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Beach Soccer, Terracina protagonista: sport, turismo e promozione del territorio

Ancora una volta Terracina si conferma tra le capitali italiane del Beach Soccer. La tappa del Campionato Italiano FIGC-LND andata in scena sul litorale pontino ha richiamato atleti, famiglie e appassionati da diverse regioni d’Italia, regalando giornate di sport e spettacolo in una cornice di grande partecipazione.

L’evento ha rappresentato non solo un importante appuntamento sportivo, ma anche un’occasione di promozione per il territorio. Le gare disputate sulla spiaggia hanno attirato numerosi visitatori, contribuendo a valorizzare le bellezze naturali e turistiche della città e dell’intero comprensorio laziale.

A sottolineare l’importanza della manifestazione è stata anche la presenza delle istituzioni regionali, che hanno ribadito il sostegno a eventi capaci di coniugare sport, intrattenimento e sviluppo economico. Manifestazioni di questo livello, infatti, favoriscono l’arrivo di turisti e appassionati, generando benefici per le attività commerciali, le strutture ricettive e il settore della ristorazione.

Il Beach Soccer continua così a rappresentare un elemento strategico per la promozione del territorio, grazie alla sua capacità di coinvolgere un pubblico ampio e di offrire una significativa visibilità mediatica alle località che ospitano le competizioni.

Parole di apprezzamento sono state rivolte agli organizzatori dell’evento, alla Lega Nazionale Dilettanti, al Comune di Terracina e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Un lavoro di squadra che ha permesso di trasformare la tappa del campionato in una vera e propria festa dello sport.

Con il successo registrato anche quest’anno, Terracina rafforza il proprio ruolo nel panorama nazionale del Beach Soccer e guarda al futuro con l’obiettivo di continuare a ospitare eventi di prestigio, capaci di unire competizione, aggregazione e valorizzazione del territorio.

Duplice omicidio di Cisterna, confermato l’ergastolo per Christian Sodano in Appello

La Corte di Assise di Appello di Roma ha confermato la condanna all’ergastolo per Christian Sodano, ritenuto responsabile del duplice omicidio di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato.

Il delitto è avvenuto il 13 febbraio 2024 a Cisterna.

I giudici di secondo grado hanno confermato la decisione già assunta dalla Corte di Assise del Tribunale di Latina, mantenendo il carcere a vita.

La nota del sindaco Valentino Mantini

A commentare la decisione è stato il sindaco di Cisterna, Valentino Mantini, che in una nota ha richiamato il dolore della comunità per un fatto che ha segnato profondamente la città.

“Un dramma profondo e indelebile, una ferita mai rimarginata nella nostra comunità, che ha strappato ingiustamente una madre e una figlia all’affetto dei loro cari e ha sconvolto l’intera cittadinanza”.

Il Comune parte civile nel processo

Nel procedimento il Comune di Cisterna si è costituito parte civile per ribadire vicinanza e sostegno alla famiglia delle vittime.

“L’Amministrazione comunale ha voluto ribadire la propria vicinanza e il proprio sostegno alla famiglia con la costituzione di parte civile nel processo, e per questo ringrazio l’avvocato Nicodemo Gentile che ci rappresenta con impegno e professionalità”.

“Nessuna pena potrà restituire Nicoletta e Renée”

Il sindaco Mantini ha sottolineato che la presenza del Comune in aula non rappresenta un atto soltanto formale, ma un segnale di vicinanza dell’intera comunità.

“La presenza in aula del Comune non è un semplice atto formale, ma il dovere morale di una comunità intera che continua a stringersi attorno al dolore dei familiari e che sa bene che nessuna pena potrà restituire a Desirée sua madre e sua sorella, Nicoletta e Renée, spazzate via da una ferocia insensata”.

La conferma dell’ergastolo chiude così il giudizio di secondo grado per il duplice omicidio che ha colpito profondamente la città di Cisterna.

