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Latina – Era stata trovata in centro l’auto pirata che ha ucciso Cristiano

Erano state ore drammatiche, quelle seguite allo spaventoso incidente che a distanza di una settimana è costato la vita a Cristiano Maria Cordoma, latinense di appena 19 anni, travolto da un’auto pirata mentre rientrava in città in scooter, dopo una serata in discoteca, insieme alla fidanzata che a sua volta aveva riportato gravi conseguenze nello scontro. Al dramma per le condizioni disperate del giovane, si era aggiunta la rabbia per la fuga dell’auto che l’incidente lo ha provocato: i familiari dello studente avevano reagito con coraggio e quella stessa notte erano riusciti a trovare loro stessi la vettura, fornendo un contributo decisivo alle indagini.

La coppia in scooter percorreva via Pio VI quando la macchina era sbucata da via IV Novembre senza rispettare la precedenza. A dare l’allarme erano stati i residenti svegliati dal rumore e con i soccorritori era intervenuta una pattuglia della Squadra Volante: erano arrivati poi i familiari di Cristiano Maria Cordona che avevano deciso di seguire le tracce di olio sull’asfalto lasciate dall’auto pirata, mentre gli agenti effettuavano gli accertamenti. Così l’hanno trovata nel parcheggio alle spalle del Teatro, quindi a poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente.

Si trattava di una Toyota Yaris intestata a un uomo di Latina, rintracciato poco dopo dalla Polizia. Il proprietario tuttavia diceva di non sapere niente dell’incidente, perché aveva lasciato l’utilitaria al figlio della compagna. Quest’ultimo, un ragazzo di 23 anni del capoluogo pontino, si era presentato in Questura nel corso della mattina, accompagnato da un avvocato per assumersi le responsabilità del sinistro. È stato comunque indagato nell’ambito dell’inchiesta che ora contesta l’omicidio stradale aggravato.

Santi Cosma e Damiano, il ricordo di Angelo Di Tano: inaugurata una stele in memoria del Carabiniere caduto in guerra

Un tributo alla memoria, al coraggio e al senso del dovere. La comunità di Santi Cosma e Damiano ha reso omaggio al Carabiniere Angelo Di Tano, decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria, inaugurando una stele commemorativa dedicata al militare caduto durante la campagna di Grecia e Albania nel novembre del 1940.

La cerimonia si è svolta nel pomeriggio alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose, oltre ai familiari del decorato e a molti cittadini. A fare da cornice all’evento il Picchetto d’Onore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina e la Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma.

Il monumento, realizzato grazie all’impegno di un gruppo di volontari, è stato scoperto dal Sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi, dal Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Cristian Angelillo e dal sindaco Franco Taddeo. A seguire la benedizione impartita da monsignor Mariano Parisella, vicario dell’Arcidiocesi di Gaeta.

Angelo Di Tano perse la vita il 18 novembre 1940 durante i combattimenti sul passo di Guri i Capit, in Albania. Nonostante fosse stato ferito, continuò a combattere fino all’estremo sacrificio, un gesto di eroismo che gli valse la prestigiosa onorificenza al Valor Militare.

Tra i momenti più intensi della cerimonia, l’intervento della figlia Antonietta Di Tano, che ha ricordato la figura del padre davanti ai presenti. Successivamente la nipote Simona Nallon ha consegnato la Medaglia d’Argento al Valor Militare al comandante della Stazione Carabinieri di Santi Cosma e Damiano. L’onorificenza sarà conservata all’interno della caserma in una teca commemorativa, affinché possa continuare a testimoniare alle nuove generazioni il valore dell’esempio lasciato dal militare.

Nel corso dell’evento il Comune ha inoltre conferito ad Antonietta Di Tano la cittadinanza onoraria, riconoscimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.

La manifestazione si è conclusa con la deposizione di una corona ai piedi del monumento e con un concerto della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma presso l’Auditorium Medaglia d’Oro al Valor Civile, applaudito da un pubblico numeroso che ha voluto condividere una giornata all’insegna della memoria e del rispetto per chi ha sacrificato la propria vita al servizio del Paese.

