L’imperatore Federico III del 1452 e la lapide della visita a Sermoneta: successo per il convegno

Un excursus partito dal ritrovamento della lapide celebrativa che ricorda quella visita, incastonata nel muro della caserma dei carabinieri

Il 19 marzo 1452 il Papa incoronò Federico III, ultimo imperatore del Sacro Romano Impero insignito a Roma. Era presente anche il duca Onorato III Caetani di Sermoneta che, al termine della cerimonia, invitò il neo imperatore al castello di Sermoneta come ospite a un ricevimento in suo onore. Federico III giunse insieme alla sposa Eleonora di Portogallo il 25 marzo con un seguito di 5.000 persone e rimase a Sermoneta fino al 27 marzo, quando proseguì il viaggio verso Napoli. Queste tre giornate particolari sono state oggetto di un partecipatissimo convegno al Castello Caetani, organizzato dall’amministrazione comunale, dall’Unitre Sermoneta e dalla Fondazione Roffredo Caetani. Un excursus partito dal ritrovamento, due anni fa, della lapide celebrativa che ricorda quella visita, incastonata nel muro della caserma dei carabinieri di Sermoneta. La scoperta è stata raccontata dallo stesso comandante dei carabinieri Antonio Vicidomini, dimostrando grande sensibilità verso il patrimonio artistico e culturale e che ha proposto di costituire una rete tra istituzioni e associazioni per la tutela del patrimonio artistico ambientale. Proposta subito accolta dal sindaco Giuseppina Giovannoli. Lo stesso comandante nel 2017, in una brillante operazione, ha ritrovato una campana del XVII secolo trafugata dalla chiesa di San Francesco. A seguire gli interventi tenuti da esperti e studiosi: Raniero De Filippis, Chiara Andreotti, Anna Esposito, Giovanni Pesiri, Tomàs Pinto Bravo, Paolo Raponi e Vincenzo Scozzarella, coordinati da Anna Maria Fallongo. In apertura i saluti del presidente di Unitre Sermoneta Alberto Raponi, del presidente della Fondazione Caetani Massimo Amodio e del sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli: “Il ritrovamento ha acceso i riflettori su un fatto storico che era stato dimenticato da secoli”, ha spiegato il primo cittadino – Come amministrazione ci siamo subito messi a disposizione per capire il contesto di questa epigrafe. Conoscere la storia contribuisce a rinsaldare la comunità. Le lapidi diventano luoghi di memoria, fatti impressi sulla pietra per non essere dimenticati”.

“A Sermoneta abbiamo tante tracce di queste memorie, impresse sui gradini di una abitazione, sul campanile della cattedrale, sulle facciate delle abitazioni e ora si è aggiunta anche questa nuova lapide, attualmente non visitabile ma che speriamo potremo valorizzare e rendere pubblica”.

“Spesso passiamo davanti a questi segni nella pietra senza rendercene conto. Li osserviamo distrattamente, oppure li guardiano e non ne comprendiamo il significato. L’obiettivo del convegno è stato anche di far comprendere che dietro una lapide c’è una storia, un ricordo, l’identità di una comunità che come amministrazione vogliamo far conoscere e continuare a tramandare”.

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