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Tenta di nascondersi tra le auto della movida con hashish e bilancino, arrestato un 21enne

Ha provato a sfuggire al controllo nascondendosi tra le auto in sosta nelle zone della movida di Formia, ma il tentativo è durato pochi minuti. Un giovane di 21 anni, disoccupato e incensurato, è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Formia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi durante i servizi di controllo del territorio. I militari hanno notato il ragazzo aggirarsi con atteggiamento ritenuto sospetto nei pressi dei locali e, alla vista della pattuglia, il giovane avrebbe tentato di allontanarsi cercando riparo tra le vetture parcheggiate.

La perquisizione

Una volta fermato, i Carabinieri lo hanno trovato in possesso di oltre 45 grammi di hashish, un bilancino di precisione e 50 euro in contanti. I successivi controlli sono stati estesi alla sua abitazione, dove nella camera del giovane sono stati rinvenuti altri 31 grammi di hashish, denaro contante e materiale utilizzato per il taglio e il confezionamento delle dosi.

La misura cautelare

Lo stupefacente e il denaro sono stati sequestrati e il 21enne è stato posto agli arresti domiciliari. In seguito, il Gip del Tribunale di Cassino ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione quotidiana presso un comando dei Carabinieri.

L’operazione rientra nei controlli intensificati dall’Arma in vista della stagione estiva e dell’aumento delle presenze nei luoghi della movida cittadina.

Minturno, in atto il riordino della toponomastica cittadina

Prosegue senza sosta il piano di riordino della toponomastica del Comune di Minturno. L’assessore Giuseppe Tomao, ha comunicato che in questa settimana si sono concluse le operazioni di posa delle nuove targhette relative alla numerazione civica sulla via per Castelforte, che proseguiranno anche nei prossimi giorni su tutto il territorio comunale.

“L’attività – ha precisato il delegato alla toponomastica – rientra nel più ampio e strutturale riassetto su cui l’Amministrazione Comunale sta lavorando senza sosta da oltre un anno, con l’obiettivo di sanare storiche frammentazioni e migliorare denominazione, mappatura, logistica e sicurezza del territorio”.

L’assessore, che sta seguendo da vicino l’apposizione delle nuove targhette, ha voluto ringraziare i cittadini che stanno offrendo la massima collaborazione e agli uffici per il grande impegno.

Imprese tagliate fuori dalla Zes, Ance Latina e Unindustria indicano le opportunità da cogliere

Una platea di imprenditori, professionisti e rappresentanti istituzionali ha partecipato ieri all’Hotel Europa di Latina all’incontro promosso da Ance Latina e Unindustria Latina sul tema “Iperammortamento, Zls e Zfd – Strumenti per sostenere le imprese della provincia di Latina escluse dai benefici della Zes”.

Ad accogliere i partecipanti sono stati la presidente di Unindustria Latina Tiziana Vona e il presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi, che hanno aperto una giornata pensata per offrire alle aziende strumenti concreti, letture tecniche e una prima analisi delle criticità legate alle nuove misure.

In sala erano presenti il prefetto Vittoria Ciaramella, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale dei Carabinieri Christian Angelillo, il presidente della Piccola Industria – Confindustria Fausto Bianchi, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Latina Efrem Romagnoli, l’assessore Annalisa Muzio, intervenuta per portare i saluti del sindaco Matilde Celentano, il direttore di Ance Latina, Cassa Edile e Formedil Latina Simone Vaudo.

Una rete tra associazioni e istituzioni

Per Tiziana Vona, la collaborazione tra Unindustria e Ance rappresenta un segnale importante per il territorio.

La presidente ha parlato di una “collaborazione di intenti” utile a rafforzare la rete tra imprese, associazioni e istituzioni. La grande partecipazione, ha sottolineato, dimostra il bisogno delle aziende di comprendere meglio le misure disponibili e di non perdere occasioni in una fase economica complessa.

Il punto, per Vona, è trasformare gli strumenti messi in campo dal Governo in opportunità reali per il sistema produttivo pontino.

Il problema delle aree Zls

Il tema più delicato resta quello delle perimetrazioni della Zona Logistica Semplificata.