Sorelle di Minturno scomparse, il padre dice “stop” a interviste

Nessuna novità su Alisya e Sarah Di Giacinto le minori di Minturno che otto giorni fa si sono allontanate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. 

Nel corso della giornata domenicale Stefano Di Giacinto, padre delle ragazze si è recato insieme al suo avvocato a Civitella Alfedena. Nel precisare che non saranno più rilasciate interviste, con le informazioni che saranno filtrate dall’Associazione Penelope Abruzzo, Stefano Di Giacinto ha voluto chiarire alcune notizie apparse su organi di stampa. 

“Non è vero – ha detto – che le figlie non volervano più avere a che fare con me, come dimostrato dal fatto che alcuni giorni prima della scomparsa avevano messaggiato con me, col cellulare della struttura”. 

Il suo legale Francesco Riccardi ha dichiarato che non si ha idea di quanto sia successo alle ragazze, ma ha anche fatto presente che forse si è perso troppo tempo nelle prime ore successive alla scomparsa. Stefano Di giacinto sarà ospite ancora in qualche trasmissione e a “Chi L’ha visto?”, ma solo perchè aveva assunto impegni con le televisioni.

Calcio, rebus serie D: il Nuovo Latina annuncia una svolta, Tinto parla di accordo raggiunto

“Nasce una nuova storia, una maglia, un simbolo, un’identità. È una promessa. È appartenenza. Benvenuti nel Nuovo Latina”. Un post Facebook che, complice la domenica bestiale andata in scena nell’ambiente sorano, ha riaperto di colpo la partita “Serie D”, aggiungendo una nuova e “imprevista” puntata alla telenovela dell’estate.

Parliamo del titolo di Interregionale del Sora Calcio, che fa gola a molti tranne al presidente bianconero Tinto impegnato da almeno 20 giorni ormai in un tira e molla al limite della fantascienza.

Tinto decide di lasciare il timone del club e si accorda con l’Atletico Pontinia per la vendita del titolo, la notizia smuove la fede dei tifosi sorani che si oppongono, ottenendo quella che sembrava una grande vittoria: Tinto (dopo la fuga, successiva all’accordo con l’Atletico Pontinia) torna in città e partecipa in Comune all’incontro con l’amministrazione, presente anche una delegazione dei tifosi, e di botto lo scenario cambia. La versione ufficiale diventa questa: nessuna vendita del titolo all’Atletico Pontinia, ma ingresso di imprenditori disposti mantenere la squadra al Tomei, col supporto del Comune.

Tutto risolto quindi? Assolutamente no. Tra ieri e oggi cambia di nuovo lo scenario. E qui si inserisce il post dell’ex direttore generale dell’Anzio Calcio, che annuncia la nascita di un grande progetto al Nuovo Latina, club con sede nella zona R6. E quasi in contemporanea, a Sora, iniziano a rincorrersi con insistenza le voci, sempre più forti di un riscontro a brevissimo termine, di un accordo ormai raggiunto con Mirco Rossetti e Paolo Streva, promotori del progetto “Nuovo Latina”. Voci che trovano ulteriore consistenza – come detto – nel post e nei commenti pubblicati sui social proprio da Rossetti (ex dg dell’Anzio).

E di nuovo è riesplode la protesta dei tifosi bianconeri. L’operazione di vendita viene data come praticamente definita. C’è chi sostiene che la firma possa arrivare già nella giornata di lunedì, chi addirittura parla di accordo già raggiunto e in attesa soltanto degli ultimi passaggi formali.

