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Incidente sulla Flacca: terribile scontro tra moto e auto. Ferito elitrasportato

Uno scontro terribile quello nel quale sono stati coinvolti due mezzi questa mattina sulla SR 213 Flacca, nel Comune di Fondi, alle porte di Terracina. Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, una motocicletta e un’automobile si sono scontrate. A riportare la peggio, come di solito in questi casi, il conducente del mezzo a due ruote.

Lungo la Flacca sono accorsi i mezzi di soccorso. Il 118 è arrivato con due ambulanze e un’auto medica. Le condizioni di almeno uno dei feriti, però, erano troppo serie, per cui è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza. Per i rilievi e per gestire il traffico, sul posto ci sono gli agenti della polizia locale di Fondi.

Sfregiata con una svastica la lapide di Tina Anselmi, “partigiana e prima donna ministra in Italia”

Tina Anselmi è la madre del Servizio Sanitario Nazionale. Offendere lei significa oltraggiare la cosa più importante che abbiamo”. Lo scrive sul proprio profilo Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo che a Torino, nel giardino di via San Marino, ignoti hanno disegnato una svastica su una lapide intitolata proprio a Tina Anselmi, partigiana e prima donna ministro in Italia.

 “Imbrattare una lapide è un atto che va sempre condannato ma assume una gravità enorme in un caso come questo in cui si offende la memoria di un personaggio della statura di Tina Anselmi. Se gli autori dello sfregio avessero un minimo di consapevolezza capirebbero che una persona così dovrebbero ringraziarla e non offenderla”. Così il presidente del VenetoLuca Zaia sulla svastica con cui a Torino è stata sfregiata la lapide in memoria della storica esponente democristiana veneta, donna attiva nella Resistenza e protagonista della Prima Repubblica.

ZAIA FURENTE: “ANSELMI DA RINGRAZIARE, NON OFFENDERE

“Un gesto inqualificabile per il quale esprimo condanna assoluta senza se e senza ma. Mi auguro che vengano individuati al più presto gli autori di una simile azione tanto vergognosa” ai danni di una donna che, “oltre ad essere stata la staffetta Gabriella durante la guerra di Liberazione, resta un modello per essere stata la prima donna ministro nella nostra storia- conclude Zaia- e per aver dato vita al Sistema sanitario nazionale durante il suo mandato al vertice del Ministero della Sanità”. 

LETTA: “CONTRO LA MEMORIA DI TINA ANSELMI GESTO INQUALIFICABILE

“Per noi la memoria conta. E conta indignarsi per questi inqualificabili gesti”. Così il segretario del Pd Enrico Letta commenta l’accaduto.

SERRACCHIANI E LEPRI: “GESTO VIGLIACCO CONTRO SIMBOLO ITALIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

 “La svastica tracciata a Torino sulla lapide intitolata a Tina Anselmi è un gesto vigliacco che offende l’intera comunità nazionale. Partigiana, prima donna ministro, Tina Anselmi con la sua vita e l’azione politica rappresenta un simbolo dell’Italia democratica e antifascista, un esempio per quanti si impegnano per un Paese più giusto e unito”. Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera e Stefano Lepri, deputato Pd.

BONETTI: “GESTO INSULSO DI GENTE PICCOLA

“Una svastica sulla lapide che commemora Tina Anselmi. Un gesto insulso di gente piccola. E invece noi ricordiamo la grandezza di questa ragazza della Resistenza, madre della Repubblica. La sua memoria è nell’impegno oggi ad aprire strade nuove per l’Italia e per tutte le donne”. Così la ministra della famiglia ed esponente di Iv, Elena Bonetti.

TAJANI: “SFREGIARE LA TARGA DI ANSELMI GESTO IGNOBILE

“Sfregiare con una svastica la targa che ricorda la figura di Tina Anselmi è un gesto ignobile. Mi auguro che i responsabili di questa azione vigliacca vengano presto individuati e puniti”. Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia.