Aprilia, Celebrati i cinquant’anni del tempo pieno della Monte Grappa


La Sala Manzù gremita di ex insegnanti ed alunni oggi mamme e papà tornati bambini per un giorno, nel ricordo di una scuola che ha fatto da apripista al tempo pieno, la Monte Grappa, e sperimentato cose, oggi, inimmaginabili come il teatro, l’astronomia, i primi corsi di computer, l’attività libera e la fantasia. Una voglia di partecipazione travolgente, soprattutto da parte di chi è stato protagonista di quella avventura irripetibile. Un insieme di circostanze e fatti che ci fanno capire che non è mai abbastanza il tempo che dedichiamo a riflettere, su quello che gli apriliani sono diventati e da dove arrivano tante realtà che oggi diamo per scontate.

Il titolo dell’interessante iniziativa, “Percorsi di vita, ricerca e apprendimento in una città in trasformazione” ha celebrato i cinquanta anni della scuola a tempo pieno, di cui pioniera è stata la scuola Monte Grappa. Racconti di vita che si intrecciano all’evoluzione di Aprilia e che l’ex preside Rita Leli, che ha coordinato il tavolo al quale erano seduti alcuni dei suoi ex collaboratori – Cristina Martin, Domenico Barbonetti e Luigi Busatto – ha anche raccolto in un libro dal titolo “La storia si racconta. Esperienze di testimonianze di percorsi di vita e apprendimento nel secondo circolo di Aprilia”.

Una carrellata di volti che ad Aprilia hanno fatto l’insegnamento, il volontariato, la politica e la scuola, quella delle donne e degli uomini del domani. Perché non c’erano i nonni e le mamme lavoravano: nel 1951 le donne occupate erano 283, dieci anni dopo diventarono 1.425 e venti anni dopo 3.063 e così negli anni fino ad arrivare al 2026 con 12.500 unità lavorative, come ha ripercorso tra tabelle e statistiche Luigi Busatto.

Nel 1971 la legge 820 introdusse le attività integrative e gli insegnamenti speciali, per arricchire le conoscenze dell’alunno, e la scuola Monte Grappa seppe trasformare quei due aspetti per creare una scuola accogliente e inclusiva, la scuola delle opportunità per tutti, dove i ragazzi conducevano i genitori all’interno dell’istituto scolastico per condividere le loro esperienze e scoperte. “Perché la scuola deve rendere protagonista il bambino e per coinvolgere gli alunni bisogna allearsi con le famiglie”, ha sottolineato Rita Leli. Anche il teatro a scuola è stata un’attività sperimentale, la cui nascita è stata ripercorsa da Domenico Barbonetti, volto storico della Compagnia Teatro Finestra.

Una scuola capace di occuparsi di tutto e di tutti, arrivando persino a garantire un pasto ai bambini provenienti da famiglie in difficoltà, e che, con la nascita dei distretti sanitari, divenne parte integrante di una rete istituzionale più ampia. A ricordarlo è stata la neuropsichiatra infantile Luisa Mango, già dirigente e attivista del Partito Socialista Italiano, sottolineando il ruolo centrale che scuola e servizi territoriali svolgevano nel garantire inclusione e sostegno alle fasce più fragili della popolazione.

«Un unico territorio e un unico distretto, perché, al di là delle appartenenze laiche o cattoliche, il bene comune è sempre stato un obiettivo condiviso», ha sottolineato, rivolgendo un ringraziamento agli ex sindaci De Marinis, Berghi e Gallo. Nel suo intervento ha poi evocato una delle esperienze più significative di quegli anni: le campagne di prevenzione condotte direttamente nelle fabbriche, dove veniva offerta gratuitamente alle operaie della Yale la possibilità di sottoporsi al Pap test.

Perché tra quelle mura si respirava la storia dei diritti delle donne, delle famiglie e dei lavoratori, in una stagione di conquiste che facevano sperare in un futuro più giusto e più uguale per tutti. E in quella comunità scolastica c’era anche una figura speciale, la “Regina Madre”, come l’hanno affettuosamente definita gli ex alunni della maestra Anna Cardaropoli, che durante la cerimonia le hanno simbolicamente posto una corona sul capo, tributo a una presenza rimasta viva nella memoria di intere generazioni.

