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Stretta sul lungomare di Latina: quasi 200 multe nel primo weekend dell’estate

Primo fine settimana di grande afflusso sul litorale e primi controlli straordinari da parte della Polizia Locale. Il bilancio delle attività svolte lungo la Marina di Latina parla di circa 200 violazioni al Codice della Strada accertate e di due interventi che hanno portato al sequestro di attrezzature balneari con conseguenti segnalazioni all’autorità giudiziaria.

L’operazione, predisposta per garantire maggiore sicurezza e fluidità della circolazione nelle giornate caratterizzate da un forte incremento delle presenze, ha visto impegnate otto pattuglie distribuite nelle fasce orarie più critiche. Particolare attenzione è stata riservata alle soste irregolari e alla gestione del traffico nei momenti di maggiore afflusso verso le spiagge.

Parallelamente ai controlli sulla viabilità, gli agenti hanno effettuato una serie di verifiche sulle attività presenti sul lungomare, in collaborazione con la Capitaneria di Porto e con gli uffici comunali competenti in materia di demanio e patrimonio. Gli accertamenti hanno riguardato autorizzazioni, concessioni, occupazioni di suolo e utilizzo delle attrezzature destinate ai bagnanti.

Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati complessivamente 44 ombrelloni e 88 lettini riconducibili a due stabilimenti balneari. Per i responsabili sono scattati i provvedimenti previsti dalla normativa, con relativa informativa di reato.

Dal Comando di Polizia Locale fanno sapere che le attività di monitoraggio proseguiranno per tutta la stagione estiva con l’obiettivo di garantire il rispetto delle regole, la sicurezza dei cittadini e una corretta gestione delle attività turistico-ricettive presenti sul litorale cittadino.

Uccide la zia a coltellate e getta il cadavere nel fiume: confessa un ragazzo di 17 anni

Una vicenda dai contorni drammatici e ancora in parte da chiarire scuote San Stino di Livenza, nel Veneziano, dove un ragazzo di 17 anni avrebbe confessato di aver ucciso la zia e di averne successivamente occultato il corpo gettandolo in un canale poco distante dall’abitazione.

L’omicidio risalirebbe a giovedì 12 giugno. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante un interrogatorio condotto dalla Procura di Pordenone. Dopo la confessione, gli atti sono stati trasmessi alla Procura per i Minorenni di Trieste, competente per il procedimento.

Stando alle prime ricostruzioni investigative, il delitto sarebbe maturato nell’ambito di una situazione familiare particolarmente complessa. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sarebbero dissidi interni alla famiglia che potrebbero essere collegati a questioni ereditarie. La donna e il nipote vivevano nello stesso stabile.

Secondo quanto riferito dal ragazzo agli investigatori, dopo l’omicidio il corpo sarebbe stato trasportato fino al canale Malgher e successivamente gettato in acqua. Per spostare la salma avrebbe utilizzato una carriola, coprendo il corpo con un telo e attraversando parte del centro abitato.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di chiarire alcuni elementi emersi durante le indagini. Il giovane presenta infatti una frattura a un polso e diverse ferite superficiali che potrebbero essere compatibili con una colluttazione avvenuta prima del delitto. In un primo momento avrebbe spiegato quelle lesioni sostenendo di essersi ferito accidentalmente in una caduta.

Le ricerche del corpo sono ancora in corso. Dopo l’avvio delle operazioni nella serata di sabato, vigili del fuoco e sommozzatori specializzati stanno battendo il canale e le aree circostanti nel tentativo di localizzare la salma. Le attività, sospese durante la notte, sono riprese all’alba e proseguono senza sosta.

L’intera comunità locale è sotto shock per una tragedia che ha sconvolto familiari, amici e conoscenti della donna, mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e verificare ogni aspetto della vicenda.

La fortuna fa tappa a Terracina: centrato un premio da 21mila euro al 10eLotto

Fine settimana fortunato per un giocatore di Terracina che, grazie al 10eLotto, si è portato a casa un premio da 21mila euro. La vincita è stata realizzata nel concorso di venerdì 12 giugno grazie a un “9”, una combinazione che ha permesso di centrare una somma considerevole con una giocata effettuata in via Badino.

La città pontina si aggiunge così all’elenco delle località italiane baciate dalla sorte nell’ultima estrazione, che ha distribuito complessivamente premi per oltre 12 milioni di euro su tutto il territorio nazionale.

La vincita di Terracina rappresenta una delle più significative registrate nel Lazio nell’ultimo concorso.