Palluzzi ha ricordato che nel Lazio la Zls riguarda 64 comuni e circa 5.700 ettari, una porzione molto limitata rispetto all’estensione complessiva della regione.

Il problema, secondo Ance e Unindustria, è capire come siano state scelte le aree. In diversi casi, infatti, le perimetrazioni sarebbero state costruite su cartografie non aggiornate e il rischio è che molte imprese formalmente inserite nella Zls non possano poi utilizzare davvero i benefici previsti.

Per questo le associazioni intendono portare le criticità al tavolo del comitato recentemente insediato.

Gli strumenti alternativi

La giornata non si è fermata alla denuncia delle criticità.

L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso utile alle imprese per sfruttare gli strumenti disponibili anche fuori dal perimetro della Zes.

Di Zona Logistica Semplificata e Zona Franca Doganale ha parlato Marco Stendardo, direttore Area Studi, Innovazione e Territorio di Unindustria, che ha analizzato lo stato dell’arte per la provincia di Latina.

Il professor Domenico Siclari, ordinario di Diritto dell’Economia e dei Mercati Finanziari alla Sapienza e presidente di Sidief, società immobiliare della Banca d’Italia, ha invece approfondito il tema dell’iperammortamento, misura fiscale pensata per sostenere gli investimenti in beni strumentali e migliorare la capacità produttiva delle aziende.

L’obiettivo al 2028

Nel corso dell’incontro Palluzzi ha indicato anche un obiettivo operativo.

Ance Latina e Unindustria vogliono costruire un’alleanza per fare in modo che, entro la scadenza del provvedimento prevista tra settembre e ottobre 2028, la provincia di Latina riesca a intercettare più investimenti rispetto alla media nazionale.

Un traguardo ambizioso, che passa dalla correzione delle criticità sulle aree Zls, dall’utilizzo dell’iperammortamento e dal lavoro comune tra associazioni di categoria, imprese e istituzioni.

Latina – Disposto il carcere per il ladro del bar, è piantonato in ospedale

Il processo con rito direttissimo si è celebrato in sua assenza perché era ricoverato in pronto soccorso, piantonato a vista dai poliziotti, ma il giudice monocratico di Latina ha disposto comunque la custodia cautelare in carcere per il 33enne algerino che l’altro giorno ha cercato di rubare all’interno del bar Pontesilli alle porte di Latina e ha aggredito agli agenti, seminando il panico poi in Questura con atteggiamenti violenti durante il fermo. Quando sarà dimesso dall’ospedale Santa Maria Goretti, prima del trasferimento presso la Casa Circondariale di Latina, sarà interrogato dal giudice. È accusato di tentato furto e resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.

La misura restrittiva è stata adottata nei confronti dello straniero anche e soprattutto alla luce della violazione del divieto di dimora a Latina che, in precedenza, era stato adottato nei suoi confronti dal giudice al momento della precedente scarcerazione. Il ladro algerino infatti era finito più volte al centro delle indagini di polizia e carabinieri nel mese di aprile, sospettato di avere consumato una serie di furti su auto in diverse zone di Latina, poi arrestato per il furto in un supermercato con un complice, quando aveva cercato di portare via diverse buste piene di merce, infine era finito in carcere per la reazione violenta ai carabinieri durante un controllo e per avere aggredito alcuni infermieri quando era stato portato in ospedale.

In occasione del tentato furto nel bar, il copione era stato più o meno lo stesso della volta precedente: lo straniero aveva infranto il vetro della porte del bar Pontesilli e aveva reagito con violenza al fermo dei poliziotti che lo avevano rintracciato poco lontano mentre scappava. In questura aveva continuato a dimenarsi e aggredire gli agenti, tanto da richiedere il trasporto in ospedale, tra l’altro per una ferita rimediata nel tentativo aprire la porta del bar. Durante il controllo, quindi, era emerso che aveva violato il divieto di tornare a Latina.

