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Incendio in chiesa, fiamme nella canonica: fumo nero e paura

Domenica di paura a Formia quella di ieri, 21 agosto, per un incendio di grosse dimensioni sviluppatosi nella parrocchia di San Giuseppe Lavoratore. Le fiamme hanno invaso la canonica, ovvero la struttura che si trova accanto alla chiesa. Un fumo denso ha invaso tutte la zona.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, la polizia e i volontari della protezione civile Ver Sud Pontino di Formia. Solo il caso ha voluto che, in quei concitati momenti, i locali fosse vuoti, per cui non risultano esserci stati feriti. Sono in corso le indagini tese ad accertare le cause del rogo anche se, ad una prima sommaria analisi, potrebbe essersi trattato di un corto circuito.

Il rogo è stato tempestivamente circoscritto e le operazioni di spegnimento hanno evitato che le fiamme si propagassero anche ad altri locali della stessa struttura. Ancora da quantificare, infine, l’entità del danno.

Latina – Moto contro ambulanza che trasporta una donna in codice rosso: grave il centauro

L’incrocio di via Verdi, a Latina, si conferma uno dei più pericolosi della viabilità del capoluogo. A farne le spese, questa volta, un motociclista, che si è schiantato contro un’ambulanza che stava trasportando un paziente all’ospedale Goretti, che si trova nei pressi.

Dalle testimonianze, apprendiamo che il mezzo di soccorso arrivava da viale Marconi ed aveva sia la sirena che i lampeggianti accesi. Il soccorso si era reso necessario per una donna, in codice rosso, con una prima diagnosi di emorragia cerebrale.

Dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volante di Latina, ai quali l’autista dell’ambulanza ha raccontato di di aver rallentato all’incrocio come da protocollo. Al momento di attraversarlo, poi, ha visto sopraggiungere la moto, una Yamaha, col guidatore che non è stato in grado di cambiare traiettoria andando a schiantarsi contro la fiancata del mezzo del 118.

I soccorritori si sono trovati, quindi, nella condizione di dover provvedere tanto alla donna che trasportavano al Goretti, quanto al motociclista, un giovane. Frangenti nei quali l’istinto e la preparazione hanno preso il sopravvento: infermiere e un medico sono quindi scesi dal mezzo per soccorrere il ferito, mentre l’autista ha raggiunto Goretti.

Allertata dai colleghi, un’altra ambulanza ha preso la via del luogo dell’incidente per trasportare il motociclista al pronto soccorso. Nel frattempo la prima ambulanza quella coinvolta nell’incidente è tornata sul posto in attesa dell’arrivo della polizia. Gli agenti hanno effettuato i rilievi, ascoltato l’autista del 118 e gli infermieri che erano a bordo e nel frattempo regolato il traffico.

Il pallone finisce in mare, bambini trascinati al largo dalla corrente: attimi di terrore

Il pallone che finisce in mare mentre due ragazzini giocano in spiaggia. Le onde che li travolgono, la paura e l’apprensione che tutto vada storto; questa, in estrema sintesi, quanto accaduto ieri, domenica 22 agosto, a Fondi.

Come riportato dai colleghi del Messaggero, quindi, a rimanere coinvolti due giovanissimi, di 11 e 15 anni, che si sono erano tuffati in mare per andare a recuperare il giocattolo portato via dalla corrente. Corrente che, però, era evidentemente troppo forte per i due giovanissimi, che nonostante gli sforzi, non sono riusciti a tornare a riva, anzi. La forza del mare li ha spinti sempre più a largo. Resisi conto di essere in pericolo, hanno iniziato ad urlare per chiedere aiuto.

Un episodio avvenuto tra le 13.30 e le 14.00, nei pressi del lido “Summer Beach Il Pomodoro” a Fondi. Per fortuna dei giovani, sul posto era presente un bagnino. Come ha raccontato al giornale, il più piccolo era sparito tra le onde. E’ riuscito ad individuarlo solo grazie al fatto che nel frattempo aveva vomitato e la chiazza era ben visibile.

