Il processo con rito direttissimo si è celebrato in sua assenza perché era ricoverato in pronto soccorso, piantonato a vista dai poliziotti, ma il giudice monocratico di Latina ha disposto comunque la custodia cautelare in carcere per il 33enne algerino che l’altro giorno ha cercato di rubare all’interno del bar Pontesilli alle porte di Latina e ha aggredito agli agenti, seminando il panico poi in Questura con atteggiamenti violenti durante il fermo. Quando sarà dimesso dall’ospedale Santa Maria Goretti, prima del trasferimento presso la Casa Circondariale di Latina, sarà interrogato dal giudice. È accusato di tentato furto e resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.
La misura restrittiva è stata adottata nei confronti dello straniero anche e soprattutto alla luce della violazione del divieto di dimora a Latina che, in precedenza, era stato adottato nei suoi confronti dal giudice al momento della precedente scarcerazione. Il ladro algerino infatti era finito più volte al centro delle indagini di polizia e carabinieri nel mese di aprile, sospettato di avere consumato una serie di furti su auto in diverse zone di Latina, poi arrestato per il furto in un supermercato con un complice, quando aveva cercato di portare via diverse buste piene di merce, infine era finito in carcere per la reazione violenta ai carabinieri durante un controllo e per avere aggredito alcuni infermieri quando era stato portato in ospedale.
In occasione del tentato furto nel bar, il copione era stato più o meno lo stesso della volta precedente: lo straniero aveva infranto il vetro della porte del bar Pontesilli e aveva reagito con violenza al fermo dei poliziotti che lo avevano rintracciato poco lontano mentre scappava. In questura aveva continuato a dimenarsi e aggredire gli agenti, tanto da richiedere il trasporto in ospedale, tra l’altro per una ferita rimediata nel tentativo aprire la porta del bar. Durante il controllo, quindi, era emerso che aveva violato il divieto di tornare a Latina.