Nascite da record, a Formia vengono alla luce 7 bambini in appena 10 ore

E dicono che in Italia non nasce più nessuno. In Italia, forse, ma non a Formia, dove alcune giornate possono essere addirittura “da record”. Una di queste è stata sicuramente il 10 giugno, mercoledì, infatti, presso il Dono Svizzero sono nati addirittura 7 bambini, ma il tutto nel giro di appena dieci ore. Il primo parto appena dopo le 9 del mattino, l’ultimo alle 19.12 di una giornata da ricordare.

Riccardo, Kian, Chiara, Alessandro, Giorgia, Jacopo e Samuel sono i nomi di chi ha scelto una giornata particolare per venire al mondo nell’ospedale del sud della provincia pontina.

Sicuramente una giornata stancante per l’equipe del reparto di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dottor Bembo, ma con tanta soddisfazione e gioia regalata alle famiglie. Sia i piccoli venuti al mondo che le rispettive mamme stanno bene. Anche una che, da non molto ha vinto una delle battaglie più dure della propria esistenza: quella contro un tumore.

E se torniamo sulla questione dei record, l’ospedale di Formia i inserisce in una particolare classifica che, in Italia vede saldamente al comando la Clinica Mangiagalli di Milano. In una giornata a dir poco particolare di due anni fa, in meno di 24 ore sono nati addirittura 29 bambini. Curiosità del caso, era giugno anche quella volta, precisamente l’11. Ma parliamo di Milano, non certo di una città di provincia. Con la particolare e bellissima giornata del 10 giugno 2026, però, Formia batte un altro giorno storico, quello che circa due mesi fa ha visto l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, veder nascere dove in 24 ore sei bambini, con tre parti gemellari.

Su Formia, la particolarità è anche legata all’arco di tempo molto ristretto: basti pensare che Riccardo è nato alle 9.04 e Samuel alle 19.12: appena più di 10 ore. Perché il miracolo della vita è un po’ così, avviene quando meno dello aspetti.

Ricercato dalla Svizzera, arrestato a Formia un ex dirigente accusato di truffa

Era ricercato dalle autorità svizzere per una vicenda legata a presunti reati di truffa e appropriazione indebita, ma è stato rintracciato dagli agenti del Commissariato di Formia mentre si trovava ricoverato all’ospedale Dono Svizzero.

Protagonista della vicenda un cittadino svizzero di 70 anni, destinatario di un provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali emesso dalle autorità del suo Paese.

Individuato in ospedale

L’uomo è stato individuato nel corso degli accertamenti svolti dalla Polizia di Stato, che hanno consentito di verificare l’esistenza della richiesta di arresto inoltrata dalla Svizzera attraverso i canali della cooperazione internazionale di polizia.

Secondo quanto contestato dagli inquirenti elvetici, quando ricopriva il ruolo di responsabile di un ufficio cantonale avrebbe incassato indebitamente circa 500mila franchi svizzeri, falsificando documentazione amministrativa.

L’arresto e il trasferimento in carcere

Informata la Corte d’Appello di Roma, competente per la procedura estradizionale, è stato disposto l’arresto del settantenne, inizialmente piantonato nella struttura sanitaria dove era ricoverato.

Successivamente il provvedimento è stato convalidato dall’autorità giudiziaria e, una volta concluse le procedure necessarie, l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Cassino, dove rimane a disposizione della magistratura in attesa degli sviluppi della procedura di estradizione.

Caporalato, controlli nelle aziende agricole: sanzioni per oltre 26mila euro a Monte San Biagio

Controlli straordinari nelle aziende agricole di Monte San Biagio contro lavoro nero, sfruttamento e irregolarità nel settore agricolo.

L’operazione è stata svolta nella mattinata del 10 giugno dalla Polizia di Stato, con personale della Squadra Mobile di Latina, del Commissariato di Fondi e dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Identificati 60 lavoratori

Durante le verifiche sono stati identificati 60 cittadini stranieri impiegati nelle aziende ispezionate.

Dagli accertamenti è emerso che due lavoratori erano regolarmente assunti, sei erano impiegati in nero ma regolarizzabili, mentre due cittadini stranieri non avevano i requisiti per la regolarizzazione.