Fonte www.dire.it

Investita da un pirata della strada: Sara muore dopo dieci giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Sara Sorgente, la ragazza investita da un pirata della strada nella notte dell’otto agosto lungo la via Appia, a Scauri. E’ morta dopo oltre dieci giorni di coma nel reparto di rianimazione dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.

Originaria di Cellole, ma residente a Scauri, Sara aveva solo 33 anni e la sera in cui è stata investita era in compagnia del compagno, anche lui ferito ma in modo lieve.

Le condizioni della giovane di Scauri erano da subito parse molto complicate. Fratture, ecchimosi, fegato danneggiato e poi una vasta emorragia cerebrale. Il come era stato indotto dai medici nella speranza che il versamento si assorbisse, almeno in parte, per poter poi procedere ad una delicata operazione chirurgica. Invece è stato proprio il danno alla testa che ha portato alla morte della giovane ieri pomeriggio.

L’investitore di Sara e del compagno, un 44enne di Minturno che era alla guida di una Fiat Panda, si era costituito alla stazione dei carabinieri di Scauri dopo due ore dai fatti. Sottoposto, come da prassi, ad esami clinici, presso l’Ospedale “Dono Svizzero” di Formia, è risultato positivo sia all’alcool che alla droga. Condizione che gli era valsa la denuncia per per omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti. Ora la sua posizione è peggiorata: il reato di cui dovrà rispondere è anche quello di omicidio stradale.

Tredicenne scomparsa: dopo ore di apprensione, Aurora è tornata a casa

“Lei è Aurora, mia figlia ha 13 anni e si è allontanata da casa, da Formia nel pomeriggio e non è ancora rientrata”, questo il disperato appello della signora Angela Gentile, di Formia, apparso ieri in serata sui social media e che ha fatto in breve il giro del web.

Una nottata di apprensione e paura a Formia per la sorte di questa giovanissima. Poi, stamattina, sempre attraverso il proprio profilo facebook, la stessa mamma annunciava il ritrovamento della giovane.

Le circostanze non sono state rese note. Cosa sia successo in queste ore rimarrà un affare di famiglia. L’importante è che la storia si sia risolta nel migliore dei modi.

Latina – Caos in tribunale, nigeriano a processo semina il panico: servono sei persone per bloccarlo

Scene di panico ieri mattina al Tribunale di Latina durante il processo a carico di un cittadino straniero accusato di aver molestato alcune ragazze a Priverno. Lo straniero era seduto in aula in attesa che il giudice pronunziasse la sentenza per il rito direttissimo al quale era sottoposto. All’improvviso, però, qualcosa è scattato nella sua testa ed ha iniziato a sbraitare. Quindi si è scagliato contro i carabinieri che cercavano di fermarlo. Ha danneggiato l’aula, ha tirato anche calci e infine ha sputato agli uomini dell’Arma che cercavano di immobilizzarlo.

Erano circa le 12 e 30 e ci sono voluti i rinforzi per riuscire a placare la furia di Martin E., 36 anni, nigeriano, che dovrà ora rispondere dell’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e che era sotto processo. Fatto sta che per immobilizzarlo, oltre ai carabinieri, sono arrivati in Tribunale i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina, oltre agli addetti alla sicurezza del Tribunale. Sono state necessarie sei persone per immobilizzare l’omone, alto quasi due metri.

Il giudice ha deciso di aggravare la misura restrittiva nei suoi confronti ed è finito in carcere per il comportamento processuale. Dagli accertamenti è emerso che in Italia era irregolare e il permesso di soggiorno era scaduto da due anni.

Incidente sull’Appia, violento frontale: ferite gravemente due persone

Una scena terribile quella apparsa davanti agli occhi dei soccorritori ieri sera, lungo la via Appia, all’altezza della Migliara 45, al confine tra i comuni di Latina, Pontinia e Sezze. Due i veicoli che si sono scontrati in maniera molto violente. Sul posto i carabinieri che dovranno cercare di capire la dinamica dell’urto ed accertare eventuali responsabilità. Allertati anche i sanitari del 118 e ai Vigili del Fuoco che sono prontamente intervenuti per liberare gli occupanti dalle lamiere delle auto.

