Nel sistema sanitario moderno, il plasma è una risorsa strategica quanto spesso invisibile. Da qui la scelta della Asl di Latina di rafforzare la raccolta, puntando su un ampliamento degli orari e su un modello organizzativo sempre più capillare.
Ogni mercoledì pomeriggio, dalle 14 alle 17, il servizio trasfusionale dell’ospedale Santa Maria Goretti resta aperto per favorire le donazioni. Una misura che si inserisce in un progetto sostenuto a livello ministeriale e regionale, e che punta a incrementare la raccolta tra il 15 e il 20%.
I numeri raccontano già una realtà in crescita. La provincia di Latina si conferma tra le più virtuose del Lazio, con valori superiori alla media regionale negli ultimi anni. Un trend che non solo garantisce l’autosufficienza locale, ma permette anche di contribuire al fabbisogno dell’intero sistema sanitario regionale.
Il plasma raccolto viene infatti trasformato in farmaci essenziali, utilizzati per trattare patologie anche gravi: dalle immunodeficienze ai disturbi della coagulazione, fino a terapie salvavita che non hanno alternative sintetiche.
Alla base di questi risultati c’è un modello organizzativo che integra sanità pubblica e volontariato. Un ruolo chiave lo svolge l’Avis provinciale, coinvolta nella raccolta attraverso strutture fisse, unità mobili e servizi domiciliari. Una rete che rende la donazione più accessibile e diffusa sul territorio.
“La crescita di questi anni è il risultato di un lavoro condiviso – sottolinea la direttrice generale Sabrina Cenciarelli – ma soprattutto della generosità dei donatori, senza i quali nulla sarebbe possibile”.
In un contesto in cui l’autosufficienza di plasma resta una sfida nazionale, Latina prova a fare da apripista. E lo fa con un obiettivo chiaro: trasformare la solidarietà in cura concreta.