Aree degradate e siti dismessi, adottato il testo per le linee guida

"Il Comune dotandosi di questo strumento potrà rivoluzionare il comparto urbanistico della città", il commento di Belvisi

“Finalmente il Comune di Latina avrà uno strumento adeguato e veloce per la riqualificazione e la rigenerazione urbana di siti dismessi e aree degradate”. È raggiante Roberto Belvisi, consigliere comunale della Lega e presidente della Commissione urbanistica, che oggi insieme ai commissari ha approvato il testo Linee Guida per la disciplina degli usi temporanei di aree urbane degradate e di immobili/spazi urbani dismessi o in via di dismissione, ai sensi dell’ art.23-quater del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico per l’Edilizia).

Ma perché l’adozione di questo testo? Con le presenti Linee Guida si stabiliscono i criteri, le modalità operative per la promozione, l’attuazione e la gestione degli usi temporanei di aree urbane degradate, nonché di fabbricati o spazi urbani dismessi o in via di dismissione, in attuazione dell’articolo 23-quater del D.P.R. n. 380/2001, nel territorio del Comune di Latina, siano essi pubblici o privati. Gli usi temporanei sono finalizzati all’attivazione di processi di rigenerazione urbana, alla riqualificazione e valorizzazione di spazi inutilizzati, con finalità di interesse pubblico e utilità collettivali usi temporanei dovranno essere coerenti con le seguenti strategie urbanistiche, socio economiche ed ambientali: contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile; favorire la rigenerazione di aree verdi degradate e/o sottoutilizzate; favorire rigenerazione dei territori urbanizzati; ridefinire spazi interstiziali come strumento di riconnessione urbana; promuovere la vivibilità degli spazi urbani e dei quartieri anche con il presidio di zone poco utilizzate; valorizzare il patrimonio identitario, culturale e paesaggistico mediante azioni di informazione, conoscenza e divulgazione;  favorire lo sviluppo economico del territorio valorizzando le sue caratteristiche e tradizioni uniche, rispettando le specificità delle diverse aree e le loro vocazioni naturali e culturali, attraverso iniziative che promuovano prodotti tipici, attività locali e servizi distintivi, attirando investimenti e visitatori e contribuendo alla crescita sostenibile del territorio; incrementare la dotazione quali/quantitativa degli spazi pubblici o destinati ad usi e funzioni di interesse pubblico, attraverso un utilizzo multifunzionale (aree gioco, orti urbani, servizi assistenziali e sociali, installazioni artistiche e creatività urbana, ecc); arricchire il sistema dei servizi con una offerta integrativa; ridurre il traffico veicolare anche attraverso una capillare diffusione sul territorio delle attività di interesse generale; favorire attività ed iniziative di promozione della cultura della sostenibilità ambientale; offrire risposte funzionali all’utilizzo direzionale e turistico-ricettivo; favorire la rigenerazione di edifici dismessi, per soddisfare esigenze abitative emergenti attraverso servizi per l’abitare temporaneo; valorizzare aree in attesa di trasformazione o rigenerazione urbanistica, anche durante l’iter amministrativo.

“Il Comune dotandosi di questo strumento potrà rivoluzionare il comparto urbanistico della città: invece di andare in Consiglio comunale ecco che si adotta un apposito regolamento in deroga, che consente di far saltare il passaggio in assise con le decisioni prese direttamente in giunta. Abbiamo necessità di strumenti del genere, anche dal punto di vista economico non solo delle tempistiche, quindi abbiamo allungato in 6+6 (anni) il periodo per recuperare le aree e dare modo agli investimenti di essere ammortizzati” ha concluso Belvisi. 

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