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Sud Corea, crolla un cavalcavia durante la demolizione a Seul: tre morti e diversi feriti

Dramma a Seul, dove un cavalcavia in fase di demolizione è improvvisamente collassato provocando vittime e feriti. Il tragico incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi nella zona di Seosomun, nel centro della capitale sudcoreana, durante alcuni interventi di smantellamento della struttura.

Secondo quanto riferito dalle autorità locali e riportato dall’agenzia Yonhap, il bilancio provvisorio è di tre morti e almeno tre feriti. Il cedimento è avvenuto intorno alle 14.32 ora locale, quando una parte del cavalcavia e diversi detriti da costruzione sono precipitati al suolo travolgendo le persone presenti nell’area del cantiere.

Tra le vittime ci sarebbero due uomini di età compresa tra i 50 e i 60 anni. Una terza persona, gravemente ferita nel crollo, è morta successivamente in ospedale nonostante i tentativi dei medici di salvarla.

L’incidente ha avuto conseguenze anche sulla rete ferroviaria cittadina. Una parte delle macerie è infatti finita sui binari di una linea ferroviaria vicina, costringendo la Korea Railroad Corporation a interrompere temporaneamente il traffico ferroviario tra la stazione centrale di Seul e quella di Sinchon per motivi di sicurezza.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, squadre di emergenza e personale sanitario, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dell’area. Le autorità stanno ora cercando di chiarire cosa abbia provocato il cedimento improvviso della struttura durante le operazioni di demolizione.

Il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung ha disposto un’indagine approfondita per accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere. Attraverso la portavoce presidenziale Kang Yu-jung, il capo dello Stato ha inoltre chiesto di adottare tutte le misure necessarie per evitare tragedie simili in futuro.

Lee ha infine ordinato il massimo supporto alle vittime e ai feriti coinvolti nel crollo, chiedendo alle autorità locali di seguire con attenzione ogni fase dell’emergenza.

Aprilia piange Ilary Hrustic, la 14enne morta in bici a Campo di Carne

Ha un nome la giovane vittima della strada, deceduta a Campo di Carne, all’incrocio tra via Tesino e via del Genio Civile, mercoledì 27 maggio poco prima delle 16 mentre, in sella sella alla sua bicicletta percorreva il tratto finale della strada di casa.

Ilary Hrustic, così si chiamava la 14enne di origine bosniaca, risiedeva da anni ad Aprilia ed era molto conosciuta nel quartiere.
Soprattutto nel piccolo complesso residenziale e nelle attività commerciali che sorgono poco distante dove, tra il Conad e il bar, i residenti della zona erano soliti vederla insieme ad alcuni coetanei.

Anche mercoledì, insieme ad alcuni amici, stava trascorrendo alcune ore spensierate, come sempre in sella alla sua inseparabile bicicletta; purtroppo, per cause che sono ancora in corso di accertamento, la ragazzina è stata colpita da una vettura che usciva dal parcheggio del market, l’urto è stato violento e la ragazzina ha fatto un balzo di trenta metri prima di atterrare, esanime, sull’asfalto.

Sul piano delle indagini, che sono tutt’ora in corso, si attende il referto dell’esame tossicologico sulla donna, una cinquantaseienne che era alla guida dell’auto che ha investito Ilary, mentre per l’esame autoptico sul corpo dell’adolescente la Procura avrebbe comunicato la data alle parti interessati, molto probabilmente sabato 30 maggio.

Intanto in queste ore si stanno passando al vaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali che sorgono a ridosso dell’agglomerato urbano delle Casette, nella speranza che possano trovare conferme e ricostruire la dinamica dell’incidente. Intanto la commozione e la rabbia nel quartiere di Campo di Carne sono ancora vive, adesso oltre a chiedere verità sulla tragica fine delle ragazza, in molti chiedono interventi mirati per mettere in sicurezza quel tratto di via del Genio Civile, molto pericoloso e che, finora, ha fatto da teatro a tante altre tragedie

Casa della salute e ospedale di comunità, la svolta a Minturno

Entro la fine del mese prossimo saranno attivate la casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità di Minturno. L’ufficializzazione dell’avvio dei due nuovi servizi è giunta dalla ASL di Latina, la cui Direttrice Generale Sabrina Cenciarelli, ha firmato le delibere di presa d’atto relative al completamento dei lavori.

Proprio nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori nella struttura che in passato ha ospitato l’ospedale di Minturno, finanziati con i fondi del PNRR. Un’assistenza primaria per 24 ore che sarà assicurata da medici e pediatri di base con la Casa della Comunità che offrirà consulenze specialistiche e indagini diagnostiche, con l’impiego della telemedicina.