E’ quindi salito sul pedalò ed è andato a recuperarlo. Una volta issato a bordo ha iniziato con le manovre salvavita, continuate anche una volta che lo ha riportato a riva, nel silenzio surreale di tutti i bagnanti presenti. Manovre che sono riuscite nell’intento di farlo rinvenire.

Infine, i sanitari del 118, giunti sul posto, hanno caricato il ragazzino trasferendolo direttamente al Bambino Gesù di Roma per le opportune cure mediche. Qui, il piccolo è giunto in codice rosso, poiché ancora in gravi condizioni fisiche. Per fortuna, nonostante tutta l’acqua bevuta e il grande spavento, l’11enne non sarebbe in pericolo di vita.

Punta da un calabrone: l’assurda morte di Franca Piccaro

Un tragedia dai contorni quasi incredibili quella che si è consumata ieri sera a Roccagorga, in provincia di Latina. Una donna, 66enne, è morta dopo essere stata punta da un calabrone. L’episodio si è verificato a casa sua, in via Cesare Cotesta, verso le 22:30.

A quanto pare, la signora Franca Piccaro, così si chiamava, era un soggetto allergico, e le sarebbero stati somministrati i farmaci appositi presenti in casa da una delle figlie. Gli stessi familiari hanno anche dato l’allarme. A Roccagorga si sono precipitati i sanitari del 118 che, però, non hanno purtroppo potuto fare nulla.

La morte della donna rimarrà avvolta nel mistero, visto che nessuno ha chiamato i carabinieri nell’immediatezza dei fatti e che il magistrato non ha ritenuto necessario procedere con l’esame autoptico.

Mosca, la figlia del politologo di Putin muore in un’esplosione d’auto

Esplosione nei pressi di Mosca: un’auto su cui viaggiava Darya Dugin, figlia del politologo Aleksandr, è andata a fuoco nei pressi della località di Bolshiye Vyazemy e la donna, 30 anni, è morta. Il leader del movimento ‘Russian Horizon’ Andrey Krasnov, conoscente di Darya, ha dichiarato all’agenzia Tass: “L’automobile che è esplosa appartiene al padre Aleksandr. La figlia, che conoscevo personalmente, guida un’altra auto ma oggi aveva preso la sua macchina, mentre il padre era andato su un altro veicolo”.

CHI È ALEKSANDR DUGIN

Per questo motivo, in Russia si parla di un possibile attentato. “Il padre Aleksandr era probabilmente il reale obiettivo dell’esplosione“, ha aggiunto Krasnov. Aleksandr Dugin è un filosofo e politologo conservatore e ultranazionalista, le cui teorie sono considerate alla base del nuovo imperialismo russo propugnato dal presidente Vladimir Putin.

Fonte www.dire.it

Summer school antimafia, aperte le iscrizioni per la terza edizione

Da oggi sono aperte le iscrizioni alla terza edizione della Summer School Antimafia promossa dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio al via dal 12 al 15 settembre, dalle 9.00 alle 17.00, al Teatro Rossini di piazza Santa Chiara a Roma.

La Summer School è rivolta a studenti universitari, volontari e operatori del terzo settore, amministratori pubblici e ordini professionali. La partecipazione alle lezioni sarà riservata alle prime 80 iscrizioni che arriveranno alla mail sicurezza.legalità@regione.lazio.it entro il 7 settembre.

Questa edizione intreccia i temi legati al 30esimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio e al 40esimo anniversario degli omicidi di Pio La Torre e del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa con la comprensione dell’evoluzione delle mafie e dall’attualità dell’impianto della legislazione antimafia a partire dalla legge Rognoni- La Torre.

La conoscenza è una delle armi più potenti per sconfiggere le mafie. Quattro giorni di formazione per studiare come i poteri criminali si muovono, quali sono i loro affari e interessi, come si insinuano nei quartieri, nei territori, nell’economia e nelle pubbliche amministrazioni.