Il sinistro si è verificato al chilometro 74,900 in direzione Terracina, nel territorio comunale di Pontinia. I due feriti che sono stati soccorsi da medici e infermieri delle ambulanze, sono stati trasportati in ospedale e il quadro clinico è decisamente precario.

‘Serenata Trap’, questa sera l’evento al centro sociale Calabresi

Si tiene questa sera, sabato 20 agosto, presso il centro sociale Calabresi di Sezze, la ‘Serenata Trap’, evento musicale dedicato ai generi rap e trap. Organizzato dalla Comunità Giovanile Ettituxia, col patrocinio del comune di Sezze, l’evento comincerà alle 18:30 con un aperitivo con musica di sottofondo e la possibilità di cenare presso il bar del centro sociale.

A partire dalle 21:00 si entrerà nel vivo della serata con la visione di spezzoni di documentario e i live degli artisti. “L’evento che proponiamo è organizzato da giovani del territorio di Sezze – ci dicono i responsabili dell’associazione – Lo scopo principale è quello di promuovere esperienze e sperimentazioni in ambito musicale, favorire il protagonismo giovanile e l’espressione libera, ritrovando il piacere di stare insieme con gioia e rispetto. Vogliamo dare spazio a coloro che hanno scelto la musica come principale canale comunicativo, valorizzando generi musicali meno presenti in eventi pubblici, come il rap e la trap music”.

iPhone 14: svelata la data d’uscita del nuovo gioiello di casa Apple

Gli iPhone 14 saranno presentati il 7 settembre. È questa la data attesa dai fan di Apple per scoprire tutte le novità sui nuovi modelli. A svelarla è Bloomberg.

Dalle prime indiscrezioni il 14 non dovrebbe distaccarsi molto dal modello precedente, con annesso lancio di Pro e Pro Max. L’unica novità riguarderebbe la scomparsa della versione mini da 5,4 pollici. Potrebbe essere, invece, introdotto un modello con schermo da 6,7 pollici.

Sempre in data 7 settembre dovrebbero essere presentati gli Apple Watch, i Mac e gli iPad. Atteso anche iOS 16, ultimissimo aggiornamento del software al momento rilasciato, in versione beta, agli sviluppatori.

ADDIO ALLA PRODUZIONE IN CINA?

Rumors sempre più insistenti, poi, parlano di uno spostamento dei centri di produzione, o almeno parte di essi, attualmente tutti in Cina. Apple starebbe trattando per portarli in Vietnam. 

Così facendo si distaccherebbe dalla dipendenza dal Paese di Xi Jimping, cosa da non poco visto gli ultimi sviluppi geopolitici – i rapporti tra Washington e Pechino, la mancata condanna cinese della guerra tra Russia e Ucraina – e i continui lockdown che limitano l’intera area. La separazione non sarebbe così rapida: è massiccia la presenza di industrie e persone altamente qualificate per il compito. In casa Apple tutto tace. Non resta che aspettare nuovi sviluppi.

Fonte www.dire.it

Covid – Ancora una vittima ed altri 208 casi di positività oggi in provincia di Latina

Covid, una nuova vittima della pandemia, e 208 nuovi casi di contagio. Questo quanto comunicato oggi, 20 agosto, dalla Asl di Latina in merito all’andamento della pandemia da covid 19 sul territorio provinciale. Il paziente deceduto era residente ad Aprilia.

Per il resto sono state tre, ieri, le persone costrette al ricovero ospedaliero, mentre 106 sono stati i guariti. 110 coloro che si sono sottoposti a vaccinazione.