Attivo per 24 ore anche l’Ospedale di Comunità, che sarà dedicato all’assistenza sanitaria per i pazienti che dopo le dimissioni ospedaliere dovranno essere seguiti a domicilio. I lavori si sono conclusi la settimana scorsa.

Controlli anti-caporalato a Pontinia: denunciato il titolare di un’azienda agricola

Un controllo mirato contro il caporalato si è concluso con una denuncia e diverse contestazioni amministrative. A finire sotto la lente dei Carabinieri è stata un’azienda agricola di Pontinia specializzata nella coltivazione di ortaggi.

L’ispezione, effettuata dai militari della Stazione di Pontinia insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, ha portato al deferimento del titolare, un 31enne del posto, per presunte violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi.

Nel corso delle verifiche sarebbero emerse carenze relative alla manutenzione degli estintori e all’utilizzo di locali destinati a spogliatoio e mensa non conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

Oltre alla denuncia, gli ispettori hanno elevato sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 3.500 euro.

Durante il controllo sono stati identificati anche otto lavoratori di nazionalità indiana. Dagli accertamenti è emerso che tutti erano regolarmente presenti in Italia e assunti nel rispetto delle disposizioni di legge.

Documento alterato durante un controllo: denunciato un uomo a Gaeta

La Polizia di Stato di Gaeta ha denunciato un uomo, classe 1984 e residente nella provincia di Caserta, per possesso e utilizzo di documento di identità alterato.

L’intervento è nato da una segnalazione arrivata alla Sala Operativa per un presunto tentativo di truffa ai danni di una cittadina del comprensorio.

Gli agenti del Commissariato di Gaeta hanno avviato subito le verifiche e hanno individuato un’autovettura sospetta.

L’auto sospetta e il controllo

Alla vista della pattuglia, il conducente ha effettuato manovre che hanno ulteriormente attirato l’attenzione degli operatori.

Gli agenti hanno quindi proceduto al controllo dell’uomo e del veicolo.

Durante l’identificazione, il 41enne ha mostrato una carta d’identità elettronica che presentava evidenti anomalie.

Il microchip era stato manomesso

I successivi accertamenti hanno permesso di verificare la manomissione del microchip contenente i dati biometrici del titolare.

Il documento è risultato quindi non idoneo all’identificazione e privo di validità per gli usi ufficiali.

Trovate due carte prepagate

La perquisizione personale e veicolare ha portato anche al ritrovamento di due carte prepagate.

Le carte sono state sequestrate per consentire ulteriori accertamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Al termine delle attività, l’uomo è stato denunciato anche per ricettazione delle carte trovate in suo possesso.

Divieto di ritorno a Gaeta per tre anni

Nei confronti dell’uomo è stato emesso anche il foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Gaeta per tre anni.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

La banda dello champagne finisce nel mirino: arrestato uno dei presunti autori dei furti nei supermercati

Per mesi avrebbero trasformato le corsie dei supermercati in un terreno di caccia, puntando sempre sugli scaffali più costosi. Champagne e liquori di pregio erano diventati il loro obiettivo preferito. Ora, però, per uno dei presunti responsabili è scattato il carcere.

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino georgiano, ritenuto coinvolto in una serie di furti aggravati commessi nei punti vendita Conad della provincia di Latina. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura.

L’inchiesta ha preso il via da un episodio avvenuto nel gennaio 2025 al centro commerciale Sermoneta Shopping Center, dove due uomini, fingendosi normali clienti, riuscirono a impossessarsi di alcune bottiglie di champagne dopo aver neutralizzato i sistemi antitaccheggio.

Da quel primo episodio, gli investigatori hanno ricostruito un quadro ben più ampio. Attraverso l’analisi delle telecamere e una serie di approfondimenti investigativi, i due sospettati sarebbero stati collegati ad altri otto furti messi a segno tra dicembre 2024 e gennaio 2025 nei supermercati di Latina, Sabaudia, Fondi e Terracina.

Il bottino complessivo supera i 7 mila euro. Decisivo, per gli inquirenti, anche il contributo del RIS di Roma, che attraverso accertamenti tecnici ha rafforzato il quadro indiziario.

Uno dei due indagati è stato rintracciato a Napoli e trasferito nel carcere di Poggioreale. Il complice risulta invece irreperibile ed è attualmente ricercato.