Alla Summer School, nelle varie sessioni di lavoro, hanno confermato la loro partecipazione tra gli altri, il Procuratore della Repubblica di Roma dott. Francesco Lo Voi, i Procuratori Aggiunti dott. Michele Prestipino e la dott.ssa. Ilaria Calò, il Procuratore della Repubblica di Tivoli dott. Francesco Menditto, la coordinatrice della Dda di Milano dott.ssa. Alessandra Dolci, il Procuratore Aggiunto della Procura di Firenze Luca Tescaroli, il Giudice Giancarlo De Cataldo, il Presidente di Libera don Luigi Ciotti, Il Comandante dei Ros dell’Arma dei Carabinieri Generale Pasquale Angelosanto, il giornalista Attilio Bolzoni, il figlio di Pio La Torre Franco, la ricercatrice della Sapienza Ilaria Meli e il Procuratore Nazionale Antimafia dott. Giovanni Melillo che chiuderà il 15 settembre la Summer School insieme allo storico Enzo Ciconte e al Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio Gianpiero Cioffredi.

Caldo e Covid, i due killer degli anziani fragili: aumenta il tasso di mortalità

È un’estate nera per i pronto soccorso. Contrariamente a quanto accadeva in passato, quando le strutture di emergenza in estate registravano un calo di accessi, quest’anno si registra un aumento del 20%. A incidere è il mix di Covid e caldo, che spesso si accanisce sullo stesso gruppo di pazienti: gli anziani fragili. Sono soprattutto loro, i soggetti over 70 con più patologie concomitanti e spesso non completamente autosufficienti, a riempire le corsie del primo soccorso negli ospedali.

Vittime di una minaccia subdola, la disidratazione silente. “Queste persone arrivano al pronto soccorso rallentate, non parlano più, non si muovono più e scopriamo che sono disidratate”, racconta Fabio De Iaco, presidente nazionale della Società italiana di medicina d’emergenza urgenza (Simeu).

ANZIANI E DISIDRATAZIONE

“Tutti noi medici di emergenza-urgenza stiamo vedendo un incremento del 20% non solo degli accessi ma anche della gravità sul paziente fragile“, conferma De Iaco. La stranezza, quindi, è l’inversione di tendenza dettata dal clima e le alte temperature uccidono gli anziani attraverso l’arma della disidratazione. “Gli anziani soffrono di più perché hanno un riflesso della sete più torpido e chi li assiste spesso non se ne rende conto. La loro perdita di liquidi non può essere calcolata e tutto questo porta a vedere pazienti anziani fragili in condizioni metaboliche spesso difficili da risolvere. La disidratazione innesca in loro una catena di eventi che aggrava le patologie di base”.

LE ONDATE DI CALORE SONO LA NUOVA NORMALITÀ

L’allerta sul ‘rischio mortalità’ per le persone anziane che vivono nelle città è stata sollevata anche dall’Ufficio di Statistica dell’Iss, che parla di “effetto isola di calore urbana“. Una condizione che non resterà riservata alla sola estate 2022. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (Wmo) le ondate di calore attuali saranno la nuova normalità. Anzi, saranno destinate a diventare più frequenti, più lunghe ed intense. Basta ricordare che tra fine giugno e la prima settimana di luglio si sono registrati in Italia picchi di temperatura apparente massima compresi tra 37-40°C. 

IL TASSO DI MORTALITÀ TRA GLI ANZIANI SALE DEL 30%

Condizioni climatiche che hanno visto aumentare del 30% il tasso di mortalità tra gli anziani. Il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso del ministero della Salute ha, infatti, segnalato nel mese di giugno un incremento della mortalità del 9%, mentre nelle prime 2 settimane di luglio del 21% (+733 decessi in totale).

COME RICONOSCERE I SEGNI DELLA DISIDRATZIONE

Diventa quindi importante, alla luce di questi dati, riconoscere se una persona è in stato di disidratazione. De Iaco suggerisce di osservare se mostra un incremento dell’astenia, poca mobilità e reattività, o un aumento della confusione mentale.  

