Malattie infiammatorie immuno-mediate e rischio cancro: prima analisi italiana su oltre 356mila pazienti

Pubblicato su Cancers uno studio con follow-up quinquennale: maggiore associazione per polmone, vescica, leucemie, linfomi e melanoma

È stato pubblicato sulla rivista scientifica open access e peer reviewed Cancers lo studio Cancer Association in Patients with Immune-Mediated Inflammatory Diseases: A Five-Year Nationwide Italian Cohort Study, prima analisi italiana condotta da un gruppo multidisciplinare di ricercatori che fornisce evidenze sul rischio di cancro nei pazienti affetti da malattie infiammatorie immuno-mediate (Imid). Si tratta di un ampio gruppo di patologie che comprende, tra le altre, l’artrite reumatoide (Ra) e le malattie diffuse del tessuto connettivo (Ddct), come il lupus eritematoso sistemico e la sindrome di Sjogren.

Lo studio è stato avviato dal Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio Reumatologi Italiani (CReI) ed è firmato da Barbara Giordani (Agenas, prima firmataria), con Daniela Marotto (past president CReI, coordinatrice del Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio e Azienda Socio-Sanitaria Locale della Gallura, Olbia) e Giovanni Baglio (Agenas) come autori senior. Hanno partecipato inoltre Luigi Pirtoli (Sbarro Institute, College of Science and Technology’s Biotechnology, Temple University, Philadelphia), Guido Putignano (Bioergotech, Taranto) e Antonio Giordano (Università di Siena e Sbarro Institute, Temple University, Philadelphia, referente oncologico del Gruppo di Onco-Reumatologia).

La ricerca ha valutato il percorso di 356.022 pazienti italiani ospedalizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, con un follow-up di cinque anni, concluso il 31 dicembre 2023. Sono stati inclusi 54.896 pazienti adulti con Imid (esposti) e 301.126 non affetti da tali patologie (non esposti).

Nel quinquennio di osservazione, le malattie infiammatorie immuno-mediate sono risultate significativamente associate a un aumento del rischio di neoplasia, in particolare per tumore del polmone, tumore della vescica, leucemie, linfomi e melanoma. Un’analisi più approfondita ha evidenziato che i pazienti con malattie diffuse del tessuto connettivo mostrano un’associazione con il rischio oncologico superiore rispetto ai pazienti affetti da artrite reumatoide.

Secondo gli autori, “i risultati suggeriscono che dovrebbero essere implementati protocolli di sorveglianza oncologica più rigorosi per i pazienti con Imid, in particolare durante il primo anno dalla diagnosi. L’andamento temporale della riduzione del rischio supporta strategie di trattamento antinfiammatorio precoce”. Inoltre, “la ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’identificazione di specifici biomarcatori infiammatori predittivi del rischio di cancro”.

Infine, gli studiosi auspicano che questi risultati possano rappresentare una base epidemiologica “per lo sviluppo di linee guida che migliorino gli esiti per i pazienti affetti da queste patologie complesse e interconnesse, supportando l’evoluzione degli approcci di medicina personalizzata nel campo emergente dell’onco-reumatologia”.

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