Sorelle scomparse di Minturno, Il parco d’Abruzzo battuto dai ricercatori: ieri sommozzatori nel lago di Barrea

Nulla di nuovo sul fronte delle due sorelle di Minturno scomparse ormai da oltre una settimana in Abruzzo dalla casa-famiglia nella quale si trovavano in una situazione di condizione protetta nel bel mezzo di una separazione complessa tra i genitori.

Se da una parte sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati i responsabili della struttura di Civitella Alfedena in provincia de L’Aquila, dall’altra le ricerche sono aperte e proseguono h24, come avviene per le indagini su più fronti.

Non sono escluse né le piste che riguarderebbero l’allontanamento volontario delle due, né l’ipotesi dell’aiuto da parte di qualcuno dei familiari, ma neppure il rapimento o qualche ipotesi ancora più tragica. Oltre ai genitori e alcuni zii, più volte è stato sentito anche il fidanzato della più grande delle due sorelle. Parliamo di un 18enne di origini egiziane conosciuto in paese e nella struttura dove vivevano le due sorelle.

Tutto il Parco Nazionale d’Abruzzo è battuto dai ricercatori a caccia di una traccia che possa condurre verso il ritrovamento delle due ragazze di 16 e 12 anni. Nella giornata di ieri, sempre con l’idea di escludere ogni possibilità che le due si trovino ancora in zona, i sommozzatori sono entrati in azione nel lago di Barrea.

Nessuna ricerca, neppure quella con i cani molecolari, al momento ha prodotto risultati. Nel frattempo le fotografie delle due ragazzine vengono fatte girare e, come chiedono i genitori originari del sud pontino e di Minturno-Scauri, chiunque abbia informazioni o pensa di averle viste in giro è pregato di fare segnalazione alle forze dell’ordine. Ma anche tali segnalazioni, al momento, si sono risolte in un buco nell’acqua.

Intanto il tempo passa, e con esso anche l’angoscia dei genitori, dei conoscenti e di tutta Italia che continua a seguire la vicenda con il fiato sospeso.

Oltre 160 anni al servizio delle persone: la Croce Rossa Italiana festeggia il suo anniversario

C’è un filo rosso che attraversa la storia d’Italia da oltre un secolo e mezzo. È quello della Croce Rossa Italiana, l’organizzazione che dal 15 giugno 1864 opera accanto alle persone nei momenti più difficili, dalle guerre alle calamità naturali, dalle emergenze sanitarie alle attività di assistenza sociale. Oggi la CRI celebra il proprio anniversario, confermando un ruolo che continua a essere centrale nella vita del Paese.

Una presenza discreta ma costante, fatta di migliaia di volontari impegnati ogni giorno nelle città e nei piccoli comuni, nei soccorsi sanitari, nelle attività di protezione civile, nell’assistenza alle persone vulnerabili e nelle missioni umanitarie, sia in Italia che all’estero.

A ricordarne il valore è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che alla Croce Rossa è legato da una lunga esperienza personale e istituzionale.

«La Croce Rossa Italiana è parte integrante della storia del nostro Paese, una forza silenziosa ma forte e sempre presente nei momenti cruciali», ha dichiarato Rocca, sottolineando come i principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità continuino a rappresentare un punto di riferimento ancora oggi.

Nel corso della sua storia la Croce Rossa Italiana è stata protagonista delle principali emergenze nazionali. Dai terremoti alle alluvioni, dalle crisi migratorie alla pandemia da Covid-19, fino agli interventi quotidiani di assistenza sanitaria e sociale, l’organizzazione ha rappresentato una delle colonne portanti del sistema di soccorso e solidarietà del Paese.

Oggi la CRI può contare su una rete capillare di comitati territoriali e decine di migliaia di volontari che operano in ambiti diversi: dal trasporto sanitario all’assistenza domiciliare, dal supporto alle persone senza dimora alle attività rivolte ai giovani, fino alla formazione sul primo soccorso e alla diffusione della cultura della prevenzione.

«Non mancheranno mai il mio augurio e il mio grazie alle volontarie e ai volontari di questa straordinaria realtà», ha aggiunto Rocca. «I valori della Croce Rossa mi hanno accompagnato per molti anni e continuano a rappresentare un patrimonio umano e civile fondamentale».