Di ufficiale, al momento, non c’è nulla. Ma una domanda a questo punto sorge spontanea: se il Nuovo Latina dovesse acquistare il titolo di serie D, dove giocherebbe? L’impianto sportivo del Nuovo Latina verrà riqualificato, esiste un progetto reale con un investimento importante in arrivo dal Credito Sportivo, ma tra burocrazia e tempo necessario per eseguire i lavori, appare impossibile che l’impianto possa essere pronto per settembre. E’ noto che al momento dell’iscrizione al campionato i club devono comunicare lo stadio di gioco: quindi non sarebbe quello dell’area R6 ad essere nominato. E allora? Ipotesi Caporuscio? Impossibile anche perché questo cambio di rotta (da Atletico Pontinia a Nuovo Latina) significa chiaramente una chiusura con Pontinia, dove il sindaco aveva già mostrato la propria insofferenza per l’eventuale serie D (tra l’altro già giocata lo scorso anno come Anzio). Inevitabile cercare un’altra soluzione, più logica di quanto si possa pensare: lo stadio Francioni, in attesa che il campo del Nuovo Latina sia pronto.

Ma in extremis, altro colpo di scena: il Comune di Sora si è immediatamente attivato nel tentativo di salvaguardare il futuro del Sora Calcio e mantenere la categoria in città. Per questo motivo, nella giornata di lunedì, nel palazzo comunale di corso Volsci è stato convocato un incontro con gli imprenditori Mario Russo e Gianluca Esposito Cesariello, interessati a gestire il Sora calcio tenendo il titolo al Tomei. L’obiettivo è costruire la possibilità di una proposta concreta da sottoporre ad Angelo Tinto, nel tentativo di invertire la rotta e consentire al calcio bianconero di proseguire il proprio percorso a Sora. Da quanto trapela, la volontà del sindaco Luca Di Stefano e di tutta l’amministrazione è quella di esplorare ogni strada percorribile per evitare che il patrimonio sportivo rappresentato dal Sora Calcio lasci la città.

Aprilia, la guerra e la ricostruzione con “La città degli operai”

Prosegue la serie di incontri nei comitati di quartiere per presentare il libro “La città degli operai. Aprilia da villaggio agricolo a polo industriale (1945 -1970)”,  l’ultimo libro della collana Saggistica di Atlantide Editore, scritto da Carmen Porcelli e pubblicato nell’anno in cui si festeggiano i novant’anni dalla fondazione della città, istituita il 25 aprile 1936.

Il 12 giugno 2026, l’opera è stata presentata presso il Comitato di Quartiere Fossignano, alla presenza dell’autrice, del giornalista e collega Giovanni Del Giaccio, che ha anche scritto la prefazione, del gruppo musicale Archetipo Ensemble e del regista Nicola Fabrizio, che ha realizzato un video con la carrellata di fotografie inserite nel testo.

Il libro, che ripercorre lo snodo cruciale, tra la Seconda Guerra Mondiale e l’introduzione della Cassa del Mezzogiorno, grazie alla quale la quarta città di fondazione dell’Agro Pontino si è trasformata da agricola ad industriale, è stato presentando ripercorrendo le fasi salienti di venticinque anni di storia: la Seconda Guerra Mondiale, che l’ha completamente distrutta, la ricostruzione, l’arrivo dei proventi della Cassa del Mezzogiorno, le lotte salariali e per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Al termine di ciascuna domanda, Maria Ausilia D’Antona, voce, e Gabriele Falcone alla chitarra hanno eseguito alcuni brani molto significativi come Oltre il ponte, Il ragazzo della via Gluck, El pueblo unido e La storia siamo noi.

Il racconto dettagliato di un periodo storico di grandi cambiamenti, avvenuti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Settanta, ha portato alla luce il rapporto tra politica ed imprenditoria, sindacati e Governo, operai ed industriali negli anni del boom economico arricchendo la memoria della città anche con alcuni episodi inediti.

Aprilia ha conosciuto un’ imponente espansione demografica e industriale che le valsero all’epoca l’appellativo di “Sesto San Giovanni del Sud”, ma prima ha dovuto risollevarsi dalle profonde ferite inferte dalla guerra, che l’hanno distrutta ed umiliata: nonostante l’impegno dell’allora giunta Andreoni (MSI) la città, ad esempio, non riuscì ad ottenere il riconoscimento di città martire.

