Le serrate dei negozi richiamano alla memoria le grandi mobilitazioni del passato, quando le attività commerciali abbassavano le saracinesche per esprimere solidarietà agli operai rimasti senza lavoro o a quanti avevano perso la vita sul posto di lavoro. Oggi quel gesto assume un significato diverso: diventa una forma di protesta contro un sistema che, secondo gli operatori economici, continua a gravare sulle imprese con tasse e adempimenti sempre più onerosi, senza che i servizi offerti siano considerati adeguati ai sacrifici richiesti.
In questo contesto si inserisce la presa di posizione dell’associazione Aprilia Commercio, che ha annunciato una serrata simbolica di un’ora delle attività produttive e commerciali per martedì 11 agosto, dalle 18 alle 19, per protestare contro l’aumento della Tari recentemente approvato dall’amministrazione comunale.
Si tratta di una scelta che assume anche un valore politico nel dibattito cittadino. Il commercio del centro, già alle prese con la concorrenza della grande distribuzione e con le difficoltà di un contesto economico complesso, lamenta da tempo la mancanza di interventi strutturali a favore del decoro urbano, della pulizia, della sicurezza e della fruibilità del centro cittadino. In questo scenario, secondo i commercianti, l’aumento della tassa sui rifiuti rappresenta un ulteriore aggravio per una categoria che continua a investire nella vitalità della città.
Nel comunicato diffuso dall’associazione si sottolinea come l’aumento della Tari finisca per gravare in modo particolare sulle attività economiche, già provate da una congiuntura economica difficile, influenzata sia da fattori locali sia internazionali.
«La decisione ci appare oltremodo punitiva per un comparto che opera quotidianamente per la crescita del territorio e rappresenta una delle colonne del tessuto sociale cittadino, mantenendo vivo il centro con eventi e iniziative», afferma Aprilia Commercio, ricordando le numerose manifestazioni organizzate nel corso del mese di luglio grazie all’impegno diretto degli operatori.
L’associazione evidenzia inoltre il proprio ruolo nella promozione del territorio e del commercio di prossimità, sostenendo di aver investito anche quest’anno risorse e progettualità a beneficio della città.
«Per tutta risposta riceviamo una vera e propria batosta, per giunta senza un miglioramento del servizio che ci viene reso», si legge nella nota. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di rivedere la decisione e di aprire un confronto stabile con il comparto, ritenendo il dialogo lo strumento indispensabile per individuare soluzioni condivise nell’interesse della comunità.
L’associazione invita quindi commercianti e attività produttive ad aderire alla serrata di un’ora dell’11 agosto per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle ricadute dell’aumento della Tari.
«Rafforzare la coesione tra commercianti, cittadini e istituzioni migliora la vivibilità del centro, innalza la qualità del commercio di prossimità e restituisce valore a quel principio di comunità che dovrebbe guidare ogni decisione», conclude la presidente di Aprilia Commercio, Savina Tatti, insieme al direttivo dell’associazione.
La percezione diffusa tra molti cittadini è quella di una città sporca e lasciata a se stessa. Passeggiare per le vie di Aprilia, oggi, non rappresenta sempre un’esperienza piacevole: in diverse zone il degrado, la scarsa manutenzione e la carenza di decoro urbano incidono sulla qualità della vita e sull’immagine della città.
Mai come in questi mesi gli apriliani hanno riscoperto l’importanza di avere interlocutori politici e istituzionali di riferimento. Le vicende legate al trasporto pubblico, all’aumento della Tari e ad altre questioni che incidono sulla vita quotidiana hanno evidenziato quanto sia fondamentale poter contare su un confronto costante con una rappresentanza politica capace di raccogliere le istanze del territorio e trasformarle in proposte e azioni concrete.