Una verifica sui costi del servizio di pulizie, esternalizzato dal primo aprile scorso, ma anche sull’intera gestione della azienda Multiservizi, nella prospettiva di trovare una copertura di bilancio per mantenere in piedi l’azienda.
In sostanza è questo quanto disposto dalla Commissione Straordinaria con la deliberazione n. 8 del 16 aprile 2026 su un tema che, in queste ultime settimane, ha riacceso il dibattito politico, lontano negli ultimi tempi dai temi concreti. Si tratta di definire non solo l’assetto dei costi, che il mantenimento dell’azienda municipalizzata comporta per le casse comunali, ma anche di stabilire gli standard qualitativi dei servizi di una città di 80mila abitanti.
Se la delibera non aggiunge nulla di nuovo a quanto finora era stato messo sul tavolo con i lavoratori e le forze sindacali, è pur vero che la verifica dei costi – da effettuare mediante incarico conferito a terzi, onere che sarà assegnato all’assessorato ai Lavori Pubblici – sarà successiva all’espletamento del servizio e così anche la valutazione sull’effettiva necessità e convenienza per l’ente di esternalizzare altri servizi, oltre che a confermare la gestione privata di quello delle pulizie.
Al netto delle scelte operate per quest’ultimo settore, la Commissione Straordinaria sembrerebbe aver fatto macchina indietro, rispetto ai timori nutriti dai sindacati circa il disfacimento dell’azienda pubblica che opera, tra alti e bassi, dal 2003. Negli ultimi tempi, con l’opposizione dei sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, l’ente di Piazza Roma sembrava essere disponibile ad un ridimensionamento dei progetti di smantellamento dell’azienda, ma la decisione di non voler retrocedere sul servizio delle pulizie degli edifici pubblici aveva contribuito ad inasprire ancora di più i rapporti tra le parti.
Poi è stata la volta della politica che, successivamente, è intervenuta a vario titolo nella questione, mostrando ancora una volta l’intenzione di proseguire sulla carta a mantenere in vita l’azienda, mentre fino a qualche anno fa è stata prima deciso lo smantellamento e poi messa la polvere sotto al tappeto, affidando nel frattempo la gestione al collegio dei liquidatori.
Cosa prevede il futuro? Difficile da dirsi, ma è forse nell’intenzione di non decidere nulla di definitivo ma di preparare il terreno per l’amministrazione che si insedierà, dopo le elezioni democratiche, che la Commissione Straordinaria ha voluto tracciare un solco. Fa riflettere il riferimento all’individuazione delle somme necessarie a coprire i servizi. Certamente, un argomento, sul quale chi andrà a governare prossimamente non potrà tirare alla lunga, le casse comunali non sono un elastico.
In sostanza è questo quanto disposto dalla Commissione Straordinaria con la deliberazione n. 8 del 16 aprile 2026 su un tema che, in queste ultime settimane, ha riacceso il dibattito politico, lontano negli ultimi tempi dai temi concreti. Si tratta di definire non solo l’assetto dei costi, che il mantenimento dell’azienda municipalizzata comporta per le casse comunali, ma anche di stabilire gli standard qualitativi dei servizi di una città di 80mila abitanti.
Se la delibera non aggiunge nulla di nuovo a quanto finora era stato messo sul tavolo con i lavoratori e le forze sindacali, è pur vero che la verifica dei costi – da effettuare mediante incarico conferito a terzi, onere che sarà assegnato all’assessorato ai Lavori Pubblici – sarà successiva all’espletamento del servizio e così anche la valutazione sull’effettiva necessità e convenienza per l’ente di esternalizzare altri servizi, oltre che a confermare la gestione privata di quello delle pulizie.
Al netto delle scelte operate per quest’ultimo settore, la Commissione Straordinaria sembrerebbe aver fatto macchina indietro, rispetto ai timori nutriti dai sindacati circa il disfacimento dell’azienda pubblica che opera, tra alti e bassi, dal 2003. Negli ultimi tempi, con l’opposizione dei sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, l’ente di Piazza Roma sembrava essere disponibile ad un ridimensionamento dei progetti di smantellamento dell’azienda, ma la decisione di non voler retrocedere sul servizio delle pulizie degli edifici pubblici aveva contribuito ad inasprire ancora di più i rapporti tra le parti.
Poi è stata la volta della politica che, successivamente, è intervenuta a vario titolo nella questione, mostrando ancora una volta l’intenzione di proseguire sulla carta a mantenere in vita l’azienda, mentre fino a qualche anno fa è stata prima deciso lo smantellamento e poi messa la polvere sotto al tappeto, affidando nel frattempo la gestione al collegio dei liquidatori.
Cosa prevede il futuro? Difficile da dirsi, ma è forse nell’intenzione di non decidere nulla di definitivo ma di preparare il terreno per l’amministrazione che si insedierà, dopo le elezioni democratiche, che la Commissione Straordinaria ha voluto tracciare un solco. Fa riflettere il riferimento all’individuazione delle somme necessarie a coprire i servizi. Certamente, un argomento, sul quale chi andrà a governare prossimamente non potrà tirare alla lunga, le casse comunali non sono un elastico.
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