Da non dimenticare, infine, la concomitante epidemia di Covid-19 che contribuisce all’incremento di mortalità degli anziani fragili e di accessi ai pronto soccorso pure nelle fasce più giovani della popolazione. “Arriva di tutto – precisa in conclusione De Iaco – 40enni che si sentono stanchi e hanno le vertigini. Persone che vengono solo per fare il tampone e lo vogliono registrato. C’è, quindi, una fetta di inappropriatezza in questi accessi, ma per quanto siano inappropriati li vediamo lo stesso”. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it –

Cile, appare una misteriosa voragine: l’impressionante video

Una voragine enorme, lunga 200 metri per 25 di diametro, senza fondo. È apparsa all’improvviso nel nord del Cile, a 650 chilometri dalla capitale Santiago. Un fenomeno misterioso che ha colpito la città di Tierra Amarilla. Le autorità cilene hanno mandato una squadra di esperti con il compito di spiegare che cosa è successo. Impressionante il video, dove si vede il cratere perfettamente circolare, un altro mistero. In quella zona è attiva una miniera di rame gestita da una società canadese. Allarmato il sindaco della cittadina mentre l’azienda mineraria ha subito precisato che la dolina non ha colpito nessun lavoratore o residente nell’area: “La casa più vicina è a più di 600 metri di distanza, mentre qualsiasi centro abitato o servizio è a quasi un chilometro dall’area colpita”.

Per guardare il video clicca QUI

Fonte www.dire.it (Agenzia di Stampa Nazionale)

Vaiolo delle scimmie, casi ancora in aumento. Ma ora ci saranno più dosi di vaccino 

Cresce in Italia il numero dei contagi di vaiolo delle scimmie. Secondo l’ultimo bollettino reso noto dal ministero della Salute, i casi sono arrivati a 689, con un incremento di 27 rispetto all’ultima rilevazione. Con 679 contagi, gli uomini sono ancora i più colpiti, mentre il numero delle donne affette da Monkeypox è pari a 10. I casi collegati a viaggi all’estero sono 190. Con 297 contagi, la Lombardia è la regione maggiormente colpita. Seguono il Lazio, con 125 casi, e l’Emilia Romagna, con 72. Non si registrano casi di vaiolo delle scimmie, invece, in Basilicata, Calabria, Molise, Umbria e Valle d’Aosta.

OK EMA AL VACCINO PER VIA INTRADERMICA: PIÙ DOSI DISPONIBILI

Il vaccino contro il vaiolo delle scimmie Imvanex può essere utilizzato come iniezione intradermica, appena sotto lo strato superiore della pelle, in modo che più persone possano essere vaccinate. Arriva il parere positivo della Emergency Task Force (Etf) dell’Ema, che ha esaminato i dati su Imvanex, il vaccino contro il vaiolo delle scimmie. Questo vaccino era stato autorizzato solo per l’iniezione sottocutanea, “ma – continua l’agenzia europea – se viene somministrato per via intradermica sarà possibile utilizzare una dose più piccola del vaccino. Data la fornitura attualmente limitata, questo significa che più persone potranno essere vaccinate”.

Per arrivare a questa decisione l’Etf ha esaminato i dati di uno studio clinico condotto su 500 adulti a cui è stato somministrato il vaccino per via intradermica o sottocutanea: 2 dosi fatte a un intervallo di 4 settimane. Le persone che hanno ricevuto il vaccino per via intradermica hanno ricevuto un quinto (0,1 ml) della dose sottocutanea (0,5 ml), ma hanno prodotto livelli di anticorpi simili a quelli che hanno ricevuto la dose sottocutanea più elevata. Esiste, tuttavia, un rischio maggiore di reazioni locali(ad es. arrossamento di lunga durata e ispessimento o scolorimento della pelle) dopo le iniezioni intradermiche.

LE LINEE GUIDA QUANDO IL VIRUS È IN CASA

Il vaiolo delle scimmie dentro casa. Il virus può restare attivo per molto tempo all’interno delle mura domestiche, attaccandosi alle lenzuola, agli indumenti intimi e agli ambienti umidi e freschi. Ma una buona igiene aiuta ad evitare di essere contagiati o di contagiare i propri coinquilini se si viene a contatto con il Monkeypox. Lo rivela uno studio del Centro statunitense per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc). L’indagine è stata condotta in una famiglia con due pazienti infetti e rimasti isolati a casa per quasi tre settimane. Nessun oggetto o superficie prelevata in casa ha presentato il virus vivo, perché le due persone hanno svolto bene le pulizie domestiche di routine. Ecco allora come pulire le superfici se si vive con una persona infetta o se si è infetti.