Accoltellato durante una maxi rissa in stazione: muore a soli 22 anni nella notte

Una violenta aggressione esplosa tra i binari della stazione Milano Certosa si è trasformata in tragedia nella notte. Un ragazzo di appena 22 anni è morto poche ore dopo essere stato accoltellato durante una rissa scoppiata nella periferia nord del capoluogo lombardo.

Il giovane, nato in Italia da una famiglia originaria dell’Ecuador, è deceduto all’ospedale Fatebenefratelli dove era stato trasportato in condizioni disperate dai sanitari del 118. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, intorno alle 22.15, il 22enne era già gravissimo e in arresto cardiocircolatorio. Nonostante i tentativi di rianimazione messi in atto dai medici, le ferite riportate si sono rivelate fatali.

Secondo una prima ricostruzione investigativa, tutto sarebbe iniziato poco dopo le 22 all’interno dell’area ferroviaria della stazione Milano Certosa. Alla rissa avrebbero preso parte almeno una decina di persone, descritte come giovani di origine sudamericana. Gli aggressori sarebbero poi fuggiti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, facendo perdere le proprie tracce.

Gli investigatori della Polizia stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto e di identificare i componenti del gruppo responsabile del pestaggio mortale. Al vaglio ci sono anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona ferroviaria.

Tra le piste investigative emerge anche quella legata al mondo delle pandillas, le bande giovanili centroamericane che da anni rappresentano un fenomeno monitorato anche in Italia. Al momento, però, non esistono conferme ufficiali su un collegamento diretto dell’omicidio con dinamiche di criminalità organizzata o guerre tra gang.

A rendere ancora più pesante il clima attorno alla vicenda sono state le parole del padre della vittima, che ha dichiarato di aver riconosciuto uno degli aggressori “dai tatuaggi”. L’uomo ha parlato apertamente di un presunto appartenente alla Mara Salvatrucha, la nota organizzazione criminale conosciuta con la sigla MS13, una delle gang più violente del panorama centroamericano.

Con la vittima, al momento dell’aggressione, c’erano anche il fratello e un amico. Entrambi sono stati ascoltati nelle ore successive dagli investigatori. Ai poliziotti avrebbero riferito di non conoscere gli assalitori e di non sapere cosa abbia fatto degenerare la situazione in maniera così brutale.

Le indagini proseguono ora senza sosta per chiarire il movente dell’aggressione e capire se dietro il delitto ci siano vecchi contrasti, rivalità tra gruppi giovanili oppure una lite sfociata improvvisamente nella violenza più estrema.

Odio antisemita sui social, sei persone denunciate dalla Digos di Latina

La Polizia di Stato ha denunciato sei persone per il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, commesso attraverso la rete.

L’attività è stata condotta dalla Digos di Latina, nell’ambito dei controlli finalizzati a prevenire e contrastare espressioni d’odio antisemita online.

La denuncia presentata ad aprile

Le indagini sono partite dopo una denuncia formalizzata nel mese di aprile.

La vittima aveva segnalato di essere stata destinataria di atti intimidatori, offese e insulti di natura antisemita pubblicati sui social network.

Nella stessa denuncia era stato evidenziato anche un crescente clima di odio presente in provincia.

Il monitoraggio dei social network

Dopo la segnalazione, la Digos ha intensificato l’attività informativa e investigativa, concentrandosi sul monitoraggio dei social network.

Gli accertamenti hanno riguardato in particolare una pagina Facebook pubblica, riconducibile a un’associazione che promuove la conoscenza e la valorizzazione della storia, della cultura e della vita ebraiche.

All’interno della pagina sono stati individuati messaggi d’odio nei confronti del popolo ebraico, contenuti discriminatori e condivisioni ritenute idonee a integrare condotte punite dall’articolo 604 bis.

Commenti oltre il diritto di critica

Le persone denunciate hanno pubblicato numerosi commenti rivolti al popolo ebraico, dal contenuto denigratorio e offensivo.

Per gli investigatori, quei messaggi hanno superato il limite del diritto di critica politica e della libera espressione garantita dalla Costituzione, assumendo i caratteri della diffusione e promozione di idee fondate sull’odio razziale, etnico, nazionale o religioso.

Identificati gli autori dei messaggi

Le indagini della Digos hanno permesso di cristallizzare i fatti e raccogliere gli elementi necessari per identificare gli autori dei commenti discriminatori e antisemiti.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone indagate vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.


Sanità del Lazio, ASL Roma 3: nasce la consulta permanente per la disabilità

La sede della ASL Roma 3 di Casal Bernocchi ha ospitato il primo incontro che ha siglato la nascita della “Consulta Permanente per la qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro familiari”. Luogo di incontro per una partecipata analisi e confronto sulle tematiche correlate a tutto ciò che ruota intorno alle persone con disabilità.

