È Francesco Gritto, conosciuto da molti come Franco, l’operaio di 54 anni stroncato da un malore mentre lavorava in un campo fotovoltaico di Borgo Santa Maria, in strada Macchia Grande. Era originario della Sicilia, ma la sua famiglia si era trasferita da molti anni a Latina, alle porte di Borgo Sabotino dove la vittima era molto conosciuta.
In attesa di chiarire le circostanze del decesso, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Latina, le due tragedie consumate nell’arco di meno di 24 ore hanno scosso la comunità latinense, e i sindacati si sono mobilitati per organizzare uno sciopero previsto per la giornata di venerdì. Per otto ore i lavoratori del settore edile, aderente ai sindacati Cgil, Cisl e Uil incroceranno le braccia, mentre un presidio di protesta sarà previsto in piazza della Liberto a Latina, davanti alla sede della Prefettura.
«Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare – commenta Giuseppe Massafra, Segretario Generale della Cgil di Latina e Frosinone – Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera». Tra l’altro il segretario rilancia l’ordinanza regionale antiacido che vieta l’esposizione dei lavoratori al sole dalle 12 alle 16: «L’ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero». Inoltre chiede la riapertura del tavolo istituzionale “Salute e Sicurezza”, annunciato in Prefettura ma mai realmente attivato: «Non possiamo permetterci che un impegno preso in Prefettura resti lettera morta. Chiediamo che quel tavolo venga riaperto subito, con la partecipazione di tutte le parti, perché sulla sicurezza dei lavoratori non ci sono rinvii che tengano».
Sul caso è intervenuto anche Roberto Cecere, segretario generale della Cisl di Latina: «Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra comunità e non può mai essere considerata una tragica fatalità. La sicurezza deve diventare un valore condiviso e irrinunciabile, da perseguire ogni giorno attraverso prevenzione, formazione, organizzazione del lavoro e controlli efficaci. È necessario che tutte le aziende rispettino rigorosamente le norme e che nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio posto di lavoro. Il Sindacato continuerà a battersi affinché la dignità della persona venga sempre prima di ogni logica produttiva. Prepareremo una risposta adeguata per il rispetto delle normative».