Più che una semplice ricorrenza, quella celebrata oggi rappresenta dunque l’occasione per riconoscere il contributo di una delle più grandi organizzazioni umanitarie del Paese, capace di affiancare le istituzioni e sostenere le comunità ogni volta che emerge un bisogno. Un presidio di solidarietà che, a oltre 160 anni dalla sua nascita, continua a essere sinonimo di aiuto, vicinanza e servizio verso gli altri.

Palazzo M a Latina, parte il maxi piano da 30 milioni: al via la riqualificazione

Uno degli edifici più rappresentativi della città di fondazione si prepara a cambiare volto. Sono stati pubblicati i bandi di gara per un intervento da circa 30 milioni di euro destinato alla riqualificazione di Palazzo M, il complesso progettato da Oriolo Frezzotti che da decenni caratterizza il centro di Latina e che oggi ospita, tra gli altri, gli uffici della Questura e della Guardia di Finanza.

L’operazione, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, punta alla ristrutturazione, alla messa in sicurezza e all’adeguamento funzionale dell’edificio situato lungo Corso della Repubblica.

L’annuncio è stato accolto positivamente dall’amministrazione comunale, che considera l’intervento un passaggio importante nel percorso di valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino. Palazzo M rappresenta infatti uno dei simboli più riconoscibili della storia urbanistica di Latina e il suo recupero viene visto come un’occasione per rafforzare l’attrattività del centro urbano in vista del centenario della città previsto nel 2032.

Il Comune, pur non essendo proprietario dell’immobile, sarà coinvolto nelle successive fasi autorizzative e urbanistiche. Proprio in quella sede l’ente potrà esprimere osservazioni e contributi tecnici, anche alla luce degli obiettivi contenuti nel Masterplan del centro storico e nel Piano Città degli Immobili Pubblici, strumenti che delineano il futuro assetto della città di fondazione.

Uno dei temi che sta già alimentando il dibattito riguarda la possibile regolamentazione degli accessi agli spazi esterni e ai giardini che circondano il complesso. Si tratta, al momento, di un’ipotesi progettuale che dovrà essere approfondita e condivisa con tutti i soggetti coinvolti, tenendo conto sia delle esigenze di sicurezza degli uffici presenti all’interno dell’edificio sia della necessità di mantenere la fruibilità pubblica di aree particolarmente frequentate dai cittadini.

Per l’amministrazione comunale il confronto tra istituzioni sarà decisivo per individuare soluzioni capaci di conciliare tutela del patrimonio, funzionalità degli edifici e qualità degli spazi urbani. Un equilibrio che potrebbe trasformare il recupero di Palazzo M in uno degli interventi più significativi nel percorso di rigenerazione del centro storico di Latina.

Minturno, prove di dialogo nel centrodestra:  lanciate “Le Primarie delle Idee”

Centrodestra unito alle prossime elezioni di Minturno. Questo l’obiettivo del Comitato Costituente per l’Unione del Centrodestra. In una comunicazione ufficiale i promotori del comitato hanno dato appuntamento per il 26 giugno presso il ristorante da Lucio, a Marina di Minturno, dove si terrà la manifestazione intitolata “Le Primarie delle Idee”. 

“L’evento – scrivono i componenti del Comitato – nasce dalla convinzione che il futuro dell’area moderata, liberale e conservatrice debba essere costruito partendo dalle idee e dalla partecipazione dei cittadini, superando divisioni e frammentazioni che negli anni hanno indebolito la capacità di rappresentare efficacemente le esigenze dei territori e delle comunità. L’obiettivo del Comitato Costituente è quello di favorire la nascita di un percorso partecipativo capace di coinvolgere le migliori energie della società civile, mettendo al centro temi concreti quali sviluppo economico, lavoro, sicurezza, infrastrutture, tutela delle famiglie, sostegno alle imprese e valorizzazione delle comunità locali.”

Latina – Era stata trovata in centro l’auto pirata che ha ucciso Cristiano

Erano state ore drammatiche, quelle seguite allo spaventoso incidente che a distanza di una settimana è costato la vita a Cristiano Maria Cordoma, latinense di appena 19 anni, travolto da un’auto pirata mentre rientrava in città in scooter, dopo una serata in discoteca, insieme alla fidanzata che a sua volta aveva riportato gravi conseguenze nello scontro. Al dramma per le condizioni disperate del giovane, si era aggiunta la rabbia per la fuga dell’auto che l’incidente lo ha provocato: i familiari dello studente avevano reagito con coraggio e quella stessa notte erano riusciti a trovare loro stessi la vettura, fornendo un contributo decisivo alle indagini.

