Messaggi minacciosi all’ex compagna nonostante il divieto: arrestato 66enne a San Felice Circeo

L’uomo era già sottoposto al braccialetto elettronico per stalking. I Carabinieri: violate le prescrizioni imposte dal giudice

Avrebbe continuato a contattare l’ex compagna con messaggi dal contenuto minaccioso e offensivo nonostante fosse già sottoposto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Per questo un uomo di 66 anni di San Felice Circeo è stato arrestato dai Carabinieri.

L’intervento è stato eseguito dai militari della Stazione di San Felice Circeo nella serata di lunedì, nell’ambito di un procedimento legato a presunti atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.

Messaggi inviati il 17 maggio

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo avrebbe inviato numerosi messaggi al telefono cellulare della donna nella serata del 17 maggio.

Comunicazioni considerate incompatibili con le prescrizioni previste dal provvedimento cautelare già in vigore.

I messaggi sarebbero stati acquisiti agli atti dai militari dell’Arma che, d’intesa con il pubblico ministero di turno della Procura di Latina, hanno proceduto all’arresto in flagranza differita.

Già sottoposto al divieto di avvicinamento

Il 66enne era già destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex compagna, con applicazione del braccialetto elettronico.

L’accusa contestata riguarda la violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria.

Convalidato l’arresto

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Terracina in attesa dell’udienza di convalida.

Il Tribunale di Latina ha successivamente convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti un’ulteriore misura cautelare: il divieto di dimora nel Comune di San Felice Circeo.

L’attenzione sul fenomeno della violenza di genere

Nel comunicato diffuso dall’Arma viene sottolineata l’attenzione della Procura di Latina e delle forze dell’ordine verso i casi legati alla violenza di genere e agli atti persecutori.

Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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