La scuola dell’accoglienza dalla quale partirono lo studio delle lingue straniere e del progetto Chernobyl, la scuola attenta al territorio e all’ambiente, dove è stata creata ed esiste ancora un’aula verde. La scuola che prima degli altri ha aperto le porte ai disabili, restituendo dignità a tutti i bambini, prima di allora relegati a Villa Albani ad Anzio.

Una scuola ispirata e che ricorda quella filastrocca di Gianni Rodari dedicata al celebre gioco dei bambini “Per i bambini di tutto il mondo, che fanno un grande girotondo, con le mani nelle mani, sui paralleli e sui meridiani”.

Bracconaggio a Gaeta, scoperti cardellini usati come esche

Importante operazione a tutela della fauna selvatica. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato di Gaeta ha denunciato due uomini residenti in provincia di Napoli, ritenuti responsabili di una serie di violazioni legate al bracconaggio e alla detenzione illegale di specie protette.

L’intervento è scattato nell’ambito dei servizi di vigilanza sul territorio, quando gli agenti del Commissariato hanno fermato un veicolo all’interno del quale sono stati trovati quattro cardellini, specie particolarmente tutelata dalla normativa vigente. Insieme agli uccelli sono stati rinvenuti anche strumenti riconducibili all’attività di cattura dell’avifauna selvatica, tra cui reti e dispositivi acustici utilizzati per attirare gli animali.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che alcuni esemplari erano stati trasformati in veri e propri richiami viventi. Gli animali presentavano infatti particolari imbracature impiegate per attirare altri uccelli e facilitarne la cattura, una pratica vietata che provoca sofferenze e gravi conseguenze per la fauna selvatica.

Fondamentale si è rivelato il contributo del personale del Servizio Naturalistico del Parco Riviera di Ulisse e del Centro Recupero Animali Selvatici, che ha preso in carico gli esemplari sequestrati per le cure necessarie e il successivo reinserimento in natura.

Polizia in azione a Fondi: controlli su alloggi per immigrati, stazione e droga

Nuovo giro di vite della Polizia di Stato sul territorio di Fondi. Nell’ambito dei servizi straordinari disposti dalla Questura di Latina, gli agenti del Commissariato hanno effettuato una serie di controlli mirati che hanno interessato il centro storico, la stazione ferroviaria e alcune delle zone maggiormente monitorate per fenomeni legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti.

L’attività si è concentrata inizialmente sulla verifica delle condizioni di ospitalità dei cittadini stranieri presenti in città. Nel corso degli accertamenti effettuati in due immobili del centro storico sono state rilevate dieci violazioni per la mancata comunicazione alle autorità competenti dell’alloggio di cittadini stranieri. In uno degli appartamenti controllati, utilizzato in regime di sublocazione, sono state trovate dodici persone, per gran parte delle quali non risultavano espletati gli adempimenti previsti dalla normativa.

Controlli anche nell’area della stazione ferroviaria Fondi-Sperlonga, dove due donne straniere sono state allontanate con specifici provvedimenti amministrativi dopo essere state ritenute responsabili di comportamenti incompatibili con la regolare fruizione degli spazi pubblici.

In serata l’attenzione si è spostata sul contrasto agli stupefacenti, con il supporto dell’unità cinofila della Polizia di Stato. Durante due perquisizioni domiciliari, una delle quali eseguita nei confronti di un soggetto già noto alle forze dell’ordine, il cane antidroga ha consentito di rinvenire alcuni grammi di cocaina. La sostanza è stata sequestrata e la posizione del detentore è ora al vaglio delle autorità competenti.

Ulteriori verifiche sono state svolte nell’area di piazza De Santis, da tempo osservata speciale per episodi legati al consumo di droga. Qui sono stati recuperati alcuni involucri contenenti hashish e un giovane è stato trovato in possesso di una modica quantità della stessa sostanza, circostanza che ha comportato la segnalazione amministrativa prevista dalla legge.

Il bilancio complessivo dell’operazione parla di 116 persone identificate, 66 veicoli controllati, cinque sanzioni al Codice della strada e un mezzo sequestrato perché privo di copertura assicurativa. Accertato inoltre un episodio di guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro della patente e ulteriori contestazioni a carico dell’automobilista.

