La città della legalità e le regole violate in nome del profitto. Il caso Q3 fa scuola

Analisi, riflessione e una domanda che a Latina si pongono in molti: chi deve imporre il rispetto delle regole e della legalità?

Non hanno ancora le carte in regola per l’esercizio delle attività, ma da ormai due anni nella struttura commerciale di via del Lido si lavora a pieno ritmo.

La richiesta di autorizzazione per l’utilizzo dei passi carrabili sulla complanare di via Ferrazza è ancora pendente sui tavoli dell’Anas, l’azienda di Stato che sovrintende la gestione della viabilità sulle strade statali, ma i varchi che dal parcheggio delle attività commerciali immettono sullo svincolo della Pontina sono già utilizzati: è bastato spostare le transenne che fino a qualche settimana fa impedivano l’utilizzo dei passi carrabili su via Ferrazza, e l’ostacolo è stato aggirato.

Eppure la questione dei passi carrabili (il progetto con il quale era stato ottenuto il permesso di costruire ne prevedeva un minimo di quattro) è stata alla base dei due provvedimenti di sequestro dell’intera struttura commerciale disposti dal tribunale di Latina. Ma nel capoluogo pontino le regole e i divieti servono a poco.
Talmente poco che perfino i giudici del tribunale del Riesame sono disorientati quando sono chiamati a pronunciarsi sui ricorsi della Procura della Repubblica per riaffermare il rispetto della legalità. Proprio come è accaduto all’indomani dell’udienza del 23 giugno scorso: anziché decidere, come la Corte di Cassazione aveva sollecitato, i giudici del Riesame hanno ritenuto opportuno convocare una nuova udienza e di doversi appoggiare alla relazione tecnica di verificazione elaborata da un ingegnere incaricato due anni fa dal Tar nell’ambito di un procedimento amministrativo riguardante un aspetto amministrativo legato al rilascio dei titoli commerciali nella struttura di via del Lido. Il paradosso è che mentre il procedimento penale che ipotizza la lottizzazione abusiva è ancora aperto e irrisolto, le attività commerciali non conoscono sosta, con buona pace per l’ipotesi di reato.

E se per caso rientrando in città imboccando la complanare di via Ferrazza vi capita di vedervi tagliare la strada dall’auto di un cliente di un supermercato in odore di abusivismo, attenti ad evitare incidenti; potrebbe capitarvi di incappare in un verbale di contestazione da parte delle forze dell’ordine.
Meglio quello che finire in ospedale.

Ma intanto, visto che i giudici non ci pensano, chi deve imporre il rispetto delle regole e della legalità?

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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