Questa, infine, la distribuzione dei casi di contagio di ieri nei comuni della provincia: Aprilia 16, Castelforte 1, Cisterna di Latina 13, Cori 4, Fondi 11, Formia 9, Gaeta 4, Itri 4, Latina 63, Maenza 1, Minturno 5, Monte San Biagio 7, Norma 1, Pontinia 7, Ponza 1, Priverno 9, Prossedi 2, Roccagorga 1, Rocca Massima 7, Sabaudia 6, San Felice Circeo 1, Santi Cosma e Damiano 6, Sermoneta 4, Sezze 8, Sonnino 3 e Terracina 14.

Tutti pazzi per il padel ma occhio agli infortuni: ecco i più comuni

È uno sport divertente e ricreativo, praticato sempre da più persone, ma allo stesso tempo fisicamente impegnativo. Conoscere i fattori di rischio aiuta a prevenire gli infortuni e ad aumentare le prestazioni. Il padel è nato negli anni Sessanta in Messico, ma solo oggi ha appassionato l’Europa, dove si registra un aumento esponenziale di giocatori e di campi.

GLI INFORTUNI PIÙ DIFFUSI PER CHI GIOCA A PADEL

Di conseguenza, anche i traumi connessi alla pratica di questo sport sono in forte aumento, soprattutto nella popolazione tra i 35 e i 55 anni. Questi coinvolgono diversi distretti scheletrirci, prima tra tutti gomito (20%), seguito da caviglia (19%), rachide lombare (14%), spalla ginocchio (12%). Inoltre, la percentuale degli infortuni aumenta in caso di età avanzata, indice di massa corporea (BMI) elevato e scarsa agilità dei giocatori.

PERCHÉ CI SI INFORTUNA GIOCANDO A PADEL

Il padel si pratica con una racchetta rigida con cui si scambia una pallina identica a quella che si utilizza per giocare a tennis, all’interno di un campo rettangolare chiuso da quattro pareti. La mancata coordinazione del gesto tecnico è sicuramente uno dei fattori più importanti per i traumi, così come lo sono i numerosi cambi di direzione e l’uso più intenso della racchetta che comportano stress ripetitivi sull’apparato muscolo-scheletrico e articolare.

L’ESPERTO: “L’IMPORTANZA DELLA CATENA CINETICA”

Per evitare problemi, lesioni o traumi, suggerisce il dottor Paolo Arrigoni, ortopedico, parte del team della Prima Ortopedica dell’ASST Gaetano Pini-CTO e appassionato di padel, è necessario non interrompere bruscamente la catena cinetica che consente a un giocatore di padel di muovere velocemente la racchetta, riducendo così al minimo gli sforzi funzionali a livello articolare. “La catena cinetica – specifica l’esperto – inizia dai piedi e coinvolge le ginocchia, le anche, il rachide lombare e il tronco, la spalla, il gomito, il polso fino alla mano e alla racchetta. Quando il trasferimento di energia non è ben coordinato, la catena si interrompe, determinando un sovraccarico a una o più articolazioni“.

“Nel padel, diversamente dal tennis, si eseguono soprattutto colpi over-head, per esempio il bandeja, il vibora, lo smash, quasi sempre piatti o in backspin, con sovraccarichi funzionali a tutte le articolazioni – spiega Arrigoni – Per questo le articolazioni degli arti superiori sono più suscettibili a lesioni croniche, da overuse e microtraumi ripetuti. Le articolazioni degli arti inferiori, invece, sono più colpite da lesioni acute“.

PADEL E PROBLEMI DEL GOMITO

Come nel tennis, uno dei problemi più riscontrati è la tendinopatia laterale del gomito (epicondilite laterale o “gomito del tennista“). Infatti, i tendini del gomito, tra cui soprattutto il tendine estensore radiale breve del carpo, messi sotto stress dalle vibrazioni e dai contraccolpi della racchetta, possono infiammarsi, causando un dolore laterale di gomito e innescando anche un processo degenerativo.