La riunione ha visto l’elezione alla presidenza della Consulta di Gabriella Schina, vicepresidente è stata eletta Emanuela Borin.

Il nuovo organo si occuperà, tra le diverse cose, della promozione e interazione con i referenti istituzionali del Comune di Fiumicino, dei Municipi X, XI e XII di Roma Capitale nonché i presidenti delle tre consulte per la disabilità, per la corretta applicazione delle normative vigenti; dell’elaborazione di proposte operative e di indirizzo per il miglioramento dei servizi sociosanitari e l’istituzione di nuovi; di ricerche, studi e organizzazione convegni e dibattiti su temi di interesse generale.

Alla prima riunione era presente Laura Figorilli, Direttore Generale della ASL Roma 3: “Si tratta di un importante segnale della grande attenzione che la nostra Azienda riversa quotidianamente con continuità verso le tematiche della disabilità. E lo facciamo con lo strumento del confronto e della partecipazione certi che più sensibilità, più progettualità possano rappresentare il modo migliore, nella condivisione, di offrire i servizi più adeguati capaci di costruire una società più inclusiva e attenta ai diritti di tutte le persone. Il confronto e la partecipazione favoriscono l’ascolto delle esigenze reali delle persone con disabilità facendo nascere iniziative concrete per il miglioramento della qualità della vita, dell’autonomia e della piena partecipazione sociale”.

Durante la seduta è stato esaminato anche il regolamento operativo che nel corso delle attività della Consulta potrà essere suscettibile di modifiche in relazione alle esigenze che potranno manifestarsi.

I partecipanti

All’incontro erano presenti anche Giuseppina Maturani, delegata del Sindaco di Roma Capitale, Antonio Bray, Direttore Sanitario ASL Roma 3, Daniela Sgroi, Direttore del Dipartimento della Funzione Territoriale della ASL Roma 3, Rosanna Clementi, Dirigente Responsabile UOSD Riabilitazione e Disabilità Adulti ASL Roma 3, Loredana Gigli, Dirigente UOC Professioni Sanitarie della Riabilitazione ASL Roma 3, Giampaolo Imparato, Direttore UOC Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASL Roma 3, Roberto Morello, referente del progetto Tobia-Dama della ASL Roma 3, Antonio Miglietta, Referente budget di salute ASL Roma 3, Angela Paparella, Funzionaria Assessorato Servizi Sociali Comune di Fiumicino, Denise Lancia, Assessore Politiche Sociali e Pari Opportunità Municipio X, Giulia Fainella, Assessore politiche centralità della Persona Municipio XI, Alessia Salmoni, Vice Presidente Municipio XII, Emanuela Borin, Presidente della Consulta Municipale per la Disabilità Municipio X, Andrea Di Veroli, Presidente della Consulta Municipale per la Disabilità Municipio XI, Gabriella Schina, Presidente della Consulta Municipale per la Disabilità Municipio XII.

Fondi, controlli della Polizia su alloggi e stranieri: 13 sanzioni e irregolarità nelle sublocazioni

Sette decine di cittadini stranieri identificati, sei immobili passati al setaccio e tredici sanzioni amministrative elevate. È il bilancio di un servizio straordinario condotto dalla Polizia di Stato a Fondi nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare e alle possibili forme di sfruttamento abitativo.

L’operazione, scattata nelle prime ore del mattino del 28 maggio, ha interessato diversi stabili del centro urbano. Gli agenti hanno verificato la regolarità delle posizioni abitative degli occupanti, controllando sia la documentazione contrattuale sia il rispetto degli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa per chi ospita cittadini stranieri.

Al termine degli accertamenti sono state contestate 13 violazioni per omessa comunicazione di ospitalità, con sanzioni complessive pari a 13mila euro.

Nel corso delle verifiche sono inoltre emersi due casi di sublocazione ritenuta irregolare. Secondo le prime stime, le condotte accertate avrebbero generato un’evasione fiscale di circa 7mila euro, cifra che potrà essere ulteriormente rivalutata dagli organi competenti.

La documentazione raccolta sarà ora trasmessa agli uffici della polizia tributaria per gli approfondimenti del caso e per l’eventuale contestazione di ulteriori violazioni.

L’intervento rientra nel piano di controlli predisposto dalla Polizia di Stato per monitorare il fenomeno dell’immigrazione irregolare e garantire il rispetto delle norme in materia di ospitalità e locazioni.