Il libro, inoltre, ricostruisce anche la storia dei partiti locali e la nascita dei diversi governi che hanno guidato la città dal 1946 al 1970.

L’autrice, Carmen Porcelli, giornalista e studiosa della storia contemporanea, ha realizzato una attenta ricerca sui quotidiani e negli archivi compiendo un viaggio nella memoria collettiva di una comunità, alla ricerca delle ragioni e delle trasformazioni del territorio.

Tra i presenti il presidente del Comitato di Quartiere Fossignano, Valentino Di Leno, e di una rappresentanza del direttivo, l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Aprilia, l’ingegnere Roberto Boi, e il presidente del Coordinamento dell’Unione delle Borgate, Giancarlo Mulas.

Olio extravergine e ricerca, da Fossanova la proposta di un tavolo per l’olivicoltura del Basso Lazio

L’olio extravergine di oliva entra da protagonista a Vini d’Abbazia 2026. Nella cornice dell’Ex Infermeria dei Conversi dell’Abbazia di Fossanova, la Camera di Commercio Frosinone Latina ha promosso il convegno “Olio extravergine: la cultura del benessere”, occasione per presentare i risultati di uno studio scientifico dell’Università La Sapienza di Roma e rilanciare il ruolo strategico della filiera olivicola del territorio.

La proposta della Camera di Commercio

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, che ha sottolineato il valore storico e culturale dell’olivicoltura nel Basso Lazio, richiamando il contributo dei monaci benedettini, cistercensi e certosini alla diffusione della coltivazione dell’ulivo.

Nel suo intervento Acampora ha lanciato una proposta concreta: la creazione di un tavolo di coordinamento per la promozione dell’olivicoltura del Basso Lazio, coinvolgendo produttori, associazioni di categoria e istituzioni. L’obiettivo è replicare il modello già sperimentato nel comparto vitivinicolo, costruendo una strategia comune di promozione e sviluppo per le eccellenze del territorio.

Lo studio della Sapienza

Il convegno ha ospitato la presentazione di una ricerca realizzata dall’Università La Sapienza di Roma con il supporto della Camera di Commercio, dell’Azienda Speciale Informare, del Capol e di diverse aziende olivicole locali.

A illustrarne i risultati sono stati Alessandro Rossi, medico consulente del Comitato Scientifico del Capol, ed Eugenio Lendaro, docente del Dipartimento di Biotecnologie Medico-Chirurgiche del Polo Pontino della Sapienza.

I benefici dei polifenoli

La ricerca si concentra sulle proprietà nutraceutiche dei polifenoli presenti nell’olio extravergine di oliva e sul loro possibile ruolo nella prevenzione di diverse patologie.

Secondo gli studiosi, tra le sostanze più promettenti figurano oleocantale e oleaceina, composti naturali che hanno mostrato interessanti effetti antinfiammatori e che sono oggi al centro di progetti di ricerca dedicati, tra l’altro, alla prevenzione del tumore al colon e allo studio di modelli sperimentali legati all’Alzheimer.

Imprese, ricerca e territorio

L’incontro, moderato dalla giornalista Virginia Saba, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del presidente di Informare Antonello Testa e della consigliera Carla Picozza.

L’appuntamento ha confermato la volontà di Vini d’Abbazia di affiancare alla promozione delle produzioni agroalimentari anche momenti di confronto tra imprese, ricerca e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare le filiere strategiche del territorio e favorirne la crescita attraverso innovazione e conoscenza.

Trasferito in carcere l’uomo che ha minacciato di sparare ai vicini e si è barricato

È stato arrestato ed è stato trasferito in carcere Giovanni Costa, l’uomo di Latina di 46 anni che ieri aveva minacciato di sparare ai vicini e aveva aggredito un anziano ferendolo al volto con la canna di una pistola.

