tempistiche annunciate e agli impegni assunti nel quadro del cronoprogramma nazionale sulle mense scolastiche. Una situazione che rischia di generare aspettative non corrispondenti alla reale funzionalità dell’opera, soprattutto per le famiglie che associano il termine mensa a un servizio completo di preparazione dei pasti all’interno della scuola”. Infine la speranza di Ragusa è quello del refettorio e tutti gli altri progetti finanziati con fondi PNRR terminino in tempo e senza costi per i cittadini. Il rischio è il definanziamento delle opere: la Corte dei Conti europea ha infatti segnalato ritardi nell’erogazione dei fondi e nell’attuazione, con il rischio che molti interventi non siano completati nei tempi previsti, in particolare quelli gestiti dagli enti locali, come i Comuni.

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