A Fondi spunta un cartello che vieta di giocare in piazza e il Partito Democratico trasforma quella scritta in una riflessione più ampia su come la città viene progettata e vissuta. Al centro della polemica c’è l’area delle Benedettine, in pieno centro storico, e più precisamente piazza Rosati, dove il divieto viene indicato dal Pd come il sintomo di un problema che va oltre quella singola zona: la progressiva riduzione degli spazi pubblici destinati alla socialità.
«Fondi ha bisogno di più luoghi in cui stare insieme, non di nuovi cartelli con scritto “vietato”», sostiene il segretario del Pd di Fondi Lorenzo Cervi, secondo il quale la questione riguarda soprattutto bambini e ragazzi.
Il partito sottolinea come non tutte le famiglie dispongano di un giardino e come non tutti possano permettersi attività sportive organizzate. Da qui l’importanza degli spazi gratuiti e accessibili. «Il gioco libero non è un problema da eliminare – osserva Cervi – ma una componente della crescita e della vita di comunità».
Il Pd non nega la necessità di tutelare piazze e aree pubbliche né quella di garantire la convivenza tra chi le frequenta. La critica riguarda piuttosto il metodo: se un determinato spazio non è adatto al gioco, la risposta, secondo i Dem, dovrebbe essere la creazione di alternative.
Parchi, aree verdi, campetti pubblici e luoghi di aggregazione: è questa la direzione indicata dal partito, che guarda anche al passato della città, citando Piazza De Gasperi e il cosiddetto “campetto di cemento” come esempi di luoghi che un tempo svolgevano una forte funzione sociale.
«Una piazza non può essere soltanto ordinata o bella da vedere. Deve essere vissuta», aggiunge Cervi. Da qui la domanda politica che il Pd rivolge all’Amministrazione: dove possono andare oggi bambini e ragazzi per incontrarsi e giocare liberamente?
Per il segretario Dem, infatti, «vietare senza costruire alternative significa restringere ulteriormente gli spazi della socialità». E conclude: «Se una città non offre luoghi in cui stare insieme, il problema non sono i ragazzi. È il modello di città che stiamo scegliendo di costruire».
D’altro canto, proprio in alcune delle piazze principali della città, oltre a quella intitolata a Rosati – parliamo di piazza Unità d’Italia e piazza De Gasperi – si ripetono spesso episodi non consoni ai luoghi di aggregazione tra pallonate che arrivano sui gradoni o nei pressi di tavolini del bar e una situazione che sicuramente va tutelata. Senza dimenticare che, nel regolamento comunale già esiste il divieto nelle aree pedonali di giocare con il pallone.