Dopo una notte di trattative si era arreso stamattina consegnandosi ai poliziotti, poi la sua abitazione di via Selcella, vicino Borgo San Michele, è stata perquisita con l’intervento degli artificieri che hanno escluso la presenza di materiale pericoloso. In casa non sono state trovate armi da fuoco, ma solo repliche, tra le quali una pistola scacciacani del tutto simile a una vera semiautomatica.

La procedura di sicurezza adottata dalla Questura una volta scattato l’allarme era comunque motivata da un contesto di potenziale pericolo, perché in passato l’uomo aveva posseduto armi e quelle descritte dai vicini potevano sembrare vere, come appunto la pistola a salve. Ma soprattutto l’uomo aveva richiesto spesso l’intervento delle forze di polizia per liti animate con i vicini e sui social network condivideva foto che hanno alimentato atroci sospetti.

Come un’immagine del 2016 nella quale era ritratto con un oggetto in mano, simile a un ordigno rudimentale. Nei commenti della foto, tra l’altro, era stato lo stesso Giovanni Costa a chiarire che si trattasse di un ordigno, quella che aveva definito la sua “opera d’arte più riuscita”.

Aprilia, Grest e Progetto Ambiente a scuola di decoro

A Montarelli ieri è trascorsa una bellisisma mattinata all’insegna del fare insieme per il decoro del quartiere, Grest e Progetto Ambiente, giovani e un braccio importante dell’ente pubblico che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Ad ospitare l’iniziativa è stata la Chiesa della Resurrezione, che ha raccolto l’adesione di tanti giovani e bambini ai quali i dipendenti della Progetto Ambiente SPA hanno parlato di rifiuti, di raccolta differenziata, e molto altro, svelando il retroscena di un lavoro all’apparenza scontato, ma in realta complesso ed importante per tutta la comunità.

Per la società è intervenuto l’Amministratore Raphael Rossi che, insieme all ingegnere Daniele Cornacchia, hanno illustrato le attività della Società, il funzionamento dell’impianto di trattamento della carta e della plastica, mentre in rappresentanza del movimento dei ragazzi dell’Azione Cattolica, era presente Omar Ruberti.

Insieme giovani e dipendenti della società hanno parlato a lungo e visto come preservare il quartiere dai cumuli di rifiuti. Un bel segnale che parte proprio da Montarelli dove, nel 2009 in via sperimentale, partì la raccolta differenziata estesa poi a tutto il territorio comunale.

Inghilterra, trova 12enne a giocare nella sua proprietà: 15enne lo investe con l’auto e lo uccide

Una vicenda sconvolgente ha scosso la comunità di Pilgrims Hatch, nell’Essex, dove un ragazzo di appena 12 anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un’auto al termine di un inseguimento. Per l’accaduto sono stati incriminati un adolescente di 15 anni e un uomo di 43 anni, entrambi finiti in custodia cautelare con l’accusa di omicidio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il fatto si è verificato nel pomeriggio di domenica. La giovane vittima si trovava insieme ad altri coetanei su un terreno privato che i ragazzi ritenevano abbandonato. Intorno alle 17.30 sarebbero stati raggiunti dai proprietari dell’area, che avrebbero intimato loro di allontanarsi.

Stando alle accuse formulate dalla Procura, i ragazzi si sarebbero dati alla fuga, ma il dodicenne sarebbe stato inseguito da un veicolo condotto dal quindicenne. L’auto lo avrebbe poi raggiunto lungo il bordo della carreggiata, travolgendolo mentre tentava di scappare.

Le indagini ipotizzano inoltre che, dopo l’impatto, il minorenne sia sceso dal mezzo e abbia aggredito la vittima con calci, lasciandola gravemente ferita sull’asfalto. Il dodicenne è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, dove però è deceduto poco dopo a causa delle lesioni riportate nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.

