Pet-coke nel porto di Gaeta, La Penna porta il caso in Regione: “Servono verifiche”

Il consigliere regionale del Pd chiede monitoraggi sulle attività di movimentazione nello scalo e più controlli

Il caso del pet-coke nel porto commerciale di Gaeta arriva in Regione Lazio.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al presidente Francesco Rocca e alla giunta regionale, chiedendo verifiche sulle attività di movimentazione del sottoprodotto petrolifero nello scalo gaetano.

Le preoccupazioni del Sud Pontino

L’atto nasce dalle preoccupazioni emerse nel territorio del Sud Pontino e dalle sollecitazioni arrivate dai circoli del Pd del comprensorio.

Al centro della richiesta ci sono le modalità di gestione del pet-coke, che viene movimentato nel porto di Gaeta e poi trasportato su gomma attraverso i comuni del Golfo.

“Il porto non è separato dal territorio”

«Il porto commerciale di Gaeta è un’infrastruttura strategica, ma non può essere considerato una realtà separata dal territorio che lo circonda», afferma La Penna.

Secondo il consigliere regionale, le attività dello scalo producono effetti sull’intero comprensorio, dalla viabilità alla qualità dell’aria, fino alla sicurezza e alla vivibilità delle città del Golfo.

Per questo, sostiene La Penna, la Regione deve svolgere un ruolo attivo di controllo e indirizzo, anche attraverso Arpa Lazio e la propria presenza nella governance dell’Autorità di sistema portuale.

Il video durante le operazioni di scarico

Nell’interrogazione viene richiamato anche il recente video diffuso sui social dalla consigliera comunale di Formia Paola Villa.

Le immagini, relative alle operazioni di scarico di una nave durante un evento piovoso, mostrerebbero residui scuri trascinati dall’acqua lungo lo scafo e in banchina, fino allo specchio acqueo portuale.

Per La Penna si tratta di elementi che rendono necessario un approfondimento da parte degli enti competenti, per verificare il rispetto delle procedure e l’assenza di rischi per ambiente e salute pubblica.

Sicurezza dei lavoratori e polveri sottili

Il consigliere regionale richiama inoltre le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali sull’esposizione dei lavoratori alle polveri e sulla necessità di garantire adeguate condizioni di sicurezza per chi opera nello scalo.

Nell’atto viene ricordato anche il dato Arpa Lazio del 2024 relativo alla stazione “Gaeta Porto”, dove è stata registrata una media annua di polveri sottili pari a 26 microgrammi per metro cubo e il maggior numero di superamenti del limite giornaliero nella zona litoranea.

“Sviluppo e sostenibilità devono procedere insieme”

«Lo sviluppo del porto deve procedere insieme alla sostenibilità e alla tutela del territorio. Non basta autorizzare traffici e movimentare merci: è necessario governare gli effetti che queste attività producono sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle condizioni di lavoro», conclude La Penna.

Il consigliere del Pd assicura che continuerà a seguire la vicenda in tutte le sedi istituzionali, chiedendo che Autorità di sistema portuale e amministrazioni competenti affrontino l’impatto del porto commerciale di Gaeta sull’intero Sud Pontino.

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