Denunce e violazioni sull’immigrazione

Due cittadini indiani sono stati denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

Altri due sono stati denunciati per favoreggiamento della permanenza di cittadini stranieri irregolari. Nei loro confronti è stata contestata anche la violazione degli obblighi di comunicazione previsti dal Testo unico sull’immigrazione.

Sicurezza carente, attività sospesa

Le ispezioni hanno fatto emergere anche irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro.

Sono state accertate la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, l’assenza di servizi igienico-sanitari adeguati e la mancanza della cassetta di primo soccorso.

Per questi motivi è stata disposta la sospensione dell’attività lavorativa.

Maxi-sanzioni per lavoro nero

Sono state elevate sei maxi-sanzioni amministrative per l’impiego di lavoratori in nero.

Al datore di lavoro è stata contestata anche la violazione relativa all’impiego di manodopera straniera priva di regolare permesso di soggiorno.

L’importo complessivo delle sanzioni amministrative ammonta a 26.100 euro, se pagate nella misura ridotta prevista dalla normativa.

Sorelle di Minturno scomparse, falso avvistamento a Priverno

Le sorelle Alisya e Sarah Di Giacinto potrebbero essere state avvistate in un distributore di carburante di Priverno. 

Questa la segnalazione, corredata da un video, che era giunta presso la stazione dei carabinieri di Scauri, i quali hanno convocato il padre Stefano. Quest’ultimo, però, dopo aver visionato le immagini con molta attenzione, ha precisato che non si trattata delle sue figlie. 

La novità è stata comunicata nel corso di uno dei diversi collegamenti televisivi che ci sono stati, con le dichiarazioni del padre Stefano, che ancora una volta ha lanciato l’ennesimo appello alle figlie, chiedendo loro di tornare. 

Le indagini comunque vanno avanti e le foto delle due ragazze scomparse sono state diffuse in tutta Italia, nella speranza che arrivi la segnalazione giusta, che metta fine ai tormenti che stanno vivendo i familiari e l’intera comunità minturnese.

Cassa integrazione in aumento in provincia di Latina, la Uil: “Sistema produttivo in difficoltà”

Cresce il ricorso alla cassa integrazione ordinaria in provincia di Latina.

Secondo i dati elaborati dalla Uil di Latina su base Inps, nel 2025 le ore autorizzate sono passate da 534.732 a 671.054, con un aumento del 25,5% rispetto all’anno precedente.

Il segnale delle crisi aziendali

Per il sindacato, il dato conferma le difficoltà di una parte del sistema produttivo pontino.

«Sono numeri che non possono essere letti come episodi isolati», afferma il segretario generale Luigi Garullo, richiamando anche le criticità nel settore chimico-farmaceutico e la vertenza Koch Glitsch di Aprilia, dove 64 lavoratori sono a rischio licenziamento.

Ammortizzatori e politiche industriali

Garullo sottolinea la necessità di usare gli ammortizzatori sociali ed evitare che le trasformazioni economiche ricadano sui lavoratori.

La Uil chiede inoltre un tavolo tecnico regionale su Zona Franca Doganale e Zona Logistica Semplificata nel basso Lazio, con il coinvolgimento di parti sociali, Consorzio Industriale ed enti territoriali.

L’obiettivo è rendere più efficace il sistema degli incentivi e rafforzare l’attrattività del territorio.

San Felice Circeo, arrestato un 31enne condannato per rapina: deve scontare oltre sei anni

I Carabinieri della Stazione di San Felice Circeo hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 31 anni, cittadino marocchino domiciliato nel comune costiero, condannato in via definitiva per due rapine commesse tra Roma e il litorale pontino.

L’arresto è stato effettuato nel pomeriggio di ieri in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Latina. Il 31enne dovrà scontare una pena complessiva di 6 anni, 5 mesi e 3 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 2.200 euro.

Secondo quanto ricostruito dall’autorità giudiziaria, la condanna è legata a due episodi di rapina avvenuti rispettivamente a Roma nel giugno del 2013 e a San Felice Circeo nell’agosto del 2018. Una volta rintracciato, l’uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Latina, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.