TENDINI DELLA SPALLA A RISCHIO

Per quando riguarda la spalla, il gesto atletico ripetuto può determinare la rottura dei tendini della cuffia dei rotatori. “La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo-tendineo che, lavorando in sinergia con il deltoide, permette di sollevare la spalla – spiega Arrigoni – Una riduzione di forza e la comparsa di dolore durante l’elevazione della spalla devono sempre far sospettare una tendinopatia o una lesione della cuffia dei rotatori. La diagnosi può essere ottenuta durante un attento esame clinico”.

GLI ALTRI INFORTUNI DEI GIOCATORI DI PADEL

Il padel mette a dura prova anche i polsi. La patologia più frequentemente riscontrata a questo livello è la tendinopatia dell’estensore ulnare del carpo, conseguenza dei ripetuti colpi di diritto: “Chi gioca a padel esegue i colpi di diritto in genere con l’arto in supinazione e il polso deviato in direzione ulnare. Sebbene venga consigliato di non eseguire movimenti rotazionali del polso al momento dell’impatto con la pallina, la flessione e l’estensione del polso si verificano come movimenti ripetuti, soprattutto dopo l’impatto con la pallina stessa. Il tendine estensore è, inoltre, sovraccaricato dalle forze trasmesse al polso al momento dell’impatto, come nello smash”.

Anche la lesione del complesso fibrocartilagineo-triangolare può insorgere in atleti che praticano padel: “La supinazione e la pronazione ripetitiva dell’avambraccio con il polso esteso e in deviazione ulnare predispongono gli atleti a questa lesione complessa che spesso richiede l’intervento chirurgico per la riduzione della sintomatologia”.

Molto comuni tra gli atleti del padel sono anche gli infortuni degli arti inferiori, a livello delle caviglie e delle ginocchia. “I ripetuti cambi di direzione e l’impatto con il terreno durante i salti possono comportare lesioni meniscali o dei legamenti del ginocchio – aggiunge l’esperto – Spesso causano le distorsioni di ginocchio con elongazione e lesione del legamento collaterale mediale. Le lesioni meniscali si possono verificare singolarmente o associate a lesione del legamento crociato anteriore (Lca). In questo caso bisogna intervenire chirurgicamente e lo sportivo non potrà tornare in campo prima di sei mesi“.

“Anche le distorsioni di caviglia sono un evento estremamente comune – osserva il medico -. Solitamente si tratta di perdita momentanea dei rapporti articolari in inversione con lo stiramento o la lesione del complesso dei legamenti laterali di caviglia. Tra questi, il più coinvolto è il legamento peroneo-astragalico anteriore. In questi casi occorre intervenire tempestivamente seguendo protocolli adeguati al fine di limitare il rischio di instabilità post-traumatica, con tutori che devono essere portati per 4-6 settimane a seconda dell’entità della distorsione. Un altro infortunio molto comune è la lesione del tendine di Achille“, che non può essere trattata se non chirurgicamente.

Spesso i giocatori di padel lamentano dolori alla zona lombare: “Le rapide torsioni e rotazioni, le continue frenate e ripartenze sottopongono la muscolatura paravertebrale del rachide lombare a stress ripetuti. Lo smash, per esempio, per essere efficace implica una rotazione e una posizione di estensione lombare molto pronunciata. Questo può contribuire a determinare lesioni muscolari, in genere elongazione o stiramento, dei muscoli paravertebrali e richiedere la sospensione dallo sport per un determinato periodo di tempo”.

Il padel è uno sport estremamente divertente e ricreativo, ma allo stesso tempo molto complesso e fisicamente impegnativo. “Conoscere i fattori di rischio aiuta a prevenire gli infortuni e, allo stesso tempo, ad aumentare le proprie prestazioni. Per minimizzare i rischi è necessario lavorare sulla tecnica, avere un’attenta preparazione atletica, fare esercizi di rinforzo muscolare e lo stretching. Anche la temperatura climatica, il terreno di gioco, un equipaggiamento inadeguato, l’impugnatura della racchetta o le dimensioni del manico devono essere prese in considerazione. È inoltre importante prevedere dei periodi di riposo”, conclude l’esperto. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it