L’intervento si inserisce nel più ampio piano di prevenzione e controllo del territorio finalizzato a contrastare fenomeni di illegalità e rafforzare la sicurezza urbana nel comprensorio fondano.

Madre fa una manovra in retromarcia e investe la figlioletta, muore bimba di soli tre anni: lo shock

Una terribile tragedia ha sconvolto la comunità di Platì, nel Reggino, dove una bambina di appena tre anni ha perso la vita in seguito a un drammatico incidente avvenuto nella serata di martedì.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la piccola sarebbe stata investita accidentalmente dall’auto condotta dalla madre durante una manovra di retromarcia. Immediata la richiesta di aiuto e l’arrivo dei soccorsi, ma nonostante i tentativi di salvare la bambina, per lei non c’è stato nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato tutti gli accertamenti necessari informando la Procura della Repubblica di Locri. Dai rilievi eseguiti nelle ore successive non sarebbero emersi elementi tali da far ipotizzare scenari diversi da quello di una tragica fatalità.

L’incidente ha gettato nello sconforto la famiglia della piccola e l’intera cittadina calabrese, profondamente colpita dalla perdita di una vita così giovane.

Profondo il cordoglio espresso anche dal sindaco di Platì, che attraverso un messaggio pubblicato sui social network ha voluto manifestare la vicinanza dell’amministrazione comunale e della comunità ai familiari della bambina.

Una tragedia che lascia attoniti e che riporta l’attenzione sull’importanza della massima prudenza durante le manovre con i veicoli, soprattutto in contesti familiari e residenziali dove la presenza di bambini può trasformare in pochi istanti una normale giornata in un dramma irreparabile.

Dalla Maturità all’Italia intera: il testo di Calabresi conquista gli studenti e riporta Fondi al centro della scena

Prima un curioso riferimento a un gruppo di studenti di Fondi. Poi il responso arrivato dalle aule di tutta Italia. La traccia tratta da “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi si è rivelata la più scelta dai maturandi nella prima prova scritta dell’Esame di Stato 2026, diventando il tema che più di ogni altro ha intercettato riflessioni, emozioni e aspettative dei ragazzi. Insomma, per una volta, Fondi arriva alle cronache nazionali per qualcosa di bello.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione, il brano dell’ex direttore di Repubblica e La Stampa, inserito nella Tipologia C dedicata all’attualità, è stato svolto dal 23,2% degli studenti italiani, risultando il più gettonato dell’intera prova. Un dato ancora più significativo negli istituti tecnici e professionali, dove ha superato rispettivamente il 30 e il 37 per cento delle preferenze.

Un risultato che assume un sapore particolare anche per il territorio pontino. Soltanto poche ore dopo l’uscita delle tracce, infatti, Calabresi aveva raccontato in un’intervista radiofonica di aver ricevuto, nei giorni precedenti gli esami, una lettera da alcuni studenti di un liceo di Fondi che avevano scelto proprio il suo libro come punto di partenza per la tesina dell’esame orale.

Un episodio che aveva già acceso i riflettori sulla città e che oggi acquista un significato ancora più forte alla luce del successo ottenuto dalla traccia tra i maturandi italiani.

Al centro del testo c’era il valore della fatica, dell’impegno e della costanza. Temi apparentemente semplici ma capaci di parlare a una generazione alle prese con scelte importanti e con il passaggio verso l’età adulta. Proprio quella riflessione sul sacrificio quotidiano e sulla capacità di rialzarsi ogni mattina per inseguire un obiettivo sembra aver colpito migliaia di studenti.

Per Fondi si tratta di un collegamento curioso ma significativo. Negli ultimi anni Calabresi è stato più volte ospite in città, partecipando a incontri culturali e confrontandosi direttamente con gli studenti del territorio. Un rapporto che, a distanza di tempo, è tornato alla ribalta proprio nel giorno più importante per oltre mezzo milione di maturandi italiani.

SuperEnalotto, doppia vincita in provincia: due “5” centrati a Latina e Santi Cosma e Damiano

La fortuna fa tappa nella provincia di Latina con l’ultima estrazione del SuperEnalotto.