La coppia in scooter percorreva via Pio VI quando la macchina era sbucata da via IV Novembre senza rispettare la precedenza. A dare l’allarme erano stati i residenti svegliati dal rumore e con i soccorritori era intervenuta una pattuglia della Squadra Volante: erano arrivati poi i familiari di Cristiano Maria Cordona che avevano deciso di seguire le tracce di olio sull’asfalto lasciate dall’auto pirata, mentre gli agenti effettuavano gli accertamenti. Così l’hanno trovata nel parcheggio alle spalle del Teatro, quindi a poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente.

Si trattava di una Toyota Yaris intestata a un uomo di Latina, rintracciato poco dopo dalla Polizia. Il proprietario tuttavia diceva di non sapere niente dell’incidente, perché aveva lasciato l’utilitaria al figlio della compagna. Quest’ultimo, un ragazzo di 23 anni del capoluogo pontino, si era presentato in Questura nel corso della mattina, accompagnato da un avvocato per assumersi le responsabilità del sinistro. È stato comunque indagato nell’ambito dell’inchiesta che ora contesta l’omicidio stradale aggravato.

Santi Cosma e Damiano, il ricordo di Angelo Di Tano: inaugurata una stele in memoria del Carabiniere caduto in guerra

Un tributo alla memoria, al coraggio e al senso del dovere. La comunità di Santi Cosma e Damiano ha reso omaggio al Carabiniere Angelo Di Tano, decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria, inaugurando una stele commemorativa dedicata al militare caduto durante la campagna di Grecia e Albania nel novembre del 1940.

La cerimonia si è svolta nel pomeriggio alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose, oltre ai familiari del decorato e a molti cittadini. A fare da cornice all’evento il Picchetto d’Onore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina e la Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma.

Il monumento, realizzato grazie all’impegno di un gruppo di volontari, è stato scoperto dal Sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi, dal Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Cristian Angelillo e dal sindaco Franco Taddeo. A seguire la benedizione impartita da monsignor Mariano Parisella, vicario dell’Arcidiocesi di Gaeta.

Angelo Di Tano perse la vita il 18 novembre 1940 durante i combattimenti sul passo di Guri i Capit, in Albania. Nonostante fosse stato ferito, continuò a combattere fino all’estremo sacrificio, un gesto di eroismo che gli valse la prestigiosa onorificenza al Valor Militare.

Tra i momenti più intensi della cerimonia, l’intervento della figlia Antonietta Di Tano, che ha ricordato la figura del padre davanti ai presenti. Successivamente la nipote Simona Nallon ha consegnato la Medaglia d’Argento al Valor Militare al comandante della Stazione Carabinieri di Santi Cosma e Damiano. L’onorificenza sarà conservata all’interno della caserma in una teca commemorativa, affinché possa continuare a testimoniare alle nuove generazioni il valore dell’esempio lasciato dal militare.

Nel corso dell’evento il Comune ha inoltre conferito ad Antonietta Di Tano la cittadinanza onoraria, riconoscimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.

La manifestazione si è conclusa con la deposizione di una corona ai piedi del monumento e con un concerto della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma presso l’Auditorium Medaglia d’Oro al Valor Civile, applaudito da un pubblico numeroso che ha voluto condividere una giornata all’insegna della memoria e del rispetto per chi ha sacrificato la propria vita al servizio del Paese.

Sorelle di Minturno scomparse, il padre dice “stop” a interviste

Nessuna novità su Alisya e Sarah Di Giacinto le minori di Minturno che otto giorni fa si sono allontanate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. 

Nel corso della giornata domenicale Stefano Di Giacinto, padre delle ragazze si è recato insieme al suo avvocato a Civitella Alfedena. Nel precisare che non saranno più rilasciate interviste, con le informazioni che saranno filtrate dall’Associazione Penelope Abruzzo, Stefano Di Giacinto ha voluto chiarire alcune notizie apparse su organi di stampa. 

“Non è vero – ha detto – che le figlie non volervano più avere a che fare con me, come dimostrato dal fatto che alcuni giorni prima della scomparsa avevano messaggiato con me, col cellulare della struttura”. 

Il suo legale Francesco Riccardi ha dichiarato che non si ha idea di quanto sia successo alle ragazze, ma ha anche fatto presente che forse si è perso troppo tempo nelle prime ore successive alla scomparsa. Stefano Di giacinto sarà ospite ancora in qualche trasmissione e a “Chi L’ha visto?”, ma solo perchè aveva assunto impegni con le televisioni.