Campagna (PD) denuncia: “La piscina comunale diventa un privilegio per pochi”

"La risposta della maggioranza? Un disarmante “va bene così”, accompagnato da risatine, prese in giro", il commento

«L’arroganza della maggioranza guidata dalla sindaca Celentano raggiunge livelli mai visti, con un mix di incompetenza, errori strategici, disprezzo per la democrazia e superficialità amministrativa, solo per tutelare gli interessi di pochi privilegiati. La gestione della piscina comunale, approvata nel lungo Consiglio Comunale, rappresenta l’ennesima dimostrazione di come si preferiscano gli interessi privati a scapito di quelli collettivi,» dichiara Valeria Campagna, capogruppo del Partito Democratico.

La seduta consiliare, durata 15 ore e conclusasi alle 3 di notte, ha visto una sequenza di decisioni calate dall’alto e un atteggiamento offensivo da parte della maggioranza. «Ho abbandonato l’aula alle 2 di notte dopo aver chiesto chiarimenti su una delibera di variazione di bilancio arrivata in urgenza, priva del dettaglio delle singole voci di spesa. La risposta della maggioranza? Un disarmante “va bene così”, accompagnato da risatine, prese in giro e persino battute sarcastiche come “Sì, però non piangere dai”. È inaccettabile che in un luogo istituzionale si verifichino comportamenti del genere, che ledono i diritti e la dignità di chi rappresenta i cittadini,» prosegue Campagna.

Il Consiglio ha discusso ben 9 punti all’ordine del giorno, tra cui il Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) e la revisione del contratto di concessione della piscina comunale. «Questa mole di atti, presentati senza tempi adeguati all’approfondimento, non permette un confronto democratico e riflette una gestione superficiale e autoritaria. Sulle singole proposte c’è moltissimo da dire, ma è evidente che la linea politica di questa amministrazione ormai è una sola: è quella di tutelare gli interessi privati a discapito di quelli collettivi,» sottolinea.

Sulla piscina comunale, Valeria Campagna ha presentato 12 emendamenti per tutelare la comunità e garantire pari opportunità per tutte le associazioni sportive, ma tutti sono stati respinti. «Con gli atti approvati si va verso un regime monopolistico che mette a rischio il futuro delle associazioni sportive locali, rendendo insostenibili le loro attività a causa di tariffe spropositate e fuori mercato. Nel regolamento, inoltre, spariscono agevolazioni per associazioni che promuovono attività con persone con disabilità, e mancano criteri premiali fondamentali come anzianità federale, presenza sul territorio e meriti sociali,» denuncia Campagna.

La consigliera evidenzia anche un paradosso: mentre le tariffe aumentano per le associazioni, il gestore beneficia di risparmi significativi grazie ai lavori di efficientamento finanziati con il PNRR e al nuovo pozzo per l’approvvigionamento idrico, autorizzato dal Commissario Prefettizio. «Questi risparmi non trovano alcuna evidenza nel Piano Economico e Finanziario. Ancora una volta, la maggioranza sceglie di privilegiare i privati, tradendo la comunità,» aggiunge.

Campagna conclude con un appello: «Invito le cittadine e i cittadini a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale per vedere con i propri occhi lo scempio a cui assistiamo quotidianamente. La piscina comunale deve restare un bene pubblico, accessibile a tutte e tutti. L’amministrazione avrebbe il dovere di garantire trasparenza, rispetto per la comunità e pari opportunità per tutte le associazioni sportive del territorio.»

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