Prima di arrivare alla pulizia meglio fare un passo indietro. La trasmissione del virus Monkeypox, spiega il Cdc nel suo studio ‘High-Contact Object and Surface Contamination in a Household of Persons with Monkeypox Virus Infection’, è possibile dall’inizio dei primi sintomi fino a quando le croste non si sono separate e la pelle è completamente guarita. Durante il periodo infettivo i fluidi corporei, le secrezioni respiratorie e il materiale lesionato delle persone con vaiolo delle scimmie possono contaminare l’ambiente.

I poxvirus possono sopravvivere nella biancheria, nei vestiti e sulle superfici ambientali, in particolare in ambienti bui, freschi e con bassa umidità. Addirittura i ricercatori hanno trovato il virus vivo 15 giorni dopo che la casa di un paziente era rimasta vuota. Gli studi dimostrano anche che altri Orthopoxvirus strettamente correlati possono sopravvivere in un ambiente, simile a una famiglia, per settimane o mesi. I materiali porosi (biancheria da letto, vestiti, ecc.) possono ospitare questi virus vivi per periodi di tempo più lunghi rispetto alle superfici non porose (plastica, vetro, metallo).

Nonostante la capacità degli Orthopoxvirus di persistere nell’ambiente, questi sono anche sensibili a molti disinfettanti e la disinfezione è raccomandata per tutte le aree (come la casa e l’automobile) in cui una persona affetta dal vaiolo delle scimmie ha trascorso del tempo, nonché per gli oggetti considerati essere potenzialmente contaminati.

Quando si sceglie un disinfettante, suggerisce il Cdc, è importante considerare tutti i potenziali rischi per la salute e non mescolare disinfettanti o aggiungere altri prodotti chimici. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie consiglia di seguire questi passaggi per un uso sicuro ed efficace del disinfettante: verificare che il prodotto sia registrato Epa; leggere le indicazioni; controllare i siti di utilizzo e i tipi di superficie per assicurarsi che questo sia il prodotto giusto per la superficie; assicurarsi di lavare la superficie con acqua e sapone se le istruzioni menzionano la pre-pulizia o se la superficie è visibilmente sporca. Lo sporco può impedire al disinfettante di funzionare. Infine, la superficie deve rimanere bagnata per il tempo indicato a garantire l’efficacia del prodotto. Riapplicarlo se necessario. Durante l’isolamento domiciliare, le persone affette dal vaiolo delle scimmie dovrebbero pulire e disinfettare regolarmente gli spazi che occupano per limitare la contaminazione domestica.

ISOLAMENTO DA SOLO IN CASA

Le persone con vaiolo delle scimmie che si stanno isolando da sole in casa dovrebbero pulire e disinfettare regolarmente gli spazi che occupano, comprese le superfici e gli oggetti comunemente toccati, per limitare la contaminazione domestica. Eseguire l’igiene delle mani in seguito utilizzando un prodotto a base di alcol (ABHR) che contenga almeno il 60% di alcol, o acqua e sapone se l’ABHR non è disponibile.

ISOLAMENTO CON ALTRI IN CASA

Le persone con vaiolo delle scimmie che si stanno isolando in una casa con altre persone che non hanno il vaiolo delle scimmie dovrebbero seguire le linee guida sull’isolamento e sul controllo delle infezioni. Tutti gli spazi condivisi, gli elettrodomestici o gli oggetti devono essere disinfettati immediatamente dopo l’uso.

Le persone che si sono riprese dal vaiolo delle scimmie, e il cui periodo di isolamento è terminato, dovrebbero effettuare un’accurata disinfezione di tutti gli spazi all’interno della casa con cui sono state in contatto. Se ad effettuare la pulizia e la disinfezione invece è qualcuno diverso dalla persona con il vaiolo delle scimmie, allora questa persona dovrebbe indossare almeno guanti medici monouso e un respiratore o una maschera ben aderente.

