Pozzi agricoli, fissata i nuovi termini per le denunce: la soddisfazione di Tiero

"Un altro importante provvedimento inserito nel Collegato al Bilancio ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale"

“Un altro importante provvedimento inserito nel Collegato al Bilancio ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale. Mi riferisco all’emendamento grazie al quale tanti imprenditori agricoli potranno regolarizzare l’utilizzo delle acque sotterranee. Data la forte siccità del 2022, proseguita parzialmente nel 2023, c’è stata una grande “corsa” a realizzare pozzi per acqua. Purtroppo, molti di questi sono abusivi ed a rischio sanzioni. C’è un problema cronico rappresentato dai tempi di rilascio delle richieste di autorizzazione. La burocrazia (purtroppo) può impiegare dagli 8 mesi ad anche 2 anni a dare tutti i permessi. Relativamente ai pozzi ad uso non domestico la normativa attuale prevede sostanzialmente due diversi adempimenti: la richiesta di autorizzazione alla perforazione del pozzo e, successivamente alla perforazione, la richiesta di concessione al prelievo di acqua; una volta ottenuta la concessione al prelievo il titolare del prelievo dovrà inoltre versare un canone annuale all’ente competente. Allo stato attuale quindi i possessori o utilizzatori di un pozzo non domestico mai denunciato, in caso di accertamento, possono incorrere in una sanzione molto salate. A mio parere era opportuno intervenire su questo ambito per mettere tutti i possessori o utilizzatori dei pozzi nelle condizioni di poter essere nella legalità. Con le modifiche alla legge regionale n. 30 del 1° dicembre 2000, si proroga il termine per la presentazione delle domande per il rilascio del provvedimento di concessione in sanatoria all’utilizzo delle acque sotterranee per tutte le utenze pendenti. Si fissa la data di presentazione delle denunce dei pozzi al 30 giugno 2025. In tal modo gli utenti che hanno già eseguito la denuncia del pozzo e quelli che la presenterebbero entro il termine stabilito, si troverebbero ad avere una concessione riconosciuta.

Si dà tempo fino al 30 giugno 2026 alle amministrazioni competenti per il riconoscimento o diniego del diritto di concessione. Si riconosce il diritto di derivazione fino al 31 dicembre 2026 a coloro i quali hanno provveduto a presentata la denuncia del pozzo. Colgo l’occasione per ringraziare l’assessore Righini per aver condiviso lo spirito della nostra proposta, come pure l’intera amministrazione regionale, i colleghi del gruppo di FdI e della maggioranza, che hanno dato parere favorevole all’emendamento presentato dal sottoscritto”.

Lo dichiara in una nota Enrico Tiero, presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive, nonché componente della commissione Ambiente ed Agricoltura del Consiglio.

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