Nominati i presidenti delle Commissioni provinciali: la delusione di Fdi e Lega

"In politica le scelte andrebbero prese sulla base di logiche di governabilità e programmi condivisi, non per accaparrarsi un ruolo"

“In politica le scelte andrebbero prese sulla base di logiche di governabilità e programmi condivisi, non per accaparrarsi un ruolo e poter quindi esprimere una potenzialità ben lungi dal poter essere confermata alle urne. Alla lunga questa logica non paga e in effetti, anche in provincia di Latina, è Fratelli d’Italia a essere il partito più votato. Quanto accaduto con la nomina dei presidenti di Commissione della Provincia di Latina rappresenta un’occasione persa per l’intero territorio ma non perché Fratelli d’Italia e Lega si ritrovano all’opposizione. Semplicemente perché vede Forza Italia scegliere di unirsi in maggioranza con gruppi che sono lontani anni luce, per programmi e valori trasmessi e che sono all’opposizione non solo al Parlamento nazionale ma anche in Regione Lazio e in molti Comuni della provincia. Uniti dalla sola brama di ruoli, sono giunti a una vittoria di Pirro che ha il sapore della ripicca, frutto peraltro della sola incapacità di vero dialogo e confronto. Una scelta che difficilmente potrà essere spiegata agli elettori”. Così in una nota i consiglieri provinciali di FdI Pierluigi Torelli, Renzo Scalco, Luigi Vocella e Luca Caringi ed il consigliere di Prima la Provincia di Latina (Lega) Nicola Riccardelli.

“Ora saremmo curiosi di capire la posizione del segretario provinciale del Pd Omar Sarubbo che, all’indomani della nomina del Cda di Acqualatina, aveva parlato di un atteggiamento predatorio di Fratelli d’Italia, senza peraltro entrare nel merito dei curricula dei professionisti scelti, in autonomia, dai sindaci. Profili che non sono stati criticati perché, evidentemente, non era possibile farlo. Quanto accaduto in Provincia, grazie a questo accordo che ha il sapore dell’inciucio, non è frutto di una logica predatoria che mira a “volere tutte le poltrone” come all’epoca aveva detto lo stesso Sarubbo?” – proseguono i consiglieri.

“La politica e il buon governo sono figli anche della lealtà che mal si sposa con una contraddizione in termini evidente a tutti. Da parte nostra continueremo ad anteporre progetti a logiche spartitorie, continuando a ricercare l’accordo con chi dimostra di avere capacità di dialogo e confronto e soprattutto di sposare i valori imprescindibili per la nostra comunità di patrioti. Sembra evidente che qualcuno voglia minare l’unità del centrodestra ma il rischio è che resti sempre più ai margini e che quanto accaduto ieri rappresenti sempre più un caso isolato” concludono i consiglieri.

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