Deve, inoltre, indossare indumenti standard che coprano completamente la pelle e quindi lavarli immediatamente. Meglio non togliere la polvere o spazzare in quanto ciò potrebbe diffondere particelle infettive. Sono da preferire, consiglia in conclusione il Cdc, metodi di pulizia a umido come salviettine disinfettanti, spray e straccio. L’aspirazione è accettabile utilizzando un aspirapolvere con un filtro dell’aria ad alta efficienza. Se non disponibile, assicurarsi che la persona che aspira indossi una maschera o un respiratore ben aderenti.

Fonte www.dire.it

Boxe – Europei giovanili: medaglia di bronzo per il pontino Mattia Turrin, lo storico risultato

Mattia Turrin bronzo agli Europei di Turchia. Storico risultato per il pugilato a Latina e per la Boxe Latina, rappresentata ad Erzerum proprio dal capitano dalla nazionale, sul ring nella categoria 50 kg. Si è invece conclusa subito l’avventura degli altre due pontini, Mattia Aramini, 42 kg altro atleta della Boxe Latina e Antonio Marongiu, 48 kg della DBT. Maestri all’angolo Patrizio Oliva e Rocco Prezioso. 

Dopo l’esperienza dello scorso anno a Sarajevo conclusa nei quarti, in questa edizione Mattia Turrin, con un anno di esperienza alle spalle, ha fatto strada superando avversari di scuole pugilistiche di valore come, quelle dell’ex Unione Sovietica. 

Sul quadrato dell’Ice Rink di Erzerum, Turrin ha esordito con l’estone Nikta Belikov. Netta la superiorità sul ring tra i due, con il pontino protagonista di un match stilisticamente eccelso, fatto di studio dell’avversario, schivate, combinazioni e subito in posizione di guardia. Giudizio di vittoria unanime, punteggio di 5-0, che ha messo d’accordo tutti i giudici. 

All’unanimità anche il verdetto del secondo match, in cui Mattia Turrin era opposto a Raul Asadullayev, pugile dell’ Azerbaigian, che poteva contare anche su una cornice di pugile a proprio favore. Ma il contesto ambientale non ha minimamente intaccato la concentrazione di Mattia, malgrado il primo parziale sfavorevole. Ha saputo reagire, conducendo il match alla solita maniera, piazzando evidenti colpi e soprattutto subendo poco o niente dall’azero. Anche in questo caso, un punteggio di 5-0 che ha lanciato Turrin verso il podio. 

Davanti in semifinale l’irlandese Brandon Geoghegan, molto veloce nelle schivate basso, che hanno ridotto la portata dei colpi di Turrin e strappato i consensi pieni dei giudici, che hanno dato il verdetto a favore del suo avversario. 

Nonostante la sconfitta ad un passo dal traguardo, per il pugile della Boxe Latina si chiude un primo ciclo di grandi soddisfazioni, che ha portato una vittoria al Torneo Italia “Alberto Mura”, un Titolo Italiano ed ora il Bronzo agli Europei. 

Per la cronaca negli ottavi Massimiliano Aramani, 42 kg, è stato sconfitto dall’irlandese Lochlainn Beangan, così come è irlandese Christian Doyle, che ha avuto la meglio su Antonio Marongiu. Bilancio della spedizione degli azzurri pontini, nelle parole di Mirco Turrin, che ha accompagnato in Turchia la delegazione, in qualità anche di presidente della Boxe Latina e Delegato Provincia FPI. 

“Grande soddisfazione per il bronzo di Mattia, che è il pugile Schoolboy con più match in Italia (27). Nella sua categoria è un risultato senza precedenti per il nostro territorio. C’è un pizzico di rammarico perché non siamo riusciti a ribaltare il parziale del primo round. Adesso si lavora per confermare il Titolo Italiano a Mondovì, nel mese di ottobre. Faccio i complimenti anche a Massimiliano Aramini ed Antonio Marongiu. Questi palcoscenici aiutano a crescere, tanto più quando si sta a fianco di maestri come Patrizio Oliva. Ed un ulteriore motivo di vanto che un nostro tecnico come Rocco Prezioso faccia parte del suo staff”.