Non ci dovrebbero essere sorprese tra gli schieramenti di coloro che ambiscono a guidare la città. I candidati alla carica di sindaco sono cinque e, pare, che tutti siano supportati da coalizioni più o meno ampie.
In ordine di discesa in campo abbiamo: per primo l’attuale vicesindaco Vincenzo Carnevale, espressione di Forza Italia e civiche collegate che, si presenta in continuità con l’attuale amministrazione a guida di Beniamino Maschietto. A suo sostegno cinque liste.
Poi c’è Annarita Del Sole, candidata alla carica di prima cittadina per Fratelli d’Italia che, a sua volta esprimerà anche una lista civica. In molti la danno come principale sfidante alla guida della città.
A seguire, c’è il candidato di centrosinistra Salvatore Venditti, che anche lui ha due liste politiche in suo sostegno. È il candidato più giovane in campo e, complice anche un inizio di campagna elettorale social e dinamica viene considerato l’outsider della competizione.
Poi il civico Francesco Ciccone che, oltre alla sua creatura “Fondi Vera” ha presentato nelle scorse settimane una seconda lista “Fondi Città SìCura”. Da alcuni considerato già un po’ il leader dell’opposizione. Se sei anni fa fu la rivelazione trovando posto in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione, quest’anno punta ad essere una conferma, continuando a crescere.
E infine, c’è Tonino De Parolis, l’imprenditore sceso in campo con la civica “Il Giardino degli Aranci” e poi ritrovatosi a correre alla guida della coalizione che vede impegnata in prima linea anche la Lega.
Cambiano comunque le strategie e anche le percezioni. Se secondo gli addetti ai lavori si corre per il secondo posto con l’obiettivo per tutti di inseguire Carnevale pur portandolo al ballottaggio, l’impressione è che le liste dell’attuale maggioranza siano più forti di quelle delle opposizioni. E dunque, anche le cinque (della coalizione del vicesindaco) “contro” le otto degli sfidanti, potrebbero bastare a non creare dinamiche da ballottaggio.
Certo è che la partita si gioca su due binari paralleli: quello del voto al candidato sindaco e quello di preferenza per gli aspiranti ad un posto in consiglio comunale. La possibilità del voto disgiunto favorisce un possibile rimescolamento di carte, come già avvenuto nel 2020 quando, dopo il primo turno, la coalizione di Maschietto si era già garantita la maggioranza nell’assise civica, pur dovendo proseguire al secondo turno per eleggere il sindaco. Una discrepanza che non è detto si verifichi anche questa volta.
Poi ci sono le dinamiche di lista: ad esempio, se dentro Forza Italia – che è ai nastri di partenza sembra la lista più forte – si corre per un piazzamento tra i primi eletti, quelli meno votati sanno che, in caso di successo elettorale, potrebbero trovare un posto in Consiglio anche stando molto indietro, grazie ai subentri dovuti alle nomine assessorili. Altrove, questa corsa è solo alla prima piazza. Con i candidati sindaco che sono i primi eletti della coalizione in consiglio in caso di sconfitta, l’obiettivo di tutti è quello di arrivare primi nella propria lista, sperando che la stessa ottenga scranni in consiglio comunale.
Certo, stiamo parlando di fantapolitica e, anche di una partita che in realtà è ancora aperta – e persino da avviarsi completamente, visto che le liste si presentano il prossimo fine settimana – ma la percezione in città è questa. E si sa, a volte, la percezione conta più di analisi e numeri. Ma ovviamente, in politica come in campagna elettorale, può accadere di tutto. Pertanto, non rimane che attendere.