Nel concorso di giovedì 18 giugno sono stati centrati nel Lazio due “5” da 26.147,30 euro ciascuno, per un totale di oltre 52mila euro distribuiti tra il capoluogo e il sud pontino.

I premi a Latina e Santi Cosma e Damiano

Una delle vincite è stata realizzata a Santi Cosma e Damiano, presso il Bar La Contrada di via Ausente.

L’altro “5” vincente è stato invece registrato a Latina, nel Bar Tabacchi di via Setina di Ceriara.

Entrambi i fortunati giocatori si sono aggiudicati un premio da 26.147,30 euro.

Nel Lazio spesa stabile per il gioco

Secondo un’elaborazione di Agipronews, nel corso del 2025 la spesa legata ai giochi nel Lazio, calcolata come differenza tra raccolta e vincite, si è attestata a circa 2,1 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Per quanto riguarda il SuperEnalotto, la spesa registrata nella regione durante il 2025 è stata pari a 4,87 milioni di euro.

Il peso della vincita record da 88 milioni

Il dato risulta sensibilmente più basso rispetto all’anno precedente anche per effetto della maxi vincita centrata a Roma il 20 marzo 2025.

In quell’occasione fu realizzato un “6” da 88,2 milioni di euro, il più alto premio assegnato nel corso dell’anno nella regione.

Jackpot ancora in crescita

L’ultimo “6” al SuperEnalotto risale al 22 maggio 2025, quando a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, un giocatore si aggiudicò un jackpot da 35,4 milioni di euro.

Nel frattempo il montepremi continua a crescere: per la prossima estrazione il jackpot ha raggiunto quota 181,5 milioni di euro.

Screening gratuiti, il truck sanitario della Asl fa tappa a Bassiano e Fondi

Prosegue il tour del truck sanitario della Asl di Latina, l’ambulatorio mobile attrezzato che porta sul territorio screening gratuiti, controlli e attività di prevenzione.

Dopo le tappe di fine maggio a Maenza, Roccagorga, Pontinia e Sabaudia, dove sono state erogate oltre 550 prestazioni, la campagna itinerante farà tappa a Bassiano e poi al MOF di Fondi.

Le prossime tappe

Il truck sarà attivo dalle 9 alle 16.30.

A Bassiano l’appuntamento è fissato per il 22 e 23 giugno, nell’area parcheggio dell’ex campo sportivo in via Madonna degli Angeli.

Dal 24 al 26 giugno, invece, l’ambulatorio mobile sarà al Centro Agroalimentare all’ingrosso di Fondi, in viale Piemonte, con particolare attenzione ai lavoratori agricoli e agli operatori del MOF.

Gli esami disponibili

Durante le tappe saranno effettuati controlli di pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e calcolo dell’indice di massa corporea.

Previsti anche counseling sui corretti stili di vita, mammografie, HPV/Pap test, consegna delle provette per la ricerca del sangue occulto nelle feci e informazioni sulle vaccinazioni in età adulta.

Medicina di prossimità

L’obiettivo della Asl è favorire la diagnosi precoce, aumentare l’adesione agli screening oncologici e portare la prevenzione direttamente nei luoghi di vita e di lavoro dei cittadini.

Incidente sulla Pontina: muore un uomo, ferito un neonato, strada chiusa

Un drammatico incidente stradale si è verificato stamattina all’altezza del chilometro 73 della strada statale Pontina, nel tratto compreso tra via del Lido e Borgo Isonzo. Nello spaventoso incidente che ha coinvolto almeno tre veicoli, è morto un uomo, mentre un neonato ha riportato gravi conseguenze. Per soccorrere tutti i feriti sono intervenuti più mezzi del pronto intervento sanitario, comprese due eliambulanze.

Per gli accertamenti sulla dinamica è intervenuta la Polizia Stradale di Latina e la carreggiata è stata chiusa al traffico, con deviazione lungo le complanari che sta provocando lunghe code. La dinamica è ancora al vaglio, gli agenti stanno lavorando per ricostruire la causa dell’incidente che ha coinvolto un’utilitaria, un suv e un carro attrezzi.