La polizia dell’Essex ha definito l’inchiesta particolarmente complessa e sta continuando a raccogliere elementi utili per chiarire ogni fase della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Nell’ambito delle investigazioni sono state arrestate anche quattro persone – due donne di 45 e 65 anni e due uomini di 54 e 65 anni – con l’accusa di aver ostacolato il lavoro degli investigatori.

Secondo quanto riferito dall’accusa, i due principali imputati avrebbero tentato di far sparire alcuni effetti personali appartenenti alla vittima e di eliminare possibili prove relative all’accaduto. Gli investigatori hanno invitato i residenti della zona a controllare eventuali immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e a trasmetterle alle forze dell’ordine attraverso il portale dedicato all’inchiesta.

Aprilia, sporcizia, rifiuti e pericoli nei bau park cittadini

“Per rendere davvero fruibili i bau – park il Comune di Aprilia deve rispettare quanto previsto dall’articolo 5 del regolamento che ha istituito quelle aree e cioè recintare l’area con paletti e rete matallica plastificata alta almeno un metro e mezzo, realizzare un cancelletto di ingresso ad apertura libera, posizionare una ciotola per abbeveraggio dei cani e panchine a disposizione degli accompagnatori, installare cestini per la raccolta dei rifiuti ed affiggere una bacheca per eventuali comunicazioni”.

Le aree dedicate ai cani ad Aprilia rappresentano ancora spazio per il benessere degli animali e la socializzano o, piuttosto, rischiano di trasformarsi in luoghi di incuria e pericolo? La risposta è un secco no se si andassero a rivedere le segnalazioni che, negli anni, sono giunte da parte dei cittadini che hanno denunciato lo stato di conservazione di queste aree.

Stavolta è il  M5S di Aprilia da sollevare lo stato di degrado diffuso che tocca diversi quartieri che ospitano questi spazi dedicati agli animali, mettendo a confronto la fotografia reale delle condizioni dei parchi con il regolamento che, nel 2025, ha di fatto introdotto l’area di sgambamento cani. Secondo gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, Patrizio Forconi e Biagio Capasso, la mappa del degrado passerebbe attraverso i principali parchi cittadini, nessuno escluso. Partiamo dal Parco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il grande polmone della città che soffre di una cronica carenza di manutenzione ordinaria, con le recinzioni dedicate allo sgambamento oramai obsolete e tali da consentire ai cani al rischio di scappare verso le arterie stradali circostanti.

Anche al Parco dei Caduti di Cefalonia, non andrebbe meglio, visto che i frequentatori sono costretti a fare i turni, come dal medico, per consentire al proprio cane di poter sostare in sicurezza. Nei Parchi degli Alpini (Via Alcide De Gasperi) e al Parco Sandro Pertini, questo al quartiere Grattacielo, non ci sono Bau-park, ma solo la presenza di generici spazi dedicati ai cani. I parchi periferici di  via Grecia, Parco Europa e Parco della Lirica sarebbero tra le poche realtà più virtuose, anche per  via dell’intervento diretto dei Comitati di Quartiere.

Infine con le note dolenti del Parco Manaresi e Parco Friuli dove, in entrambe pur essendo presente un’area Bau-park recintata, le criticità legate alla manutenzione e alla necessità di interventi, non garantiscono la possibilità di far sgambare i cani in piena sicurezza. Tra recinzioni divelte e reti compromesse, invasione dei forasacchi, mancanza di acqua e ombra, di una mappatura dei luoghi dove gli amici a quattro zampe sono i benvenuti e la sanificazione delle aree, dei bau park non resta che il ricordo di uno spot, ma di concreta nulla più assomiglia alle condizioni iniziali. 
 
“I proprietari di cani di Aprilia restano in attesa di un piano di manutenzione straordinaria che restituisca decoro e sicurezza ai parchi cittadini. Chiediamo che venga applicato l’art. 5 del suddetto Regolamento che ricordiamo riporta gli oneri e gli obblighi a capo dell’ente come recintare e mettere in sicurezza le aree adibite all’accesso dei cani, dotare delle strutture e dei servizi i bau park e, soprattutto sanificarli”.