Lavoratori Osa in piazza contro il Comune, ennesima protesta

Periodo di agitazioni, l’intervento dei gruppi di opposizione. Dopo quelle di Addonizio, chieste le dimissioni dell’assessore Nasso

Anche oggi Piazza del Popolo è stata teatro di proteste. Dopo gli utenti dei centri anziani, sono stati i lavoratori e le lavoratrici della cooperativa Osa a manifestare contro il Comune per il taglio alle risorse destinate ai servizi sociali e la mancata apertura di un tavolo di confronto, richiesto a più riprese dai sindacati FP Cgil, Cisl FP, Uil Fpl e Usb.

«Una protesta importante, culminata con la richiesta di dimissioni dell’assessore Nasso. Solo due giorni fa la stessa richiesta per l’assessore Addonizio, avanzata dall’Ugl Psa in rappresentanza dei lavoratori di ABC. Il malcontento è diffuso e riporta i cittadini in piazza. Un segnale che non va trascurato, in primis dalla giunta Celentano, messa in discussione per incapacità gestionale, mancato ascolto e priorità sbagliate. Ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità e un immediato cambio di rotta: diamo le giuste priorità, tuteliamo il lavoro, le famiglie che di questo vivono e i cittadini più fragili, penalizzati dalle scelte operate da quest’amministrazione». Così i consiglieri comunale di Lbc, M5S, Pd e PerLatina2032, molti dei quali presenti questa mattina in piazza insieme ai manifestanti.

Gli operatori della coop Osa hanno denunciato diverse criticità. Su tutte, la riduzione delle ore settimanali di lavoro da 52 a 50: «Un taglio orario che investe coordinatori, educatori, autisti, addetti alla refezione nei centri diurni con conseguente taglio degli stipendi. Solo per gli autisti – spiega l’opposizione – si parla di circa 300 euro mensili in meno in busta paga».

Nel nuovo capitolato d’appalto manca poi il riconoscimento degli scatti di anzianità. «I manifestanti – continuano i consiglieri di minoranza – hanno segnalato, inoltre, alcuni errori nel bando per il servizio di assistenza domiciliare, tanto che la relativa manifestazione di interesse è stata ritirata. Criticità anche per l’assistenza scolastica integrata con gli operatori che non potranno più sostituirsi nei servizi presso strutture diverse dalle scuole, durante i periodi di chiusura dei plessi. Per questo saranno costretti a restare a casa senza stipendio. Ciò succede per il trasferimento di competenze dai Servizi Sociali al Servizio Istruzione, un passaggio di cui non c’è ancora traccia in alcuna delibera e i cui tempi restano sconosciuti».

«L’assessore Nasso dichiara che le risorse sono limitate, ma emerge chiaramente un investimento insufficiente in risorse essenziali: il Comune non stanzia il necessario. La prima e più grave conseguenza – sottolineano i gruppi di opposizione – sarà la drastica riduzione dei servizi dedicati ad anziani, disabili e minori. L’assenza di visione e le scelte politiche di questa giunta colpiscono direttamente gli ultimi, le persone più fragili e le loro famiglie, privati per esigenze di risparmio del supporto essenziale di cui hanno bisogno».

«I riferenti dei sindacati sono stati ricevuti dalla Sindaca e dall’assessore e liquidati con la promessa di un incontro il prossimo 3 aprile. Auspichiamo una soluzione – concludono i consiglieri – per garantire il corretto funzionamento dei servizi essenziali e un dialogo finora negato, che riteniamo fondamentale per chi è chiamato a governare nell’interesse della collettività».

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